mercoledì 25 maggio 2016

LA NOTTE DEI MUSEI- CANDIDA LUNA AL MUSEO DELLA POESIA, 21 MAGGIO 2016


Buonasera Giusynauti,
siamo un po'in atmosfera di fine anno, vero? Anche se non andiamo più a scuola. L'anno che sembra chiudersi con l'estate, dove ci si concede se si può, le meritate vacanze presenta però i suoi ultimi appuntamenti interessanti.
Per esempio il 21 maggio c'è stata la notte dei musei, con tutti i musei, appunto, di Piacenza aperti gratuitamente fino alle 24 per permettere alla cittadinanza di usufruirne liberamente, in una cornice notturna particolarmente suggestiva.
Il Piccolo Museo della Poesia è rimasto aperto, con visite guidate e un reading dal titolo Candida Luna, letture di poesie con amiche le stelle.

Chi entrava - diversi erano poeti e scrittori piacentini -  "doveva" leggere un testo tratto dalle preziose raccolte del Museo e, in cambio, nella seconda parte della serata "ricambiare" con una sua poesia o condividendo un pensiero personale sul suo poeta preferito.
I testi erano stati preventivamente scelti da me e da Massimo Silvotti, tratti da edizioni antichissime.
Dall'Antologia della Diana del 1919 che conteneva rare poesie di Ungaretti, a una piccola edizione di Appuntaento a Ora insolita di Vittorio Sereni, a una pregiata edizione de "La Bufera" di Montale, da cui è stata tratta "Giorno e Notte" letta con profonda emozione dalla poetessa Maria Teresa Lazzara il cui padre, Edoardo Lazzara era stato amico personale del grande poeta ligure.

Caproni, Quasimodo, Campana, Rebora, Bertolucci, Penna, Luzi, Raboni... le anime dei grandi del Novecento hanno trovato voce negli autori che ne hanno letto i "canti notturni" con un pizzico di reverenza.

Tra i presenti Doriana Riva, collaboratrice del Museo e poetessa anch'essa, che ha allestito l'ingresso al Museo con un piccolo corridoio di luce, Ottavio Torresendi, Verdiana Maggiorelli, Eugenio Mosconi, Alberto Esse, Francesco Ferri, Monica Lombardelli, Giuseppe d'Orazio, Valeria, creatrice di gioielli e grande esperta di Haiku.







C'era anche mio marito, l'attore e regista Corrado Calda, che mi ha fatto la sorpresa di leggere la mia poesia "Come la luna di giorno" accompagnata da dieci tavole disegnate, verso per verso, dall' artista visuale Veronica Grisenti. Le avevo consegnato una poesia a cui ispirarsi ma non pensavo che ne uscisse un'opera d'arte. Le sono infinitamente grata e quando riuscirò posterò i suoi disegni, perché ha veramente tanto talento.
Grazie!

Sono state lette anche poesie di  due poeti contemporanei di fama non solo nazionale: Guido Oldani, tratte dalla raccolta Stil Novo, precedente al manifesto del Realismo terminale di cui è fondatore e di Amedeo Anelli ( Contrapunctus), poeta del comitato scientifico del Museo e critico letterario.
L'assessore alla cultura Tiziana Albasi, intervenuta durante "Candida Luna" ha svelato la sua predilezione per il poeta Orazio, il cantore del Carpe diem.

Nella seconda parte spazio alle poesie degli intervenuti e a tanti autori stranieri tra cui Emily Dickinson, Allen Ginsberg e la poesia Invictus di Henley, dedicata da Torresendi a Nelson Mandela.
Una serata piena di emozioni e condivisioni, di grande informalità, come spesso accade al Museo.
I visitatori entravano e uscivano, anche durante le letture e un po' ascoltavano, un po' leggevano i manoscritti esposti, un po' intervenivano e ponevano domande agli autori e a "noi" del Museo.

Bello il  nostro Museo, speriamo di riuscire a tenerlo aperto ( non prende nessun finanziamento pubblico finora)  e di continuare a  vivere nel respiro dei grandi poeti che la abitano dentro i loro libri e tutti coloro che semplicemente si dilettano in questa strana, intangibile, misteriosa arte che è la poesia.


mercoledì 11 maggio 2016

Il Piccolo Museo della Poesia

Buongiorno Giusynauti,
oggi vi voglio parlare del Piccolo Museo della Poesia di Piacenza.




