domenica 25 novembre 2012

IMAGO

Ripropongo oggi, giornata interrnazionale contro la violenza sulle donne, un mio breve scritto dedicato a tutte le donne vittime di femminicidio in Italia e nel mondo. Più di cento alla data di oggi, solo in Italia. Perché questa barbarie possa avere termine. Un contributo, nel mio piccolo.

IMAGO


Come puoi dire di amarmi se non mi conosci?
O, sì, forse hai ragione, anche di non amarmi.
Ma non amare è un concetto più facile da riconoscere.  
Io non ti amo, ad esempio.
In me manca totalmente la curiosità di conoscerti.
 Perché quello che sento in te, seppur nel modo superficiale con cui si sono sforiate le nostre vite, non si accorda con la mia anima, né per somiglianza né per complementarietà.
Anzi, scusa se te lo dico, a volte mi disturba.
Altre volte ( e questo è ancora peggio) mi è completamente indifferente.

Almeno io lo dico che non voglio conoscerti. Non mi interessa.
Invece tu dici di volerlo e invece non lo fai.

Se mi amassi mi cercheresti in quello che scrivo. Ma non perché io sia una grande artista, questo proprio no.
Lo dovresti fare proprio perché non lo sono. E analizzaresti ogni singola parola, persino ogni apostrofo, ogni a capo.  
Invece non lo fai. 
Ti preoccuperesti per quello che mi succede o non mi succede. Ma senza assillarmi.
Noteresti se ho pianto o se ho riso.

Mi vorresti felice CON o SENZA te.

Invece mi “ami” come un prodotto preconfezionato, da non scartare più di tanto.

Hai già un’idea di me, ma è la tua. Quella dentro la quale io non esisto. 
Quella TUA idea in cui tu credi di riuscire a rendermi simile a te.

Ah, che risate! Davvero pensi di essere il primo ad averlo creduto? Ad averci provato? Ah, ingenuo ingenuo che sei!

E perché, sentiamo, dovrei  assimilare i tuoi gusti, le tue attività, le tue propensioni?
Ah, certo, per darti la grande, infinita gioia di essere la tua anima gemella!
Per specchiarti in me e vederti bello, giusto, buono, degno di stare al mondo. 

Non è amore il tuo. E’ narcisismo.
Come ti compiaci per quei  due o tre gusti che abbiamo in comune: la mostarda e ascoltare le canzoni francesi.  Il terzo... aspetta... non lo ricordo nemmeno.
Ah, e poi tu pensavi che io fossi  docile, tranquilla… Anche questa è una tua invenzione.
Ti piaceva pensarlo,  per potermi domare.
Ormai avermi è diventato un tuo punto d’orgoglio. 

In ogni tuo mazzo di fiori, vermiglio, c’è il fuoco dell’odio.
In ogni tuo appostamento c’è un’illusione di possesso, una gelosia nata dal mio rifiuto.
In realtà la tua è invidia. Invidia per chi è riuscito ad avermi. Per chi ci riuscirà. 
Di me, vedi, non ti importa nulla. Anzi, non esisto nemmeno più.

Ecco perché mi hai ucciso.

Perché non esisto.
E’ stato come scacciare un pensiero cattivo e persistente.  
L’hai detto a tutti, che è avvenuto solo nella tua mente, che il corpo agiva da solo, che non ne avevi il controllo.
Mentre sentivo le tue mani sul collo ti guardavo negli occhi e vi leggevo che nemmeno allora ti chiedevi cosa pensassi veramente.

E difatti nemmeno ti sei accorto di quello che mi stavi facendo.
Peccato che la parte di me che ami  - quella che io non ho MAI posseduto -  tu ce l’hai SEMPRE.

Eccola qui, nella tua mente.

Bella, dolcissima come quella volta in cui ho cantato per caso La via en rose e tu hai pensato che le sapessi tutte, le canzoni francesi.  E che amassi il basket, il riso con i fagioli, il lago, Charlie Brown ( ma qual è, quello con la coperta o quello senza?).  E che non vedessi l’ora di fare l’amore con te.
Il mio respiro diventava affannoso e solo per timidezza non esprimevo il mio desiderio.
Timida, sì…  e che bello vincere i miei no con i tuoi sì… Come facesti quella volta, a casa dei nostri amici.  Tutti si imbarazzarono quando ti spinsi lontano, facendoti cadere il drink. Ma tu sorridevi, perché gli altri non sapevano quanto ero timida e quanto ti volevo. Ecco perché sono sparita dalla circolazione.
Ecco perché mi nascondevo. Per timidezza.

Ma eccomi, dentro di te, ora… Tra le tue braccia, morbida e tua. Tu dentro di me. Come l'ultima volta.

Ma non mi da fastidio,ora. Perché non sono io.

