mercoledì 13 maggio 2009

GIUSY IN TOUR...


Maggio e giugno saranno due mesi in cui mi troverete spesso in giro ;-).. e anche in tv (altre due puntate di Penelope, Telelibertà di Piacenza)

Per me ci sono avvenimenti importanti anche sul lavoro (il 23 maggio c'è l'inaugurazione delle nuove sale a pianoterra della mia Biblioteca Comunale di Piacenza, venite, c'è anche il buffet!;-))


Troverete altre informazioni sul blog dei volatori rapidi http://volatorirapidi.wordpress.com/

, sul blog di Domino edizioni http://www.edizionidomino.eu/ sul blog di Solange Mela http://laloggiadegliarcangeli.splinder.com/, oltre che su Facebook.


APPUNTAMENTI MAGGIO E GIUGNO

IL 15 MAGGIO ore 17 e 30 presso laLibreria Romagnosi di Piacenza
presentazione del tour Donne in Giallo (protagoniste Solange Mela, Monica Lombardi e Virginia Parisi). Leggerò la mia poesia i Demoni (tratta dal mio libro "Come la luna di giorno come la luna di notte) che Solange Mela ha pubblicato come introduzione per il suo ultimo libro della saga irlandese di Savanne: Il Codice Morrigan.

Demoni


I miei demoni
Di notte brillano
Fuggi sonno
Lasciameli abbracciare
Tutto quello che non ho detto
Tutto quello che non ho fatto
Tutto quello che non avrebbero
Dovuto dirmi
Tutto quello che non avrebbero dovuto
Farmi
E le stagioni consumate nella stupidità
E i rimorsi
Ambigui angeli della memoria
Vestiti di nero
E i percorsi mai percorsi
Nelle scure mattine
O quelli troppo calpestati
Fino a distruggerli
E i silenzi che anche
Un alito di speranza
Poteva infrangere
E quelle parole
Infime incollature di suoni
Mai pronunciate
O sfuggite come armi mortali…
E i volti
I denti
Pupille
E mani,
tante mani
e tanti corpi…
Vorrei morire
E rinascere per
Poter ricominciare.



IL 28 MAGGIO AL LICEO NOVELLO DI CODOGNO ALLE 18 e 30 per la serie di appuntamenti "APERITIVI CULTURALI... E NON" presenterò la scrittrice, amica e volatrice rapida ALESSANDRA LOCATELLI in



"ISPIR-AZIONE, PASSIONE, LAVORO, CONVERSAZIONI SULLA CREATIVITA'"





IL 29 MAGGIO PRESENTAZIONE DEL CODICE MORRIGAN , Il NUOVO LIBRO DELLA SAGA DI SAVANNE (SAVANNE, IL TESTAMENTO DEGLI O'CONNOR E IL CODICE MORRIGAN) DELLA SCRITTRICE, EDITRICE ED AMICA SOLANGE MELA PRESSO LA BIBLIOTECA DI GRAGNANO ALLE ORE 21.

CON LETTURA DELLA MIA POESIA INTRODUTTIVA "I DEMONI".


e .... attenzione!


Il 4 GIUGNO ALLE ORE 21 PRESSO LA BIBLIOTECA DI CORNAREDO (MI)

SARA' PRESENTATO IL NUOVO LIBRO DEI VOLATORI RAPIDI



CONFINI

mi raccomando!!! prossimamente anche a Piacenza e non solo....

lunedì 4 maggio 2009

PRIMO PREMIO CONCORSO SISSA


"1995 km da Santiago" dei Volatori Rapidi (il gruppo di scrittori di cui faccio parte), che contiene il mio racconto "Il Divoratore di Libri", ha vinto il primo premio al Concorso Nazionale di Narrativa di Sissa (Parma).
Andremo a ritirarlo il 30 maggio, in gran delegazione!!
Che dire...
Questo libro, che è uscito ormai un anno e mezzo fa non finisce mai di darci grandi soddisfazioni!!

sabato 2 maggio 2009

Un ricordo di Enzo Baldoni ...grazie a Pino Scaccia


Oggi su Facebook ho trovato il nome di Pino Scaccia, il famoso reporter italiano, sempre presente nei luoghi caldi del mondo.
Mi si è accesa una luce particolare. Ho fatto un click e siamo entrati in contatto.
Magie di internet.

Pino Scaccia era un grande amico di Enzo Baldoni, ucciso in Iraq nel 2004.

Enzo era una persona per me molto importante, per quei motivi strani che la razionalità non riesce a spiegare.
Mi ha sempre incuriosito la figura di questo pubblicitario geniale e di successo(sue tante famose campagne per Mc Donald's, San Benedetto, Gilette, Bic) traduttore di fumetti, giornalista ...che ogni tanto improvvisamente mollava tutto e partiva per Timor Est o per la Colombia per vedere, capire, aiutare. Per esserci sempre dove nessuno voleva andare, dove c'era la guerra o il degrado.
Dove non si capiva bene quale fosse la verità. E lui partiva senza pregiudizi, senza preconcetti. Per capire e raccontare.
Lo seguivo ovunque andasse.

In una mia antica vita anch'io sono stata copywriter, o perlomeno un'apprendista, insomma ci ho provato. E poi ho rinunciato diventando un'impiegata brunettiana.
E' un ambiente strano, quello della pubblicità, dove, appunto, la verità è proprio quella che manca, quella che si deve occultare.
Quella che invece lui cercava.
Trovavo curiosa questa apparente contraddizione nella sua vita. Solo apparente.
I copy sono persone strane, anch'io un po' lo sono anche se ho praticato questo strano mestiere per pochissimo, e con scarso successo.

Quando Enzo è morto ho provato un grande dolore. Ricordo che era agosto e che io ero più o meno sofferente per le mie solite delusioni sentimentali... Leggevo distrattamente i giornali e nulla scuoteva la mia apatìa. Ma quando diedero la notizia della sua cattura e poi della sua morte piansi. Ricordo bene tutto.
Per via di Enzo in quei giorni decisi di odiare per tutta la vita un giornalista che prima mi era persino simpatico, che lo definì "un pacifista con il kalashnikov".
Presi posizioni politiche che non mi erano abituali in quella circostanza. Io che non ho per nulla una cultura di sinistra litigai per lui con tutti coloro che difendevano l'operato del governo di allora.

Un giorno scrissi di getto una poesia.
Dovevo scrivere per forza in quel momento, in quel giorno. E' difficile da spiegare alle persone razionali.
Ricordo che era l'8 ottobre, perché avevo creato il file sul computer in quella data.

Mesi dopo scoprìi che era il giorno del suo compleanno.
Ricordo anche che partecipai ad un concorso con quella poesia e vinsi un premio.
E che la mandai a sua moglie, che si chiama Giusi come me, che mi rispose poco dopo con un biglietto che conteneva una bellissima frase di Enzo, che conservo ancora.

Ricordo anche che da quel momento lessi tutto su Enzo, anzi su Zonker, il soprannome che usava sul suo blog - fu uno dei pionieri dell'utilizzo di questo mezzo - .

Volevo ringraziare Pino che ha pubblicato un link con la mia poesia sulla sua pagina di Facebook.

