sabato 11 giugno 2011

Firenze, mercoledì 29 giugno, ore 17: Poetesse d'Italia - Tributo a Elizabeth Barrett Browning



Mercoledì 29 giugno – ore 17
“POETESSE D’ITALIA – TRIBUTO A ELIZABETH BARRETT BROWNING (1806 – 1861)”
presso Casa Guidi, Piazza San Felice 8, Firenze


In occasione del 150mo anniversario della morte di Elisabeth Barrett Browning, celebre poetessa inglese, è in programma presso Casa Guidi, una porzione di un antico palazzo patrizio situato vicino ai Giardini di Boboli e ultima residenza dell’autrice, un evento celebrativo realizzato con il patrocinio del Comune di Firenze e della Regione Toscana.

L’idea è quella di ripercorrere il percorso letterario, sentimentale e umano della Barrett attraverso la lettura delle sue liriche e di quelle di autrici provenienti da varie regioni italiane. Ognuna di loro sceglierà propri brani da abbinare a quelli della grande poetessa, secondo un’affinità femminile che oltrepassa i secoli, e che vuole rendere omaggio al legame fortissimo che la stessa ebbe con l’Italia.

Durante il pomeriggio, alla lettura delle poesie si alternerà quella di lettere tratte dal ricchissimo epistolario di Elisabeth Barrett Browning, alcune delle quali dedicate all’amatissimo marito, il poeta Robert Browning, con cui fuggì in Italia nel 1848 e a cui dedicò i famosi “Sonetti Portoghesi” una delle raccolte di poesie d’amore più celebri di tutti i tempi.

Durante l’incontro sarà ricordato anche il suo impegno sociale a favore dell’emancipazione femminile, contro la schiavitù e il lavoro minorile, e quello politico, che ne fece un’ardente simpatizzante del Risorgimento, alla cui causa dedicò le opere in versi “Le finestre di casa Guidi (Casa Guidi Windows)” (1850) e “Poesie davanti al Congresso (Poems before Congress)” (1860).
A questo proposito, in occasione della concomitanza del 150mo anniversario dell’Unità d’Italia con quello della sua scomparsa, saranno letti alcuni passaggi di queste opere.

Ad introdurre l’incontro sarà Giusy Cafari Panico, organizzatrice dell’evento. Interverranno anche le poetesse Marina Pratici, Daniela Quieti e Lella de Marchi. Gabriella Sica, nel corso del pomeriggio, leggerà brani dal suo libro, finalista al Premio Strega, “Emily e le altre, Cooper 2010,” ricordando l’ammirazione della Dickinson per “E.B.B.” (le iniziali con cui amava firmarsi la poetessa in tutte le sue opere).

Il tutto nella splendida cornice di Casa Guidi, suggestiva “casa della memoria” gestita dalla Landmark Trust, sulla cui facciata spicca l’iscrizione di Nicolò Tommaseo: “«Qui scrisse e morì Elizabeth Barrett Browning che in cuore di donna conciliava scienza di dotto e spirito di poeta e fece del suo verso aureo anello tra Italia e Inghilterra.».”

L’ingresso è gratuito ma è obbligatoria la prenotazione tramite mail o cellulare: info.casaguidi@fastwebnet.it - cell. 347 3754649

domenica 5 giugno 2011

Nothing else matters


La mia canzone di oggi...

Così vicino non importa quanto lontano
Non può essere troppo lontano dal cuore
Abbi sempre fiducia in chi siamo
E nient'altro ha importanza

Non mi sono mai aperto così
La vita è nostra, e la viviamo a modo nostro
Tutte queste parole che non dico
E nient'altro ha importanza

Cerco fiducia e la trovo in te
Ogni giorno per noi qualcosa di nuovo
Apri la mente ad un nuovo punto di vista
E nient'altro ha importanza

Fregatene di ciò che fanno
Fregatene di ciò che sanno
Ma io lo so

Così vicino non importa quanto lontano
Non può essere troppo lontano dal cuore
Abbi sempre fiducia in chi siamo
E nient'altro ha importanza

Fregatene di ciò che fanno
Fregatene di ciò che sanno
Ma io lo so

(Musica)

Non mi sono mai aperto così
La vita è nostra, e la viviamo a modo nostro
Tutte queste parole che non dico
E nient'altro ha importanza

Cerco fiducia e la trovo in te
Ogni giorno per noi qualcosa di nuovo
Apri la mente ad un nuovo punto di vista
E nient'altro ha importanza

Fregatene di ciò che dicono
Fregatene dei loro giochetti
Fregatene di ciò che fanno
Fregatene di ciò che sanno
E io lo so

Così vicino non importa quanto lontano
Non può essere troppo lontano dal cuore
Abbi sempre fiducia in chi siamo
No, nient'altro ha importanza

La dedico ad una persona che mi aiuta sempre ad avere sempre fiducia in me stessa e che ama molto questo gruppo.

