mercoledì 31 agosto 2011

Al via la quarta edizione del Premio letterario internazionale Città di Cattolica!!




Ritorna il grande Premio Internazionale Città di Cattolica - Pegasus Literary Awars, l'Oscar della Letteratura Italia, con tante novità, sempre più all'avanguardia, sempre più prestigioso, di cui ho l'onore di essere giurata assieme a Giuseppe Benelli ( presidente del Premio Bancarella),i grandi poeti e scrittori Hafez Haidar, Carmelo Consoli, Marina Pratici, Rodolfo Vettorello, Lella de Marchi, l'attore Andrea Porti e la giornalista Claudia Contardi e, ovviamente, il grande promoter, autore e presidente dell'associazione Pegasus, il "mitico patron" Roberto Sarra.

Ecco i premi:

CAT. “A” LIBRO EDITO IN LINGUA ITALIANA, INGLESE, FRANCESE, SPAGNOLA O TEDESCA INERENTE LA NARRATIVA, LA POESIA E LA SAGGISTICA.
1° CLASSIFICATO € 1.100. + TROFEO
2° CLASSIFICATO € 600 + TARGA
3° CLASSIFICATO € 300 + TARGA
CAT. “B” OPERE INEDITE DI POESIA IN LINGUA ITALIANA, INGLESE, FRANCESE, SPAGNOLA, TEDESCA O IN VERNACOLO ITALIANO
1° CLASSIFICATO € 700 + TARGA PRESTIGE
2° CLASSIFICATO € 300 + TARGA
3° CLASSIFICATO € 200 + TARGA
CAT. “C” OPERE DI NARRATIVA INEDITA IN LINGUA ITALIANA, INGLESE, FRANCESE, SPAGNOLA O TEDESCA
1° CLASSIFICATO € 700 + TARGA PRESTIGE
2° CLASSIFICATO € 300 + TARGA
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3° CLASSIFICATO € 200 + TARGA
CAT. “D” ROMANZO INEDITO IN LINGUA ITALIANA, INGLESE, FRANCESE, SPAGNOLA O TEDESCA.
1° PREMIO (VINCITORE UNICO)
PUBBLICAZIONE E PUBBLICIZZAZIONE DEL ROMANZO CON OMAGGIO DI N. 10 COPIE PER L’AUTORE + TARGA.
CAT. “E” SILLOGE POETICA INEDITA IN LINGUA ITALIANA, INGLESE, FRANCESE, SPAGNOLA, TEDESCA O IN VERNACOLO ITALIANO
1° PREMIO (VINCITORE UNICO)
PUBBLICAZIONE E PUBBLICIZZAZIONE DELLA SILLOGE CON OMAGGIO DI N. 10 COPIE PER L’AUTORE + TARGA
CAT. “F” EBOOK OPERE LETTERARIE IN FORMATO ELETTRONICO IN LINGUA ITALIANA, INGLESE, FRANCESE O SPAGNOLA.
1° CLASSIFICATO SETTIMANA DI SOGGIORNO A CATTOLICA PER 2 PERSONE (SPENDIBILE PER LA STAGIONE ESTIVA 2012 NEI MESI DI GIUGNO E SETTEMBRE) + TROFEO
2° CLASSIFICATO WEEKEND PER 2 PERSONE (SPENDIBILE PER LA STAGIONE ESTIVA 2012 NEI MESI DI GIUGNO E SETTEMBRE) +TARGA
3° CLASSIFICATO TARGA
CAT. “G” SELEZIONE POETA DELL’ANNO
VINCITORE UNICO
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WEEK END A CATTOLICA PER DUE PERSONE SPENDIBILE PER LA STAGIONE ESTIVA 2012 (MESI GIUGNO SETTEMBRE) + QUADRO CON TARGA IN ARGENTO
PER OPERE IN LINGUA DIVERSA DALL’ITALIANO,DALL’INGLESE DAL FRANCESE DALLO SPAGNOLO E DAL TEDESCO, OCCORRE INVIARE APPOSITA TRADUZIONE
VERRANNO INOLTRE ASSEGNATI I SEGUENTI PREMI:
PREMIO PEGASUS - PRESTIGIOSO TROFEO DEL CAVALLO ALATO
PREMIO ATHOS LAZZARI (TROFEO)
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA (TARGA)
PREMIO SPECIALE DELLA CRITICA (TARGA)
PREMIO SPECIALE PER OPERE EDITE DI GENERE FANTASY (TARGA)
PREMIO SPECIALE EMOTION (TARGA)
PREMIO PROFUMO D’AUTRICE (RISERVATO ALLE AUTRICI PARTICOLARMENTE MERITEVOLI) TARGA
TARGA CITTA’ DI CATTOLICA AD AUTORI PARTICOLARMENTE MERITEVOLI.