Rispetto a tanti caduti in Iraq mi sembra che Enzo non goda del rimpianto e della considerazione che merita. Troppo scomodo come personaggio, troppe le responsabilità di qualcuno sulla sua fine, ancora misteriosa.

Rimane la sua ultima foto, il ricordo del bene vero, autentico che Enzo era andato a portare in quella terra martoriata.



L’ultimo viaggio di Zonker*



Alla ricerca di anime nuove

sei partito per la tua ultima avventura

con il sorriso lieve e divertito

di chi ha sempre visto il mondo

capovolto, a testa in giù.



Volerai sulla tua rondine

nel tempo e nello spazio.

né buoni né cattivi

ti appariranno i diavoli né gli angeli

Neanche di Dio avrai soggezione:

lo guarderai dritto negli occhi

senza chiedere il Suo nome



Sventola la bandiera bianca

del tuo esserci sempre

nei nodi topici del tempo

dove il bene e il male si confondono

in un groviglio inesplicato.

Sornione come un gatto

ne cercavi il capo

alla ricerca dell’assurdo,

ché talvolta nell’assurdo

è il senso ultimo dell’uomo.



Sotto le stelle di Babilonia spodestata

di Nabuccodonosor e dei suoi splendori

perdevi a dadi con il destino

tra inferni di anime dannate,

di storie spezzate, di fiori mutilati.

Ma ecco salir dai minareti

canti dolci e lamentosi,

melodie di lingue strane,

brillare il sorriso di una donna

svelata da una brezza,

alba presaga di nuova umanità.



Germoglia la terra annaffiata dal pianto

e sa di lacrime nere come il petrolio

che è sangue scuro, sangue amaro.



Vorrei essere un raggio di sole

per ritrovare il tuo spirito sagace:

lo porterei sulle nuvole più strane

a forma di Timor est o di Birmania,

di tutte le patrie delle tue utopie lontane

e lo farei piovere a dirotto

per spegnere la sete dei potenti,

per far rinascere dal fango la speranza.


*pseudonimo di Enzo Baldoni : creativo, reporter ed operatore umanitario italiano ucciso in Iraq. La sua campagna pubblicitaria più celebre è quella di una famosa acqua minerale che si trasforma in rondine e vola via leggera.


Ecco la frase testamento di Enzo:
"Guardando il cielo stellato ho pensato che magari morirò anch'io in Mesopotamia, e che non me ne importa un baffo, tutto fa parte di un gigantesco divertente minestrone cosmico, e tanto vale affidarsi al vento, a questa brezza fresca da occidente e al tepore della Terra che mi riscalda il culo. L'indispensabile culo che, finora, mi ha sempre accompagnato. »

mercoledì 29 aprile 2009

PENELOPE TELELIBERTA'


Caro il mio blog,
sei finito in tv, anche tu!!
Non me l'aspettavo che ti inserissero durante il programma.
Aspetta, faccio un passo indietro.

Sono stata invitata ad una trasmissione televisiva di Telelibertà, l'emittente di Piacenza, Penelope, un talk show al femminile molto seguito in città e provincia, presentata dalla giornalista Nicoletta Bracchi.
C'erano con me in trasmissione il mio amico e compagno di volo Ottavio Torresendi, la mia adorata Doriana Riva, volatrice anch'essa e Laura Tacchinardi, amica d'infanzia e insegnante di lettere della scuola Anna Frank dove ho tenuto un mese fa una piccola lezione di poesia.
(a proposito, un abbraccio a Erica, Kadim, Elia, Lorenzo, Sasha e a tutti i "miei" bambini!!!)

Parlavamo, appunto, di poesia e d'amore, due argomenti in cui teoricamente ultimamente passo per esperta.
La poesia fa parte di me. L'amore...beh, anche.

Con esiti molto molto altalenanti, non sarei la Bridget Jones locale.

Forse per questo però ne vedo tutti i lati, compresi quelli oscuri.
E comunque mi piace scriverne.
Dopo la mia esperienza a San Valentino a Piacenza Expo, dopo aver pubblicato la mia raccolta di poesie, sembra strano... ma io, proprio io, ricevo spesso richieste di consigli sentimentali, oltre che bellissimi pensieri d'amore e poesie.
Alla maggior parte delle persone rispondo privatamente.
E' più uno scambio di emozioni, di parole... che lascia anche a me interrogativi, questioni in sospeso dentro di me, voglia di amare.

Mi piace scrivere d'amore.
Nella vita privata ne ho pudore, tendo a non parlarne.
Ma qui posso farlo... per fortuna.

Alla fine della trasmissione è andato in onda un filmato in cui intervistavo i piacentini, per strada.
Che fatica all'inizio!! Come siete difficile concittadini miei!!Sempre con il broncio, ma perché?
All'inizio però, poi vi siete fermati e avete letto per me poesie bellissime... Grazie!!

E grazie al regista della trasmissione che mi ha messo in sottofondo, mentre correvo per il centro, All you need is love!! I "miei" Beatles!!

Beh, insomma caro blog, ad un certo punto ti hanno fatto vedere. Una schermata.
Caspita, mi sono detta, adesso devo curarti ancora di più, farti bello! Adesso ti conoscono! Prima ti tenevo un po' nascosto.
Così ho chiesto anche aiuto!!

Dai, mettiamoci in ordine, un po' carini.
Decidiamo cosa pubblicare nei prossimi giorni, vediamo di proporre qualcosa di intelligente, stimolante.

Dai dai!!

UN SENTITO RINGRAZIAMENTO A NICOLETTA BRACCHI PER AVERMI DI NUOVO OSPITATO ASSIEME AI VOLATORI RAPIDI (volatorirapidi.wordpress.com) E A NICOLETTA MARENGHI CHE MI HA INSEGUITO CON L'OPERATORE PER TUTTO IL CENTRO MENTRE CORREVO DIETRO AI PIACENTINI ASPIRANTI LETTORI POETICI!
GRAZIE A STEFANO MORBELLI PER LE RIPRESE A SCUOLA.

domenica 26 aprile 2009

Ciò per cui cui vale la pena scrivere...

sono le emozioni che talvolta riusciamo a suscitare nelle persone, specialmente in quelle più sensibili.
Voglio condividere le bellissime parole che il Prof. Lorenzo Mandarino, autore di "Quel giorno,i giorni" e vincitore del terzo premio di Narrativa a Cattolica ha avuto la bontà di scrivermi dopo aver letto il mio libro di poesie.
E' sicuramente "troppo", ma è un grande incentivo per me per continuare a lasciare tracce delle mie emozioni sulla carta...
Grazie di cuore, carissimo Professore.


"Questa tua poesia canta l'inafferabilità dell'essere, la pura gioia dell'esistenza, la contemplazione del dono della vita.

E', proprio per questo, la ricerca dell'altra parte di te stessa, il canto di disperazione per averla smarrita e di gioia per averla ritrovata e poi della delusione di averla ancora smarrita, tuttavia carica della speranza di ritrovarla di nuovo.

E' come una preghiera a Chi l'esistenza l'ha creata dall'infinità dei secoli, a Colui il Quale esaudendo la preghiera di Adamo di liberarlo dalla sua solitudine lo ha diviso in due per poter perpetuare la vita.
Ma ora Adamo, come te, grida per poter ritrovare la sua parte mancante e, dopo averla ritrovata, la vuole perdere per poterla godere insieme.