Pensi ancora di aver fatto bene, perché così hai eliminato la parte peggiore di me.
Massì, tienimi così. Così non darai fastidio ai tuoi compagni di carcere.
Si è sparsa la voce, ti vogliono far fuori.  Donne e bambini. Il loro codice lo sai.

Io ero quasi tutte e due, perché di anni ne avevo diciotto.

Mi stai scacciando  ora eh? Non mi vuoi sentire, come al solito non mi vuoi conoscere...
Urla pure:  stavolta non hai niente per eliminarmi.  Qui i coltelli sono di plastica e ti controllano a vista.

Ma io ti ucciderò prima o poi.

Capiterà che tu esca.

Capiterai in un'infermeria.

Capiterai davanti a una finestra aperta.

E chiamami pure “maledetta” come quando hai ucciso la mia gemella di carne.

Ce la farò.

Ora sono IO dentro di te.



GCP


venerdì 23 novembre 2012

PREMIO LETTERARIO SCRIVEREDONNA 2012

Cari amici,
domani andrò a Pescara, nel mio amatissimo Abruzzo, terra dei miei nonni materni, a ritirare un premio letterario a cui tengo molto.

Ho vinto infatti il “Premio della Giuria” nell’ambito del Premio Letterario Nazionale “SCRIVEREDONNA, XX edizione”, con una silloge inedita di poesie, dal titolo "Dalle radici al cielo".

SCRIVEREDONNA è un premio dedicato al mondo femminile ed è teso a valorizzare il ruolo della scrittura poetica delle donne in Italia.

Fanno parte della giuria tra le maggiori poetesse italiane, tra cui due candidate al Premio Nobel della Letteratura, quali Maria Luisa Spaziani (candidata al Nobel ben tre volte), Presidente del premio, e Marcia Teophilo (Testimonial Internazionale Unesco per la Biodiversità). Le altre componenti della giuria sono le poetesse Anna Maria Giancarli e Nicoletta Di Gregorio.

Il premio è organizzato dall’Associazione Culturale Tracce con il contributo dell’Assessorato alla Cultura della Regione Abruzzo, della Fondazione Pescarabruzzo, della Banca di Credito Cooperativo di Cappelle sul Tavo, con il patrocinio della Presidenza della Provincia di Pescara, del Comune di Pescara e con la partecipazione dell’ITS “Aterno-Manthonè.

La cerimonia di premiazione si svolgerà domani sabato 24 novembre alle ore 17 presso la sala “Figlia di Iorio” del Palazzo della Provincia di Pescara alla presenza della giuria e di varie autorità (.E. Vincenzo D’Antuono, Prefetto di Pescara, Luigi Albore Mascia, Sindaco della Città di Pescara, Luigi De Fanis, Assessore alla Cultura della Regione Abruzzo, Guerino Testa, Presidente della Provincia di Pescara, Nicola Mattoscio, Presidente della Fondazione Pescarabruzzo, Rocco Finocchio, Direttore Generale BCC, e Donatella D'Amico, Preside Istituto Tecnico Commerciale Superiore "G. Manthonè" di Pescara). 

I testi  vincitori saranno letti dall’attrice Giulia Basel.

Alcuni dei testi li avete trovati sparsi nelle pagine di questo blog, nell'ultimo anno. E' una raccolta che mi ha fatto fare un viaggio dentro me stessa e dentro il mio passato antico, quasi amniotico. Le risposte alla mia domanda che apre questo nuovo libro:  "Fare perché, andare dove?"  le sto cercando con tutta me stessa, specialmente in questo periodo. Ma penso che non basti una vita per rispondere.

mercoledì 21 novembre 2012

L'ombrellone spento

Oggi ho scelto di pubblicare nella pagina dei racconti ( che sto aggiornando man mano fino a che li conterrà quasi tutti, perlomeno quelli già pubblicati) "L'ombrellone spento", scritto un bel po' di tempo fa.  Era tanto che non lo rileggevo nemmeno io. Ora mi sembra scritto da un'altra, da un'antica me. In ogni caso, si accorda al mio "mood" di questo periodo, così ho pensato di metterlo qui.
Vi lascio il link della pagina, se avete voglia di leggerlo
L'OMBRELLONE SPENTO (E GLI ALTRI RACCONTI)

vi lascio anche una canzone che, ricordo, accompagnava la mia scrittura in quel periodo:
Que reste-t-il de nos amour (Charles Trenet)




Se volete, c'è anche una nuova poesia
LE LACRIME DEL MARE

domenica 11 novembre 2012

I racconti della settimana

Questa settimana vi dedico questi due racconti ambientati nel web...




Eccovi un piccolo estratto

da "C6"?