Ve ne voglio parlare perché unico in Italia, anzi in Europa. L'ha "certificato" recentemente come tale anche il Ministro dei Beni Culturali Franceschini ed ora è davvero ufficiale.
E' stato inaugurato il 17 maggio 2014 alla presenza del Sindaco Dosi, ma sembra sia sempre esistito come tutto ciò che una volta creato sembra indispensabile

E' un'eccellenza per la città di Piacenza e come tale spero che abbia tante occasioni per ampliare le già tante attività ed essere sempre più un punto di riferimento per tutti coloro che amano la poesia.

Da poco sono stata nominata Direttore Artistica dal Direttore generale fondatore, Massimo Silvotti e sono davvero onorata e felice di potermi occupare con lui e con tutto il comitato scientifico del Museo.
Massimo Silvotti è un pazzo. Un pazzo all'Erasmo da Rotterdam.
Una persona che a un certo punto della vita ha inseguito un sogno e a pochi passi dalla casa dei suoi genitori e antenati, proprio lui che addirittura è nato e vissuto da bambino a Bruxelles, ha deciso di fondare a due passi da Piazza Duomo nientemeno che un museo della poesia.

Un museo! Ma cosa vuol dire? Mah, è difficile descriverlo, in realtà, più facile entrare una volta e assaporare quella strana aria che si respira, come se in quegli spazi si muovessero sopiti i respiri dei versi sospesi di questi ultimi due secoli.

La voce di Ungaretti squilla bonaria ma pungente dal prezioso manoscritto autografo sul leggio, appena entrati, e così quella di Montale, di Campana, di tante voci che trovano spazio o in documenti originali e autografati, o in libri rari, o all'interno delle preziose riviste letterarie che vi sono custodite con grande amore.

Brusìi di parole straniere pronunciate da Holderlin o da Rimbaud si inseguono negli scaffali, sul piccolo sofà dove, volendo chiunque può dormire una notte al museo...

Sì perché si può fare anche quello al Piccolo Museo della Poesia Incolmabili Fenditure.
Incolmabili fenditure, sono quelle che la realtà pone al poeta, incolmabili perché la realtà, e anche quello che va oltre, è impossibile da raggiungere persino con la poesia, e il poeta è un esploratore che cerca la verità senza mai trovarla fino in fondo. E la poesia custodisce sempre un irragiungibile segreto.

Grande è la suggestione del luogo che ripercorre la grande poesia europea del novecento, la sua storia, con quadri appesi alle pareti ( è anche una galleria d'arte), dischi, sculture, oggetti vari a volte un po' misteriosi.
E poi tante cose... ormai i poeti piacentini hanno trovato qui una seconda casa, un luogo di incontro e di scambio e ormai si susseguono presentazioni di autori provenienti da tutta Italia, che trovano molto risalto sulla stampa.

A proposito di stampa anche Repubblica ha parlato del nostro Museo...


E qui è il covo della corrente del Realismo Terminale, ideata dall'originale poeta Guido Oldani, una delle voci poetiche più note e innovative a livello internazionale (lo studiano anche alla Colombia University, tanto per dire). Anche io ho aderito alla sua corrente, come anche Giuseppe Langella, docente universitario e fine poeta tra i primi ad aderire. .Basta cercare su google realismo terminale e saprete tutto! Io personalmente ritengo Guido e la corrente di cui è fondatore geniali, fondamentali. Le uniche vere novità letterarie del secolo, e non scherzo.


E poi tante mostre di pittura e di arti varie, con artisti internazionali, ecco quella di Ungaretti che citerò anche in seguito

e tante altre fino ad arrivare all'ultima "In avvicinamento al Realismo Terminale" di Giuseppe Donnaloia... ma vi invito ad andare sul sito, sono tanti i nomi prestigiosi passati da qui.

Dall'idea di un "pazzo"geniale, Massimo Silvotti, che è lui stesso poeta, pittore, scultore e studioso di filosofia, quasi un uomo del rinascimento a una realtà che è nella Rete Museale Italiana e che non solo ospita un susseguirsi di mostre tematiche all'interno, ma che va spesso anche in altre parti d'Italia in trasferta come per la grande mostra su Ungaretti e la grande guerra a Lucca


Massimo Silvotti, Guido Oldani, la sottoscritta e l'attore Corrado Calda al Palazzo Ducale di Lucca

Ecco il comitato scientifico del Museo
 Presidente del Comitato: Guido Oldani; Direttore del museo: Massimo Silvotti; membri del comitato: Francesca Nacci, Amedeo Anelli, Gilberto Colla, Alessandro Mangiarotti.

ed ecco il sito del museo http://www.piccolomuseodellapoesia.it/

vi raccomando di visitarlo, troverete sempre una persona ad accogliervi se non il direttore in persona che vi porterà a spasso tra la poesia!