Altro che sesso in questo mondo che ha occhi aperti dappertutto, scruta con strumenti sofisticati, ma ha occhi spalancati sulle tenebre.

Nella tua disperata lotta, come quella di Giacobbe con l'angelo, non sono braccia di uomo che invochi, ma il senso profondo della vita.

Si sente come in una struggente preghiera il grido del Salmo: "Dal profondo grido a Te, Signore..." Un Dio lontano e presente.

(Lorenzo Mandarino)

sabato 25 aprile 2009

domenica 19 aprile 2009

Premio Nazionale Città di Cattolica




Ieri sera sono andata a ritirare il mio premio a Cattolica.
Serata molto bella. Non sembrava una cerimonia tipica di un premio letterario: c'erano musica, balletti (bellissimo quello ispirato all'antica Grecia riportato qui sopra), una presentatrice televisiva (Elisa Triani, che ha lavorato tanti anni con Gerry Scotti).
Hanno partecipato 650 autori, da ogni parte d'Italia, per cui per me essere arrivata tra i primi 20 è una grande soddisfazione. Inoltre nella mia sezione (poesia e narrativa/saggistica) i primi tre non erano libri di poesie, come il mio.
Ho avuto con mio grande piacere anche l'opportunità di intervenire durante la serata parlando della difficolta di editare e vendere libri di poesia.
Sono molto contenta comunque del mio piazzamento...è davvero un onore per me essere stata scelta in questa rosa prestigiosa di autori.
Poi ho portato a casa anche una bottiglia di Sangiovese di Romagna doc! Che voglio di più???
Buffet splendido alla fine... Eccezionale organizzazione, con i fiocchi. I Romagnoli sono sempre grandiosi e ... spettacolari!
Purtroppo Sergio Zavoli non ha potuto partecipare per problemi di salute, in compenso ho conosciuto il simpaticissimo Cesare Rimini, il matrimonialista dei Vip.
Tra le tante persone che ho hon avuto modo di connoscere mi piace ricordare il sensibilissimo Prof. Lorenzo Mandarino (che nome da artista!) di Napoli, il Presidente della Giuria Prof. Antonio De Simone dell'università di Urbino, la bravissima e dolcissima Marina Pratici che mi ha invitato nella sua splendida Lunigiana, Stefano Borghi da Milano, detto il Cannibale al suo 180mo premio letterario (caspita!), la bassanese Francesca Basso con la figlia Giulia, bibliotecaria d'assalto, fortissima! La bella Paola Merolli, un'autrice di livello altissimo ma che non se la tira per niente... con il suo simpatico marito dalla splendida Roma!! E poi l'organizzatore infaticabile Roberto Sarra, una vaga somiglianza con Jack Lemmon, poliedrico all'inverosimile e troppo simpatico!E tutti gli altri il cui nome ora non ricordo ma con cui ho trascorso una bellissima serata.

Insomma, sono proprio contenta!!

Il tutto al Teatro Snaporaz di Cattolica, dal nome stranissimo, preso direttamente dal film "La Città delle Donne" di Federico Fellini.

mercoledì 8 aprile 2009

IL MIO ABRUZZO

Mi sento molto partecipe di quello che sta succedendo in Abruzzo.
Metà del mio sangue viene da lì.
Non proprio dall'Aquila, ma da Ortona Mare (vicino a Pescara) e San Valentino in Abruzzo Citeriore (il paese italiano con il nome più lungo) nel Parco della Majella, i luoghi natìi dei miei nonni materni.

E' da quando sono nata che ho il mito del popolo abruzzese "Forte e gentile".
Negli anni scorsi sono andata a ritrovare le mie radici, provando un senso di appartenenza che non ho mai provato in vita mia.

Per questo soffro particolarmente per le ferite alla "mia" terra.
Conosco però il popolo fiero, la razza sannita indomita, quella delle Forche Caudine.
L'onestà. La cordialità del Sud e la riservatezza del Nord che li contraddistingue.
Ce la faranno. E dobbiamo tutti aiutarli.
Mi raccomando. In tutti i modi possibili.

Dato che questo è il mio blog poetico...
Al mio adorato Abruzzo questa poesia che scrissi anni fa nel mio viaggio sulle orme dei miei nonni....


Vento d’Abruzzo
(estate 2005)


Vento d’Abruzzo,
vento natio,
brezza fresca
sferzante di freddo
anche nell’ora più calda

Eccomi, mi hai chiamato.
Ero lontana
e ora son qui.

Parlami con i sussurri
del sangue
di chi non ho mai conosciuto.

Portami le speranze
di chi si è immerso
con povere vele
in questo mare lucente.

Mostrami i baci e gli sguardi
impauriti
delle mie ave zitelle
dagli occhi brillanti
e poco casti,
il bianco e nero
delle loro vite
e delle loro fotografie.

Raccontami
i porti d’approdo
dello zio marinaio
bello e sfrontato
con le donne prosperose
a lui avvinte
e un po’ unte
dalla sua brillantina.

Regalami l’ironia pungente
e l’avventuroso fatalismo
della tua gente
martoriata dalle bombe
e dalla terra sassosa e ballerina.

Riportami per un attimo
la severa figura di mio nonno
e il suo sguardo onesto
e penetrante,
i suoi sogni di bambino
qui a guardare questo mare
e le sue valigie sempre
da fare.
A sfidare il mare.
E la guerra.

Sento la sua nostalgia
feroce come la nebbia
della mia
della sua
nuova terra
e la sento un po’ anche mia.
Perché atroce è la malinconia
di chi vive in luogo
senza radici.

O vento della mia sconosciuta terra,
nato dalle montagne
della selvaggia Majella,
accarezza il mio volto
e le mie lacrime
di una vita lontana da te,
lontana dal mio vero
autentico sangue.

Sento un profumo nell’aria
E’ profumo di me,
della mia parte migliore
sempre pronta a partire,
sognare, esplorare
come i miei antichi paesani
che solcavano questo mare
per approdare in terre lontane.

Solo qui lo sento,
solo qui mi sento a casa.
Finalmente.

Anch’io di qui partirò
dopo essermi tanto arenata
e la vita navigherò
dissotterrando le ancore
troppo a lungo
fermate.

Vento d’Abruzzo,
portami lontano.
Ma che possa un dì ritornare.


Giusy Cafari Panico

venerdì 3 aprile 2009

PREMIO NAZIONALE CITTA' DI CATTOLICA

Ho saputo da poco di essere tra i vincitori del PREMIO LETTERARIO NAZIONALE CITTA' DI CATTOLICA con il mio libro di poesie "Come la luna di giorno come la luna di notte, che prevede anche la segnalazione degli autori alle case editrici.
Sarò presente anche nell'antologia del premio con la mia poesia "Le lacrime del mare".
Tra i premiati "alla carriera" anche Sergio Zavoli.
La serata di premiazione presentata da Elisa Triani conduttrice e giornalista televisiva, sarà ricca di eventi e vedrà la partecipazione di personaggi del mondo della letteratura e dello spettacolo come lo stesso Zavoli e Cesare Rimini, il più noto avvocato matrimonialista italiano, editorialista del Corriere della Sera.

La premiazione avverrà il 18 aprile a Cattolica.

