giovedì 8 marzo 2012

18 marzo: presentazione di "Un angelo a metà"




18 marzo 2012: presentazione del romanzo di Roberto Sarra " Un angelo a metà" presso l'Hotel Kursaal di Cattolica.
Non mancate a questa prestigiosa anteprima.  Ci sarò anch'io.

martedì 6 marzo 2012

venerdì 2 marzo 2012

Pensieri al femminile

Sono onoratissima di partecipare all'iniziativa delle Poste di Rimini "Pensieri al femminile" in occasione della festa della donna con una mia poesia: "Mulier", assieme alle poetesse Daniela Quieti, Lella De Marchi e Marina Pratici. Il tutto a cura dell'Associazione Pegasus. Un'idea bella e singolare: le dipendenti dell'ufficio postale di Rimini, l'8 marzo, invece di ricevere la consueta mimosa, saranno omaggiate con le nostre poesie.
Dall'articolo di Thema l'informazione:



8 Marzo: “Pensieri al femminile” per le dipendenti delle Poste di Rimini


7 uffici postali e 2 centri di recapito sono diretti da una donna. Sarà la poesia a connotare l’8 marzo allePoste di Rimini. Grazie al contributo di poeti e scrittori dell’Associazione Culturale Pegasus di Cattolica, che ha chiesto ai propri aderenti di comporre alcuni “pensieri al femminile”, le dipendenti postali della provincia di Rimini riceveranno gli elaborati poetici, come omaggio per la Festa della Donna.

L’iniziativa è stata presentata oggi (1° marzo) presso la sede direzionale di Rimini di Poste Italiane alla presenza del responsabile provinciale, Nicola Narciso, della responsabile territoriale del recapito, Lorella Brasini, della consigliera delegata alle pari opportunità della Provincia di Rimini, Leonina Grossi, del presidente dell’Associazione Culturale Pegasus, Roberto Sarra, e due delle quattro autrici selezionate, le poetesse Lella De Marchi eDaniela Quieti, che per l’occasione hanno letto alcuni versi dei loro scritti e di quelli di Giusy Cafari Panico e Marina Pratici. Nell’ambito dell’iniziativa, nell’ufficio postale di Rimini centro sarà inoltre collocata, da domani fino a sabato 10 marzo, una cassetta di impostazione nella quale la clientela femminile (e non solo) dell’ufficio postale potrà imbucare propri elaborati sul tema della ricorrenza, che saranno poi visionati e selezionati dalla stessa associazione. La festa della donna assume un particolare significato per la realtà postale della provincia di Rimini che si caratterizza in Emilia Romagna come una Filiale con una delle più alte percentuali di donne, che ricoprono soprattutto ruoli di responsabilità nelle diverse funzioni. Su un totale di 60 direzioni cui fanno capo 70 uffici postali del riminese, infatti, il 62% sono ricoperte da una donna ed è femminile anche il 70% del personale amministrativo e di sportello. Per quanto riguarda il settore del recapito postale, su sei responsabili di altrettanti Centri di Distribuzione presenti in provincia di Rimini, due sono donne. Dei 307 addetti alla consegna della corrispondenza, fra portalettere e personale interno le donne sono 136, pari al 44%. La presenza femminile nelle Poste riminesi garantisce da sempre un forte apporto qualitativo tanto che sono frequenti, da parte della clientela, le attestazioni di stima e di simpatia per la particolare attitudine ai rapporti interpersonali e la grande riconosciuta professionalità. Postine, sportelliste, impiegate, figure specializzate, dirigenti: le donne sono attive a tutto campo.
ndr: comunicato integralmente proposto


domenica 26 febbraio 2012

Altrove


Dedicato a tutti gli esploratori dell'Altrove:  anime inquiete, privilegiati viaggiatori di mondi impervi, preclusi ai più.
Hanno un passaporto riservato e segreto che  li porterà lontano.
 Lontano dallo stato in luogo in cui stanno stretti.
Sono sfuggenti perché incompleti e guai se lo fossero. La completezza è morte, è fine, è il cerchio che si chiude...  Meglio cercare...meglio fuggire... altrove.
Il futuro è lì... io lo so ;).


Altrove

Spesso nemmeno io
comprendo
quel senso
di straniamento
che mi porto sempre
dentro.
Quasi nulla
mi appartenesse
di questo mondo.
La felicità per me
è sempre nell’Altrove,
in un altro luogo,
in un altro tempo,
con altre persone.
E così mi sento
sempre un corpo estraneo.
L’oggetto fuori moda
in una casa moderna
o un grattacielo
in mezzo al Colosseo,
Mi sento la risata
dopo un funerale
e il pianto
dopo una barzelletta.
Intanto il tempo scivola
dove non potrà più tornare
e la mia anima emigrante
non sa più dove stare.