REGOLAMENTO
L’associazione Culturale “PEGASUS CATTOLICA” con l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica del Consiglio dei Ministri, della Regione Emilia Romagna della Provincia di Rimini e del Comune di Cattolica, organizza la 4^ Edizione del Premio letterario Internazionale Città di Cattolica – Pegasus Literary Awards articolato in sei sezioni.
A. Libro edito in Lingua Italiana, Inglese, francese, spagnola o tedesca inerenti la narrativa, la poesia e la saggistica.
B. Opere inedite di poesia in lingua italiana, Inglese,francese, spagnola, tedesca o in vernacolo italiano.
C. Narrativa inedita in lingua Italiana, inglese,francese, spagnola o tedesca.
D. Romanzo inedito in lingua italiana, inglese,francese, spagnola o tedesca .
E. Silloge poetica in lingua italiana inglese, francese spagnola, tedesca o in vernacolo italiano.
F. Cat. Ebook opera letteraria in formato elettronico in lingua italiana, inglese, francese, spagnola o tedesca.
G. Selezione poeta dell’anno.
Il tema è libero.
E’ possibile partecipare alle categorie A e D con max 2 elaborati (in tal caso la quota associativa è da considerarsi doppia), per le categorie B e C Max 3 elaborati, per la categoria E una raccolta di minimo 25 e Max 30 poesie. Per la categoria F max 2 Ebook (doppia quota). Ogni concorrente può liberamente partecipare a più categorie, versando le relative quote.
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ART. 1
L’iscrizione al concorso è aperta agli autori di qualsiasi nazionalità. L’adesione da parte dei minori deve essere controfirmata da chi ne esercita la patria potestà.
ART. 2
I concorrenti o le case editrici per partecipare al concorso dovranno versare un contributo (quota associativa) di € 25,00 per ogni categoria sul C/C BANCARIO n. 2946 –Coord. Bancarie IT-71Z/08578/67750/000030102946 intestato all’Associazione Culturale “PEGASUS CATTOLICA” o in alternativa un normale assegno bancario intestato all’Associazione entro e non oltre il 31.01.2012 (farà fede la data del timbro postale). Ed inviare le composizioni complete di fotocopia del versamento o corredate dell’assegno, al seguente indirizzo:
Associazione Culturale “PEGASUS CATTOLICA” via Irma Bandiera 29/B 47841 Cattolica (RN). associazione.pegasus@alice.it Tel. 347 1021100
ART. 3
Le composizioni relative alle categorie B e C dovranno pervenire in forma dattiloscritta ed in cinque copie di cui una sola firmata e corredata di tutti i dati dell’autore, compreso l’indirizzo E. MAIL, quelle relative alle categorie D ed E in quattro copie. Le opere partecipanti alla sezione poesia non potranno essere superiori a quaranta versi, mentre le composizioni di narrativa, non potranno superare (indicativamente) le quattro cartelle (A4) standard in corpo dodici, 1800 battute compresi gli spazi. Per la categoria D (romanzo inedito), non ci sono invece limiti di cartelle, le opere dovranno essere rilegate con spillatura metallica o termo rilegatura. Per quanto concerne la Categoria “E” sono previste un minimo di 25 cartelle ed un massimo di 30. Per quanto riguarda la Cat. G. selezione poeta dell’anno, basterà inviare tre copie del proprio curriculum personale.
ART. 4
Per la categoria A verranno inviate n. 4 copie del libro riguardanti opere edite nel periodo GENNAIO 2006 – GENNAIO 2012. Per la categoria F verrà inviata una copia via Email all’indirizzo di posta elettronica dell’Associazione unicamente nei formati PDF- EPUB – HTML o TXT Si ribadisce che per
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Ebook si intende un’opera edita in tale categoria e non di copia sostitutiva di opera in cartaceo. Gli elaborati pervenuti entro la data indicata saranno giudicati da una giuria qualificata. Ulteriori premi potranno essere istituiti in corso d’opera dall’Associazione, il giudizio della commissione preposta sarà insindacabile ed inappellabile.
ART. 5
Le opere edite pervenute in cartaceo, resteranno a disposizione dell’Associazione e faranno parte dell’operazione “un mondo di libri” nata per dare grande visibilità agli autori, quelle inedite verranno distrutte a tutela del copyright. Non è prevista comunque, la restituzione.
ART. 6
I premiati dovranno ritirare personalmente i premi o mandare persona fidata, durante la manifestazione ad eccezione dei premi in denaro per i quali è obbligatoria la presenza dell’autore. Si precisa che tali premi non potranno in alcun modo essere spediti. In caso di Ex Aequo il premio verrà diviso in parti uguali fra i partecipanti.
ART. 7
La premiazione avverrà nel mese di Aprile 2012 presso il prestigioso Teatro della Regina, sito in Piazza della Repubblica a Cattolica.
ART. 8
Le giuria sarà composta da critici, autori, e da personaggi autorevoli provenienti da vari settori culturali. I premi consisteranno in assegni in denaro , trofei, targhe e pubblicazioni. Le case editrici alle quali si segnaleranno i partecipanti più meritevoli, si riserveranno la facoltà di prospettare loro l’opportunità di una eventuale pubblicazione delle loro opere.
ART. 9
La serata di Premiazione alla quale parteciperanno grandi personaggi del mondo letterario, dello spettacolo e della cultura, sarà allietata da intermezzi musicali, coreografie a tema e dalla pubblica lettura da parte degli autori delle opere selezionate come vincitrici.
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ART. 10
I vincitori di ogni ordine di premi, saranno avvertiti tramite telefonata, mail, o lettera almeno 15 giorni prima della data della cerimonia di premiazione. Tutti i partecipanti potranno comunque consultare gli elenchi dei vincitori direttamente sui siti dell’Associazione che verranno inseriti entro le 48 ore successive alla chiusura dei lavori della commissione valutatrice e comunque non oltre il 30 marzo 2012
ART. 11
Non sono previsti rimborsi per spese d’albergo, i partecipanti potranno pernottare qualora lo desiderino presso un hotel convenzionato con l’Associazione.
ART. 12
Per la più completa serietà e trasparenza si specifica che i vincitori dei primi tre premi di ogni categoria in concorso non potranno iscriversi al premio per l’anno successivo all’edizione alla quale hanno partecipato.
ART. 13
Per i primi 3 classificati della categoria “A” è prevista l’inserzione gratuita dell’opera su “Voglia di libro” il grande portale letterario italiano.
ART. 14
I concorrenti al momento dell’iscrizione accettano in toto le condizioni del presente bando.
ART. 15
Ai concorrenti dimoranti nella zona che risultassero vincitori di soggiorno a Cattolica, l’Associazione provvederà alla sostituzione con altra località italiana.
ART. 16
I concorrenti per il solo fatto di partecipare al concorso ottengono il diritto di uno sconto del 10% su un loro eventuale soggiorno a Cattolica nella stagione estiva 2012 in uno degli hotel a loro scelta riportati nel presente bando, per ottenerlo basterà inviare una mail all’Associazione che provvederà ad avvertire l’hotel.

HOTELS DOVE OTTENERE LO SCONTO VACANZA PREVISTO PER I PARTECIPANTI AL PREMIO:
HOTEL MUREX via Andrea Costa 80 – Cattolica (RN) Tel. 0541/962296 WWW.HOTELMUREX.IT
HOTEL KURSAAL P.le 1° Maggio 2 - Cattolica (RN) Tel. 0541/962305 WWW.VIMEKURSAAL.COM

Recensione di Moto a luogo di Daniela Quieti

Dal periodico on line "Thema - L'informazione"

Una raccolta di liriche davvero belle da rileggere è certamente 'moto a luogo', di Giusy Cafari Panico, cinquanta poesie, LIR Edizioni 2010, presentata durante la XVI Rassegna dell’Editoria Abruzzese che si è svolta a Pescara. 'La vita è un segmento, parte di una retta di cui non è dato di sapere né l’inizio né la fine. Le anime inquiete sbirciano oltre il confine, cercando la chiave per accedere all’inconoscibile. (…) In un eterno moto dove pensieri, sogni, desideri sono il loro passaporto per l’altrove'.


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Il prologo dell’opera, suddivisa in tre emblematici complementi – stato in luogo, moto a luogo, altrove – è già una dichiarazione d’intenti: un viaggio di conoscenza in cerca della direzione che dia senso alle attese, che colmi le distanze, decifrando la realtà frantumata in mille specchi nascosti in sogni o dietro maschere: 'young' e 'old', limbo e allucinazioni, vite parallele che scivolano in strettoie di clessidre come 'deliri di umani/ che non vogliono morire.'. Sono presenti alcune poesie insolite, quali l’'Ordine naturale', in cui l’Autrice vorrebbe sovvertire il corso dei fiumi: 'Non so perché/ ma non amo/ l’ordine naturale/ delle cose/ (…) Che vada controcorrente./ Che le foglie non cadano dai rami/ ma si alzino/ leggere in cielo./ (…) Solo inclinando la testa/ cambia il mio punto di vista./ Ma questo è troppo poco./ Non basta.' O ancora 'Facebook', un componimento moderno intitolato addirittura a un social network, dove il virtuale può assurgere a illusorio testimone di vita: 'Non voglio che l’onda/ porti via la sabbia/ che ho calpestato/ mentre nella clessidra/ si sta esaurendo/ quella che ho già vissuto./ Ascoltatemi tutti, ascoltatemi! (…) / Che almeno io sia/ l’eco di una voce/ (…) Amatemi./ Non confondetemi fra i tanti/ che popolano/ la vostra indifferenza.’ Ma l’argomento che si conferma è Itaca, l’anelito a ritrovare la ‘casa perduta'. Qual è la sua Itaca? È 'Isola lontana/ che nemmeno intravedo,/ circondata da un mare/ ancora nemico.'. Desiderio a nuovo approdo e inizio di un ritorno, luogo utopico che fluisca dal passato in un futuro in cui una mappa del tesoro riveli al navigatore la risposta per ritrovare, forse, la patria dell’anima dove essere se stessi pur nella crescente difformità, nel 'thriller' e nella crisi dei valori di questa epoca. 'Mulier' è un’altra poesia significativa della silloge, un ritratto di donna, espressione di femminilità, di amore in una scrittura senza confini: 'Chi sei anima mia?/ Se l’uomo è la guerra/ io sono la pace./ Se l’uomo è la sete/ io sono la pioggia./ Se l’uomo è la fame/ io sono il pane.'. Il libro si avvia alla conclusione attraverso dodici 'Visioni', forse come i mesi dell’anno, nel desiderio di giungere a un altro luogo. Il tutto si dipana nel sollievo della 'Poesia' che si fa 'libertà del vento', 'timone', 'filo che non fa perdere l’aquilone'. Sarà perché la realtà sta sempre troppo stretta ai poeti, Giusy Cafari Panico sa modulare esperienze toccanti di pensieri e analisi di emozioni con la capacità di avvolgere in un’empatia esistenziale. Il suo lirismo tocca sempre temi vitali e le scelte che ne sono alla base. Un fascino irresistibile emana dalle pagine ed è un intenso piacere condividere i suoi versi che costruiscono immagini e riflessioni in un crescendo culminante in quell’'altrove' dove la felicità è sempre/ in un altro luogo/ in un altro tempo/ con altre persone/ (…) e 'l’anima emigrante/ non sa più dove stare'.



lunedì 22 agosto 2011

LA MAGICA SERATA DEL MYSTFEST


Il Mystfest - Gran Giallo di Cattolica si è concluso nella serata del 20 agosto presso la Piazzetta del Tramonto della bella città romagnola, che ormai è una delle mie seconde patrie e che amo moltissimo.