[...]Tu guarderai i miei occhi e non vedrai l’ombra riflessa di ciò che non mi hai detto, perché non avrai paura di dirmi ciò che pensi, di raccontarmi le tue paure. Non dovrai temere il mio giudizio, non dovrai temere di essere abbandonata se mi dirai tutto di te: al contrario.
Tu hai paura di farti amare, tu rifiuti di farti amare.
Pensi che l’amore sia frustrazione, negazione, lontananza, abbandono, privazione, assenza del corpo. Amare è qualcosa che si fa soprattutto con il corpo, perché per amare bisogna essere presenti: la vicinanza, l’essere qui adesso,.
Il corpo, Haima!! Essere presenti con il corpo, una carezza, l’alito, il calore di un corpo vivo: da quando …da quando sai tu… la tua capacità di amare è stata troncata.

Per questo ti stai lasciando vivere, perché temi di soffrire ancora; per questo stenti ad avere ricordi, perché il ricordo ti fa paura.
Per questo non sei capace di amare e continui a chiedere aiuto a persone senza corpo.

Come me.

F.B.

[...]

se volete... cliccate qui il racconto della settimana: C6?

Ah, prima ascoltate questa musica meravigliosa... la preferita dalla protagonista. L'ouverture del Tannheuser, rigorosamente nell'esecuzione di Toscanini.






WorldBook

Ehi, vi segnate queste date?
14, 15 e 16 dicembre
Vi segnate questo luogo, ormai la mia seconda patria?
CATTOLICA!
Sta per iniziate una grande rassegna letteraria organizzata dall'Associazione Pegasus di Cattolica!
Tanti ospiti, tanti autori, sia in prosa che in poesia.
Uno per tutti Davide Rondoni, il maggior poeta della nuova generazione.
Ma tante tante sorprese... Aspetto l'ok per poterle svelare perché non vedo l'ora!

Ci sarò anch'io con le mie poesie di Moto a luogo, nella serata di venerdì 14 dicembre.
Sarò presente anche il giorno successivo per presentare il giallista legnanese Dario Ghiringhelli.

Oltre la letteratura grandi momenti musicali. In stile Pegasus.  E per ora non dico altro.

Ecco la locandina. Vi aspetto!


sabato 3 novembre 2012

Piacenza vs Parma



Ormai è ufficiale: la provincia di Piacenza è passata a miglior vita, sostituita da quella di Parma e Piacenza, denominazione che rinverdisce l'antica tradizione del ducato farnesiano.

Il mio modo di commentare la notizia è stato quello di rispolverare un racconto che scrissi nel 2008, in occasione di un concorso dal titolo "L'autobus del Tempo" indetto da tutti gli enti di autotrasporto italiani e in cui ebbi un riconoscimento. Oggi il racconto è stato pubblicato dal quotidiano di Piacenza Libertà.

Quello che penso si evince da quanto scrissi all'epoca.
In quel periodo esisteva ancora un ente di trasporto cittadino, esisteva il Piacenza Calcio, fallito quest'anno. Soprattutto esisteva la Provincia, dove venni premiata, nello splendido palazzo di Via Garibaldi.

 Ah, esistevano pure la Prefettura, la Camera di Commercio, l'Ufficio del Lavoro,  l'Ufficio Scolastico... C'era ancora la storica ditta RDB, non era ancora fallita Atlantis, la compagnia nautica di Sariano, non c'erano le cariche della polizia all'Ikea, il presidente della pallavolo che poco tempo fa si giocava la finale nazionale non aveva ancora annunciato di abbandonare la squadra nel 2013, esisteva ancora il secondo giornale di Piacenza: La Cronaca.

 Mi sembra già preistoria.

TUTTA COLPA DELL'OMICIDIO DI PIERLUIGI FARNESE...


Per leggere tutto il racconto vi rimando  qui: IL RACCONTO DELLA SETTIMANA

giovedì 1 novembre 2012

V edizione del Premio Internazionale di Cattolica

Cari Amici,
eccomi anche quest'anno nella giuria del Premio Letterario Città di Cattolica - Pegasus Literary Awards
E' un grande onore per me, lo sapete bene, se mi seguite su questo blog. Quest'anno voglio spendere una parola in più su questo premio, a cui sono legata fin dalla sua fondazione. 



E' un'edizione speciale, la quinta. 

Un'edizione che ha un respiro internazionale che, credo, non abbia eguali nel panorama nazionale relativo alla narrativa e soprattutto alla poesia.

Le opere in concorso potranno essere, oltre che in lingua italiana, anche in lingua inglese, francese o spagnola senza bisogno di alcuna traduzione.  Questo rende l'idea del grande lavoro che c'è dietro questo premio, che è organizzato - non esagero -  con amore e passione dal suo patron, Roberto Sarra e dal suo team.


La kermesse è organizzata dall’Associazione Culturale Pegasus Cattolica (presieduta da Sarra) con l’alto patronato del Presidente della Repubblica italiana e gode del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Rimini e della Città di Cattolica. Inoltre è gemellata con importanti enti, istituzioni e associazioni internazionali, come il Circolo Culturale il Porticciolo e I.P.LA.C. (Insieme Per La Cultura). 