www.vogliadilibro.it


Cari amici, vi segnalo un nuovo portale per tutti gli appassionati di letteratura, scrittori, lettori, curiosi...
Si chiama VOGLIA DI LIBRO e nasce da un'idea di Roberto Sarra dell'Associazione Pegasus ( trovate tutti i link sul mio blog, sulla vostra destra)e io sono tra i consulenti redazionali.
Ve lo consiglio vivamente e se vi capita... c'è anche qualche mia recensione.
Cercatela, se volete ;-)

venerdì 27 maggio 2011

Un tuffo nell'innocenza




Stamattina sono tornata dai "miei" bambini della scuola elementare di Quarto che tramite la loro mitica Maestra Lisa mi hanno invitato alla loro settimana della lettura.
Non so come ringraziarli per l'accoglienza così affettuosa, veramente commovente e la loro attesa... come se avessero aspettato davvero un'amica cara, una di loro!

Altro che Premi importanti, ambizioni economiche... e chi se ne importa quando basta qualche ora con loro per poi ritornare nella vita di tutti i giorni con una serenità tutta speciale, con la sensazione di essersi "lavati l'anima".
E' qualcosa di talmente bello che non riesco nemmeno a descriverlo e, come l'anno scorso, porterò questo ricordo come un tesoro prezioso dentro di me.

Mi ha scritto persino Talpa, l'amica immaginaria dei piccoli, a cui loro destinano sempre bellissime letterine in un'apposita cassettina postale e ricevono puntualmente risposte sempre in luoghi impensati...

Mi hanno davvero adottato ( e non il contrario ;-))!!
Quest'anno ho letto/raccontato loro "Sventato omicidio", la storia di un viaggio nel tempo all'epoca dei Farnese. Questa storia di viaggiare tra presente passato e futuro li ha coinvolti molto!! Anche loro mi hanno espresso il desiderio di utilizzare una carrozza del tempo e di tornare addirittura ai tempi dell' antico Egizio :-) ( era un bimbo di prima...molto in gamba!) Uno di quinta addirittura ai tempi del Big Bang !! Che teneri... stimolanti, intelligenti, e soprattutto attenti... Il pubblico migliore del mondo!!!

Che bello pensare che ci sia ancora un mondo pulito, in questa scuola piccolina piccolina, dove vivono davvero (e guai sono pronta a sfidare a duello chi lo mette in dubbio!) talpe, bruchetti, gnomi pasticcioni, dove anche chi entra è talmente coinvolto, che gli sembra di ritornare bambino e di diventare egli stesso il personaggio di una fiaba...
Mi sembra di essere volata come Trilli e Peter Pan nell'isola che non c'è...

Sono ancora carica di energia pulita... luminosa e che fa bene al cuore e all'anima.

Grazie alle maestre, straordinarie, carine, gentili... anche loro... fiabesche.

E' un grande privilegio per me essere per questi bimbi l'amica scrittrice che arriva dal Paese degli Scrittori... Grazie per i fiori di carta, che per me sono più cari di quelli di qualunque ammiratore e che sono già nella mia sala in bella mostra, e per i vostri disegnini!! Se le vostre maestre mi leggono qui, vi faccio ancora tanti complimenti.

Per me è già stata la mattina più bella dell'anno!!!

Un bacino a tutti e... salutatemi Talpa e Bruchetto, mi raccomando!!!


lunedì 23 maggio 2011

IL FORUM DELLA CITTA^ DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE ( UMANITA' E TECNICA)


Mercoledì sono stata invitata ad un forum presso il Consiglio Comunale di Piacenza.
Ero tra i partecipanti ad una sorta di esperimento. Assieme ad altre quattordici persone dovevo rispondere a tre quesiti sull'argomento "La soglia educativa della tecnologia" nell'ambito dei Forum città dei bambini e delle bambine.
Ognuno doveva parlare solo per un massimo di cinque minuti.
Tutti gli interventi sono stati registrati e saranno utilizzati nel corso del Festival del Diritto 2011 che avrà come argomento "Umanità e tecnica"e si terrà come ogni anno a Piacenza nel mese di settembre.

Io ho affrontato il tema degli hikikkomori, i ragazzi giapponesi che si chiudono nella loro stanza utilizzando internet e che non escono se non per ottemperare alle necessità fisiche, un fenomento di dipendenza che si sta diffondendo anche in Italia.
Poi mi sono dichiaraya favorevole agli e-book e, in generale, alla diffusione della tecnologia anche a scuola.

Erano presenti persone molto interessanti. Alcuni li conoscevo già, come Carla Antonini, la direttrice dell'Istituto storico della Resistenza, la più sorridente e competente libraia di Piacenza, Sonia Galli e Federico Arcuri, frizzante art director, pubblicitario, mio "compagno di banco" della mia vita precedente da aspirante copywriter - poi sono finita a fare l'impiegata comunale :) -, che dimostra sempre 29 anni al massimo.
C'erano anche Giorgio Betti, che si definisce maestro elementare, ma che in realtà è un finissimo intellettuale, critico cinematografico con cui ho avuto modo di chiacchierare a lungo, Ugo Locatelli, Carlo Francou, Beatriz Paifer, Anna Paratici, Chiara Sacchi, Rinaldo Lusardi, Maurizio Bonatti...