I MIEI VOLATORI RAPIDI



I MIEI VOLATORI RAPIDI

Il 16 aprile ricorrerà il secondo compleanno dei Volatori Rapidi, il gruppo di scrittori di cui faccio parte.
Ah, ma non vi ho parlato dei miei Volatori… ma no! Dai!
Praticamente sono la mia seconda famiglia.


Ci conosciamo da due anni. E’ stato un colpo di fulmine ad un concorso letterario "Volo Rapido 2007", organizzato da Porsche Italia - Attività culturali a Piacenza, nello spazio Rotative di Libertà.
Non ci siamo più lasciati.
Ne parlo come se si trattasse di una storia d’amore, e in realtà un po’ è così...
Siamo in sedici e da due anni, appunto, viviamo in simbiosi.
Ci scambiamo un sacco di mail al giorno (nei periodi clou anche una cinquantina, da diventare matti), ci vediamo spesso - soprattutto al Circolo Biffulus, il nostro buen retiro sul guado del Po che abbiamo immortalato nella copertina del nostro primo libro- discutiamo su qualunque argomento, spesso litighiamo, facciamo pace, ci dividiamo, ma poi ci ricombattiamo subito.
Insomma, siamo tutti ancora innamorati!

E’ un connubio stranissimo il nostro.
Lo scrittore è di per sé un individualista, scrive da solo nella sua cameretta o nel suo studio, pensa da solo, crea da solo… Vive per se stesso.
Poi capita che ci siano 16 scrittori che stanno insieme, fanno progetti comuni, cedono un po’ di se stessi per essere parte di uno strano esperimento umano.
Siamo noi. Roba da matti!
Ottavio, Federico, Angelo, Sergio, Francesco, Pietro, Luigi , Agostino, Doriana, Chiara, Alessandra, Betty, Monia, Melissa e Manuela… e Giusy.
Ognuno con la propria forte personalità.
Mentre scrivevo i nomi in ordine casuale non potevo fare a meno di pensare ad ognuno di loro con i loro pregi, difetti, con la loro grande carica umana.
Che me li rende cari, praticamente fratelli.

Tutti abbiamo anche una carriera solista, spesso prestigiosa.
C’è che fa incetta di premi letterari, chi pubblica da solo, chi affianca la passione di scrittore a quella di giornalista professionista, di pittrice, di attore e cabarettista, di psicologa, chi si occupa di programmi politici, ecologici, sociali.
C’è chi ha poco più di vent’anni e chi ne ha settanta.
E’ difficile spiegare il rapporto stretto che ci lega, so solo che non riesco più ad immaginare la mia vita senza di loro.
Tant'è vero che non riesco a parlarne in modo oggettivo qui, in questo mio spazio.

Potrei scrivere: abbiamo pubblicato un libro che si chiama “1995 km da Santiago” che ha vinto anche recentemente un Premio a Salò, dopo aver vinto il premio Rotary Città di Piacenza.
Che siamo stati tutta estate ospiti di Libertà con i nostri racconti “Sotto l’Ombrellone”.
Che organizziamo eventi culturali molto divertenti come lo Speed Date letterario che ha avuto talmente successo che siamo persino finiti al Festival della Letteratura di Mantova. Non ce ne capacitiamo ancora!
Noi, i Volatori, appena nati, nella stessa manifestazione che ospita Ken Follet, Umberto Eco e Daniel Pennac!
Non ci posso ripensare!!
E dovrei anticipare che in Maggio uscirà il nostro prossimo libro “Confini”…
E tanto altro…
E lo sto facendo, perché è giusto ed io sono orgogliosa dei nostri successi! Ma è tutto riduttivo per me...

In questo spazio che è solo mio, vorrei parlare solo della mia esperienza umana di Volatrice (il nome delle componenti femminili ;-)- sì, lo so siamo una manica di pazzi, ma è bello anche questo! -

E se volete saperne un po’ di più andate sul blog ufficiale .
http:// volatorirapidi.wordpress.com

…buon compleanno Volatori Rapidi, amici miei! Vi voglio bene

mercoledì 18 marzo 2009

Pesci, piante e blog

Carissimi e sopratturo carissimo tu, Blog,
vi sto trascurando un po’.
È tipico del mio carattere.
Mi piacciono i pesci rossi ma li faccio morire tutti.
Permettete che mi alzi un attimo in piedi in memoria di Ulisse, Abramo e Isacco.
Dopo averlo fatto diventare anoressico, per senso di colpa avevo rimpinzato di formaggio grana (!) Ulisse, che poi è morto di apoplessia dovuta ad indigestione.
Isacco, non si sa perché, un bel giorno si è addirittura suicidato, saltando fuori dalla vaschetta dopo l’ennesima lite con Abramo (morto sì di fame, ma a veneranda età come il suo illustre omonimo).

Mi piacciono da matti i fiori e mi sdilinquisco davanti ad ortensie, violette, orchidee. Non parliamo delle rose.
A Ravello ho passato tre ore nei giardini wagneriani di Villa Ruffolo, in trance.
Per dire.
Ma non regalatemi una pianta, dopo un mese è sicuro: la faccio appassire. Non l’annaffio.
Regalatemi dei fiori recisi… E che durino al massimo tre o quattro giorni.
Poi si adattano alle mie speculazioni filosofiche, la bellezza dura poco, il profumo, la vita, tutto…
Meglio guardarli spesso, goderli…
La pianta invece è lì… e accidenti e se mi dimentico? E i sensi di colpa?? Un fiore non me li pone.

Insomma io sono quella che fa morire il tamagochi. Avete presente quel giocattolino giapponese che ha sullo schermo un pulcino?
Se ogni tanto non lo schiacci il pulcino non riceve nutrimento virtuale. E dopo un po’ biiiip, malinconicamente si spegne.

Caro Blog, adesso faccio un fioretto. Sarai il tamagochi che non farò morire, la pianta di fiori che annaffierò, il pesce rosso a cui darò da mangiare.

Almeno credo… ;-)

un po' di poesie...

Ma in questo blog di poesie d'amore... mancano le mie poesie!!

Incredibile.

Eccone alcune tratte dal mio libro "Come la luna di giorno, come la luna di notte" edito da Lir



Impara ad amarmi

Impara ad amarmi.
E’ tanto difficile amarmi?
E non solo il mio corpo,
quattr’ossa
mescolate a morbida carne
domani già polvere.
Ama le mie debolezze,
ti prego,
amale tanto,
tanto da proteggerle dal mondo.
Ama la parte di me
che conosci
Ama il mistero di quella
che ignori.
Ama ciò che mi rende diversa
dagli altri
Ama ciò che mi rende uguale.
Ama ciò che ti sorprende.
Ama ciò che ti rassicura.
Amami con coraggio:
l’amore è un leone
che si muove spavaldo
non un coniglio spaventato
che fugge al primo sparo.
Amami con un pizzico di follìa
ché l’amore senza follìa
è una minestra senza sale.
Amami come se dovessi
conquistarmi
perché desiderata da tutti,
prenditi cura di me
come se non mi volesse nessuno.
Amami “nonostante”
Amami “siccome”
Amami “affinché”,
ma non amarmi “quando”
amami “SEMPRE”.