Le categorie del Premio sono: libro edito inerente la narrativa, la poesia e la saggistica; opere inedite di poesia (anche in vernacolo italiano); opere di narrativa inedita anche in e-book; romanzo inedito; silloge poetica inedita (anche in vernacolo italiano). Ci sono molti riconoscimenti speciali, 

E' un premio popolare, aperto a tutti. Le opere inedite, anonime,  vengono vagliate con assoluta imparzialità dalla giuria, che impiega settimane per esaminarle tutte con attenzione.
Vengono premiati sia grandi nomi che esordienti di talento.  
Io lo so bene, perché quando sono stata premiata, durante la prima edizione, non conoscevo nessuno. L'emozione della premiazione, dell'arrivo in un luogo sconosciuto, di una premiazione hollywoodiana che mi aveva stupito e galvanizzato... ce l'ho ancora nel mio blog, proprio qui.

Il premio pur avendo avuto prestigiosi patrocini, compreso quello del Parlamento Europeo, non ha mai avuto sovvenzioni, né sponsorizzazioni di case editrici o altro. Si autofinanzia con le iscrizioni e con le quote di partecipazione. Altrimenti non potrebbe esistere.
Ha avuto ospiti prestigiosi e di grande spessore umano, che hanno riconosciuto il valore del premio: da Sergio Zavoli a Magdi Allam, da Piergiorgio Morosini, giudice antimafia a Palermo, allo storico Gabriele Nissim. E ne avrà tanti altri, prestigiosi anche il prossimo anno.
La giuria è presieduta dal Patron storico del Premio Bancarella: Giuseppe Benelli.
Alcuni premiati di Cattolica hanno poi avuto importanti riscontri nella loro carriera, arrivando a pubblicare successivamente anche per editori del calibro di Baldini e Castoldi.

Sono molto legata a questo premio che vive solo grazie al lavoro di un team di persone che lavora solo per passione e che organizza una serata spettacolare di premiazione che è veramente da Oscar. Quando mai alla cultura si dà tanta enfasi? 

Vi invito a leggere il regolamento:
Regolamento Premio Cattolica

SCADENZA 31 GENNAIO 2012! 
Per ulteriori informazioni:
Associazione Culturale “PEGASUS CATTOLICA” 
via Irma Bandiera 29/B 47841 Cattolica (RN). 

associazione.pegasus@alice.it 
Tel. 347 1021100

Per sapere tutto sul premio
PREMIO LETTERARIO DI CATTOLICA


martedì 2 ottobre 2012

Le mie emozioni di "Montefiore 2012"



Anche quest’anno grandi emozioni per la premiazione del Premio Letterario Internazionale Montefiore di cui per il secondo anno sono giurata.
La seconda edizione, svoltasi domenica scorsa, è stata infatti all’insegna della emozionalità, come spesso avviene nelle manifestazioni curate dall’Associazione Pegasus di Cattolica.
Un trio Jazz  a scaldare l’atmosfera di un teatro malatestiano mai così gremito, in un borgo medioevale: Montefiore Conca, in provincia di Rimini, che già di per sé fa calare in un mondo altro, evocativo e misterioso.

Un grande pomeriggio per una grande manifestazione, condotta dal presidente della Pegasus, il mio fraterno amico Roberto Sarra -particolarmente in forma, spigliato, ironico e sprizzante come al solito calda umanità -   che anche quest’anno ha visto una partecipazione massiccia di pubblico e di concorrenti ( ben ottocento).
Tutti i testi premiati sono caratterizzati da un forte richiamo alla memoria, alla nostalgia, alle radici e alla ricerca di un significato, forte, profondo della Vita.
Da “una risacca di stelle, splendido racconto ambientato nel cupo sottosuolo delle miniere, alla poesia strappaapplausi “Pescando nelle radici”, alla silloge “Alla Cerca del Graal”, al piccolo romanzo breve gioiello Ciliege e Zafferano al vincitore della categoria edita Eraldo Baldini,  grande esponente della scuola emiliano-romagnola con L’uomo nero e la bicicletta Blu.
Eraldo Baldini, tra Roberto Sarra, Daniele Bartoli, Andrea Porti e i piccoli aiutanti di scena della manifestazione Silvia e Marco

Grande ospite l’italo francese Maria Salamone, personaggio originalissimo, una poetessa veramente “di professione”: l’unica registrata in Francia con questa qualifica all’Agenzia delle Entrate transalpina.
Un'artista completa, dalla vita avventurosa, di cui mi pregio di essere nuova amica.