GCP  (Moto a Luogo 2010)







venerdì 24 febbraio 2012

UN ANGELO A META'



E' la mia nota critica all'ultimo, intenso libro di Roberto Sarrà: "Un angelo a metà",  prossimamente in uscita in tutta Italia.
Vi invito a visitare il sito interamente dedicato al romanzo: http://www.unangeloameta.it/

venerdì 17 febbraio 2012

Dr House


A volte i personaggi sembrano tanto reali...che lo sono. E noi proviamo per loro un affetto così profondo che non vorremmo che soffrissero, né fisicamente, né moralmente.

Dedicato a tutti gli amici che stanno attraversando un periodo difficile, specie a quelli che non mi leggono. E meno male: altrimenti si arrabbierebbero.

giovedì 16 febbraio 2012

sabato 11 febbraio 2012

il mio racconto di San Valentino: "Chocolat"





CHOCOLAT
di GCP


“Toc toc… scusa il disturbo… sono Mara, la commessa della pasticceria.
Lavoro per un grande cioccolataio che sta sempre a miscelare cacao, pistacchi, nocciole e scorze di arancia. Sembra un mago. Anch’io sono diventata un’esperta: so distinguere sulla punta della lingua la percentuale di cacao di ogni cioccolatino. E mi incanto a guardare la fontana di cioccolato esposta in vetrina. A volte mi chiedo perché abbiano assunto proprio me, che divento rossa appena mi parlano. Mi sento fuori dal tempo, come le frasi che si trovano scartando i cioccolatini. Come le poesie che scrivo, quando sono triste come oggi. E’ San Valentino e io lo odio! Quest’anno il mio capo si è inventato i cuori rossi con il ripieno di cioccolato allo champagne. E io a confezionare i pacchetti! Quelli che purtroppo nessuno mi porterà. Mara, fammi fare bella figura! mi ha raccomandato una ragazza. Lei è uno schianto: con i capelli rosso fuoco, la mini e tutto il resto. La vedo sempre alla sera, quando torno a casa, mentre sale sulla moto del suo nuovo fidanzato.
A me tutti dicono di togliermi i soliti jeans troppo larghi, di mettermi le lenti a contatto, ma non mi va. Io sono così. E non voglio che qualcuno mi ami per quello che non sono. Forse ho letto troppe poesie d’amore dentro i cioccolatini. Ecco perché sono sempre sola.
Scusa se mi sono infilata dentro la tua torta al cioccolato. Mi licenzieranno sicuramente. Il fatto è che oggi ho voglia di fare una follia. La mia follia di San Valentino. Se esisti - e io so che Tu esisti - vieni qui.“
«Scusa, è tuo questo biglietto?» Un biondino entrò dentro “Chocolat” e, arrossendo, porse un foglietto macchiato di crema alla cassiera: una brunetta tutta ricci, con gli occhialini dalla montatura rossa, che si accingeva a chiudere il negozio.
La ragazza trasalì per un attimo, leggendolo, poi scosse la testa. «No, assolutamente. Dev’essere una trovata pubblicitaria: sai, oggi è San Valentino...Ora però devo chiudere. Avevi bisogno?»
Il ragazzo ripiegò il biglietto, deluso. «No, niente. Mi hanno fatto un regalo per il mio onomastico e ci ho trovato in mezzo questo foglio. Senti… come ti chiami?»
«Io? Uh…Sara!», farfugliò la brunetta, senza guardarlo negli occhi.
«E sei l’unica commessa, qui?»
«Che io sappia sì. Scusa, ma devo chiudere!» La ricciolina tolse la chiave dalla cassa e indossò il suo piumino rosso.
«E ti pareva!», sospirò il giovane, «Sarà stata la solita presa per i fondelli... Figuriamoci se esiste davvero una ragazza così dolce, che ama le poesie… La persona che vorrei incontrare da una vita. Mi sfotteranno fino a Pasqua. E magari pure tu. Che cretino! Scusa il disturbo.»
«Aspetta!», lo fermò la ricciolina. «Perché?», rispose lui, speranzoso. «Niente, ti è caduta la lettera!» e gliela porse, tremando come una foglia. Mentre gli sguardi dei due giovani si incrociavano, dalla cucina sbucò fuori il cioccolataio: «Mara, ma mi chiudi dentro? Va bene che scrivi le poesie e hai sempre la testa tra le nuvole!»
«Mara??» Le labbra del biondino si allargarono in un sorriso sconfinato, mentre la ragazza diventava rossa come un peperone.
«Scusi, vorrei fare un’ordinazione: è troppo tardi?»
Il ragazzo si diresse verso il banco: «Vorrei il cuore di cioccolato più grosso che avete!» L’uomo scosse la testa, perplesso. «Ma cos’è un poeta anche lei?», e gli consegnò l’ultimo che era rimasto. «Dai, stavolta offre la casa, che mi sembra di essere dentro una poesia anch’io, ma poi filate via, eh?»
Il biondino porse il cuore rosso a Mara e le sussurrò felice: «Buon San Valentino!»
«Poesie, poesie…», borbottò il cioccolataio, mentre i due si incamminavano mano nella mano. «Meno male che domani torna tutto alla normalità, che tutto sto dolce sta stomacando persino me!» Poi prese un cioccolatino a forma di Eros con arco e frecce e lo incartò per sua moglie. Proprio per non farlo andare a male”, mugugnò.
Però sorrideva.