Hanno tutti espresso pareri molto interessanti, sicuramente più dei miei,e per me è stato un arricchimento ascoltarli.

Quello che si perde e quello che si guadagna con la tecnologia, la sensorialità, i nativi informatici ( i ragazzi) "contro" gli immigrati informatici, quando non stranieri ( i genitori)...

Il gusto del rustico accanto a quello per il nuovo, passato e futuro...L'importanza della noia e dell'ozio creativo, da non riempire a tutti i costi con video giochi, mp3, internet... rischiando di diventare osservatori passivi del mondo.
E poi facebook, di cui sono anch'io vittima e con cui ogni tanto ho un rapporto conflittuale.

Grazie all'assessore Castagnetti, al pedagogista Davide Novara ( organizzatore e moderatore dell'evento) e a Michela Riboni per l'invito.



Facebook ( di GCP)

Voglio un testimone
Alla mia vita.
Non sopporto che non
Ne rimanga traccia.
Non voglio che l’onda
Porti via la sabbia
Che ho calpestato.
Mentre nella clessidra
Si sta già esaurendo
Quella che ho vissuto.

Ascoltatemi tutti, ascoltatemi!
Guardatemi
Leggetemi
Non dimenticatevi di me.

Che almeno io sia
L’eco di una voce
Portata dal vento.
Il bagliore illusorio
Di una stella lontana

Amatemi
Non confondetemi tra i tanti
Che popolano
La vostra indifferenza.

Voglio che sappiate chi sono
Quello che faccio
Come vivo
Chi odio, chi amo
Se sono triste o felice.

Testimoniate.
Giurate!
Dite a tutti
Che sono Vivo!

domenica 22 maggio 2011

Una poesia di Emily DIckinson dedicata a EBB


Un giorno Emily Dickinson, vedendo la foto del monumento di Elizabeth Barrett Browning presson il cimitero degli inglesi - che conto di visitare presto in vista di un evento di cui vi parlerò ampiamente, scrisse questi versi, dedicati a lei e al sentimento che la legava al poeta RObert Browning.

Splendidi...


L'anima si sceglie il proprio compagno

Poi chiude la porta

così che la maggioranza divina

non possa più turbarla,

Impassibile vede i cocchi che si fermano

laggiù al cancello

Impassibile vede un Re inginocchiarsi

alla sua soglia

Io so che tra tantissimi

L'anima ne scelse uno

Per poi sigillare come fossero pietra

le valve della sua attenzione.

mercoledì 18 maggio 2011

mercoledì 4 maggio 2011

Sto ascoltando...

Affascinata da sempre dal mito di Ulisse, tanto che ho chiamato Odisseo il protagonista del racconto a cui sono più legata, che si intitola il Divoratore di Libri, non posso non amare moltissimo queste due canzoni, che propongo ai miei "giusynauti" assecondando il mio nuovo desiderio di comunicare attraverso questo mio piccolo spazio.

Sono queste le canzoni che in questi giorni accompagnano la mia scrittura.



Nostos (da Marinai, Profeti e Balene, l'ultimo album di Vinicio Capossela)

La canzone di Vinicio (inserita in un album STREPITOSO, visionario, metafisico, biblico, altamente letterario) è incentrata sul concetto di nostalgia.
Nostos in greco significa infatti ritorno... Algos invece significa dolore.


Nè pietà di padre, nè tenerezza di figlio,
nè amore di moglie
Ma misi me per l'alto mare aperto
Oltre il recinto della ragione,
Oltre le colonne che reggono il cielo,
Fino alle isole fortunate, purgatorio
del paradiso
Nostos Nostos
Fino alle terre retro al sol e sanza
gente
Itaca ha dato il viaggio
Le sue ombre di viti nel sole e nel
miraggio
Le abbiamo portate dentro
Come una bussola
Ci ha fatto andare oltre gli incantesimi,
E i Lestrìgoni
Oltre le lusinghe dell'eterna giovinezza
Ma a ritornare ora
La troveremmo vuota di gente e piena
di sonno
Itaca ha dato il viaggio, Itaca ha
dato il viaggio,
L'hai avuta dentro, ma non ci troverai
nessuno


Fatti non foste a viver come bruti,
Ma per seguire virtute e canoscenza
Considerate la vostra semenza,
considerate la vostra semenza,
Nostos nostos, perdere il ritorno
Batti le ali, fare da remi al volo
Ali al folle volo!
Fino alle terre retro al sol sanza
gente
Fino alle terre retro al sol e sanza
gente





Ulisse ( da Fango e Stelle - 1996 - di Enrico Ruggeri)

Il capolavoro "sconosciuto" di Enrico. Una riflessione poetica sulla libertà estrema, sui lacci da sciogliere, sull'incomprensione del "ricercatore di verita" da parte della genete comune "Chi non mi sa capire guardi la scia delle mie navi leggere...Non gridare che non sento!"