E poi i miei poeti preferiti, Rodolfo Vettorello e Carmelo Consoli, premi alla Cultura.
I loro “L’ipotesi che siamo” e “Se d’altri cieli mi accendo”, sono tra le più belle poesie che abbia mai letto.
E poi la grande Dama della cultura italiana: Marina Pratici.


l’amica e premiatissima autrice Daniela Quieti, l’amica del cuore del mio Abruzzo forte e gentile, ritratta qui sopra con la poetesse francaise. Sempre una festa rivedersi.

E che dire delle rappresentanti dell’Iplac capeggiate dalla vulcanica Maria Rizzi con cui ci siamo tanto divertire dentro e fuori dal palco?

E poi il fantastico prof Hafez Haidar, qui in versione di padre di una splendida giovane poetessa, Miriam, e lui stesso grande voce del dialogo multietnico, e multireligioso, traduttore italiano di Gibran e delle Mille e una Notte, autore di grande fama e di immensa umiltà che, tra l’altro, mi ha impedito almeno quattro volte di inciampare sulle scalette del palco. Grazie Hafez e anche a te, Andrea (Porti)  - in formissima e in grande spolvero attoriale: bravo! -  che non mi avete fatto fare figuracce e capitombolare giù.


E poi e poi. Non smetterei mai con tutti questi e, e ,e ,e ,e ,e.
Quando torno in Romagna, con gli amici della Pegasus mi sento a casa, coccolata, amata come una sorella da Roberto, Raffaella e l’ormai non più piccolo Marco Sarra: la mia famiglia d’adozione cattolichina.
Avrei ancora tanti nomi da citare… tante persone curiose, interessanti, provenienti da ogni dove: dalla Russia a Matera, da Alessandria a Roma, ma non riesco.
Un ricordo solo: sulla spiaggia con nuove amiche a cantare “la vie en rose” recitando vecchie e nuove poesie, i piedi immersi nel caldo mare del primo ottobre, in un inaspettato, brevissimo regalo “estivante”, come mi diceva la poétesse Salamone a passeggio “sur l’eau”,  a illuminare i primi, timidi passi dell’autunno.

Ma per il resoconto completo spazio a parole altre, ad altri link.
Qui, solo le mie emozioni.

con Antonio Tenisci vincitore di uno dei premi della Giuria con un libro sulla battaglia di Ortona


                                             Con Paolo Paolacci, premio della Giuria

Roberto Sarra, Ester Cecere, Marco e Andrea Porti

da "Thema L'informazione", quotidiano web:

Domenica 30 settembre u.s., presso la splendida cornice del Teatro Malatesta di Montefiore Conca gremito di pubblico, in provincia di Rimini, si è tenuta la cerimonia conclusiva del Premio Letterario Internazionale Montefiore. La manifestazione ha confermato con successo gli obiettivi perseguiti dall’Associazione Pegasus di Cattolica, tesi a valorizzare i migliori significati culturali e a promuovere la scrittura sia di autori emergenti sia di quelli già affermati.Sono stati oltre ottocento gli iscritti al concorso provenienti da vari paesi d’Europa e davvero numerosi gli illustri rappresentanti del mondo istituzionale e intellettuale presenti in sala, tra cui il Sindaco di San Giovanni in Marignano e l’Assessore alla Cultura del Comune di Montefiore Conca. 
Il pomeriggio ha visto, fra le altre, la premiazione alla carriera di una delle più apprezzate poetesse francesi, Maria Salamone, e l’attribuzione del primo premio opera edita al noto autore italiano Eraldo Baldini con il romanzo "L’uomo nero e la bicicletta blu", pubblicato per i tipi della casa editrice Einaudi. Ospite d’eccezione è stato l'illustre scrittore di origine libanese Hafez Haidar, le cui opere, edite da Mondadori, Piemme e Garzanti, sono state tradotte in varie lingue. 
L'evento, condotto con la consueta bravura dallo scrittore e saggista Roberto Sarra, Presidente dell’Associazione Pegasus, coadiuvato da quanti hanno lavorato con impegno per la bella riuscita dell'iniziativa, si è svolto all’insegna di pregevoli momenti di grande impatto emotivo e letterario.
(Daniela Quieti)






venerdì 14 settembre 2012

Ritornare

autunno e voglia di tornare... almeno con la fantasia




Ritorno alle radici (GCP)


Perché in montagna
Le curve si chiamano tornanti?
Come me risalgono al passato,
infilandosi nell’ombra fitta
dei castagni bruschi e saggi.

Ogni svolta un diverso mondo
Pochi i rettilinei per arrivare
In cima, nell’antico paese
Nella terra amata da mio padre.
Quanti pianti di bambina
Nel salire e allontanarmi
Dai miei familiari giardini
Protetti dalle case e dal cemento.
Inconfondibile bambina di città,
Porcellana bianca fragile
E timida nelle movenze
Invidiavo le caprette snelle
Che bruciavano salite e pendìi
Mentre io misuravo pavida
I miei piccoli passi cadenzati
Tremando per non cadere,
dimentica del sangue
della nonna che correva a piedi
 nudi  tra i faggeti.