                                                                                       FINE


Pubblicato oggi sul quotidiano di Piacenza “Libertà”. 




I racconti d'amore dei Volatori Rapidi su Libertà


domenica 5 febbraio 2012

dal sito del Ristorante La Colonna

dal sito del Ristorante La Colonna, dello Chef Stefano Ferri


domenica 5 febbraio 2012


Un San Valentino unico con le poesie di Giusy

Leggo poco, sono sincero lo ammetto. È che non ho tempo, lo passo praticamente tutto qui, chiuso in cucina a preparare piatti, a pensarne di nuovi e scrivere la ricetta su fogliettini sparsi. D’estate mi concedo il lusso di dedicarmi a un libro e tra i miei autori preferiti c’è Baricco: ho amato molto Questa storiaOceano MareSeta ma anche le raccolte di articoli Barnum e Barnum 2. Però, questo libricino di poesie Come la luna di giorno come la luna di notte di Giusy Càfari Panìco, l’ho letto tutto d’un fiato mentre aspettavo che arrivasse a cottura la crostata appena infilata nel forno. Sono poesie d’amore, talvolta anche un po’ malinconiche, le trovo bellissime, piene di immagini. Alcune più delicate altre dense di visioni potenti, per questo mi hanno fatto pensare alle onde del mare.
Così mi è venuto in mente di chiedere all’autrice (che ringrazio tanto) di prestarmene qualcuna. Le troverete sui vostri tavoli la sera di San Valentino, tra la Carta del menù e quella dei vini. Vi piacerà recitarle a bassa voce, lui a lei o lei a lui, chissà. Forse vi divertirà anche scambiarvele di tavolo in tavolo, leggere quella della coppia seduta di fianco a voi. Magari starete in silenzio emozionati, e farà contenti anche noi sapere che vi sono piaciute e che non dimenticherete il luogo e l’attimo in cui avete condiviso questo dono. Mio padre, l’Ettore, forse sarà imbarazzato, tentennerà, avrà timore a interrompere la vostra lettura o l’atmosfera intima tra voi per chiedervi che cosa prendete di antipasto, o per primo. E la cosa è davvero insolita.
Comunque, vorrei solo che la luce anche piccola di una poesia possa brillare fino in fondo al vostro cuore.
Stefano Ferri

Un piacere immenso per me.
Vi invito a visitare il sito di questo prestigioso ristorante piacentino.
http://ristorantelacolonna.blogspot.com

venerdì 3 febbraio 2012

Oggi alla Libreria Fahrenheit ore 18. Presentazione del nuovo libro di Federico Puorro

Oggi alla libreria Fahrenheit di Piacenza, alle ore 18, si terrà la presentazione del nuovo libro comico del mio grande amico e collega Volatore Rapido Federico Puorro. Ci sarò anch'io.
Vi aspetto! Sfidate la neve!!

domenica 29 gennaio 2012

Racconti nella rete: la serata

Volevo ringraziare di cuore tutti gli amici che sono intervenuti alla serata di presentazione di Racconti nelle Rete al Caffé Letterario Baciccia, a Piacenza.
Un po' di immagini...


gli scrittori Gioacchino De Padova ( racconto (Then came the day), Marilena Boccola ( Il ragno Luigi), io ( La passeggiata) e la mia carissima amica e compagna di volo, la giornalista Betty Paraboschi, conduttrice della serata,  il patron della manifestazione Demetrio Brandi, l'amica e attrice Paola Basini e la giurata e scrittrice Anna de Castiglione.


Demetrio Brandi presenta l'antologia "Racconti nella rete 2011" edita da Nottetempo.



Bella la location, il Baciccia, a cui sono legata da indimenticabili ricordi.



Intense letture di Paola, reduce dalla sua interpretazione di "Lucy" in Dracula di Bram Stoker, in scena al Teatro di Fiorenzuola

Grazie anche a chi mi ha incoraggiato a partecipare a questo premio, con un racconto ispirato alle montagne dell'Appennino Tosco Emiliano, tanto amate da mio padre e anche da lui.

E grazie alla mia fotografa d'eccezione, autrice di questo reportage, la mia fantastica mamma Vittoria, al  rientro "professionale" ;) in questa veste dopo la cataratta ;))



domenica 22 gennaio 2012

28 gennaio: "Racconti nella rete" fa tappa a Piacenza!



28 gennaio, ore 18:30.Presso il Caffé Letterario Baciccia.
Racconti nella rete in tour a Piacenza. 


Verrà presentata l'Antologia 2011, edita dalla Casa Editrice Nottetempo.


Interverranno Demetrio Brandi, patron del premio, e i vincitori 2011 Marilena Boccola , Gioacchino De Padova ed io!