Con il passato che ho,
dopo mille battaglie e pericoli,
di niente al mondo mi pento;
nemmeno il vento è più curioso di me.

Dove mi trovo non so,
ma rimane un istante da vivere
per ricordare le porte
di tante case dove aspettano me.

Portami via;
voglia di consumare.Tienimi via.
Chi non mi sa capire guardi la scia
delle mie navi leggere.
Fammi bere al giorno che verrà
e alle carezze passeggere.

Magari un giorno verrò:
rimanere da soli è difficile.
Ma l'abitudine a correre è troppo forte;
è più veloce di me
e non si può combattere.

Andiamo incontro all'avventura
con le vele al vento;
non è rimpianto né paura ciò che sento.
Non c'è montagna né frontiera
che potrà fermare
chi corre incontro al mondo
e il mondo sa guardare.

Sono già via;
scrivo da questo mare.Sono già via.
Non si farà legare l'anima mia,
fatta di roccia più dura,
perché l'anima è un concetto senza età,
senza famiglia né bandiera.

Faremo un salto dentro al buio;
non avremo pace
perché nel centro dell'ignoto c'è una luce.
Se il cuore nasce marinaio
non potrai averlo,
perché non basta un altro cuore per tenerlo.

Portami via;
voglia di consumare.Lascia che sia.
Chi non mi sa capire guardi la scia
delle mie navi leggere.
Fammi ancora bere al giorno che verrà
e alle carezze passeggere.

Sono già via;
scrivo da questo mare.Sono già via.
Non posso scegliere una vita non mia:
sono di roccia più dura.
Non gridare che non sento.

Magari un giorno verrò:
rimanere da soli è difficile.
Ma l'abitudine a correre è troppo forte:
è come un fulmine.

Portami via;
voglia di consumare.Lascia che sia.
Chi non mi sa capire guardi la scia
delle mie navi leggere.
Fammi ancora bere al giorno che verrà
e alle carezze passeggere.

Se torno vivo non so

lunedì 2 maggio 2011

RADICI


(palazzo degli uffici a San Valentino in Abruzzo Citeriore, 1920)


(l'antica locanda di Civago, appennino tosco emiliano, anno 1929)


Non so cosa darei per tornare bambina , per mettermi una mano sulla bocca mentre dicevo ai miei: “Me l’hai già raccontato”, oppure “Le solite storie!”.
Me ne pento, soprattutto pensando a chi non c’è più.
Come mio padre.
Quante volte l’ho interrotto mentre mi raccontava che aveva vissuto a Teramo e a Macerata, nel pellegrinare della sua famiglia per tutta l’Italia, al seguito del padre forestale. O quando mi parlava di quando andava da ragazzo, durante le vacanze estive, al pascolo nelle sue montagne dell’appennino reggiano, assieme ad un cugino che faceva il pastore, come Peter, l’amico di Heidi.
Forse i bambini vivono talmente tanto nel presente che il passato li infastidisce, come qualcosa che li risucchia indietro nella loro corsa verso il futuro.

La nonna poi con la sua parlata abruzzese a volte mi infastidiva persino, anche se non gliel’ho mai fatto capire.
“Qui al Nord” ( sono nata e vivo a Piacenza) negli anni 70/80, per chi era nato qui, insospettiva avere qualche nonno che aveva una parlata un po’ meridionale e ricordo che ero imbarazzata quando qualche compagno di scuola mi diceva “Ma i tuoi nonni sono meridionali, ma come parlano?”
Nessuna cattiveria, solo problemi di integrazione che adesso viviamo in chiave multietnica e che una volta si vivevano anche tra italiani.
Mia nonna infatti mi ha sempre detto con orgoglio “Non siamo meridionali, ma centrali. L’Abruzzo è nell’Italia centrale e Pescara è a nord di Roma”.

Del mio cognome poi non ne parliamo. Anche se è quello di cui so di più… Mio prozio Alberto appassionato di araldica inondava tutti i parenti, sparsi per l’Italia, di notizie risalenti persino alle crociate. Ma non ho mai ricostruito bene cosa successe ai miei bisnonni morti nei bombardamenti di Monte Cassino… Purtoppo, in questo caso, chi poteva me ne ha parlato poco. E abbiamo avuto pochissime occasioni di confrontarci.

In ogni caso tutti questi racconti erano pieni di eventi tristi: bombe, rifugi, morti, fughe.
Argomenti che mi sembravano irreali, troppo lontani dalla mia eternità di bambina.

E ora? Ora che mi mancano tutti testimoni tranne mia madre, preziosa custode della memoria, mi dibatto alla ricerca di informazioni, riferimenti, storie alla ricerca di non so nemmeno io che cosa.
Mi è quasi venuta una febbre. Un desiderio atroce di costruzione di identità.

Che poi a far partecipi gli altri delle mie ricerche, a volte mi sembra di essere come quelli che tornano a casa dalle vacanze con i loro filmini.
Che tutti fingono di apprezzare ( ah, che carina la piccola Carolina con i braccioli in piscina) e dentro di sé li maledicono e non vedono l’ora che finisca lo strazio.