BUON VIAGGIO!

 le vetrine                                                con l'Assessore alla Cultura Tiziana Albasi









                                                 

 il logo e la mia prima "trasferta" con il Museo  al Fortino Napoleonico (Portonovo-Ancona)


ecco l'organigramma

Direzione del Museo: 
• Direttore 
Massimo Silvotti: poeta, artista, filosofo (Piacenza) 
Direttrice artistica Giusy Cafari Panico: poetessa, scrittrice, critico letterario (Piacenza)
• Responsabile organizzativo: 
Francesca Fazio: psicologa, esperta in organizzazione e comunicazione (Piacenza)
• Area artistica: 
Alex Maggiolini: architetto (Milano)
• Area conservazione e catalogazione: 
Gilda Rotello, conservazione beni artistici e museali (Caserta)
• Allestimenti: 
Sergey Silvotti (Piacenza)


Il Piccolo museo della Poesia- Incolmabili Fenditure e la Galleria d’Arte- Spazialismo poetico,
sono aperti da mercoledì a sabato dalle 11 alle 19.
Nei giorni di chiusura è possibile l’apertura straordinaria ai gruppi solo previa prenotazione.
 “L’INGRESSO E’ COMPLETAMENTE GRATUITO!!

#piccolomuseodellapoesia 
#poesia
#realismoterminale


domenica 8 maggio 2016

La mia prima videopoesia, ispirata a "Mercante di sogni" contenuta nel mio libro "Dalle radici al cielo"(edito dalla Pegasus Edition di Roberto Sarra) Grazie a mio marito Corrado Calda e alla bellissima voce di Enrica Barel e al meraviglioso mondo dei costumi di Luciano Carpi di Gattatico "La tribù del cucù"


Questo il testo

MERCANTE DI SOGNI

Mercante di sogni,
non hai nulla per me?
La tua valigia un tempo
strabordava di luci e di colori,
di stoffe strane
tessute in oriente,
di abiti da sposa immacolati
o dei corpetti rossi delle prostitute.
 
Avevo acquistato
archi e frecce,
un orologio senza lancette,
un bacio rubato,
un libro infinito.
Ampolle di lacrime,
ma solo di gioia,
un cavallo alato
e un tappeto volante.
 
Ora ti presenti a me
senza nulla propormi
o forse credi
che non possa pagarti.
 
O forse è perché
da tanto tempo non compro
e uso e consumo
solo quello
che gli altri
vogliono per me.
 
Eccoti i denari,
sono tutti i miei averi,
ma tu portami
nel paese dei sogni.
 
Li voglio tutti,
ne compro uno per ogni notte
e uno per ogni giorno.
 
E mille per quando sono triste,
e diecimila per quando mi perdo
nei vicoli stretti e tortuosi
della realtà senza illusioni
che è il luogo più cupo,
più triste: l’inferno.

lunedì 25 aprile 2016

Premio Letterario Internazionale di Cattolica 2016



Ciao Giusynauti,
rieccomi a commentare un'altra edizione del Gran Premio Internazionale di Cattolica.


Ricordo la prima volta che ne ho parlato proprio qui: ero tra i premiati, quella volta, e il Teatro non era quello della Regina, ma lo Snaporaz. Che dire? Era la prima edizione e io non avevo mai assistito ad un premio così: uno spettacolo vero e proprio, con musica, balletti e poi tanti autori, di tanti generi diversi, con la possibilità, sul palco, di parlare delle proprie opere.
Io presentavo il mio libro "Come la luna di giorno com la luna di notte", il libro di poesie a cui sono più legata e non avrei mai creduto che il mio libro si potesse classificare in mezzo ai libri di narrativa di case editrici più importanti. E' invece la Giuria mi ha premiato, me, una perfetta sconosciuta ai loro occhi. E poi...l'anno dopo ero in giuria, con persone che sarebbero diventate care amiche: oltre a Roberto Sarra e Daniele Bartoli e alle loro famiglie, Daniela Quieti, la mia sorella maggiore della poesia, abruzzese come le mie origini, Pamela Mauro, la presentatrice, sorellina minore a cui sono affezionatissima, Hafez Haidar, il grande uomo di pace del Medio Oriente, poeta e traduttore di Gibran, candidto al Nobel per la Pace, e, con grande mio onore,, mio prefatore in "Dalle radici al cielo".

 le mie amiche di Roma Maria Rizzi e Loredana D'Alfonso dell'IPLAC,  e tanti altri...

Quest'anno c'è stato il lancio "nazionale" enorme del premio, che è finito anche sulle pagine di Panorama e sul  sito del Tg5, oltre che in tante testate nazionali.