Punto di non ritorno


Non tornerò più come prima:
l’abisso dell’amore
si è aperto davanti a me
ed io con volo d’angelo
sorridendo mi sono
già tuffata.
Tra poco
sarò già morte
o mare arcano e ristoratore.
E’ fatta:
ora ti amo.
Qual è stato il confine
quale la pietra miliare
sul mio ineluttabile cammino?
Non riesco,
non riesco a ricordarlo.
Del resto chi si avvede
del passaggio
dalla veglia al sonno?
Forse tutti siamo
nati da un sorriso
e forse anch’io dal tuo.
Ma ora…
che sarà di me?
Mi sento già così incompleta
essendoti lontana.
Mi sembra di pensare,
agire, essere
volteggiando attorno a te
come inseguendo
una luce meravigliosa.
Ho già paura di bruciare,
perché sento che non riuscirò
a non toccarti.
Ma è troppo tardi:
ora hai in mano
la mia fragile vita
e avverto delicata
la tua nella mia.
Ma è leggera!
E’ bella come un velo di tulle!
Mi ci avvolgo e sono la più preziosa,
la più amata
delle donne,
sì, la più felice!



Mi manchi tanto

Mi manchi tanto
Quando mi succede
Che il mondo gira alla rovescia
Che non vedo nulla
Al di là della mia rabbia.
Guardo la pioggia
Che infradicia l’estate
Rovinandole il suo abito più bello
E la trascina nel buio
Della morte
In attesa della rinascita
Dura e lontana.
Ho tanto freddo.
Vorrei parlarti
E solo sentirti
Illuminerebbe tutto
E lo scalderebbe.
Nascerebbe il sole a mezzanotte!
Tutti alzerebbero lo sguardo
Verso il cielo
E chiederebbero spiegazioni
A Dio o al governo
E poi io mi affaccerei
E spiegherei che ho sentito
La tua voce
Dopo tanto tempo
E che la notte si è squarciata
E tutti felici circonfusi di luci
Canterebbero e festeggerebbero
Felici per me, felici per te.
Mi manchi tanto.


Le lacrime del mare

La bottiglia iniziò a navigare
verso paesi lontani,
i marinai tiravano sassi per giocare e romperla,
qualcuno con un amo cercava di afferrarla,
ma bisognava sporgersi troppo.
In realtà bastava che una barca
si avvicinasse alla sua semplice rotta
e che un uomo la prendesse con una mano.
Ma il comandante ordinò di passare avanti,
c’era un branco di pesci da pescare
e poi forse c'erano le solite frasi sul messaggio:
“Un amore perduto, la preghiera di un ritorno
il desiderio di un regalo speciale.”
Nulla che non si potesse urlare al cielo
o sussurrare in una preghiera.
Così la missiva del naufrago
continuò a galleggiare tra le onde, sempre più alte,
finché si infranse contro uno scoglio
e la carta si intrise di acqua e di sale,
le lacrime del mare.


Discontinuo

Ho perso i ricordi
ho perso me stessa.
La sabbia della
mia clessidra
caduta dolorosamente
è fuoriuscita
dispersa nelle fessure
della mia casa.
Sono io che
ho incrinato il vetro
ed è come se avessi gettato
via ciò che mi faceva
male,
che mi sembrava
superfluo.
E invece tutto serve
a me
focomelica di ricordi,
ramo senza tronco
attaccato alla radice.



Ti aspetto sulla luna

Se mi cerchi
ti aspetto sulla luna.

Distenderò

lenzuola d’argento
e preparerò dolci
di rose e di miele.

Lascia il passato
e le sue maglie
di ferro,
falle indossare
ad un altro.

Rendimi nuova
come una figlia
di Diana.

Dammi un nome
che nessuno
ha mai avuto prima

Voglio la luna.

La chiederò
alle streghe bianche
e agli elfi dei sogni
e se mi cerchi
ti aspetto là




mercoledì 4 marzo 2009

ancora pensieri d'amore

Oggi ho ricevuto un altro pensiero d'amore... che arriva via mail da un partecipante alla fiera del cioccolato di San Valentino.

Eccovelo:


L'estate più fredda e torrida che abbia mai visto

Il vento non mi riscalda,
il sole non fa luce e
il caldo non mi scalda.
Ormai sono finito,
ho chiuso.
Ma pero' ricordati questa estate,
cosi fredda e ghiacciata
non ci riflettera mai piu'.

(G. C.)

domenica 1 marzo 2009

Un po' di Giusy... in prosa.

Un po’ di Giusy in prosa…

IL DIVORATORE DI LIBRI


Un assaggio del "Il Divoratore di libri”… il racconto con cui ho iniziato la mia avventura con i Volatori rapidi di Piacenza, il gruppo di scrittori - e di carissimi amici - di cui faccio parte, inserito nel libro 1995 km da Santiago vincitore del premio speciale Città di Piacenza Rotary e premio della critica Città di Salò.