Come facevo io da bambina quando tentavano di raccontarmi le antiche storie.

E’ quando non vediamo più il futuro che ci rifugiamo nel passato?
O quando non siamo più in grado di evolvere?
Come i pittori manieristi che imitavano Michelangelo perché non avevano più nulla da dire?

O è soltanto perché, come tanti della mia generazione, vivo con problematicità il mio presente sociale, politico, lavorativo, affettivo.
E mi sento, in fondo, sradicata.

E la mia città …dove sono nata” E dove abito, in cui però mi sento quasi sempre solo un’ospite. Un’ospite graditissima, ultimamente. Vezzeggiata. Dove però non sento la voce del sangue e dove mi sembra di essere appoggiata come un mazzo di fiori recisi.

Che aspettano un terreno dove attecchire prima di appassire.

Questa immagine di me mi piace e quindi mi fermo qui ;)

Per non farmi maledire, come quelli dei filmini.

mercoledì 27 aprile 2011

28 aprile 2010 - 28 aprile 2011

Domani ricorre un anno esatto dalla mia partecipazione al Milionario.
Domani sarà un altro giorno importante per me… in cui comunicherò una decisione.

Sembra che certe date non siano casuali.
Sembra che il fattore causa-effetto si sia sintetizzato in questa data: 28 aprile.

Senza quel 28 aprile 2010 non ci sarebbe stato questo 28 aprile 2011.

Ricordo quelle strane giornate come un sogno, un bel sogno, naturalmente. Ma completamente irreale, a tal punto che l’ho quasi rimosso.

Concentrandomi, mi viene in mente che avevo una carica enorme, sprizzavo energia da tutti i pori. Se ci penso non mi sembra vero.
Il buio dello studio e poi le luci… la sensazione di guardarmi dall’esterno.
La stranezza è che i miei ricordi sono solo quelli di quando mi sono rivista...

Quella in studio non ero io…

Ero io solo fino a quando ero dietro le quinte con i miei compagni di gioco, tutti frementi in attesa della chiamata.
Stavo scrivendo i numeri di tutti i loro cellulari, le loro mail quando hanno detto “Tocca a te!” . Poi li ho persi tutti. Peccato…
C’era un ragazzo coltissimo caduto su una domanda impossibile… E una bella ragazza di origini argentine. La signora che ci raccontava barzellette per tenerci su… Il ragazzo del nord che gareggiava in un fantomatico palio della rana e quello del sud, il professore.
Dal video facevamo il tifo per gli altri e intanto qualcuno ripassava la geografia su un atlante.

La truccatrice più anziana aveva il viso di chi ne ha viste tante… Passava il pennellino sulle nostre labbra quasi senza guardarci, ma nessuno me le ha mai disegnate così bene.

I panini erano molto freddi ed erano dentro un contenitore blu.
Quando due colleghi concorrenti ( il pisano e il professore) mi hanno portato fuori a bere con loro un caffè ( io no, io il solito the), dato che ci mancava tanto alla “chiamata” c’era un sole accecante in quella stradina, vicino alla palazzina dello studio e mi piangevano gli occhi.

Ho ricevuto in quei giorni dimostrazioni di amicizia di cui poi mi sarei un po’ dimenticata. Le mie colleghe ad aiutarmi, tutte. I miei amici del cuore. La mia direttrice ed il mio ex direttore. Le ex CZ (Z stava per zitelle ) nel frattempo fidanzate, sposate, due addirittura neomamme… quasi che pubblicizzandole io abbia portato loro fortuna). I miei Volatori. Grazie ancora.

Per il resto non ricordo quasi nulla…solo visi che emergevano dal buio. Un personaggio famosissimo, che poi avrei anche rivisto dopo pochi mesi, tanto simile a se stesso da sembrarmi egli stesso un ologramma.

Con la mia piccola vincita non ho deciso nulla finora. Finora.
Fino al 28 aprile 2011. Domani qualcosina deciderò.

Che poi non ho vinto tantissimo. A volte però basta anche poco per cambiare la vita.
Un soffio di vento, un battito di palpebre, una scintilla che a volte accende il fuoco, a volte si spegne subito.

Chissà cosa avrei fatto se avessi vinto un milione.
A volte ci penso ma non riesco a darmi una risposta.
Chissà se sarei riuscita a gestire un evento simile.

Credo che sarei lontana… lontana da qui. Che però poi lontana sono sempre, in realtà.
Ma è la mia natura non essere mai dove sono.

Forse ci capita solo quello che siamo in grado di affrontare.
E’ qualcosa che diceva anche un famoso falegname due millenni fa.

Meglio allora avere spalle forti se si vuole una vita piena di avventure e di emozioni... Anche se l'emozioni più bella per me è scrivere, o perlomeno riuscire a scrivere in un certo modo. Con mente fresca, con voglia, inondando la carta di me... perché di me rimanga qualcosa...
Non importa cosa... ma qualcosa.