Sul palco si sono alternati agli scrittori grandi personaggi conosciutissimi come Cristiano Malgioglio, in un'insolita veste riflessiva e seria, premiato come autore di canzoni immortali come, ad esempio, "L'importante è finire" e "Ancora ancora ancora" di Mina. Una persona molto alla mano e lontana dal personaggio televisivo che pure vivacizza tanti show, di cui si è ricordato un talento musicale che talvolta si dimentica troppo facilmente. Qui sopra premiato da Roberto Sarra e Daniela Quieti,

E poi Enrico Beruschi, che tra l'altro conoscevo già avendo già lavorato diverse volte con mio marito Corrado Calda, attore e regista.
Siamo andati a prenderlo in stazione a Rimini e io da lontano l'ho chiamato dicendo: "Sono la Signora Calda!" E lui: "Sì... ma fossi in lei non mi farei sentire troppooooo" con la sua oooo da Ragionier Beruschi, facendomi subito ridere.

Sono stati splendidi ospiti sul palco e fuori.
Tanti i premiati, tra cui vincitrice assoluta Silvia Calamati, giornalista RAI, con "Le compagne di Bobby Sands"( Castelvecchi), un libro struggente ambientato nell'Irlanda del Nord, tra voglia di riscatto e tragedie derivanti dalla guerra civile.
Assolutamente di rilievo le opere inedite, sia in narrativa che in prosa.
Che dire, quest'anno c'era anche la categoria fumetto, con "padrone di casa" le amiche Veronica Niccolai e Maria Grazia Cucchi, speakers di Radio Bruno, cantanti e impegnate in Rai Gulp.



Tanti incontri belli con i vincitori, già dalla conferenza stampa di venerdì al mitico Kurssal di Cattolica dove con Roberto Sarra e Angelo Chiaretti, compagno di giuria e tra i più importanti esperti di Dante al mondo, abbiamo introdotto praticamente tutti i vincitori di tutte le sezioni del premio.



Da un articolo web altre informazioni sul premio

"È stato un grande successo quello della cerimonia conclusiva dell’VIII Edizione del Premio Letterario Internazionale Città di Cattolica Pegasus Literary Awards, ideato e organizzato dall’Associazione Culturale Pegasus presieduta dallo scrittore Roberto Sarra. Il concorso, patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dalla Regione Emilia Romagna e dal Comune di Cattolica, ha confermato ampiamente la sua fama di Oscar della letteratura italiana e la sua notorietà internazionale. La manifestazione si è svolta nella serata di sabato 16 aprile 2016, nella splendida cornice del Teatro della Regina di Cattolica. Le opere premiate sono state di eccellente livello e tutto l’evento si è svolto all’insegna della migliore tradizione del Premio, in una sala gremita di pubblico, alla presenza di numerose autorità civili e militari, tra cui il Prefetto di Rimini S.E. Giuseppa Strano e il Vice-Sindaco di Cattolica Leo Cibelli. Si è concretizzata una significativa espressione del messaggio culturale, nella direzione dell’impegno umano, sociale e intellettuale finalizzato a valorizzare, attraverso il veicolo universale della parola scritta, i valori fondamentali della pace e dell'armonia tra i popoli. La pregevole giuria, presieduta da Giuseppe Benelli, già presidente del glorioso Premio Bancarella, ha selezionato i vincitori tra i lavori di circa 1500 autori, sia affermati che emergenti, distribuiti su 8 categorie che hanno spaziato con capacità creativa dalla narrativa alla saggistica, dalla poesia al fumetto per un totale di oltre 3500 opere. Hanno partecipato alla competizione grandi marchi editoriali, tra i quali Mondadori, Bompiani, Piemme, Marsilio, Einaudi, ma anche giovani case editrici, come sottolineato dal discorso introduttivo del Dott. Sarra, che ha brillantemente condotto l’evento con Pamela Mauro, stella di Sky tv. 
Nelle varie edizioni del concorso sono stati premiati illustri personaggi legati al mondo del libro, quali, tra gli altri, Magdi Allam, Leandro Castellani, Roberto Gervaso, Lucio Lami, Pier Luigi Panza, Sergio Zavoli. I superospiti premiati alla carriera in questa edizione sono stati Cristiano Malgioglio per i testi delle canzoni, Enrico Beruschi per il teatro, e il giornalista francese Patrice Gaspari, direttore editoriale della rivista francese "La voce". 
Il primo premio per la narrativa edita è andato alla scrittrice e giornalista Silvia Calamati già collaboratrice di Rai news 24, premiata a Belfast con il premio Tom Cox Award, per "Le compagne di Bobby Sands" (Castelvecchi); il secondo alle gemelle Laura e Silvia Squizzato conduttrici su Rai 1 e Rai 2 per "Doppia vita il linguaggio segreto dei gemelli" (Mondadori). Il premio della critica è stato attribuito allo scrittore russo Dmitrij Danilov per "Posizione orizzontale" (Carta Canta editore), a Rita Coruzzi per "Matilde per grazia di Dio se è qualcosa" (Piemme), ad Alessia Sorgato per "Giù le mani dalle donne" opera con prefazione di Maurizio Costanzo (Mondadori), e ai giornalisti Giancarlo Colaprete e Fernando Fratarcangeli per l'opera "Tony del Monaco - un artista in punta di piedi". Il primo premio per la poesia inedita è stato conferito a Mauro Corona con "Il senso ultimo e vero del reale". Il primo premio per il romanzo inedito è andato al riminese Manuel Marchetti e il primo premio per la silloge poetica a Giuseppe Terranova di Milano: a entrambi gli autori verrà offerto un contratto di edizione.
La manifestazione è stata presentata venerdì 15 aprile 2016 nel corso di una partecipata conferenza stampa presso il Centro Congressi dell'Hotel Kursaal a Cattolica, durante la quale i tanti autori presenti hanno avuto modo di mettere in evidenza le proprie opere. La cerimonia di premiazione è stata arricchita dalle suggestive coreografie del Centro Danza di Erika Rifelli e dalle performance dell'Orchestra d’Archi Lettimi di Rimini e delle Free Beat. Gli eventi sono stati trasmessi in una diretta streaming curata da Pablo Cozzi."