Conduce Betty Paraboschi

Letture dell'attrice Paola Basini.
.
Verrà proiettato anche il corto "Amore Cieco",dal racconto vincitore della sezione Racconti per Corti 2011.


Venite numerosi!





mercoledì 11 gennaio 2012

Un calcio all'editoria tradizionale: il romanzo on line di Simone Togneri

Dal 6 gennaio è in corso una nuova interessante, rivoluzionaria,  iniziativa letteraria.

Un libro a puntate sul web.

"Esce" una volta alla settimana, tutti i venerdì.

Si tratta di un noir.  Il titolo è "Posti per piangere", l'autore Simone Togneri.

A qualche anno dall'uscita del suo primo romanzo "Dio del Sagittario" ( L'Età dell'Acquario),  attualmente in corso di traduzione in russo, il giallista toscano ci propone il prequel della vicenda narrata  nel suo libro d'esordio..

I protagonisti sono sempre gli stessi: l'inquieto professore di storia dell'arte Simòn Renoir e il ruvido commissario Franco Mezzanotte.

L'ambientazione è affascinante:  una Firenze cupa e gotica, ben lontana dall'immagine consueta, da cartolina.

Per la recensione di Dio del Sagittario, vi rimando a quella che scrissi nel 2009

E' un romanzo on line. E' free. Gratuito.

Il tam tam del web sta rendendo il venerdì un giorno di grande attesa. Si tratta di una sfida all'editoria tradizionale, di un approccio moderno per divulgare le storie di un autore di talento che scrive storie nere e mozzafiato.

Ve lo consiglio, giusynauti: ne vale veramente la pena.




Siamo duri come latta e sferragliamo quando ci scuotono ( Marillon, Hollow man)
Prologo primo
La BMW cominciò la discesa facendo scricchiolare la ghiaia sotto le ruote. Si infilò nella strada che costeggiava l’Arno e percorse un centinaio di metri a fari spenti, lasciandosi guidare soltanto dalla luna. Si fermò in un punto in cui il fiume forma una pozza profonda che di notte ha lo stesso colore del buio [...]


Per scoprire il seguito, cliccate qui sotto

giovedì 5 gennaio 2012

Amici scrittori... sta per scadere il concorso di cattolica


Il 31 gennaio scadono le iscrizioni al CONCORSO INTERNAZIONALE CITTÀ DI CATTOLICA, un grande premio VERAMENTE INTERNAZIONALE,  patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri,  con una grande serata finale che offre agli autori uno spazio unico, un’attenzione che in questo periodo difficilmente si riserva alla letteratura.

Premiate tante categorie: Romanzo Edito, Inedito (con pubblicazione in premio), Racconti, Raccolte di Poesie, Poesie, E-book. 
E tutte  in cinque lingue: ITALIANO, INGLESE, FRANCESE, SPAGNOLO O TEDESCO.
Premio al Poeta dell’Anno ( mandare curriculum!), Premio Emotion e Sezione speciale al femminile.

La giuria è presieduta quest’anno da Giuseppe Benelli, patron del Premio Bancarella.
Gli altri membri sono il prof.  Hafez Haidar, poeta e traduttore italiano di Gibran, Marina Pratici, gran dama della cultura italiana, Cavaliere della Repubblica per meriti letterari,  i noti poeti Carmelo Consoli e Rodolfo Vettorello, la talentuosa scrittrice Lella De Marchi, la giornalista Claudia Contardi, l’attore Andrea Porti, e il grande patron, ideatore del premio e grande performer culturale Roberto Sarra.  E poi… ci sono anch’io ;).

E’ un concorso che premia non solo autori affermati, ma anche esordienti . Per valorizzare i talenti e per dare loro opportunità di farsi conoscere nel “loro” mondo.

Dietro al premio c’è una grande organizzazione: un progetto culturale dal nome Pegasus che lavora da anni per promuovere cultura e bellezza e che ha come mission la promozione delle autrici e degli autori italiani.



venerdì 30 dicembre 2011

2011...i giorni più belli

Questo è sicuramente il mo ultimo post dell'anno... un anno molto strano.
Sono stata molto molto felice in certi periodi, altre volte mi sono lasciata prendere dallo scoramento, in altri dalla ribellione, in altri dall'abulia.
Dovendo fare un grafico sarebbe molto discontinuo... ma è la vita, bella proprio perché non lineare: sembra sempre di essere in un ottovolante.
La primavera è stata indimenticabile... fin dal primo giorno, tiepido e colorato di libertà, che ricordo con grande nitidezza.
Quest'anno ho avuto la fortuna di partecipare ad avvenimenti di diverso genere (tutte le splendide iniziative della Pegasus, primo tra tutti il Concorso di Cattolica,  poi il Mystfest, la fiera dell'editoria abruzzese, I racconti nella rete...) ma in questi giorni ho negli occhi la giornata  dedicata alla mia adorata poetessa EBB (Elizabeth Barrett Browning).
.
E' stato talmente emozionante ripercorrere le sue tracce, respirare la sua aria, le sue emozioni, per ritrovarmi ad accarezzare le sue mani intrecciate con quelle di Robert nella splendida Casa Guidi di Firenze..
Difficile da spiegare.