D’ora in poi spero di avere più tempo da dedicare a questo blog, e, in genere, alla scrittura.

Quindi a prestissimo, cyberamici…

mercoledì 20 aprile 2011

CATTOLICA!!!




A BREVE IL RACCONTO DI TUTTA LA MAGICA SERATA.

GRAZIE ALL'ASSOCIAZIONE PEGASUS, GRAZIE A ROBERTO SARRA E ALLA SUA FAMIGLIA, ALLE SPLENDIDE AMICHE MARINA PRATICI, DANIELA QUIETI, LELLA DE MARCHI, AD ANDREA PORTI,A TUTTI TUTTI I CARI VECCHI AMICI DELLA SPLENDIDA CATTOLICA E A TUTTI I NUOVI AMICI A CUI HO DATO IL RIFERIMENTO DI QUESTO MIO PICCOLO BLOG.
BENVENUTI!!

lunedì 11 aprile 2011

Elizabeth Barrett Browning



Sono affascinata da Elizabeth Barrett, una delle più grandi poetesse di tutti i tempi.
L'ho conosciuta in modo casuale, e solo dopo aver scritto una poesia che, senza volere, assomigliava un pochino alla sua...
Allore ho pensato... giuro, giuro che non l'ho copiata, che non l'ho mai letta... ma assomigliano tanto... Più che altro è simile il sentimento, l'ansia di essere amate...
Forse sono un po' pazza, ma chi se ne importa ;-)... questa lettura mi colpì tanto, all'epoca.


Se devi amarmi, per null'altro sia
se non che per amore. Mai non dire:
"L'amo per il sorriso, per lo sguardo,
la gentilezza del parlare, il modo
di pensare così conforme al mio,
che mi rese sereno un giorno".

Queste son tutte cose che posson mutare,
Amato, in sè o per te, un amore
così sorto potrebbe poi morire.

E non amarmi per pietà di lacrime
che bagnino il mio volto. Può scordare
il pianto chi ebbe a lungo il tuo conforto,
e perderti.

Soltanto per amore
amami - e per sempre, per l'eternità

(EBB)

Impara ad amarmi.
E’ tanto difficile amarmi?
E non solo il mio corpo,
quattr’ossa
mescolate a morbida carne
domani già polvere.
Ama le mie debolezze,
ti prego,
amale tanto,
tanto da proteggerle dal mondo.
Ama la parte di me
che conosci
Ama il mistero di quella
che ignori.
Ama ciò che mi rende diversa
dagli altri.
Ama ciò che mi rende uguale.
Ama ciò che ti sorprende.
Ama ciò che ti rassicura.
Amami con coraggio:
l’amore è un leone
che si muove spavaldo
non un coniglio spaventato
che fugge al primo sparo.
Amami con un pizzico di follìa
ché l’amore senza follìa
è una minestra senza sale.
Amami come se dovessi
conquistarmi
perché desiderata da tutti,
prenditi cura di me
come se non mi volesse nessuno.
Amami “nonostante”
Amami “siccome”
Amami “affinché”,
ma non amarmi “quando”
amami “SEMPRE”.

(GCP)

"Soltanto per amore
amami - e per sempre, per l'eternità" "amami SEMPRE"

Con questo desiderio comune: "amami sempre" si è stabilito questo legame strano tra me ed Elizabeth.

Bruna, nata sotto il segno dei pesci, ipocondriaca per gran parte della sua vita, bambina prodigio e divoratrice di libri, affascinata dalla politica ma poetessa (io sono laureata in scienze politiche), incredula sempre sulla possibilità che qualcuno potesse amarla VERAMENTE. Ha cominciato a vivere e a viaggiare tardissimo...ha avuto più rapporti amichevoli virtuali che reali per gran parte della sua vita.
Ha vissuto diverse condizioni economiche e sociali all'interno della sua famiglia, ha fatto tanti traslochi idealizzando però sempre la sua prima casa e la sua infanzia dorata.

Di lei dissero "Per quanto fosse amata, non si sentiva mai amata abbastanza".

E poi arrivò Robert Browning, il giovane poeta, nella sua vita... ma questo è un altro discorso.
Chissà quale sarebbe stato il suo destino se non l'avesse incontrato? Non avrebbe mai avuto il coraggio di abbandonare la sua comoda poltrona nella casa di Londra e correre incontro all'ignoto in una nuova patria, lontano da casa... come nessuno avrebbe mai immaginato che lei potesse fare.

Altri tempi,altre storie...chissà che farebbe una moderna Elizabeth? Forse passerebbe il suo tempo a chattare... forse la sua emancipazione consisterebbe nel prendere un aereo e andarsene in Australia.
E Robert che farebbe? Chi sarebbe? Esisterebbe davvero? Si innamorerebbe davvero di lei?

In tutta questa fantasticheria mi piace pensare che sia veramente esistita una donna coraggiosa, capace di aspettare la felicità per quaranta lunghi anni, conservando a detta di tutti una miracolosa adolescenza ritardata, pronta a godere del frutto maturo della giovinezza cogliendolo all'ultimo con uno scatto di vita goloso e vitale.