Alle 19 e 30 noi finalisti ( dieci) eravamo tutti - emozionatissimi - sotto il sole caldissimo di questo strano agosto seduti in una originale tavola a ferro di cavallo assieme ai giurati ( Andrea G. Pinketts, Valerio Massimo Manfredi,Marco Guaraldi, Marinella Manicardi) i curatori di Bookliners, l'assessore alla cultura di Cattolica, e l'infaticabile organizzatrice ( e giurata anch'essa) Simonetta Salvetti.
Davanti a noi un microfono e un succulento buffet ( avevo davanti un cabaret di piadine agli spinaci che però ho mangiato solo alla fine ;-))



Abbiamo letto a turno gli incipit dei nostri racconti, i redattori di Bookliners hanno letto i commenti sul sito ai nostri testi ( a proposito, grazie di cuore a tutti coloro che lo hanno lasciato per me) e i giurati sono intervenuti a commentarli.

Io ho avuto il privilegio di aver avuto il commento di Valerio Massimo Manfredi. Lo ringrazio moltissimo perché ha raccontato la vicenda psicologica del mio protagonista come un "sopravissuto" della sua antica famiglia, dimostrando di aver letto il mio scritto con grande attenzione e di averlo capito profondamente (quasi meglio di me ;-)).

Assieme a me i miei nuovi amici Lorella Barlaam, Maurizio Gilardi, Elisa Bellumori, Teseo Parolini, Riccardo Gazzaniga, Alberto Rudellat, Luca Occhi, Silvia Castellani e, ovviamente, il mio compare ;-) volatore rapido Francesco Danelli.

( le mie nuove amiche in giallo Elisa e Silvia)



Dopo aver fatto piazza pulita del buffet, è iniziata la premiazione ufficiale, mentre il tramonto del sole dava un'incredibile atmosfera al luogo ( dove avevo già avuto occasione di presenziare a Donne in Salotto organizzato da Roberto Sarra della Pegasus).

Dopo un interessante dibattito sulla storia del premio con tutti i membri della giuria, che ha visto tra gli storici vincitori ( per ben tre volte) Andrea G. Pinketts che la prima volta pare si fosse presentato, giovanissimo, sul palco con un accapatoio giallo :-) ecco il momento cruciale, la proclamazione del vincitore!!



Ed ecco il nome : Alberto Rudellat con Franz il Ciccione. Chi mi conosce bene sa che l'avevo dato subito tra i favoriti perché è molto originale, straniante, con un dialogo interno, pirandelliano tra il protagonista e l'autore, che quasi litigano tra loro in ogni pagina. Alberto poi è un ragazzo delizioso e molto modesto, che quasi si scherniva e la prima frase che ha detto, apprezzata da Pinketts ;), è stata "devo bere subito qualcosa!"

Sarà pubblicato dai gialli mondadori, che da trentotto anni sponsorizzano la manifestazione.
Gli altri nove a pari merito, per decisione della giuria, sono/siamo stati chiamati sul palco e premiati dai giurati.

Inutile dire che è stato un evento molto bello ed emozionante. Belle le nuove amicizie nate in questo contesto, personale soddisfazione per il mio gruppo di scrittori Volatori Rapidi perché eravamo in due
e il prossimo anno si sta organizzando una task force di piacentini per riprovarci.

Bellisimo finale di serata nell'hotel in cui eravamo ospitati, finalisti e giurati.
Fino alle 2 e mezza a chiacchierare di tutto e di più con persone come Andrea Pinketts, Marinella Manicardi, attrice colta e simpaticissima non capita spesso.
In particolare Pinketts, nonostante la sua fama di "scrittore maledetto" è stato veramente fantastico con tutti noi: disponibile, alla mano, rispettoso e gentile pur nella sua irriverente eloquenza e genialità.



Anni fa avevo "preso" "Il senso della frase" in biblioteca e, cosa che mi capita raramente, avevo fotocopiato l'incipit per tenerlo ( fatto che mi capita raramente).
Lo riporto anche se non c'entra niente con questo post

"Non so sciare, non so giocare a tennis, nuoto così così, ma ho il "senso della frase". Il senso della frase è Privilegio poiché, se lo possiedi, permette a una tua bugia di essere, se non creduta, almeno apprezzata. Nel caso poi, una volta tanto, tu ti decida a dire la verità, quella vera, quella che puzza perché non si lava con gli eufemismi, quella brutta perché non si ritocca né si abbellisce con la chirurgia estetica del ricordo, nel caso tu dica la verità, la verità pelosa, la verità arrapata, se possiedi il senso della frase la verità avrà l'aspetto un po' puttanesco eppure di classe di una bella menzogna.
Il senso della frase è il sesso della frase, il suono della frase, il significato della frase. Il senso della frase battezza la frase, la estremizza e anche se la degrada col turpiloquio, la promuove comunque rendendola, alla fin fine, definitiva. Il senso della frase è il punto di arrivo del concetto espresso quando la frase è ancora nell'utero. È il punto di non ritorno. Un "punto e basta". Un punto esclamativo ma, soprattutto, 666 punti esclamativi.
Diabolico senso della frase, io ti possiedo e ti amo. Fiato alle trombe di Eustachio, rimbombino le tube di Fallopio. Così è e così è stato.
Non so se si nasca con il senso della frase. Di sicuro ci si muore.
"

Dal vivo non gliel'ho detto, ma lo considero davvero una delle penne migliori d'Italia. Non solo gialle.

E poi due grandi gioie!! Ero seduta in attesa dell'annuncio e vedo sbucare una testolina nel buio... Era la mia amica Emy, di Rimini, a cui, tra l'altro, mi ero dimenticata di dire della finale del Gran Giallo e che non vedevo da due anni. Che gioia immensa, che bello ritrovare gli amici più cari ed accorgersi di quanto ti mancavano!! E grazie anche a Roberto, grande amico, grande compagno di avventure letterarie.

E per finire, grazie a te...che mi hai detto di partecipare, che mi hai trasmesso il bando, e che in un modo o nell'altro ( i miei due libri di poesie, Ravello, i racconti nella rete, Elizabeth) sei sempre coinvolto nella mia vita letteraria e non letteraria. Vedi? Sei anche qui ;).

mercoledì 3 agosto 2011

FINALISTA AL MYSTFEST


Ho saputo da pochissimo di essere tra i dieci finalisti del Mystfest-Gran Giallo di Cattolica 2011.
E' un grande onore per me, sono davvero contenta. Il 20 agosto ci sarà la serata di premiazione a Cattolica nella Piazzetta del Tramonto alle ore 21.
Un'occasione per conoscere gli altri nove finalisti ( ad eccezione di uno: Francesco Danelli, amico e volatore rapido, anche lui tra i dieci!) e per essere presente in una serata di letteratura e spettacolo. Alla fine verrà proclamato il vincitore.
Quest'anno i racconti si possono leggere in anteprima sul sito www.bookliners.com come spiegherò meglio.