Proprio a Firenze, una mattina d'aprile, di nascosto, ho scritto una poesia che non ho mai pubblicato né fatto leggere a nessuno, ispirata a Elizabeth e Robert, se per un giorno si fossero incarnati dentro i corpi di esseri umani del nostro tempo... Un giorno perfetto.
Chissà che non sia successo veramente, sia pure per un giorno delle loro vite...
Per un giorno solo, probabilmente. Ma che importa?
Volevo leggerla a Firenze, il 29 giugno, durante l'iniziativa delle Poetesse d'Italia,  ma non ne ho avuto il coraggio.

Il mio augurio è di tornare felice come ero quel giorno.
Magari in modo diverso, perché ogni momento di felicità è come un prezioso cristallo che guai se fosse identico a un altro.

E auguro a me stessa di ritrovare il coraggio di andarmela a riprendere, ovunque si trovi, in qualunque luogo, in ogni occasione che la vita mi offre, in ogni anfratto del tempo e dello spazio.
Con il coraggio di esternare i sentimenti  e le passioni, con la forza vitale  della mia amatissima Elizabeth, che non aveva mai paura di essere se stessa. E di non frenare mai sentimenti, passioni, parole... come capita a me e a tutti.



E anche per voi, giusynauti... il mio augurio è quello di sconfiggere le paure e di trovare coraggio.
Di lasciarsi il passato alle spalle, dopo averlo affrontato, senza rinnegarlo.
Di vivere pienamente il presente senza risparmiare energie.
Di pensare il futuro come un altrove che diventerà la nostra terra promessa.
Di trovare sempre il coraggio di vivere, di affrontare ogni sfida, di guardare in faccia la verità e di mostrarla a tutti, di inseguire se stessi anche quando sembra di essere persi in un labirinto senza fine.
Di accogliere il nuovo, quando lo merita. Di non fare troppi calcoli, perché a farne troppi poi si finisce a ridurre la propria vita un freddo bilancio bancario.
Di non essere troppo ordinati o troppo coerenti. La vita non è un archivio perfetto o un sillogismo aristotelico.
Di andare oltre alle apparenze, oltre la logica, oltre le convenzioni... senza mai perdere nessuna parte di noi.
Di non permettere a nessuno di toglierci nemmeno una parte della nostra identità.

A nessuno.


Di avere tanti giorni perfetti, anche se non è possibile... allora per il 2012 ve ne auguro almeno uno.
A volte basta per tutta una vita. Buon 2012!



Il giorno perfetto


E’ il giorno perfetto.
Chissà quanto durerà?
Due vite di sicuro,
le nostre.

Non avrò più pietà
della farfalla
per la sua breve esistenza
in cui cresce, ama e vola
e intinge la sua anima
nei colori dell’universo,
bevendone tutto il nettare.

Chissenefrega
se domani morirà…

Non importa più
 nemmeno a me,
persa con te
in questa bolla di felicità,
tanto grande
da imprigionare il tempo.

GCP






















A tutti  auguro un 2012  in cui abbiate una mano, o tante mani, con cui intrecciare le vostre vite, i vostri dolori,ma sopratttutto le vostre gioie.
Ciao...

domenica 25 dicembre 2011

Buon Natale!

Cari amici, cari Giusynauti ;),
per festeggiare il Natale sono andata a tirar fuori un mio vecchissimo racconto, molto ingenuo e acerbo, scritto per i bambini, che riporta i ricordi del mio Natale di ragazzina..
E' la storia del mio presepio, di cui andavo orgogliosissima, e dei miei angioletti, che conservo ancora tra i miei tesori più preziosi. Spero di non annoiarvi e ve lo ripropongo...
Buon Natale!