Che dire... grazie a tutti e vi diamo appuntamento al prossimo anno!




domenica 10 aprile 2016

Martedì 12 aprile 2016 - Presentazione di "Dalle radici al cielo" presso l'Associazione Epikurea

Associazione Epikurea, "Le donne e la poesia"

Dal sito di IL PIACENZA,IT




In programma mercoledì 12 aprile alle 19, presso la sede dell'Assocaione Epikurea, "Le donne e la poesia", una serata con Giusy Cafàri Panico, Scrittrice e Direttore Artistico del Piccolo Museo della Poesia, che presenterà la sua raccolta di poesie "Dalle Radici al Cielo".

Il Piccolo Museo della Poesia di Piacenza, in collaborazione con l'Associazione Epikurea che promuove l'evento, ha sposato l'idea di unire un contesto socialmente impegnato nell'ascolto dei disagi e delle problematicità reali ad un momento di cultura, di condivisione di sentimenti, per questa sera espressi in forma poetica.

Giusy Cafari Panico regalerà all'interno della serata qualche lettura di poesie e poeti che negli anni hanno pregevolmente rappresentato 
le donne che hanno amato.

INGRESSO LIBERO E DUE STUZZICHINI!!! 

Per info contattare
Epikurea 3400694868 - epikurea@libero.it



Potrebbe interessarti:http://www.ilpiacenza.it/eventi/donne-poesia-giusy-cafari-panico-associazione-epikurea-12-aprile-2016.html
Seguici su Facebook:http://www.facebook.com/ilPiacenza.it

Ungaretti torna a Lucca con il nostro Tascapane!


Il Tascapane, scritto da me e da mio marito Corrado Calda, è approdato a Lucca, la terra d'origine di Ungaretti.

E' accaduto l'8 aprile al Teatro San Girolamo. E' stato emozionante riportare "Unga" nella sua patria.
Il grande poeta infatti pur essendo nato ad Alessandria d'Egitto era di sangue lucchese.

Qui sopra il regista, mio marito Corrado in posa scherzosa con l'uniforme di uno dei protagonisti, Roberto Aielli-


Alle mie emozioni unisco quelle dell'amica Adelaide Roscini di cui riporto l'intervento e che ringrazio per le belle parole spese!




Sono molti i valori da poter attribuire alla parola. Può persuadere, può indignare, può meravigliare. 
Può essere o meno compresa, interpretata, fraintesa. Si è a lungo dibattuto, da un punto di vista filosofico e semiologico, sulla sua definizione e sul suo utilizzo. Il dibattito su di essa affonda profondissime radici, interessanti ed appassionanti. Poche volte, tuttavia, si è riflettuto invece sul valore che la parola ha nel momento in cui viene cercata, nel processo col quale viene collegata al pensiero ed al sentimento e pian piano esce e tira fuori quel che è nascosto dentro. Ciò che è celato o magari confuso fra un insieme disordinato di stati d’animo e che solo la parola, quella parola adeguata, riesce a descrivere. È interessante indagare su di essa come desiderio di mettere in forma un sentire, sull’impulso che la lascia uscire, pronunciare, scrivere. In questo senso la parola è un lusso, qualora la si legga come chiave: giacché esprimersi non vuole dire solamente usare parole.  È dunque il lusso di chi ne ha facoltà, anzitutto, e di chi non  pensi ad essa solo come una conchiglia vuota: bella, accattivante, musicale, ma priva di un legame col senso. La parola può esser vuota, sì, può esser strumento di divertimento e gioco. Ma nel momento in cui la definiamo lusso e prerogativa di pochi, possiamo anche individuare chi l’abbia saputa tenere come un prezioso gioiello. Pregnante, utile, efficace. Ed è chi l’ha sentita e percepita nel suo valore vitale e come strumento di salvezza. Senza alcun dubbio si tratta di molti scrittori e poeti e, certamente, di Giuseppe Ungaretti.