Ora torno estranea come mai,
senza padre a ricordarmi la strada,
gli anni mi hanno fatto amare
come spesso accade
quello che prima possedevo
senza mai apprezzare.
Sgorga ancora l’acqua fredda
E  tagliente dalle bocche
Muschiose nel paese.
La chiesa e il campanile
Rimpiccioliti in una lente
Alla rovescia suonano il tempo
Lo stesso tempo della mia memoria.
Il torrente sbatte le antiche pietre
Con la stessa forza maschia
Che quasi mi faceva arretrare
E rendere femmina  pudica.

Finalmente sono tornata,
e con te che sai di buono,
di foglie e di legname,
di vino, terra e  sudore.
Le labbra come ribes stanche
Bevono dalle tue che san d’amore.


Piazza di Civago (RE) di GCP a 10 anni

Worldbook - Rassegna internazionale dell'Editoria a Cattolica

a


mercoledì 12 settembre 2012

Ricomincio...dal Biffulus (domenica 16 settembre)

Carissimi giusynauti,
dopo un periodo un po' difficile, di luna di notte...da dove posso ricominciare?
Ma è chiaro: da un luogo magico, speciale..

Scrivevo anni fa, in modo ingenuo e un po' sgangherato ;), ma spontaneo:

"Il Biffulus è più di un ristorante. E’ un posto strano dove sono stata solo di notte. 
L’esterno è sempre stato circondato dalla nebbia, non ricordo nemmeno l’insegna.
 Forse si entra da un piccolo atrio all’aperto, forse no. 
L’interno all’inizio è simile ad una casa, una serie di camere, in una c’è un letto e un divano con panni da lavare, poi una specie di cucina con una tavola. 
Il "Biffo", che è il padrone, e forse il cuoco, non si vede mai. E quando si vede sembra che sia un personaggio teatrale o addirittura un burattino od una maschera. 
Non parla quasi e ha delle movenze mimiche che ricordano Bernardo, il servo muto di Zorro. Eppure parlare con lui non crea il minimo imbarazzo. 
Non appena comunicatogli il numero di ospiti lui sparisce e appare ogni volta come in una magia, quasi dal nulla.
Ma è la sala che incanta. Tutta in mattoncini,con i soffitti altissimi, sembra risalire al medioevo o comunque a un’epoca lontana. 
Il camino emana una luce talmente forte che sembra offuscare la vista e impedisce di guardare tutto attorno con nitidezza, e questo sembra voluto. 
Due tavoli lunghissimi si snodano nel grande salone. 
Alla parete antiche maschere africane, un violino, oggetti strani. 
L'uccellino di un orologio a cucù esce ogni ora bofonchiando parole incomprensibili. 
E non c'è nessun tipo di elettricità. Solo candele e candele. 
Un lampadario spento (!) ricorda quello dei film di Robin Hood, che sembra debba apparire da un momento all’altro, saltandovi su e volteggiando per aria.
Sul soppalco, raggiungibile con una scaletta che si vede a stento, ci sono un pianoforte e due chitarre... senza corde. 
Nessuno mette legna sul fuoco, dev’essere l’ospite a farlo. 
Sembra di essere soli in un’antichissima casa abbandonata e persi in una dimensione diversa.
Il Biffo, l'uomo silenzioso che porta le vivande e scappa furtivo, fa anche il traghettatore sul Po, ma è talmente strano che sembra che ti traghetti anche l’anima in un limbo dove nessuno è più se stesso ma qualcos’altro."

Al Biffulus sono stata solo con le persone a cui voglio più bene. 


Proprio da qui riparto, con un piccolo avvenimento, una mini rassegna letteraria all'aperto, sul suggestivo argine del Po,  in cui sarò accompagnata da alcuni miei amici Volatori e in cui forse proporrò anche qualcosa di solo mio.
Ecco la locandina:



Domenica 16 settembre, dalle 10 alle...non so ;), finché c'è luce e vino rosso da bere!

domenica 26 agosto 2012

Going home



Non so se dire se sono tornata a casa ( da tanti giorni ormai), o torno da casa.
Forse è più esatto il contrario.
Ortona è una città che mi è entrata dentro. O forse sono nata con questo seme incorporato.
Non è l'unico: sento lo stesso struggimento per altri luoghi, tutti lontani.
Troppo.
Non lontanissimi, ma tanto da non poterli raggiungere in giornata.
Tanto da sentirne la mancanza. Sempre.
Anche di Altrove e di chi ci abita.
Anzi, questo mi accade anche di più. In modo quasi doloroso.

Qui ci abito e basta. Per adesso.