 UN PRESEPE , UN NATALE

La neve artificiale, fatta con la farina, imbiancava le montagne del presepe. I tre Re Magi sui loro sontuosi cammelli percorrevano la prateria verde piena di muschio, nascondendo nelle bisacce oro, incenso e mirra.
Carlotta, ventitré chili di vivacità e dolcezza, sapeva che il presepe va costruito con passione, che ci vuole del tempo per renderlo davvero speciale. Ma soprattutto che bisogna farlo con tanto amore, altrimenti non potrà mai incominciare la grande magia del presepe di Natale.
Prima di tutto il cielo stellato, le aveva insegnato la nonna. Un cielo né troppo chiaro, né troppo buio. Luminoso e pieno di stelle, come è il cielo in campagna a mezzanotte. Bisogna incollarlo a un cartone, come uno scenario. E poi bisogna costruire le fondamenta, con tanta pazienza : stendere qualche vecchio giornale in terra, appoggiarci la carta verde, non quella liscia, altrimenti le pecorelle scivolerebbero a gambe all’aria come su un pavimento di cera. Ci vuole il terreno da presepe, che si vende a metratura, aspro e graffiante come la carta vetrata.
Carlotta era diventata grande, e quell’anno aveva avuto l’onore di deporre la Capanna. L’aveva sollevata dalla scatola degli addobbi di Natale con solennità e, seria seria, l’aveva deposta al solito posto, nell’angolino sinistro della prateria.
Ma le montagne, quelle no, non era abbastanza  adulta per crearle. Ci voleva la fantasia e la grande maestria della mamma.
Carlotta, a bocca aperta, vedeva la mamma accartocciare la carta striata verde e marrone, stringerla forte tra le mani fino a farla diventare uno straccio e poi, come per incanto la carta, lasciata andare, era diventata un susseguirsi di cime tonde o appuntite e di piccoli calanchi. La mamma sistemava la montagna più grande dietro la Capanna, la bombava un po’ per renderla maestosa, poi faceva digradare i rilievi.
Carlotta  aveva sistemato la piccola città che le aveva regalato il nonno proprio dove le montagne stavano per giungere in pianura, poi aveva posato il ponticello, sempre più smozzicato dal tempo. La nonna aveva tagliato un pezzetto di carta d’alluminio per ricoprire i dolci e lo aveva trasformato in un laghetto da mettere sotto il ponte e dove mettere subito gli anatroccoli e i piccoli cigni, che erano appartenuti alla mamma da bambina.
La bambina si era sentita come il Signore nei giorni della Creazione. Tutto era pronto : le stelle, la terra, l’acqua, le montagne... mancavano solo gli esseri viventi. Da dove cominciare ? Carlotta lo sapeva : era lei adesso che era investita dell’onore di sistemare le statuine e sentiva un grande senso di responsabilità.
Il primo ad entrare era sempre l’asino, grigio e bruttino, ma già pronto a scaldare il Bambinello, insieme al bue, che Carlotta sistemò subito dopo. Ed ecco Gesù Bambino, tenero e bellissimo  nella mangiatoia gialla, con gli occhi vispi quasi come i suoi, che sembravano guardarla e ammonirla. - Sarò buona Gesù Bambino, te lo prometto, giurava Carlotta deponendolo nella Capanna. E poi la Madonnina, a braccia aperte, con il sorriso dolce e il manto azzurro. E il buon Giuseppe, vestito di marrone, con una lucerna in mano ed il bastone.
Il più era fatto, oramai. I Re Magi bisognava farli partire dal fondo, perché dovevano arrivare solo il giorno dell’Epifania, meglio metterli vicino alla palma. E gli altri ? Il pastore biondo ricciolino, doveva essere il primo ad arrivare da Gesù, seguito dalle sue pecorelle e dagli altri pastori con i loro greggi. Carlotta si ostinava a voler mettere le pecorelle anche sul ponticello, ben sapendo che era così sconnesso che ogni tanto se ne cadevano in acqua con gli anatroccoli.
E poi il vecchietto delle caldarroste, il fornaio, l’arrotino, la vecchietta che filava la lana, i viandanti sul somarello, i due bevitori che brindavano alle porte della città, la donnina che portava in dono la frutta, quella che reggeva l’anfora sulla testa... In men che non si dica le quaranta statuette che da generazioni si erano accumulate nella scatola del presepe avevano trovato il loro posto, sempre lo stesso, quasi loro stesse indicassero alla mano di Carlotta o di sua madre dove volevano essere appoggiate.
La nonna aveva messo il muschio sul terreno. La mamma era andata in cucina e le aveva consegnato uno scolino pieno di farina, con cui doveva imbiancare il presepe.
Era la cosa che Carlotta amava di più. Poggiava la manina sui buchini avanti e indietro ed ecco scendere la neve sulle case, sulle cime dei rilievi, sulla povera Capanna, persino sulla palma e sulle teste dei Re Magi, rendendo il paesaggio fiabesco e soprannaturale.
Si era stiracchiata, era già un ora che stavano lavorando !
Ma mancavano le sue statuine preferite, i suoi angioletti. Quello azzurro lo aveva chiamato Gabriele, quello rosa Raffaele, come gli arcangeli. Avevano le stesse faccine che erano scolpite sulla sua catenina del battesimo. Erano gli angeli di Raffaello, le aveva spiegato la mamma ; erano veramente belli e adorabili, con le ali dorate, e portavano nelle mani una stoffa bianca con scritto .
La posa degli angeli era il momento più buffo per Carlotta, perché bisognava sistemare Gabriele e Raffaele in modo che sovrastassero la Capanna, ma non era possibile usare fili o incollarli da qualche parte, così ci voleva un trucco magico.
All’ingresso della Capanna c’era un piccolo albero inaridito, senza foglie, con solo qualche rametto. Carlotta aveva imparato dalla mamma a mettere il povero Gabriele in bilico, incastrato nel piccolo intrico dell’albero. Un piedino nudo appoggiato su un rametto, la manina al tronco. Doveva cascare cinque o sei volte prima che riuscisse a rimanere stabile e miracolosamemente sospeso nell’aria. Raffaele dava meno problemi e si accontentava di appoggiarsi ad un calanco della montagna.
Quando Carlotta , alla fine, posava sul tetto della Capanna la stella cometa, la nonna le  diceva - Brava !- e lei si sedeva per terra ipnotizzata dal suo piccolo capolavoro.
Carlotta guardava e guardava. Ogni tanto le sembrava di entrare nel bellissimo mondo che aveva creato e a volte parlava al vecchietto delle caldarroste, per chiedergli se c’era veramente tanto freddo e se il fuoco lo scaldava a sufficienza. Il caldarrostaio le era grato per l’interesse : nessuno lo teneva in considerazione, brutto e vecchio com’era e per ringraziarla le aveva regalato una castagna che si era mangiata di nascosto dalla mamma.
Al bel pifferaio aveva dichiarato il suo amore e lui aveva zufolato per lei tutte le sue più belle melodie. Una volta aveva un po’ stonato e le pecorelle del bel ricciolino erano cadute nel lago per lo spavento, ma Carlotta le aveva salvate.
La signora con l’anfora le aveva fatto assaggiare il suo vino e i due bevitori le avevano raccontato una barzelletta. - Siamo qui da tanti anni- le avevano detto. - Se non ci si fa quattro risate...-
I Re Magi erano un po’ scorbutici, ma si sa, erano dei nobili e poi erano quelli che si dovevano spostare di più, attraversare tutta la prateria, sgomitare tra le pecore e gli altri pellegrini per arrivare da Gesù.
Di Gesù , di sua mamma e di suo papà, aveva un po’ soggezione e non parlava mai con loro. Gabriele, invece era un chiacchierone e si lamentava di essere costretto a fare l’equilibrista. Un giorno l’aveva portata a fare un bellissimo giro appoggiata sulle sue ali e da lassù aveva salutato tutti, anche la Madonnina che le aveva rivolto un cenno gentile con la mano.
Il giorno di Natale si faceva coraggio e, mettendosi in coda, dietro gli altri, andava da Gesù Bambino e gli baciava un piedino.
- Carlotta- gli diceva la Madonnina - qualunque cosa succeda, non ci dimenticare mai, non scordarti mai di farci entrare nella tua casa.
Ma erano venuti anni bui e tutti, Gabriele, il ricciolino, il bue erano rimasti in soffitta chiusi nella scatola, anno dopo anno.
Ma un giorno tornò il sole e Carlotta, sessanta chili di vivacità e di dolcezza, riaprì la scatola.
Gabriele le volò attorno arrabbiato e le disse che si doveva consultare con gli altri per decidere se perdonarla di essersi dimenticata di loro.
Il consulto durò parecchio e Carlotta temette di non potere più avere il dono della compagnia dei suoi amici. L’amicizia va coltivata, non può essere rovinata dall’oblio e dalle vicende della vita.
Versò una piccola lacrima che cadde - Pluff !- sul piedino del Bambinello.
Quando si asciugò gli occhi vide che il presepe si era creato da solo, uguale a come l’aveva sempre fatto. O forse era stata lei a farlo ancora una volta, con una tale disinvoltura e rapidità che sembrava si costruisse da solo.
- Bentrovata Carlotta - dissero in coro Gabriele e Raffaele, mentre dalle lacrime di lei sorgeva, come un alba dopo una notte buia, il suo più bel sorriso. - Buon Natale ! - rispose.