Per chi non conoscesse il Mystfest:


"Nata nel 1973 dalla felice intuizione di Enzo Tortora che notò come sulla spiaggia di Cattolica fosse diffusa l'occupazione a leggere i gialli, la manifestazione (che agli albori si chiamava "Gran Giallo Città di Cattolica") è cresciuta e si è consolidata negli anni.

È nel 1981 che nasce il felice acrostico MystFest, Festival Internazionale del Giallo e del Mistero con film inediti da tutto il mondo e il concorso letterario con la pubblicazione dei vincitori da parte della Mondadori. Entrano a far parte della giuria del Premio molti degli scrittori premiati affiancati da critici, professori universitari, attori ed editori.

Attualmente la Giuria del concorso letterario è composta dagli scrittori Carlo Lucarelli, Valerio Massimo Manfredi, Andrea G. Pinketts, Marinella Manicardi, Mario Guaraldi, dagli esperti giallisti della Mondadori Igor Longo e Luciana Leoni.

Mentre negli anni si è perso l'appuntamento cinematografico con film inediti, dal 2008, l'amministrazione Comunale ha deciso di gettare uno sguardo sul cortometraggio di finzione restando fedeli al Giallo e al Mistero."


Dal sito del Mystfest:

"I FinalistiDa ques'anno, grazie alla collaborazione con il sito Bookliners, tutti potranno leggere e commentare i racconti finalisti.
Avremo così un primo esperimento di Giuria Popolare che, attraverso i commenti che potrà scrivere a margine di ciascun racconto, fornirà l'indice di gradimento del pubblico che verrà confrontato anche con la scelta della Giuria del Premio.

Partecipare è facile: tutti potranno leggere le prime due pagine del racconto; per poterlo leggere al completo e interagire, commentandolo, basta registrarsi sul sito www.bookliners.com.
Ci si può registrare anche durante la lettura dell'anteprima del racconto, cliccando sullo strumento "note" e sottolineando la frase che si vuole commentare; a questo punto si aprirà una finestra per l'iscrizione veloce, basta scrivere 3 dati: un nickname (quello che sarà il proprio nome su Bookliners) un'indirizzo mail valido e una password; appena inseriti i dati verrà spedita una mail di conferma all'indirizzo inserito, cliccando sul link presente nella mail si verrà automaticamente iscritti e riportati al racconto in lettura.
Da questo momento, i dati inseriti diventeranno i propri dati di accesso a Bookliners.
Se ti sei appena iscritto e sei già registrato su bookliners, puoi anche accedere al sito, cercare tutti i libri dell' "editore" MystFest e fare un vero e proprio lavoro comparativo tra tutti i racconti!

Buon divertimento, ricordate però che chi di penna ferisce..."

martedì 2 agosto 2011

I MIEI LIBRI DELL'ESTATE

Ogni estate ognuno di noi, credo, fa scorta di libri da portare sulle spiagge, in montagna, in campagna...
Un po' di tempo da dedicare a noi stessi, a toglierci dal caos di ogni giorno.
Questa estate come al solito sto leggendo tre o quattro libri alla volta.
Tipico della mia mente dispersiva e disorganizzata, ma per me più consueto che leggere un libro alla volta.
Non li ho ancora finiti ma mi stanno piacendo molto.

Uno è "La testa perduta di Damasceno Monteiro" che ho comprato al volo alla stazione di Firenze un mese fa, senza sapere nemmeno di che si trattasse.
L'autore è Antonio Tabucchi. E' ambientata a Oporto, in Portogallo ed è un singolare noir, con un attore non protagonista strepitoso: un avvocato politicamente scorretto che crede nella Grande Legge della Giustizia. Un libro curiosissimo, che ha un sapore esotico.

Il secondo ( che però ho finito ieri) è "Il giorno in più" di Fabio Volo.
Mai e poi mai avrei mai pensato di diventare un'ammiratrice di Fabio Volo. Io ho una gran puzza sotto il naso quando si tratta di leggere un libro. Perlomeno ultimamente.
Invece lui pagina dopo pagina mi ha conquistato. Non è tanto la trama, che è rosa, a lieto fine, spensierata. Sono le frasi, i piccoli particolari, quello che poi ti rimane dentro. Fresco e profondo insieme.
E' come leggere Harry ti presento Sally. Ci sono spunti strepitosi. Come quello della scoreggia. O quello delle strategie da candido erotomane. Poi c'è una colonna sonora incredibile, quella di tutte i grandi pezzi che cita, che me li sono andati tutti a cercare su you tube.
E la sua New York. Si capisce che c'è stato e che l'ha amata. Mi è venuta voglia di partire, subito.


"Mi apro una bottiglia di vino anche se sono sola. Non devo discutere, sono indipendente. Difenderei questa condizione con tutte le mie forze, sempre. Eppure a volte anch'io avrei bisogno di un abbraccio. Di arrendermi e perdermi tra le braccia di un uomo. Un abbraccio che mi faccia sentire protetta anche se so proteggermi da sola. Sono in grado di fare le cose di cui ho bisogno, ma a volte vorrei far finta di non esserlo per il piacere di farle fare a qualcun altro per me. È una sensazione, ma non voglio stare con un uomo per questo. Non posso scendere a compromessi e non posso rinunciare a tutto quello che ho, alla mia libertà, per quell'abbraccio, che poi spesso con gli anni, non c'è nemmeno più."

"Sono quelle notti che ho una voglia incredibile di vivere. Vorrei vedere due o tre film, scrivere, leggere, disegnare, o anche semplicemente guardare fuori dalla finestra. Dormire mi sembra una perdita di tempo. Mi viene voglia di imparare. Qualsiasi cosa, ma imparare"

E poi "Noi che non siamo come le altre" di Lucia Etxebarrìa.
Ah che ragazza terribile che sei Lucia, proprio come vorrei essere io, o come sono potenzialmente.
Solo tu potevi scrivere "Sed non satiata" o "Vagina Dentata" ma mai con volgarità.

"il mare le accarezza tutto il corpo come nessun essere umano potrà mai fare. L'accoglie, l'avvolge e la placa, La culla, la travolge, gioca con lei. Le lecca i capezzoli, glieli fa rizzare mentre le onde la baciano tutto il corpo e, aogni sforbiciata che Susi fa per avanzare, l'acqua che va e viene le si insinua tra le gambe come la lingua di un amante espero. La coccola, l'addormente, la strappa da se stessa e poi la riporta indietro, a quella che era prima di nascere, prima che il mondo la trasformasse in un essere perverso e socializzarto, più attento all'opinione degli altri che ai propri problemi basilari..." da Acqua.

Ritratti di donne non comuni, un po' da prendere con le molle, un po' da temere. Vorrei essere una di loro. Forse la sono ma non ditelo a nessuno.

Discorso a parte per "l'ultimo testamento della sacra Bibbia" di James Frey.
Ritorna Gesù Cristo sulla terra nelle sembianze di un vagabondo sempre ubriaco, promiscuo, descritto via via da personaggi diversi. L'ho appena cominciato ma mi sta prendendo molto... In effetti se tornasse forse sarebbe un sovversivo. E o riconosceremmo?
Sono affascinata da tutto quello che riguarda il Messia. Ho letto quasi tutto quello che lo riguarda: dalle scritture ortodosse alla Vita di Gesù di Renan, di Hegel, persino gli scritti di Augias. O il capitolo del Grande Inquisitore dei Fratelli Karamazov. Quindi eccomi alle prese ancora con Lui. Sacro, blasfemo... non riesco a sottrarmi a leggere qualcosa che lo riguardi.
E stavolta apprezzando un romanziere davvero bravo come Frey, un maledetto.
Uno che piace a me, insomma.

E per finire sto leggendo un libro sulla Felicità. Una massima per ogni giorno. Un libro un po' new age che però a volte soffia un po' sul fuoco del mio spirito inquieto.

Buone letture estive!!

giovedì 28 luglio 2011

Meglio qui...

In attesa di separare il mio blog letterario da quello privato come di solito si fa... utilizzo questo spazio per parlare ancora un po' di me.