Egli affermò: “Ho sempre distinto tra vocabolo e parola e credo che la distinzione sia del Leopardi. Trovare una parola significa penetrare nel buio abissale di sé, senza turbare né riuscire a conoscerne il segreto.
È interessante vedere come questo suo intendere la parola si sia davvero fatto strada attraverso l’ opera poetica. Fondamentale è quel che scrisse in trincea, quando, da giovane interventista, durante la Prima Guerra Mondiale, percepì il bisogno di dar voce allo stato d’animo terribile in cui sentivano d’essere, lui e i suoi compagni d’avventura. Ci si rende conto dell’esigenza. In questa urgenza, in un momento in cui la morte accompagna la vita, in bilico, solo le parole scritte su pezzi di carta di fortuna e involucri di cartucce, sono state consolazione e motivo per andare avanti.
Ad accorgersi di tale urgenza e dare supporto a questa idea di parola, è lo spettacolo teatrale che,  proprio attraverso la parola, vuole ricordare, far riflettere e emanare bellezza con la storia e la poesia di Ungaretti. Ci riferiamo a “Il Tascapane”, opera teatrale scritta e diretta da Corrado Calda e Giusy Cafari Panico portata in scena lo scorso anno in occasione del centenario della Grande Guerra e, in questi giorni, al teatro di Lucca (produzione  TDA -Teatro Varese). Nato dalla scelta di lasciar ascoltare e anche guardare la poesia,  racconta la storia di un contadino pacifista e del giovane poeta Ungaretti, interventista, che si confrontano e condividono l’esperienza della trincea. Attraverso i loro scambi si rivive, riflettendo, il dolore e la messa in discussione delle posizioni del giovane Ungaretti, il quale si trova a cercare dentro di sé le parole adeguate a rappresentare il suo sentirsi in bilico e quasi naufrago. L’orrore della guerra.
Gli autori si sono ispirati alla confessione stessa del poeta che afferma di essere molto affezionato a due dei suoi libri, “Il Porto sepolto” e “L’Allegria”:
L’Allegria è un titolo ironico. La poesia è, comunque, anche nel naufragio. Ed allora era un naufragio, e forse tutta la vita umana è un costante naufragio. Quella poesia era l’allegria di quel naufragio. Cioè era una poesia di quelle tremende ore, che mi liberava, pur esprimendo la mia sofferenza e quindi di quelli che con me soffrivano in presenza e con la minaccia costante della morte”.


Guerra di logoramento. Logoramento fisico, certo, ma anche interiore. Senza aver nulla, i soldati possedevano però, al di là del pensiero, di cui potevano perdere per ovvie ragioni la lucidità, la parola. Nascosta dentro di sé, da poter lasciare su qualcosa, fuori da sé. Così il poeta Ungaretti nasconde, nel suo tascapane, queste parole, la sua poesia affidata ad oggetti e carta laceri, fino a quando l’editore Serra, decide di pubblicarle nel “Porto Sepolto”. Un insieme di brevi asciutti componimenti in grado di evocare e rendere perfettamente la tragicità del momento in cui sono stati impulsivamente scritti. E fino a quando qualcuno ha pensato di scriverci un testo teatrale da far egregiamente recitare aLivio RemuzziRoberto Aielli e Bianca Pugno Vanoni, accompagnati dalla voce registrata di Ungaretti stesso.