GCP, tanti anni fa






giovedì 8 dicembre 2011

Il cielo cambia e porta con sé chi lo guarda...


Erano mesi che non vedevo le scie nel cielo. A me piacciono tanto. 
Si sono date appuntamento tutte insieme sopra la mia casa, stamattina.
Così i miei pensieri sono volati lontano, forse troppo lontano... ma è lo stesso. 
Non posso frenarli. Nessuno può farlo, credo. 
Io a volte ci provo, ci provo con tenacia.
Ma basta un mattino così e riappaiono, mio malgrado.
Così li ho ascoltati e hanno cantato per me. E forse non solo per me...  
Forse anche per chi li "sentiva" o forse li "sente" ancora, ovunque si trovi, chiunque sia ora.
Ma chi lo sa... chissà chi viene qua a cercarmi...a cercarmi so far away...


E il cielo mi ha raccontato questa poesia... che ho scritto tanto tempo fa ma che dedico alle mie scie di oggi, a quelle di ieri e a quelle di domani:

Il cielo cambia in continuazione
Come un caleidoscopio
Stracci bianchi disegnano
Sempre nuovi scenari
E volgendo lo sguardo
In alto
Sembra di essere sempre

In un luogo diverso
In un tempo diverso

Sopra di noi
Si creano infinite combinazioni
E pezzi combacianti
si connettono
In un preciso momento
Chissà per quale scopo.

Un cielo diverso
per emozioni diverse.