Sono in perenne conflitto con facebook da anni, da quando una persona cara ( con cui non sono nemmeno "amica") mi ha convinto ad entrare.

Ultimamente l'ho fatta grossa: avevo 2370 "amici", quasi uno status symbol. Uno strumento sicuramente utile per pubblicizzare le mie avventure letterarie.
Solo che mi veniva spontaneo considerarlo anche uno strumento per avere contatti "veri". Ho pensato che su più di 2000 persone ne conoscevo "dal vivo" un 10% scarso. E che ricevevo o scambiavo qualche "click" da meno della metà.
Così mi sono messa a scremare. E ne ho tolti 1500. Così facendo, per il meccanismo di questo "giochino" ( mai dimenticare che è un "giochino", per carità!) vedevo di più quello che facevano le persone che conoscevo un minimo, cosa che non mi succedeva più.
Scremando scremando però ho notato che le cose non cambiavano molto... i rapporti che si instaurano sono superficiali, finti, falsati e un po' forzati... manca l'autenticità.

L'anima, che lo sa, alla fine di questi contatti è un po' avvilita, abbattuta.
Questo nei casi in cui tra le persone in rapporto virtuale non ci sia altro, il suono di una voce, ad esempio, una stretta di mano. Guardarsi negli occhi.

Talvolta ci si sente soli e si cade in questo tranello.
"E' solo un giochino, nient'altro che un giochino".Questo mi aveva detto la persona che mi ha convinto ad entrare. Solo che a volte te ne dimentichi.
E il brutto è quando lo utilizzi per ricevere immediatamente dei feedback a quello che ti sta accadendo. Mi è successo da poco. Ero in una sala d'aspetto di un pronto soccorso e non avevo giornali, libri, nessuno con cui chiacchierare. Ed ecco, lo strumento magico, l'I-phone con cui sei in collegamento con il mondo!
Ed eccoti a spifferare i fatti tuoi al mondo intero. E a ricevere carezze virtuali, antidoti contro paturnie momentanee o croniche. Ma è solo uno schermo che si riempie di strani segni...comunicazioni brevi e inutili, divorate in continuazione da nuovi post, da nuove espressioni.

Per non parlare poi di chi si fotografa in continuazione. Mamma mia.
C'è una persona che conosco che è addirittura delirante. La immagino in continuazione mentre dice alle persone che la accompagnano: aspettate, fotografatemi mentre mangio questo spiedino... un attimo, ripetiamo il click oppure mentre fa lo stesso con chi lo accompagna. Su, mettiti in posa... click!! E manda in diretta tutte le foto... Incredibile! Delirante! E lo dico in quanto anch'io vittima di queste suggestioni, di queste tentazioni.

Quanto siamo soli, amici miei...



Se faccio il conto delle persone che considero veramente importanti per me, rifletto che il 95% non è su facebook. Ma per forza... Li vedo, o li sento, o mi mandano messaggi ( che è già meglio) o mi scrivono mail sulla mia casella di posta.
Persino i miei amici dei miei concorsi letterari, sparsi per l'Italia, li sento al telefono una volta o più alla settimana e che piacere ridere insieme, scoprire dalle loro voci le loro emozioni...
Federica, Laura, Ottavio, Doriana, il prof. Lorenzo, Elena, il mio amico ex Direttore, i miei amici della montagna, quelli che mi chiamano Lavinia...le persone a cui sono più affezionata non sono su faccialibro, come lo chiama il mio migliore amico.
E poi succese che cado nella tentazione di sbirciare, di spiare... di capire, di far agire retropensieri, oh mamma mia. Che veleno... Non è da me. Io che non apro mai i cassetti altrui, che rifuggo dalle inutili morbosità. No no no...
Sto meglio qui.
Ho bisogno di rapporti autentici.
Ultimamente ho provato a rendere meno virtuale un antico rapporto. Mi sono detta: ma che senso ha continuare a mettere dei "mi piace" e fare qualche stupido commentino a qualche canzoncina quando non si sa più nulla della vita l'uno dell'altro?
Così ho scritto una lettera, ampia, affettuosa... un invito a parlarsi, a tornare nella realtà.
Non ho ricevuto risposta e questo è indicativo...
Meglio cliccare su un videoclip oppure mettere una faccina, un emoticon... Ma siamo diventati dei videogiochi??

Se potessi mi toglierei. Come ogni tanto tento di fare, ma non ho il coraggio.
Come il personaggio mancato suicida del mio ultimo racconto.

Un suicidio virtuale...ecco cosa ci vorrebbe. L'idea mi solletica sempre molto...
Ho già provato due volte.
La prima volta mi ha "salvato" un mio amico chitarrista rock piacentino, che mi ha detto che era "a corto di money" e che se mi fossi tolta non avrebbe più potuto comunicare con me, visto che internet ce l'aveva quasi gratis mentre il telefonino per lui era una spesa.
La seconda volta è stato il mio antichissimo pen-pal Johan, l'olandese, amico lontano della mia adolescenza Ho visto spuntare la sua richiesta di amicizia proprio mentre stavo ultimando le procedure per cancellarmi.
Mi ricontattava dopo dieci anni, dopo che volevo chiamare il consolato per cercarlo, dopo il suo trasloco! Ho annullato tutto, solo per dirgli "Bentornato", per poi riperderlo, più distante di prima... Io stessa più distante di prima.
Bei tempi quelli in cui trovavo la sua calligrafia un po' con le zampe di gallina dentro la mia cassetta postale e con il mio inglese claudicante gli scrivevo a mano.

Stavolta non ci provo neppure. Mi serve. Mi faccio pubblicità.
Ho persino scritto una poesia su Facebook che ho letto alla rassegna dell'editoria abruzzese...

Ma, amici che mi leggete... se mi chiamate mi fate più piacere!

Solitari

Ho sempre avuto un debole per le persone complicate, complesse, solitarie, fuori dalle regole, forse un po' anaffettive ma che nascondono sentimenti forti sotto la corazza dura, politicamente scorretta.
Sia nella vita reale che nei libri, nei film, nei telefilm.
Un esempio ne è il Dottor House, che è un personaggio per me straordinario nella sua drammaticità, contradditorietà e forza.
Una persona che soffre nell'anima, una persona che soffre del male di vivere.
Conosco persone che gli assomigliano, una in particolare, a cui sono molto affezionata e che mi ha dato una grande lezione di vita.
So che non mi legge ( e meno male, si arrabbierebbe) ma io che di indole solitaria non sono sento il bisogno di esprimere la mia ammirazione e il mio affetto.

Ecco un omaggio al Dottor House in questa bella canzone dei Marlene Kunz



"Saper reagire cambia le cose, restare immobili lascia ogni cosa così com'è"



martedì 26 luglio 2011

Mal comune mezzo gaudio

Il 21 giugno è stato pubblicato questo mio racconto per la serie dei racconti estivi di Libertà scritti dai Volatori Rapidi dal titolo "Mai dire Maya", ispirati alla (presunta) fine del mondo prevista dall'antico popolo per l'anno 2012. Per chi non l'avesse ancora letto e per chi lo desidera, eccolo, con il dipinto che ho scelto per illustrarlo: la Battaglia di Argonne di Magritte.