Mi piacerebbe vivere nel suo tempo, lontana dalle convenzioni di oggi. Sì, convenzioni, modi di essere controllati, troppo pudichi di sentimenti.
Libera di manifestare amore, passione, sentimenti, come oggi non si usa più...
Perché oggi se ne ha paura.
Si mostrano corpi, si fa sesso facilmente, ma guai, guai... se uno mostra il cuore...se la passione è più forte dei tiepidi batticuori di una storia politicamente corretta che se va va e se non va non va... In un'ottica di interscambiabilità che permette di passare dagli uni agli altri in un eterno girotondo di cuori ed anime.
Atteggiamento a cui sembra che nessuno sfugga... tranne nostalgiche dell'epoca che si reprimono per non andare controcorrente, per essere allineate.

Sì Elizabeth, oggi non si può più amare come te... ma è bello sapere che tu l'hai fatto e che non hai avuto paura... E leggerti vivendo quello che si è sempre desiderato...

(prossimamente su questi schermi... una piccola sorpresa su EBB - come amava firmarsi Elizabeth Barrett Browining... vi ricorda qualcuno ;-)?)

Reading ParolEnote - 11 aprile 2001




Oggi in Biblioteca il consueto reading per la Settimana della Cultura dedicato ai testi delle canzoni.
Stavolta ho scelto il mio cantuautore più amaTO: Enrico Ruggeri e la mia canzone preferita:Il Mare d'Inverno.
recitata a memoria ;-)... è una delle poche canzoni che "so" senza aver bisogno di dare una sbirciatina al foglio.
Enrico è da quando ero piccolo il mio ispiratore poetico... ho sempre voluto scrivere come lui...
E' lui il mio modello...non Saffo, né Foscolo... chi l'avrebbe detto, vero?
Tra i presenti lo scrittore Paolo Colagrande, il bluesman Mauro Sbuttoni, le mie amiche Cz Stefania ed Elisabetta, la mia capa Rosella, l'organizzatrice Maria Elena Roffi e tanti amici.

lunedì 4 aprile 2011

Tempo



Il tempo a volte si dilata fino a contenere in poche ore tutte le sfumature di una vita...
So che è un discorso antico come il mondo, ma è sempre un mistero.
Qualcuno lo paragona ad un fiume che scorre... e se nell'infanzia i bambini correndo riescono a superare la corrente, lo percepiscono come lento... infinito... lunghissimo.
Da anziani invece il passo è stanco e la corrente li supera, il tempo scorre velocissimo, finche arriva al mare prima che riescano a muovere il loro ultimo passo...
Ma la felicità dove si colloca?
La felicità è bambina... è veloce e pazza come una trottola. Il fiume lo passa e lo ripassa più volte...
Chisenefrega allora del tempo? Un'ora vale una vita, un giorno ne vale due...
Il tempo non esiste, non esistono luoghi... l'altrove rivela la sua esistenza, le sue coordinate geografiche.
E' un piccolo punto di discontinuità, accessibile solo a pochi eletti.
Ripetibile solo a chi vi abita nel cuore.


...a day in my life

domenica 27 marzo 2011

giovedì 24 marzo 2011

POSTA!! ;-)




Oggi ho ricevuto un premio molto gradito, perché completamente inaspettato.
L'8 marzo, nella posta centrale di Piacenza, ho scritto un brevissima frase su un libro bianco che raccoglieva i pensieri dei clienti in occasione della festa della donna.
Erano presente alcuni noti poeti piacentini che distribuivano poesie a tutti i clienti.
Era previsto un premio per il migliore pensiero, ma non lo sapevo, non avevo capito.
Io, in pausa pranzo, ero brunettianamente di corsa :-).

Grazie alla giuria, grazie alla Direttrice delle Poste...
Stamattina sono andata a ritirarlo, in un'altra pausa dal lavoro...
E' una bellissima radio a forma di cassetta postale. Mi piace da matti!!!! E' già un oggetto di culto nella mia camera ;-)!!!
Ah, e poi anche uno zainetto porta computer... proprio giusto giusto per contenere questo da cui sto scrivendo, che non ho ancora trasportato fuori casa e che spero mi accompagnerà in tanti viaggi...

La frase era:

Donna: la lettera più bella che Dio abbia spedito nell'Universo, scritta con parole di speranza, di pace, di casa.

GRAZIEEE!!!!!!!

TRA POCO LA PREMIAZIONE DEL GRANDE PREMIO INTERNAZIONALE DI CATTOLICA


Torna la serata piu' magica dell'anno il momento più atteso da ogni autore la serata di premiazione del Premio Letterario Internazionale Citta' di Cattolica – Pegasus Literary Awards un vero Gran Gala' in perfetto stile Holliwoodiano che porta ogni anno tantissimi scrittori e poeti da ogni parte del globo, in un magico irripetibile momento di grande aggregazione. Sul meraviglioso palco del Teatro della Regina si alterneranno ancora una volta grandi autori e ospiti di prestigio Internazionale inizio alle 0re 21.15. La conduzione sarà affidata ancora una volta alla conduttrice Pamela Mauro stella di Italia Network e allo scrittore Roberto Sarra Presidente dell'Associazione. Il premio vanta anche quest'anno una giuria d'eccezzione capitanata da Giancarlo Trapanese noto giornalista della RAI, dal poeta aullese Marina Pratici che è anche consulente artistico - letterario del premio e da autrici di livello come Daniela Quieti e Lella De Marchi.