(…) Nel mese d’agosto la Biblioteca chiudeva tradizionalmente per due o tre settimane.
La bibliotecaria che aveva parlato con Odisseo era stata una delle ultime ad uscire.
I maestosi corridoi deserti irradiavano calore, i libri stessi, distri-buiti nelle varie sale, sembravano far caldo, come maglioni esposti in anteprima nelle boutique in piena estate.
Il metronotte inserì tutti gli allarmi sotto gli occhi della solerte impiegata, che inforco la bicicletta e si diresse a casa.
Nella sala conferenze dietro il Salone Monumentale, quella sempre chiusa al pubblico, una figura nascosta dietro alle bacheche sospirava di gioia.
Aprì la porta a vetri del salone, accese una potente torcia a pile e, con gli occhi lucenti, ammirò gli imponenti scaffali di legno pregiato che perimetravano il Salone che così deserto sembrava immenso ed era tutto suo! Suo!
Odisseo toccò, attraverso le grate protettive, i consunti volumi del cinquecento e ne ebbe un piacere quasi sensuale.
Si sdraiò sul pavimento per contemplare questa immensa quantità di volumi, questi secoli di sapere che ben presto avrebbe assimilato.
Uscì dal salone e disinnescò tutti gli allarmi.
Nelle ultime settimane aveva spiato i movimenti dei metronotte e memorizzato tutti i codici d’accesso.
Ora la biblioteca e i suoi duecentomila libri erano suoi, suoi per tre settimane!
Non poteva accendere la luce perché l’avrebbero intravista all’ester-no, così era la torcia ad illuminare i suoi passi.
Odisseo saliva e scendeva dalle scale e, come un maniaco sessuale nel più grande postribolo del mondo, andava a scegliere i libri più belli e preziosi, gli incunaboli più rari.
Ormai la sua lettura era divenuta rapidissima, gli occhi scorrevano le righe con la velocità di un computer.
Non mangiava, Odisseo.
Beveva solo acqua dai rubinetti dei bagni per non disidratarsi.
A volte il caldo torrido gli imperlava il corpo fino ad infradiciarlo.
Era stremato. Di notte dormiva per terra, avendo per giaciglio i libri che avrebbe letto il giorno seguente e nel sonno sognava vortici di parole che lo inghiottivano, pronunciate in lingue strane: aramaico, sanscrito, egiziano.
Era stato ospite dei giardini di Semiramide, aveva ascoltato un concerto di piano sul divano di Odette Swann ed era partito da Macondo al seguito del colonnello Buendia!
Ormai era nel delirio più assoluto: credeva che il semplice contatto con un libro avrebbe trasfuso tutto il suo contenuto fin nel suo midollo e così toccava tutti i volumi uno ad uno, arrampicandosi sulle scale, per raggiungere quelli più alti, quelli più antichi.
Non avrebbe mai potuto leggerli tutti in una vita, ma toccarli sì… Sfiorò un libro di preghiere medioevali e in tutta la Biblioteca si diffuse come in filodiffusione un canto gregoriano.
Guardò il suo corpo sudato e scheletrico.
Ormai non sopportava nemmeno più di ottemperare ai più evidenti bisogni fisici per non sottrarre tempo alla lettura.
Persino bere un goccio d’acqua da un lavandino significava perdere minuti preziosi per dissetarsi alla fonte del sapere.
Aveva rinunciato anche a dormire… temeva che qualcuno si sarebbe introdotto nel Palazzo per effettuare qualche controllo e allora avrebbe dovuto interrompere la sua missione.
Dopo sette giorni giaceva quasi esanime nella sala a scaffale aperto, la luce ormai spenta, i morsi della fame che lo divoravano.
Trovò in tasca un lussuoso accendino, ricordo dei tempi in cui si ubriacava, andava a donne, fumava…e fece luce.
In preda alla fame si trascino verso uno scaffale e afferrò un libro. Dapprima incerto sul da farsi, poi con ferocia, comincio a strappare le pagine e a deglutirle, una ad una.
Dopo i primi bocconi comincio ad avere la consapevolezza di quello che stava facendo.
Nella sua allucinazione immaginava di avvicinarsi ad un cibo sacro.
Il sapore era acre e la durezza delle pagine gli graffiava l’esofago.
Quando finì il suo pasto belluino, guardò il libro che aveva divorato: era l’Inferno Dantesco, il prezioso volume illustrato da Doré.
A quella vista perse la testa e si senti dannato, dannato per sempre.
Lo sfogliò febbrilmente e vide che una parte si era salvata.
Solo un canto. Il XXVI, Il canto di Ulisse. Ulisse…Odisseo!
Il nome che rimbalzava di bocca in bocca nei corridoi al suo passaggio e che ora gli appariva nella sua tragica coincidenza.
Tutti i tasselli cominciavano a quadrare.
L’universo stava tessendo il suo destino. Forse stava per raggiungere davvero la fusione totale tra vita e arte, tra vita e sapere…. (…CONTINUA)




Mantova…Maratona di scrittura Volo Rapido 2008
Regole 550 minuti per 2550 battute
Racconto vincitore della tappa

“SO FAR AWAY FROM ME”

L’alba. L’ora del giorno che più mi piace, che più mi si addice.
Come il suo colore.
Che è quello del tempo, dell’indefinito, del blu che va a passeggio tra le nuvole rosse.
E’ come una nota musicale, una corda di violino tesa in un accordo diverso dal carattere gioioso di un Do o di un Fa, o giovane e squillante di un Sol. E’ un Si minore, una sfumatura di malinconia persa in un sorriso.
Forse la malinconia di Dio.
E’ in quest’ora che ritrovo me stessa e il mio corpo
L ’ultravioletto penetra le mie carni senza bruciarle. E io corro, corro libera.
Le mie gambe dapprima sembrano incollate al terreno, contratte dalla fatica, poi improvvisamente volano… e decollano nel cielo assieme alla mia mente.
<> canta Mark Knopfler dei Dire Straits nel mio i-pod, e io penso sempre a te in questo punto del parco, a te che sei lontano.
E corro sempre più forte, pensando di inseguirti e di raggiungerti, finalmente.
Ma ieri sera mi hai mandato quel messaggio.
Mia madre mi ha tenuto stretta tra le braccia tutta la notte e mi ha lasciato piangere.
Non volevo nemmeno andare a lavorare, ma invece sono venuta persino a correre.
Stavolta a correre lontano da te.
Non è giusto però scappare. Mai.
E così eccomi seduta su questa panchina.
Come nel Truman Show sfilano tutti i miei compagni di strada: cani, atleti, vecchi patetici con le loro tute colorate, donne vagamente anoressiche, donne evidentemente bulimiche. Sembra che tutti rincorrano qualcuno o scappino da qualcosa.
La forma fisica è solo un pretesto.
E queste nuvole…
Scorrono sopra la mia testa, la stessa testa che fino a ieri aveva in mente solo te.
C’è la solita coppia di fidanzatini. Splendono come pianeti benevoli di un oroscopo fortunato.
Tutti al loro passaggio riflettono il loro amore, come satelliti invidiosi.
E anch’io oggi sono una luna acida e stizzita.
Ma ecco, il colore del cielo sta cambiando. Gli uccelli spaventati emettono suoni striduli.
Il grigio cupo minaccia pioggia, e il silenzio cala sulla coppia.
Eccoli ora i due, immobili e ostili.
Non è piovuto, e sono ancora qui, sulla panchina.
Tra pochi minuti devo tornare al mio lavoro, quel lavoro per cui siamo così lontani, uomo della mia vita.
I due ragazzi ora si stanno baciando: non si sono lasciati, anzi orbitano l’uno intorno all’altra come stelle gemelle.
Il mutare repentino del tempo e dei loro sentimenti però ha commosso nel profondo il mio spirito. E mi fa sperare.
Forse tornerai.
Forse potrò tornare a correre e a inseguirti “…. So far away from me”.



Racconto terzo classificato a “L’autobus del Tempo” concorso bandito da Tempi Agenzia – Agenzia di Trasporto pubblico di Piacenza
(pubblicato nell’antologia nazionale ASSTRA)

SVENTATO OMICIDIO

“Parma batte Piacenza 1 a 0. Il derby del Ducato va ancora alla squadra della sua capitale”
- Ma lassa lé!-
Emilio spense la radio del suo autobus di linea.
Lui ce l’aveva a morte con il Parma.
Nella partita di ritorno avrebbe esposto uno di quegli striscioni che a quei fetenti sarebbe venuto male.
Lui ce l’aveva a morte con Parma.
“A Parma c’è più vita, Parma è diventata la capitale europea dell’alimentazione e piantatela col dire che Verdi è piacentino che in tutto il mondo sanno che è di Parma!”
Ma c’era di più. Quello che gli aveva portato via la Claudia, a due mesi dal matrimonio, era di Parma.
Riaccese la radio:
“E’ in corso a Ginevra un esperimento che riprodurrà il big bang e creerà un buco nero artificiale. Non temete, non ci sarà la fine del mondo né disturbi dello spazio tempo anche se…”
Interessante, commentò l’autista.
A lui piaceva tenersi informato, cosa credeva la Claudia.
Per esempio quella storia del Ducato e della capitale.
Era la storia di Pier Luigi Farnese. Il figlio del Papa.
Roba del 1500, all’incirca. Pier Luigi era venuto a stare a Piacenza, che allora era la capitale del Ducato.
Poi i piacentini, che si sa che sono diffidenti con chi viene da fuori, un bel giorno l’avevano accoppato e i Farnese avevano fatto le valigie e se ne erano andati a Parma.
E da qui le scarogne dei piacentini e l’insuperbirsi dei parmigiani.