MAL COMUNE MEZZO GAUDIO di Giusy Càfari Panìco

Una livida alba invernale stentava a risvegliare una Piacenza assonnata e nuvolosa. Tullio, in pigiama, si affacciò alla finestra senza vedere, come al solito, anima viva, poi si guardò allo specchio.
La notte insonne aveva lasciato sul suo volto due occhiaie bluastre e profonde; i radi capelli grigi, che di solito portava incollati sul cranio, erano tutti arruffati. Si allontanò con disgusto e, senza nemmeno pettinarsi e farsi la barba, si mise i soliti vestiti, che non cambiava da settimane, e uscì di casa.
Seduto sul solito autobus, guardava infastidito la vecchietta seduta davanti a lui, che continuava a ruminare rumorosamente una caramella. Un raggio di sole fece capolino dal finestrino. Tullio inforcò gli occhiali da sole, disturbato da quella luce accecante, e scese in Piazza Cittadella, per recarsi a fare la spesa al mercato coperto.
Nel reparto panetteria fu sommerso dal vociare assordante di alcuni ragazzi che compravano la focaccia per la ricreazione.
Colorati, chiassosi, impazienti, ridenti. In una parola: irritanti. Mentre aspettava il suo turno, ricordò che da giovane lui non faceva mai merenda, ai suoi tempi non usava!
Aspettò che sciamassero come vespe velenose, poi fece il suo solito acquisto; la commessa, ancora un po’ addormentata, gli infilò nel sacchetto tre panini, due confezioni di biscotti secchi e un pacco di tortiglioni.
A pochi metri dal mercato c’era la filiale della sua banca, quella dove riscuoteva la sua pensione. Pensò che qualcosa da parte per pagarsi il funerale ce l’aveva, senza bisogno di ricorrere a quei parenti lontani che non aveva mai sopportato.
Si sedette di nuovo sull’autobus, nello stesso posto. Stavolta il sole non c’era più: erano tornate le solite nuvole grigie, non si capiva mai se di smog o di vapore acqueo.
L’avrebbe fatto dopo pranzo. Magari stavolta avrebbe trovato più coraggio.
Gli svantaggi di abitare al pianoterra li aveva già calcolati al momento di prendere in affitto l’appartamento, ma l’inconveniente di non potersi buttare dalla finestra senza farsi il minimo graffio non l’aveva considerato. E farlo da un altro posto non gli andava. Voleva morire a casa sua. Almeno quello, dopo una vita così mediocre.
Stavolta pensò al gas. Aprì lo sportello del forno e girò la manopola senza accendere la fiamma. L’odore era fortissimo e prendeva lo stomaco, ma Tullio resisteva.
Al piano di sopra, il cane dei vicini continuava ad abbaiare, facendogli perdere la concentrazione. «Ma basta, cane maledetto»! ebbe la forza di urlare, persino in quel momento fatidico. Fastidioso, quel cane incontinente, che gli faceva la pipì sullo zerbino, fastidioso come tutti i suoi vicini con cui, grazie a Dio, parlava e litigava solo una volta all’anno, alla riunione di condominio.
Aumentò la gittata di gas, ma oltre a sentire il puzzo non succedeva niente.
«Va beh» disse tra sé e sé «facciamola per bene questa cosa.» Si sdraiò per terra, con la testa dentro il forno. Cominciò a sentire la testa pesante e fu colto da un tale senso di nausea che gli fece salire dallo stomaco alla bocca il pasto appena consumato. Non riuscì a trattenere un conato e si sfogò nel lavandino, poi socchiuse una finestra. Un colpo di vento, presago del temporale, la spalancò completamente e riempì la cucina di aria fresca.
Completamente demotivato, Tullio spense il gas e si impose di riprovarci il giorno successivo.
Ma era inutile: non aveva il coraggio! Aveva provato anche con la corda, ma il soffocamento gli faceva impressione e quella volta si era anche sbagliato a fare il nodo scorsoio, che lui mica era un boyscout!
I barbiturici… Buona idea! Ma in farmacia senza ricetta non glieli avrebbero mai dati e il medico non glieli aveva mai voluti prescrivere.
«Neanche stavolta!» sospirò tristemente. E aspettò che venisse buio per andarsene a letto.
Durante le notti, tutte insonni, di solito rimaneva sdraiato, in silenzio, a guardare il soffitto. Ma stavolta accese la radio su un’emittente a caso, tanto per dare un po’ di fastidio ai vicini che durante il giorno lo disturbavano con schiamazzi di bambini e strani spostamenti di mobili.
«Non lo dicono perché non possono ammettere che sia tutto vero, ma la Nasa lo sa perfettamente.» Una voce femminile traduceva in sincrono le parole di uno scienziato americano. «I Maya non hanno effettuato calcoli basandosi su riti religiosi, ma su scienze matematiche di cui erano maestri, confermate dai più illustri studiosi internazionali. Le avvisaglie si vedranno nel cielo. L’azzurro comincerà ad assumere sfumature verdognole, giorno dopo giorno, finché la mattina precedente il cielo sarà completamente verde … fino al tramonto.» «E l’umanità?» chiese l’intervistatore italiano. «Sterminata dall’impatto con un enorme asteroide» rispose la traduttrice, mentre lo scienziato pronunciava la stessa frase in inglese con voce tremante. «Ma questo è solo l’aspetto scientifico» interloquì un pastore sudamericano. «Si udrà fortissima la tromba dell’Arcangelo Gabriele: la sentiranno tutti e sarà l’inizio della fine…»
Il segnale si interruppe improvvisamente. Tullio prese in mano la vecchia radiolina a transistor e cercò spasmodicamente di sintonizzare meglio il canale. Niente. Quella strana emittente sembrava scomparsa .
«E se fosse vero? » si chiese speranzoso.
Dalla stanza accanto si sentivano i gemiti di due giovani amanti. «Godete godete: tanto ne avrete per poco» urlò sorridendo mefistofelicamente.
Da quel momento la fine del mondo diventò per lui una vera e propria ossessione. Comprò tutti i testi apocalittici che trattavano dell’anno 2012, e tutte le notti studiava le profezie di Nostradamus cercando di trovare in ogni terzina un nuovo significato; l’Apocalisse di San Giovanni, poi, non aveva più alcun segreto per lui. A furia di documentarsi si era convinto: il momento era arrivato. Finalmente.
Era talmente certo di questa notizia che non aveva più tentato di farla finita da solo. Dal panettiere lasciava passare avanti i ragazzi vocianti senza più brontolare, tanto poi non avrebbero più rotto le scatole né a lui né agli altri. Anzi, una volta aveva persino detto loro «Prego prego…» ridacchiando.
Le persone che lo incontravano per strada, che lo avevano spesso additato per la sua stranezza e per il suo abbigliamento scuro e trasandato, non potevano fare a meno di notare sul suo volto rugoso un insolito sorriso, quasi beffardo, senza capirne il motivo.
Passarono mesi di trepidante e speranzosa attesa, finché arrivò il tanto sospirato 20 dicembre 2012.
Tullio era in gran forma. Dalla settimana precedente su tutti i telegiornali e su internet circolavano voci sull’effettivo passaggio dell’asteroide vicino alla terra. La Nasa aveva rassicurato l’opinione pubblica: dalla stazione spaziale internazionale si stava provvedendo in merito, non c’era nessun pericolo. Il presidente della Repubblica aveva rassicurato gli italiani, a reti unificate: «Non siamo più nell’anno mille!» aveva ammonito con solennità. «Invece di occuparsi di queste superstizioni occorre risolvere i problemi reali del paese: la disoccupazione, l’immondizia di Napoli, il PIL!»
Lo dicevano per evitare il caos, pensava Tullio. Proprio come avevano avvisato alla radio quella notte. Nel frattempo le notizie della caduta dell’asteroide, minimizzate dalla televisione e dai giornali, si stavano diffondendo a macchia d’olio su internet e per le strade.
All’alba del giorno successivo, Piacenza era meno sonnacchiosa del solito. Tutti sembravano essere usciti di casa in anticipo, per vedere che aria tirava. Il cielo era di uno strano colore: verde, nonostante lo smog cittadino, nonostante le nuvole.
Tullio non riuscì a trattenere un urlo di gioia: «Sììì!». Finalmente qualcosa che avrebbe scosso la noia dei suoi giorni, finalmente anche gli altri avrebbero provato il suo malessere di vita, finalmente sarebbe riuscito nel suo intento.
Andò a far la spesa con un sorriso smagliante. Si accorse che la panettiera, allungandogli il sacchetto, aveva la faccia terrorizzata, probabilmente aveva ascoltato da poco il telegiornale.
«Ma lei non è preoccupato?» gli chiese. «Io?» e Tullio dopo una lunga pausa rispose: «Mai stato più felice in vita mia!»
Tornò a casa e guardò soddisfatto quel verde che preannunciava l’apocalisse e che sovrastava Piacenza da giorni. Che importava se gli altri davano la colpa all’inceneritore. Lui sapeva.
Alle ventitré in punto si mise il pigiama per andare a letto, come al solito. Indossò quello più bello, per l’occasione.
Il condominio era stranamente silenzioso, come se la paura, che nell’ultima settimana si era diffusa ovunque, avesse tolto la voce anche ai bambini e ai cani.
Con una pace mai provata, Tullio appoggiò la testa sul cuscino e, prima di addormentarsi, con una risatina sulle labbra, sussurrò: «Mal comune mezzo gaudio!», poi si abbandonò dolcemente, per la prima volta dopo anni, tra le braccia di Morfeo.
Dopo aver dormito saporitamente per ore, Tullio si svegliò e, al buio, non poteva capire che ora fosse. Era ancora vivo, purtroppo. Sbuffò.
Ma magari per poco. Rimase in attesa, incerto se riaddormentarsi di nuovo o aspettare che il destino facesse il suo corso, cogliendolo magari nel sonno. Splendida fine! Meglio del nodo scorsoio che non gli riusciva mai.
Un prolungato squillo di tromba lo fece sussultare. Poi un altro. E un altro ancora. Fino a diventare dieci, quindici, venti o forse più. Tanto da costringerlo a tapparsi le orecchie.
L’arcangelo Gabriele, si disse!! Erano strani suoni, però: meno solenni di quello che si aspettava. «Si è ben modernizzato» pensò. Prima di aprire gli scuri delle finestre che davano sulla strada, se lo immaginò lì fuori, con le ali immense, pronto a dare il via al Giudizio Universale, attorniato dalla sua divisione angelica. «Pepperepeeeee!»
Spalancò la finestra e, accecato da un sole vivo, rimase senza fiato.
Centinaia di macchine facevano i caroselli per tutta la città, con le trombette dello stadio e con i clacson. Un grande urlo liberatorio echeggiava da tutte le parti. I festeggiamenti per i mondiali di calcio non erano stati nulla al confronto: tutti erano scesi in strada, e si abbracciavano gli uni con gli altri. I padri portavano i bambini sulle spalle, le donne urlavano di gioia, i ragazzi gridavano «Chi non salta Maya è!».
Sconcertato e deluso, Tullio chiuse la finestra e accese il televisore.
Su tutti i canali, in mondovisione, Barack Obama, il presidente degli Stati Uniti, spiegava in diretta i dettagli della missione più segreta e difficile della storia : la deviazione della traiettoria dell’asteroide che avrebbe potuto distruggere la Terra.
«Ringrazio tutte le nazioni del mondo, che hanno fornito uomini, idee, basi logistiche: dalla Russia alla Cina, dall’Unione Europea al Giappone. Sì, ce l’abbiamo fatta! E’ una vittoria del mondo, una vittoria dell’umanità!»
«Ma va a….» Tullio si vestì e fece colazione, poi scese sulla strada e si diresse alla fermata dell’ autobus.
Circondato dalla folla, camminava a fatica e dovette persino dare qualche spintone. Un ragazzo di quelli che andavano a comprare la focaccia lo riconobbe, lo abbracciò e gli diede una pacca sulle spalle, urlandogli felice: «Ce l’abbiamo fatta, siamo vivi! Vivi! ».
Tullio gli rispose mestamente «Sì, sì…» camminando a capo chino tra la folla festante. E mentre aspettava l’autobus, sospirò con aria rassegnata: «Neanche stavolta!».