Quest'anno è stato speciale nel mio Abruzzo marino. Ho camminato tante volte per le strade di Ortona.
Di mattina. Di pomeriggio. Di sera. Di notte.
Ogni volta provando la stessa sensazione. Non saprei descriverla esattamente.
E' come un languore, un senso di ineluttabilità, un imperativo a rimanere fermi che tanto a cosa serve correre, affannarsi? La vita è come viene, amara, dolce, piccante, sciapita...
Perché ribellarsi alla corrente? Già... perché...

Cent'anni fa Ortona era la città più importante dell'Abruzzo assieme a L'Aquila e Chieti.
I suoi abitanti non sono mai aumentati: sono rimasti sempre gli stessi, mentre il piccolo borgo di pescatori di Pescara diventava "la piccola Milano del Centro Sud" e le altre cittadine vicine, un tempo vassalle, come Francavilla o Vasto, si ingrandivano, cementificandosi.
Ortona no.
Dopo lo sfacelo della guerra mondiale, in cui fu definita la Stalingrado d'Italia, è rimasta uguale.
Purtoppo per tanti.
Per me per fortuna. Lo dico forse egoisticamente.

Adoro le vecchie case che non sono state minate nello scontro tra tedeschi e canadesi.
Sopravvissute a un inferno che nessuno immagina.
Adoro le loro crepe, e l'architettura sobria, così lontana da quello che ci si aspetta di trovare sul mare Adriatico meridionale.
Sento le suggestioni di un'antica elegante austerità e di uno spirito da repubblica marinara.

Ma quello che mi piace di più è l'aspetto popolaresco di alcuni rioni del centro, con le stradine che sembrano carruggi e i panni lindi appesi alle finestre.
Mi fanno pensare al carattere di questa gente silenziosa e piena di dignità.
Sono tutti così: li guardi negli occhi e loro sembrano lontano, chissà dove. Altrove pure loro. Come me.

Hanno tutti un retrogusto di malinconia e di accettazione del Fato che attrae irresistibilmente.
Attrae anche nelle strade trascurate, in mezzo ai mostruosi edifici anni settanta costruiti al posto delle gloriose case dei pescatori.
Non so, è come se una volta arrivati non si volesse più lasciarli soli, gli ortonesi, anche se loro sembrano rifuggire tutti i palcoscenici, nonostante siano così ritrosi.

Non pubblicizzano nulla: non mettono in mostra il loro San Tommaso Apostolo, che nessuno o quasi sa che è sepolto proprio nel duomo, il loro splendido Castello Aragonese e il Palazzo Farnese e il Porto da cui si inbarcò Vittorio Emanuele II e il cimitero Canadese e i grandi artisti che vi sono nati come i Cascella...
Tutti rimangono sorpresi quando arrivano e scoprono tante cose. "Ma perché le tenete nascoste?"
E loro scuotono la testa, sorridendo irridenti.

Sulla magnifica passeggiata Orientale, in cui anche in pieno sole ci si sente sempre al tramonto, ampia e splendente, si avverte una stretta al cuore che fa salire le lacrime agli occhi, mentre il faro del porto lampeggia anche di giorno.

E pare che sia una fiaccola votiva che ricorda agli spiriti di tutti quelli che andarono per mare, per lavoro, per guerra, per emigrazione, che devono tutti ritornare a Ortona.
Going home.

Io non so dove sia l'anima di mio nonno Giuseppe, ma la sento qui.

E la rivedo negli sguardi dei miei nuovi cugini, nel loro spirito mordace, nella loro timida ardita simpatia.
Non si riesce a salutare nessuno di loro senza che ti si inumidiscano gli occhi.

Ciao Abruzzo, caldo e gentile... qui c'è sempre freddo, anche se è estate, sai? E ci si sente soli. Come me ora. E chissenefrega per chi "quassù" si offende... è il mio blog, no?

sabato 4 agosto 2012

Dopo Rockavezzo!

"Il terremoto ci lascia un grande messaggio, quello dell'importanza della coesione sociale. Riusciremo a superare le conseguenze delle scosse solo se lo faremo tutti insieme. Ce lo insegnano per primi i cittadini colpiti, come i ragazzi cavezzesi presenti a Mortizza. Ma ce lo insegna anche l'impegno di tante emiliane e tanti emiliani, di tante italiane e tanti italiani che in queste settimane si sono attivati per far giungere la loro solidarietà alle popolazioni colpite".


...e ancora una volta la musica è capace di unire , regalare emozioni e sorrisi.. sorrisi di ragazzi che non hanno perso le speranze nonostante sappiano solo loro cos'hanno provato sentendo la famosa prima scossa delle 4 del mattino............... grazie a chi non pensa solo al proprio interesse ma è ancora in grado di dar senso alle parole "unione" e "solidarietà"............. e grazie a chi c'è stato e ci sarà ."