Un lavoro curato e sentito, in cui c’è la volontà da parte degli autori di dare importanza al cambiamento che una certa forma d’arte ha operato alla cultura del Novecento. E al legame che  essa ha avuto con la storia.
Corrado Calda e Giusy Cafari Panico collaborano in altre belle iniziative importanti, tutte legate alla letteratura, alla poesia e all’attenzione per il sentire profondo umano. Le loro scritture e le loro rappresentazioni lasciano il costante testimone del legame tra storia e presente, tra arte e vita vissuta, tra idee ed azioni. In un impegno che purtroppo non è sempre considerato, dalle istituzioni, abbastanza nobile da avere il credito meritato. Tuttavia un impegno che accarezza e supporta le coscienze di chi pensi l’umanità non soltanto mossa da interessi di profitto e scalata sociale, ma anche indissolubilmente radicata in un sentire umano. Il Tascapane è un esempio. Come lo sono altrettanto “Preghiera Volgare” ed il laboratorio teatrale “Cecità” portato avanti da Corrado, regista dalla lunga esperienza di sensibile attore. Lo stesso vale per le poesie scritte da Giusy e per il suo impegno nel nutrire autorevolmente, anche se a piccole gocce, in piccole realtà, il desiderio di scrivere poesie, suo e di altri.
Quel che traspare dalle voci di Corrado e Giusy e dal loro modo di essere, è la bellezza di chi ha lasciato che la creatività non fosse soltanto una parte secondaria ed accessoria dell’esistenza, ma una componente fondamentale e necessaria. E questa convinzione ha permesso loro di giungere proprio a esperienze importanti dalla risonanza culturale e sociale  del “Tascapane”.
Adelaide Roscini

giovedì 3 dicembre 2015

Dalle radici al cielo di GCP

Cari amici sono lieta di presentarvi la mia ultima piacevolissima fatica letteraria: la mia nuova raccolta di poesie "Dalle radici al cielo" edita da Pegasus Edition.
Un grazie immenso al mio editore Roberto Sarra, al mio prefatore illustre: il grande poeta, traduttore e intellettuale libanese Prof. Hafez Haidar e alla cara amica e poetessa raffinata Daniela Quieti che ha scritto una splendida postfazione

dalla prefazione:

un viaggio nel cuore di una famiglia radicata saldamente su sani principi ed indelebili legami familiari che la rendono simile ad un albero maestoso che abbraccia l’immensità con i suoi rami, alla ricerca di luce, speranza ed intenso amore." Hafez Haidar



Ecco la copertina. A breve la data e il luogo della presentazione. Dico solo: venerdì 18 dicembre tenetevi liberi!



martedì 22 settembre 2015

Pane e Ungaretti - Lucca,Palazzo Ducale 5 settembre 2015

Cari Giusynauti,
ho ripreso a scrivere sul mio blog dopo tanto tempo e mancano molti passaggi, che salterò, ma che spero di recuperare "parlando" con voi man mano. Uno importantissimo, è la mia collaborazione con il Piccolo Museo della Poesia di Piacenza, che mi ha portato, tra l'altro, il 5 settembre alla festa di fine mostra "L'acrobata sull'acqua" dedicata a Giuseppe Ungaretti, con la lettura, tra l'altro, da parte di Corrado Calda, mio marito nella vita, di brani del "Tascapane", pièce che abbiamo scritto a quattro mani, ora in tournée con la sua regia.
Ecco l'articolo su Libertà a cui mi permetto di aggiungere, anche se l'avevo trascritto su un'altra pubblicazione sullo stesso giornale di Piacenza, la partecipazione degli studenti del Liceo Artistico Cassinari coordinati dall'insegnante Sabrina De Canio con bozzetti bellissimi dedicati al grande poeta (che non è Nobel come indicato nel titolo, ma che lo avrebbe ampiamente meritato).
Ecco l'articolo

lunedì 21 settembre 2015

Cuori nel fango - Alluvione a Roncaglia

Cari Giusynauti,
voglio farvi partecipi di una bella esperienza umana vissuta con mio marito Corrado sabato.
Come tutti sanno Piacenza e soprattutto le sue valli, la Val Nure e la Val Trebbia, sono state duramente colpite dall'alluvione. In Val Nure ci sono stati anche due morti e un disperso, purtroppo.
Nella frazione di Roncaglia non ci sono state vittime, ma il fango ha danneggiato gravemente case e strade. A Roncaglia vivono due persone che conosciamo molto bene, Guidia e Fabio, madre e figlio, che durante l'alluvione sono stati particolarmente attivi e che ci hanno spronato a girare un video per sensibilizzare le persone a dare aiuto a chi è rimasto senza mobili, con le case allagate, qualcuno senza vestiti, anche perché purtroppo ci sono stati episodi di sciacallaggio.

Nel video Guidia è la signora in ciabatte che porta il caffé a tutti, cosa che continua a far da giorni, che faceva anche immersa fino ai polpacci nel fango. Fabio è il "capellone" barbuto in arancione che coordina gli aiuta e fatica insieme agli altri.
Corrado ed io non abbiamo spalato e abbiamo fatto i "signorini" ma nel nostro piccolissimo abbiamo cercato di documentare quello che stava accadendo, che posto qui. Per elogiare, una volta tanto, un'Italia che aiuta, l'Italia che ogni tanto vediamo e che vorremmo sempre.



martedì 14 luglio 2015

Un innovativo seminario sul Realismo Terminale prossimamente a Trieste!