Ci sarò anch'io...che ho l'onore anche quest'anno di essere in giuria.
Non vedo l'ora :-)!!

lunedì 14 marzo 2011

Pensieri...e desideri




Piacenza, marzo 2011, foto dal cellulare.

lunedì 7 marzo 2011

LA MUSICA TI FA BELLA




Ho avuto il grandissimo onore di essere stata invitata a partecipare ad una grande serata dal titolo "La musica si fa bella", al cinema Teatro President, in occasione del 100mo anniversario della festa della donna e di essere premiata tra le dieci donne più rappresentative di Piacenza in vari settori.
A scriverlo mi trema quasi la mano, perché è un onore talmente grande che ancora stento a crederlo. Accanto a me le donne che leggete negli articoli che allego, talmente famose e importanti nella nostra città che sono davvero onorata di aver condiviso il palcoscentico con loro.

Un grazie immenso all'organizzatore Fausto Frontini, sensibile uomo di cultura, amante della musica e della letteratura. Quando mi ha telefonato, comunicandomi la notizia, quasi non ci credevo!
Ad accompagnarmi sul palco la mia carissima amica Irma Zanetti, scrittrice, conduttrice televisiva e soprattutto Donna con la D maiuscola, grande anima e grande cuore.

Ognuna di noi doveva portare l'accompagnamento musicale che più preferiva.
Io ho scelto di leggere tre mie poesie e una musica... strana, tribale... chiamando il grande batterista e percussionista Max Pieri ad accompagnare le parole lette da Irma ( una poesia l'ho recitata anch'io su suo invito).
Il djembe ha accompagnato i miei passi sul palco.
Ho scelto questi ritmi perché sono quelli primordiali dell'anima... è il battito del cuore,il ritmo della vita. E per me la poesia è musica essenziale, arcaica, la più antica espressione dell'uomo, parte dalle viscere e vibra nello spirito...

Grazie anche ad una persona per me molto molto speciale, che in passato ha suonato questi magici strumenti, che mi ha sostenuto in questa scelta e che so che mi leggerà :).

La serata è stata magica con il baritono Valentino Salvini, il talentuoso cantautore Daniele Ronda, autore di canzoni di artisti famosi quali Nek, ad esempio, che ha duettato recentemente con Davide Van der Sfroos,lo chansonnier (e caro amico personale) Maurizio Sesenna, la splendida ballerina classica Marcella Azzali, un ensemble di strumentisti alle prese con i carmina burana, Anna Chiara Farneti, il mitico Nicolini Gospel Choir di Piacenza, il più grande d'Europa per elementi,con il trascinante Francesco Zarbano....e tanti altri grandi artisti...

Una serata meravigliosa...450 spettatori grazie grazie a tutti...anche perché il ricavato andrà alla missione della Dottoressa Francesca Lipeti in Africa.

Dedico il premio che ho ricevuto (una riproduzione della "Batusa" il celebre momumento piacentino ispirato ad una poesia di Valente Faustini) oltre che ad una grande donna, che è mia madre, che mi sostiene sempre, anche in momenti difficili della sua vita alle persone che mi hanno fatto "crescere" nel mondo letterario.

Un grazie di cuore ai miei amici Volatori Rapidi, compagni di avventure e un pensiero speciale all'Associazione Pegasus di Cattolica, che mi coinvolge sempre in tante bellissime iniziative culturali in giro per l'Italia e in particolare al mio grande amico Roberto Sarra, a sua moglie e a suo figlio. Una seconda famiglia sulla sponsa dell'Adriatico che mi aiuta a portare il nome di Piacenza fuori dalle nostre mura.


Grazie amici miei!!

da "Piacenza Sera"


"In occasione del Centenario della Festa della Donna, la Famiglia Piasinteina organizza per il 5 marzo una manifestazione-spettacolo dal titolo "La musica...ti fa bella", da un'idea di Fausto Frontini.

Parteciperanno il Coro Filarmonico di Piacenza, diretto dal Maestro Patrizia Bernelich, il "Gospel Inn Quire", diretto dal Maestro Andrea Zermani, e numerosi altri artisti piacentini.
Durante lo spettacolo verranno premiate dieci donne che si sono contraddistinte a Piacenza, per impegno e capacità, in attività professionali, artistico-culturali o sociali.
La manfestazione si svolgerà presso il Cinema President, sabato 5 marzo, dalle ore 21.00.
L'ingresso è di 10 euro, e il ricavato sarà devoluto in beneficenza."