(i cinque plettri dei cinque gruppi di Piacenza e di Cavezzo che si sono esibiti non stop sul palco)

Cari giusynauti, dopo queste parole  di Paola Gazzolo, assessore alla protezione civile della Regione Emilia Romagna, non riesco a scrivere null'altro di così significativo.
Solo forse esprimere le mie emozioni e pensare che molti dei ragazzi che suonavano vivono ancora nei container e nonostante questo sprigionano energia, speranza, voglia di vivere!

Non posso non partire dal bel video di Marianna Coiro con tutte le più belle immagini scattate al concerto ( ne ha scattate 575!!).
http://www.facebook.com/events/422958067746952/


La jam session finale (si riconoscono membri di tutte le band presenti al concerto: Amabili Resti, Krypton, Misfatto, Cheers e Alcoolica)

Valentina Badini, GianMaria degli Alcoolica, Enzo Mazzocchi, l'assessore regionale alla protezione civile Paola Gazzolo, il consigliere Marco Carini, Federica e Marilena, le CZ di Cavezzo (troppo lungo da spiegare ;) Giorgia Bussandri, infaticabile, Lorena di Cavezzo, l'assessore di Cavezzo Andrea Ascari, Elena della Coop di Mortizza e, dietro la mia testa, il mio fraterno amico Gipi Dei Malvisi. Invisibile, ma fondamentale anello di congiunzione tra Piacenza e Cavezzo! Tutto partì da lui!




Sul palco a cantare Knockin' on Heaven Door con Giorgia (di Piacenza) e Federica (di Cavezzo)

Il mio indimenticabile  duetto con Andrea, il cantante dei Cheers ;))
E quando mi ricapita che mi dedichino una serenata rock? 
Come mi sono divertita!!!


ed eccovi i dati più importanti:



Affluenza di circa 350/400 persone
Libere offerte all'ingresso € 660
Incasso vendite cd Misfatto € 20
€ 520 corrispondenti a 1'040 consumazioni per € 0,50/cad (calcolo effettuato su numero articoli venduti, non su numero scontrini, che risulterebbe inferiore)
Totale € 1'200 (milleduecento)
importo versato sul conto corrente Protezione Civile - Gruppo di Cavezzo, acceso presso Banco Popolare Soc. Coop. (c/c 32456 Iban IT52J0503466720000000032456 - Codice swift BAPPIT21519) intestato a Comune di Cavezzo - Protezione Civile
verrà destinato a questo progetto (palestra scolastica comunale)
http://www.comune.cavezzo.mo.it/Upload/DOC0000002635/Progetto%205%20Palestra%20Scolastica-Comunale.pdf

Grazie a tutti gli amici che sono venuti, piacentini ariosi, del sasso, e persino piacentini di Santa Barbara (grazie, carissimo David ;))! Grazie a tutti!

Ah, non sono io questa che balla sui tavoli mentre suonano gli Alcoolica, ma una sosia!



E per ultima un'altra foto con gli organizzatori e i politici, scattata da me.
A sinistra la mia cara amica Carmen, del comune di Cavezzo, la scintilla da cui è partito tutto, ma che con la sua modestia e il suo grande rigore morale non vuole apparire mai. 

A sinistra, oltre a Carmela (Carmen), il consigliere comunale di Piacenza Christian Zucconi, sparsi i musicisti modeno-piacentini e gli altri organizzatori e politici


GRAZIE A TUTTI, THANK YOU EVERYBODY!!




MONTEFIORE 2012 - I PREMIATI


Ecco i premiati del premio Montefiore! La giuria, di cui sono onorata di far parte,
 ha scelto i seguenti vincitori:

http://www.premiomontefiore.it/1/upload/verbale_vincitori_montefiore_2_ed._2012.pdf

A tutti i miei più sentiti complimenti.
Non riesco a citarli tutti sul mio blog, ma ecco alcuni primi posti:

Primo posto libri editi Eraldo Baldini con "L'uomo nero e la bicicletta blu" edito da Einaudi
Primo posto poesia singola Franco Fiorini con "Le mie radici"
Primo posto narrativa inedita/racconti Arrigo Filippi con "La risacca di stelle"
Primo posto silloge Giovanni Zavattaro con "La cerca  del Graal"
Primo posto romanzo inedito "Milena Renzi" con "Ciliegie e zafferano"


Premio speciale alla cultura a Rodolfo Vettorello e Carmelo Consoli, tra i più grandi poeti italiani.

Sul sito del premio tanti altri riconoscimenti per un concorso che ha avuto anche quest'anno un grande riscontro di partecipanti.
La scelta è stata davvero difficile!
Complimenti a tutti e arrivederci al 30 settembre a Montefiore per la premiazione che sarà, come ogni anno, piena di emozioni!!