Rassegna dell'editoria abruzzese - XVI edizione

Alcune immagini della mia partecipazione alla XVI edizione della Rassegna dell'Editoria Abruzzese, organizzata con grande maestria da Nicoletta Di Gregorio, Presidente dell'Associazione Editori Abruzzesi.
E' stata una splendida serata. Ho conosciuto persone speciali, con cui ho avuto anche il piacere di condividere un bellissimo momento conviviale alla fine della manifestazione nella bella Pescara Antica.
Oltre alla mia splendida amica Daniela Quieti, che mi ha intervistato durante la presentazione del mio libro di poesie Moto a Luogo, desidero ringraziare Ninni Di Stefano Busà, una delle più grandi poetesse contemporanee, da cui ho avuto l'onore di essere preceduta, la bella e brava Bibiana La Rovere, Giancarlo Giuliani, poeta abruzzese di squisita sensibilità e una nuova amica Nina Maroccolo, artista a 360 gradi, visuale, "cantata", scritta con la sua bella opera "Illacrimata", a cui rivolgo un abbraccio particolare se mi legge, e il motivo lo sa lei.
Durante la serata è intevenuto anche il simpaticissimo critico Plinio Perilli, istrionico mattatore culturale, dalla preparazione infinita ed enciclopedia, mai però esibita con pesantezza.
Grazie anche agli altri nuovi amici che ho avuto l'onore di conoscere... con cui ho visitato la casa di Ennio Flaiano, un altro grande abruzzese che io ammiro molto per lo spirito salace, saggio e disincantato. Tratti di questo grande popolo a cui sono fiera di appartenere se pure per un 50% ;).
E grazie ancora a Daniela Quieti per la splendida ospitalità e per il caldo affetto di cui mi circonda sempre.




mercoledì 20 luglio 2011

Presentazione di "Moto a Luogo" alla Rassegna dell'Editoria Abruzzese


Sabato 23 LUGLIO alle ore 19,00 sarò a Pescara alla XVI edizione della Rassegna dell’Editoria Abruzzese ( edizione dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia) per presentare il mio ultimo libro di poesie “Moto a Luogo”(Edizioni Lir) presso il museo delle Genti d’Abruzzo, vicino alla casa natale del poeta Gabriele D’Annunzio.
La manifestazione, patrocinata dall’Assessorato alla Cultura della Regione Abruzzo, dalla Provincia e dal Comune di Pescara, è inserita in “Pescara Tener –a – mente”, cartellone estivo curato dal noto storico Giordano Bruno Guerri
La Rassegna (che si svolge dal 15 al 23 luglio) vede la partecipazione di molti esponenti culturali di spicco, come il già citato Giordano Bruno Guerri, il regista Enzo G. Castellari, la candidata al Nobel Màrcia Téophilo, il critico letterario Walter Mauro, Margherita Hack, ecc. Il programma è molto ricco e vede la partecipazione, di affermati poeti e scrittori provenienti da tutta Italia, su invito dei membri dell’Associazione Editori Abruzzesi, presieduta dall’editrice Nicoletta Di Gregorio.
Durante la presentazione del mio nuovo libro di poesie interverrà l’Assessore alla Cultura alla Provincia di Pescara Fabrizio Rapposelli e sarò intervistata dalla poetessa e giornalista abruzzese Daniela Quieti.

Mauro Corona vince il Premio Bancarella 2011



PONTREMOLI, Massa e Carrara — Mauro Corona ha vinto la 59esima edizione del Premio Bancarella. Il riconoscimento letterario assegnato dai librai e dai bancarellai di libri è stato assegnato domenica sera all’alpinista, scultore e scrittore di Erto per “La fine del Mondo Storto”. Il romanzo racconta di un mondo irreale – seppure possibile – in cui carbone, petrolio e energia non esistono più. “È pieno inverno, soffia un vento ghiacciato e i denti aguzzi del freddo mordono alle caviglie. Gli uomini si guardano l’un l’altro, hanno occhi smarriti e il terrore stringe i loro cuori. E ora come faranno?”.