Chissà qual è il tuo adesso
e con chi lo stai guardando

Mi sembra ieri 
Quando lo guardavamo
Insieme

Ma il cielo cambia
E porta con sé chi lo guarda.


GCP


lunedì 5 dicembre 2011

UNA PURA FORMALITA' - 6 DICEMBRE IN BIBLIOTECA


Anche quest'anno sono ospite della rassegna della Biblioteca Passerini-Landi "Un film da raccontare". Domani 6 dicembre alle ore 16 in Saletta Balsamo.
Stavolta ho scelto un film... che forse ho visto solo io, ma che ritengo personalmente un capolavoro.
La sceneggiatura che avrei voluto scrivere. Un film onirico, metafisico, di grande spessore umano e psicologico.
Un non luogo, una straniante stazione di polizia in non si sa quale città o nazione, e i protagonisti, quasi sempre in scena: lo scrittore Onoff ( il grandissimo Gérard Dépardieu),  in crisi creativa da anni, che vive in un antico casale (il Casale della Corona) perso in un bosco, lontano dal mondo, accusato di un omicidio ( ma il cadavere non si trova) e il commissario senza nome (un incredibile  e sempre luciferino Roman Polanski in versione attoriale). Sergio Rubini, che interpreta un appuntato, scrive in continuazione un verbale che forse nessuno leggera mai.
E dal tetto della stazione piove, piove, piove...in una notta infinita e angosciante... mentre Onoff insegue i ricordi del giorno prima senza riuscirci, giocando a scacchi con il commissario che,  ironia della sorte, ha letto tutti i suoi libri. E glieli cita in continuazione.
Un climax kafkiano che porta ad un finale a sorpresa, metafisico a angosciante.
Ma chi è davvero Onoff? Come si chiama davvero? E cosa ha fatto?

Depardieu e Polanski ( giganteschi, nella loro interpretazione!)  come Raskolnikov e Porfirii in Delitto e Castigo.
Ma c'è molto di più. Un uomo che si è smarrito... e si ritroverà. Ma DOVE? In quale dimensione?



e chi ha scritto veramente  il suo capolavoro, proprio quando aveva rinunciato a scrivere?



E perché non vuole ricordare? Perché scappa dal mondo...
Ma soprattutto: CHI HA UCCISO?

Un giallo in cui c'è l'assassino ma non la vittima. O forse sono la stessa persona..

E se il morto fosse proprio Onoff!!!

Che sia proprio questo il limbo?  Il Confine. Il luogo dove invece di bere le acque del Lete si bevono quella della Memoria. E la Memoria è Morte o Vita? O forse è solo il ritratto della nostra anima dove convivono accusatori e accusati, o semplici testimoni...

Venitemi a sentire, se volete.

Bellissima la colonna sonora di Morricone, testo di Tornatore, cantata dallo stesso Depardieu.


“Ricordare, ricordare è come un po' morire. Tu adesso lo sai, perché tutto ritorna anche se non vuoi! E scordare, e scordare è più difficile. Ora sai che è più difficile, se vuoi ricominciare. Ricordare, ricordare è come un tuffo in fondo al mare. Ricordare, ricordare quel che c'è da cancellare. E scordare, e scordare... è che perdi cose care. E scordare, e scordare... finiranno gioie rare.



Alcune parole di Onoff, che mi hanno colpito particolarmente ( e chissà perché...)

“sono condannato a scrivere.... perchè quando scrivo è come se bevessi" ...” (Idem)

“si scrive perché non si sa fare altro” ( beh, io non sono sicura di saper fare nemmeno quello ma ci provo)

“Non bisognerebbe mai incontrare i propri miti. Visti da vicino ti accorgi che hanno i foruncoli.Rischi di scoprire che le grandi opere che ti hanno fatto sognare tanto le hanno pensate stando seduti sul cesso, aspettando una scarica di diarrea!"  ( gli scrittori possono essere molto deludenti, me compresa...ammesso che possa definirmi tale)

“Due rette parallele non si incontrano mai. Tuttavia, è possibile immaginare l'esistenza di un punto così lontano nello spazio, ma così lontano nell'infinito, da poter credere e ammettere che le due rette vi si incontrino. Ecco! Chiameremo quel punto, PUNTO IMPROPRIO.” ( questa non è una definizione matematica, ma una vera e propria poesia...)

Grandissimi i doppiatori: Corrado Pani ( Depardieu) e Gullotta che (Polanski).



Nebbia



Nebbia a Piacenza, nel Viale delle Mura, il Facsal


Sembra di essere in una terra di nessuno
quando figure e cose svaporeggiano
nella Nebbia

Non c'è destinazione, né ritorno
anime vaghe si dilatano senza confini
confondendosi con il nulla.

E nulla questa nebbia ti fa sentire.
tra figure indistinte,
 volti senza lineamenti
già spiriti sulla terra
voci afone nel silenzio.

E così è la vita mia
 tra fantasmi
che appaiono e riappaiono
tra sporadici e sbiaditi
sussulti di realtà

GCP


                                                   Albero nebbioso dalla mia finestra