Stava concludendo la sua corsa alla stazione delle corriere di Piazza Cittadella.
Scese dal suo mezzo ormai deserto e si stupì che non ci fosse nessun altro autobus fermo nel parcheggio.
Ma non c’era nemmeno più la stazione, né i palazzi vicini.
Né il Palazzo Farnese!
Si girò e non vide più nemmeno il suo n° 15!
Sparito anch’esso.
In compenso una carrozza trainata da due splendidi cavalli lo investì, facendolo cadere a terra. Prima che sparisse in uno strano edificio che assomigliava a una fortezza, fece in tempo a vedere al suo interno un uomo barbuto, vestito come in un quadro antico.

Emilio era uno che non si stupiva di niente.
Da quando poi la Claudia gli era scappata via ancora meno.
L’esperimento sul big bang, i viaggi nel tempo… Oddìo, vuoi vedere?
Si alzò dolorante e si guardò attorno.
Una vecchia si fermò e, sbarrando gli occhi davanti alla sua divisa da autista, si mise a urlare: – Stregoneria, stregoneria!-
-Taci brutta megera e dimmi dove mi trovo e quando!-
-Anno del Signore 1547. E questa è la dimora dell’eccellentissimo Duca Pier Luigi Farnese. E’ passato prima in carrozza– biascicò tremante.
Pier Luigi! Proprio lui! Ne stava parlando proprio prima mentre... l’esperimento!Il buco nello spazio tempo!
Ma che importava, aveva una missione ora da portare avanti!
Fu così che Emilio l’autista di Tempi si recò da Pier Luigi il Duca dei Farnese.
“Non deve morire, non deve morire!” – diceva stringendo i pugni.
Ripensò a Claudia e al marito parmigiano e accelerò il passo.
Bussò al portone della fortezza, quella stessa dove aveva visto scomparire la carrozza, e subito gli si radunò attorno la guardia, composta da soldati armati di alabarde.
-Cosa vuoi? –
-Voglio salvare il Duca Pier Luigi che rischia di essere ucciso –
Uno dei capi dei soldati sbiancò.
Dopo pochi secondi l’autista si ritrovò con una spada puntata alla gola: - E voi facevate parte della cospirazione! Aiuto! -
-Chi sei miserabile? Da chi mi vuoi salvare?- l’uomo della carrozza, che indossava un prezioso abito di velluto rosso, lo apostrofò con aria di scherno, mentre usciva dal palazzo.
- Duca- ansimò Emilio- io vengo dal futuro per dirti che oggi, se non stai all’erta, i nobili piacentini ti pugnaleranno a morte. Anche questi soldati sono contro di te! –
Una goccia di sangue sgorgò dal suo collo mentre il capo della guardia urlava: - Uccideteli tutti e due!-
Emilio si divincolò e spinse Pier Luigi dentro il palazzo.
Si barricarono assieme nel salone più interno.
Doveva essere un altro effetto dell’esperimento del buco nero se il Duca ascoltò e credette al suo racconto, ai congiurati, al suo viaggio dal futuro di cui lo convinse mostrandogli una foto che, manco a dirlo, era della Claudia prima che sposasse quello di Parma.
Il Duca mandò un piccione viaggiatore dalla torre della cittadella e, dato che non era meno efferato di chi lo voleva morto, fece arrivare un battaglione fedele a suo padre Papa Paolo III che sterminò i suoi nemici. Altro che la scena di Ulisse che ammazza i proci… tutti i ribelli furono massacrati e Pier Luigi fu portato in trionfo.
-Cosa vuoi –disse alla fine il Duca- per il tuo servigio?-
-Che Piacenza sia sempre la capitale del Ducato. A Parma costruiscici delle galere. E per me una grande carrozza: sono abituato a viaggiare comodo-

Il Duca gliela fece trovare proprio dove lui di solito parcheggiava l’autobus. Emilio vi salì tronfio e felice.
Mentre i cavalli partivano al galoppo una brusca frenata lo riportò alla realtà.
Era di nuovo sul suo autobus, il n° 15.
Quel diabolico esperimento…come per magia era tornato nel presente, allo stesso punto di prima.
Si guardò attorno: il Palazzo Farnese era raddoppiato, altre torri si affacciavano sulla piazza e uno splendido giardino sorgeva al posto del mercato coperto.
Al dito portava una fede con scritto “Emilio e Claudia”.
Dalla radio:”Piacenza batte Parma 2 a 1, si aggiudica il derby la città di Verdi, capitale del Ducato.”
Un sorriso irrefrenabile lo illuminò.
-Tiè!-



CURIOSITA’ STORICHE

Il 10 settembre 1497 il Duca Pier Luigi Farnese fu ucciso a pugnalate da alcuni nobili piacentini. A seguito di questo avvenimento il figlio Ottavio spostò la sua residenza da Piacenza, che era allora la città più importante del Ducato, a Parma per sdebitarsi della fedeltà dei suoi cittadini dopo l’assassinio del padre.
Lo stesso Ottavio decise di sospendere i lavori previsti per il completamento di Palazzo Farnese a Piacenza.
Il 10 settembre 2008 è stato effettuato a Ginevra, a cura del CERN, L’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare, un esperimento per riprodurre il big bang e creare un buco nero. Alcuni allarmisti avevano predetto la fine del mondo e il verificarsi di inaspettati viaggi nel tempo.

domenica 22 febbraio 2009

il mondo alla rovescia - la festa dei folli

Martedì a Carnevale ci sarà un'iniziativa un po' speciale in Biblioteca Passerini-Landi (Piacenza Via Carducci 14).

"Il mondo alla roveschia, fool's day letterario"

Io leggerò un brano che ha scelto per me la mia carissima amica Elisabetta, di Kahil Gibran, tratto dalla sua raccolta "Il Folle".

Io adoro leggere e recitare in pubblico...

Da quando in un contesto seriosissimo ho avuto la faccia di bronzo di leggere "il diario di Bridget Jones " e di urlare la parola "bastardo" alla fine, nientemeno che di fronte ad un frate capuccino

lunedì 16 febbraio 2009

I pensieri d'amore che ho raccolto a San Valentino...

Ecco il mio stand ;-) ad Expo Chocolate domenica 15 febbraio con l'invito... a fare due chiacchiere con una poetessa!
L'invito era scritto in modo improvvisato, ma ha funzionato e siete venuti in tanti!
Grazie di cuore!!!

Come promesso a tutti coloro che sono venuti a trovarmi e che mi hanno regalato pensieri d'amore improvvisati...ho deciso di pubblicati tutti qui, sul mio neonato blog.


Segnalatemi i migliori! Il pensiero d'amore con più segnalazioni verrà citato nel mio prossimo libro!





Grazie a tutti, in pochi minuti mi avete regalato emozioni bellissime. Eravate tutti sconosciuti per me ed io per voi, eppure in pochi attimi è nato un dialogo che nasceva dal cuore.





Non è vero che oggi non esistono più sentimenti, solo che non si riesce a trovare un canale giusto per comunicarli.


Grazie di averlo fatto con me.


Non dimenticherò mai questa esperienza umana e poetica e tutte le belle persone che hanno tralasciato per un attimo di aggirarsi tra la pur attraente cioccolata per scambiare parole ed emozioni con me.