Il realismo terminale è forse l'unica corrente poetica innovativa di questo millennio e ad averla ideta, nella sua apparente semplicità, è un poeta di fisionomia antica che porta una barba bianca di stampo carducciano e due occhi di un azzurro quasi ingenuo, di chi ha visto tanto ma che non ha perso il gusto della sorpresa di vivere.


Questa curiosità che trapela dall'interesse che Guido Oldani dimostra nei riguardi di qualsiasi interlocutore, lo rende persona affabile ma anche affabulatore delicato e affascinante poiché è inevitabile ricambiare l'attenzione che ti rivolge e non essere colpiti dal suo linguaggio con cui ti pennelli in pochi tratti, intuendo gli altri come pochi.


Guido un giorno, a New York, mentre tiene una conferenza alla Columbia University, apprende casualmente una notizia e si ammutolisce: per la prima volta nella storia dell'umanità gli abitanti delle città hanno superato quelli delle altre zone del globo terrestre.
Nel 2050 sarà cittadino il 66% del genere umano, secondo il rapporto World Urbanization Trends dell’Onu.
Visionario qual è Guido vede le conseguenze di questa notizia: un accatastarsi di persone in un piccolo spazio. Di esseri umani circondati da quelli che ormai sono dei prolungamenti di sé: gli oggetti. E la sua vita e la sua poetica cambiano e diventano le più innovative forse del secolo.

Sugli oggetti, sulle “cose”, Guido punta la sua lente di intellettuale e di poeta. Siamo carichi, sovraccarichi di oggetti. Anche io, mentre vi scrivo, sto battendo sulla tastiera del mio computer, ho alla mia sinistra il mio inseparabile smartphone, alla mia destra il telecomando n. 1 del televisore, il n.2 del digitale terrestre, il n. 3 di Sky, il n.4 del lettore Dvd. Davanti al portatile ho il mio telecomando n. 5, quello dell'aria condizionata, perché c'è un caldo boia. Ho in testa un mollettone per capelli, accanto un bicchiere e una bottiglia di plastica, Potrei continuare, ma sarebbe noioso.

E poi questa descrizione sarebbe troppo carica di giga, il vostro download mentale sarebbe troppo lungo.

Ooops ho appena fatto una similitudine rovesciata! E' un'altra delle scoperte di Oldani. Ormai gli oggetti hanno preso il sopravvento sulla natura e a differenza di Leopardi o Petrarca non paragoniamo più azioni e sentimenti alla natura ma direttamente agli oggetti, specialmente quelli più moderni.

Così l'amore è “come una camera a gas” per la Nannini, e tu sei “come la mia moto” per Jovanotti.



La generazione che vede i polli già nelle vaschette del supermercato non può che immaginare che il mare sia stato creato per far passare le barche o che le montagne servano per fare le gite in corriera a scuola.

Siamo lontanissimi dalla natura e anche il linguaggio poetico e drammaturgico non può no tenerne conto.

Il nostro seminario, con la supervisione di Oldani, è un avvicinarsi alla poetica del XXI millennio, un aprire gli occhi sulla realtà e trarne una “ratio” estremamente lucida e immaginifica. Il percorso del drammaturgo e dell'attore non è mai distante dalla realtà dei suoi giorni, ma profondamente calato, per definirne l'essenza.

L'attore che si avvicina al realismo terminale impara a rapportarsi con gli oggetti in scena, nella dialettica teatrale, arricchendosi di nuovi linguaggi, creando nuovi percorsi interpretativi e di comprensione di nuove drammaturgie, in un teatro non statico ma che si plasma nel correre fluido dei nostri anni. Non si può più prescindere dallo zapping emozionale che nasce dalla compulsione fisica dei pollici su what's up o su facebook, dall'accatastarsi di emozioni concrete legate alla concretezza degli oggetti che ci sovrastano.

La sfida è riprodurre questo mondo, il nostro mondo, con l'unico linguaggio con cui forse è possibile farlo, “da dentro” in scena e fuori.

La nostra locandina si ispira a Odissea nello Spazio, con il telefonino al posto del monolite. Sperando che vi siate connessi, vi aspettiamo nel nostro spazio (non virtuale) per accatastarci assieme in una nuova esperienza di teatro e letteratura all'Actis!

e grazie all'amica e compagna di voli letterari Luisella Pacco, scrittrice, critica letteraria, blogger, per la pubblicità e le bellissime parole sul suo spazio virtuale!!