Eccovi i loro bellissimi testi:



Se…il mio cuore potesse amare
come il battere incessante
delle onde del mare,
all’infinito
quel suo palpitare potrebbe non bastare…
poiché l’amore come l’onda è irregolare…
quanti amori hanno visto le onde del mare,
quante storie da raccontare…
Forse un giorno di fronte alle onde
seduto a contemplare
capirò…
(Filippo Manti)

Perché l’amore perfetto
arriva quando non lo vuoi?
Ha tutto quello che hai sempre sognato,
che hai sempre cercato,
che hai sempre voluto…
Addirittura realizza desideri
di cui nemmeno eri a conoscenza.
Però se non ami nemmeno te stessa,
come fai ad amare l’amore?
Prima imparerò ad amare il mio cuore,
solo allora sarò pronta
ad amare il cuore di qualcun altro…

(Morgana)

L’amore… la capacità di sapersi donare rinunciando al proprio io, fondendosi nell’altro che abbiamo scelto per condividere un pezzo di vita insieme (Giacomo Tendurella)

Amore… unico pezzo sotto cielo (Anonimo di nazionalità giapponese)

L’amore è il desiderio di averti sempre vicino (Anonimo)

Come la vita ti amo come me stesso. Ti amo. Di più non saprei amarti. (Salvatore)

Dopo 45 anni il mio amore è sempre tuo (Anonima)

L’amore è una cosa meravigliosa ma solo gli eletti la comprendono (Rosa Azeletti)

Amore. Il mio presente e il mio domani (Anonima)

Allora è vero che le stelle non esistono solo in cielo. (Giacomo)

Al mio amore grande con tutta la dolcezza del mondo (FL)

Augura la gioia e la pace al nostro peggior nemico (Massi Massimo)

Dieci anni insieme, un amore eterno (Davide e Alessandra)

L’amore è come una canzone, avrà qualche nota stonata ma merita di essere cantata (Anonimo)

Io,
tu,
noi!
Questo è ciò che conta (Anonimo)

Lontani fisicamente, ma con il cuore e con la mente sarò sempre presente. (Bruno)

Sei la mia dolce metà che completa il mio cuore e che senza la quale non riuscire a volare! Grazie di esistere angelo mio! (Anonima)

Le parole migliori sono quelle non dette ma solo sussurrate con il cuore (Anonimo)

Ti voglio bene mamma e papà. (Sebastiano)

Andiamo a prendere ciò che ti appartiene per quanto lontano si debba andare (Anonimo)

L’amore esiste solo quando l’hai perso… Monica Trioli

Grazie Giusy, mi hai riempito il cuore e quando ti vedo mi dai serenità e dolcezza. Ancora grazie da Erica. Ciao.


…è quello che ti toglie il fiato,

che allo stesso tempo

ti fa respirare

a ritmo di passione.

E’ il desiderio

dell’odore della sua pelle

sul mio corpo,

delle carezze sul viso

e di uno sguardo così vicino,

cos’ intenso

da non rendere

più sufficiente un ti amo.

Serve molto di più.

Serve un bacio,

uno sguardo

e sei mio per sempre. (Gabry)



Debora, sei la migliore ragazza che ho trovato. Ti voglio tanto bene amore mio. Tuo Giuseppe

La lucciola inseguita si nascose nella luna (Anonima)








Presentazione cioccolatosa - I miei amici volatori




Presenti con me nello spazio esposizioni due amici del mio gruppo di scrittori Volatori Rapidi (http://www.volatorirapidi.wordpress.com/)


Ottavio Torresendi (scrittore ed ex rugbysta ;-)) e Alessandra Locatelli ( scrittrice, psicologa e "mia" modella d'eccezione con un fantastico abito da cocktail anni '30!)












La mia presentazione cioccolatosa - LE GOLOSE!




Eccovi alcune foto della mia presentazione.


Dopo un'introduzione della carinissima Allegra (Scaglia) ho letto una poesia di Gozzano, che mi sembrava proprio indicata... suggeritami da un carissimo amico : "Le golose"




Le Golose




Io sono innamorato di tutte le signore


che mangiano le paste nelle confetterie.



Signore e signorine


-le dita senza guanto -


scelgon la pasta.


Quanto ritornano bambine!



Perché nïun le veda,


volgon le spalle,


in fretta,sollevan la veletta,


divorano la preda.



C'è quella che s'informa


pensosa della scelta;


quella che toglie svelta,


né cura tinta e forma.



L'una, pur mentre inghiotte,


già pensa al dopo, al poi;


e domina i vassoi


con le pupille ghiotte.



Gli occhi altra solleva,


e pare sugga,


in supremo annunzio,


non crema e cioccolatte,


ma superliquefatteparole del D'Annunzio.



Fra questi aromi acuti,


strani, commisti troppodi cedro,


di sciroppo,di creme, di velluti,
di essenze parigine,di mammole, di chiome


oh! le signore come ritornano bambine!


Perché non m'è concesso


-o legge inopportuna! -


il farmivi da presso,


baciarvi ad una ad una,


o belle bocche intatte


di giovani signore,


baciarvi nel sapore di crema e cioccolatte?



Io sono innamorato di tutte le signore


che mangiano le paste nelle confetterie.




in onore della poesia e dell'epoca in cui è stata scritta l'associazione les Neiges d'Antan di Graziella Trecordi del negozio vintage di Via Legnano 4 Piacenza mi ha prestato un abito ... che solo indossarlo per me vale la pensa di aver vissuto fino a questa età!!!








Expo Chocolate 2009 - due giorni bellissimi


Ieri si è concluso Expo Chocolaten 2009, per me denso di emozioni.

Non so nemmeno dove cominciare...

Alle 17 del sabato c'è stato il mio intervento. Eccovi il link http://www.expochocolate.it/eventi-laboratori.html

Ero ospite di Aldo Scaglia, il celeberrimo "Falicetto", grande cioccolatiere piacentino che ha creato il dolce simbolo della città : "Il piacerino".

Ho avuto il piacere di collaborare con lui in occasione del lancio del suo nuovo prodotto: Le Carezze, un dolce straordinario...

Per l'occasione ho composto delle mini-poesie che sono inserite in ogni confezione...sul tema delle Carezze...
Che fanno bene a tutti! C'è uno studio scientifico che associa alcune malattie croniche (tipo il raffreddore) a mancanza di carezze... Ehhhh! Etciù ;-)!!!!
Eccovi una mini poesia dedicata al prodotto che è stata scelta come slogan:
Mordi,
gusta,
assapora,
vinci ogni mia resistenza,
fammi perdere in ogni tua carezza.
Scioglimi dentro te.


venerdì 13 febbraio 2009

Piacenza Expo San Valentino e Giusy cioccolatissima

Domani a Piacenza Expo in occasione di Expo Chocolate 2009, Fiera nazionael del Cioccolato, andranno in scena... la sottoscritta e le sue poesie!
ALLE ORE 17.
Amore, cioccolato, carezze (questa sarà una sorpresa)...

e il mio libro di poesie "Come la luna di giorno come la luna di notte"

Al termine chiederò agli astanti di scrivere qualche parola d'amore... e la pubblicherò proprio qui!
Vi aspetto numerosi!