Alla fine ha vinto Corona, ha vinto un romanzo dalle tinte cupe e austere che traccia i contorni di una realtà degradata, impoverita e rovinata, ovvero la nostra portata agli estremi. Un mondo “storto” per l’appunto. Il “padre-autore” presenta gli uomini nel momento in cui aprono gli occhi e si accorgono che il benessere conquistato, i loro oggetti meravigliosi e la tecnologia più all’avanguardia sono inutili rispetto ai bisogni primari. Circondati dal superfluo e privi del necessario, intuiscono che l’unica salvezza possibile è racchiusa nel sapere dei loro avi, una conoscenza ormai perduta, che pure rispettava la natura e dal lei dipendeva
Il libro del celebre alpinista scrittore, pubblicato nel 2010 da Mondadori, si è imposto sugli altri 5 finalisti raccogliendo 75 voti su 189. Ha superato di gran lunga “Non chiedere perché”, 45 voti, del giornalista Franco Di Mare, arrivato secondo e “Dictator. Il trionfo di Cesare” di Andrea Frediani 28 voti, terzo sul podio.

“La fine del Mondo Storto” ha vinto poi su “Lepanto” di Alessandro Barbero, arrivato quarto con 19 voti, su “Il romanzo dei Mille” di Claudio Fracassi che ha totalizzato 16 voti, e infine su “A piccoli colpi di remo” di Alberto Cavanna, che ha preso 6 voti.

Presidente della giuria 2011 a Pontremoli era lo scrittore Gianrico Carofiglio, che ha vinto il premio Bancarella nel 2005 con il volume “Il passato è una terra straniera”. Si è trattata di un’edizione tutta maschile e tutta italiana, senza donne né nomi internazionali.

(dal sito www.montagna.tv)

venerdì 15 luglio 2011

Volatori Rapidi in versione Maya



Da domani su "Libertà" i racconti dei Volatori Rapidi (il gruppo di scrittori a cui appartengo) ispirati alla fine del mondo prevista dai Maya per il 2012.

Tremate tremate... Scherzo! Se volete leggeteci in edicola!

inquietudini

le notti insonni,
quando i pensieri nascosti,
demoni fotofobici,
ti ghermiscono come mostri marini
e nuotare nel buio
lontani dal faro
è impresa da titani.
Poi d'improvviso
la luce dissolve tutto
e il sogno
che ti aveva riportato a riva
si compenetra nella sabbia
o si lascia risucchiare
dal respiro del mare

(GCP)

domenica 3 luglio 2011

POETESSE D'ITALIA - TRIBUTO A EBB



Il pomeriggio di mercoledì scorso è stato davvero magico, indimenticabile.
Grazie a tutti i partecipanti, alle mie amiche Daniela, Lella, Marina ( idealmente presente), Gabriella che hanno condiviso il mio gemellaggio con la mia adorata Elizabeth Barrett Browning. Grazie anche a Elena Capolino, solare e affettuosa "padrona di casa", rappresentante della Landmark Trust ( gestore di Casa Guidi) e della precisa, saggia e cordiale Simonetta Berbeglia, insegnante e studiosa di letteratura inglese che si sono fidate di me senza avermi mai conosciuto prima!!
E pensare che è tutto partito da un contatto casuale, da una telefonata che una perfetta sconosciuta di Piacenza ha fatto squillare nella meravigliosa e suggestiva Casa Guidi.
Un luogo d'amore e di poesia... che mi ha subito fatto innamorare.
Grazie anche a Michael Meredith, della Browning Society e bibliotecario del College di Eton, la scuola superiore dove ha studiato il principe Willliam, volato per l'occasione a Firenze, per presenziare a questo appuntamento. E a Suor Julia, che due settimane prima mi aveva portato in solitario e appassionante pellegrinaggio tra le tombe del Cimitero degli Inglesi a "parlare" con Elizabeth, che è un po' il mio alter ego poetico e non solo (con le dovute, enormi differenze a suo favore, ovviamente...).
Grazie a tutti coloro che sono intervenuti, così numerosi come non pensavo, agli amici che hanno fatto tanta strada per essermi vicino.
Grazie al Direttore di Libertà Gaetano Rizzuto per avermi "seguita" da lontano in questa mia avventura fiorentina e a Betty Paraboschi per gli articoli così accurati.
E grazie soprattutto a una persona molto molto speciale, che mi sta sempre accanto nei miei momenti più importanti, senza di lei non so se sarei riuscita. In questa come in altre mie "avventure". Grazie...

sabato 11 giugno 2011

Firenze, mercoledì 29 giugno, ore 17: Poetesse d'Italia - Tributo a Elizabeth Barrett Browning



Mercoledì 29 giugno – ore 17
“POETESSE D’ITALIA – TRIBUTO A ELIZABETH BARRETT BROWNING (1806 – 1861)”
presso Casa Guidi, Piazza San Felice 8, Firenze


In occasione del 150mo anniversario della morte di Elisabeth Barrett Browning, celebre poetessa inglese, è in programma presso Casa Guidi, una porzione di un antico palazzo patrizio situato vicino ai Giardini di Boboli e ultima residenza dell’autrice, un evento celebrativo realizzato con il patrocinio del Comune di Firenze e della Regione Toscana.

L’idea è quella di ripercorrere il percorso letterario, sentimentale e umano della Barrett attraverso la lettura delle sue liriche e di quelle di autrici provenienti da varie regioni italiane. Ognuna di loro sceglierà propri brani da abbinare a quelli della grande poetessa, secondo un’affinità femminile che oltrepassa i secoli, e che vuole rendere omaggio al legame fortissimo che la stessa ebbe con l’Italia.

Durante il pomeriggio, alla lettura delle poesie si alternerà quella di lettere tratte dal ricchissimo epistolario di Elisabeth Barrett Browning, alcune delle quali dedicate all’amatissimo marito, il poeta Robert Browning, con cui fuggì in Italia nel 1848 e a cui dedicò i famosi “Sonetti Portoghesi” una delle raccolte di poesie d’amore più celebri di tutti i tempi.

Durante l’incontro sarà ricordato anche il suo impegno sociale a favore dell’emancipazione femminile, contro la schiavitù e il lavoro minorile, e quello politico, che ne fece un’ardente simpatizzante del Risorgimento, alla cui causa dedicò le opere in versi “Le finestre di casa Guidi (Casa Guidi Windows)” (1850) e “Poesie davanti al Congresso (Poems before Congress)” (1860).
A questo proposito, in occasione della concomitanza del 150mo anniversario dell’Unità d’Italia con quello della sua scomparsa, saranno letti alcuni passaggi di queste opere.

Ad introdurre l’incontro sarà Giusy Cafari Panico, organizzatrice dell’evento. Interverranno anche le poetesse Marina Pratici, Daniela Quieti e Lella de Marchi. Gabriella Sica, nel corso del pomeriggio, leggerà brani dal suo libro, finalista al Premio Strega, “Emily e le altre, Cooper 2010,” ricordando l’ammirazione della Dickinson per “E.B.B.” (le iniziali con cui amava firmarsi la poetessa in tutte le sue opere).

Il tutto nella splendida cornice di Casa Guidi, suggestiva “casa della memoria” gestita dalla Landmark Trust, sulla cui facciata spicca l’iscrizione di Nicolò Tommaseo: “«Qui scrisse e morì Elizabeth Barrett Browning che in cuore di donna conciliava scienza di dotto e spirito di poeta e fece del suo verso aureo anello tra Italia e Inghilterra.».”

L’ingresso è gratuito ma è obbligatoria la prenotazione tramite mail o cellulare: info.casaguidi@fastwebnet.it - cell. 347 3754649

domenica 5 giugno 2011

Nothing else matters


La mia canzone di oggi...

Così vicino non importa quanto lontano
Non può essere troppo lontano dal cuore
Abbi sempre fiducia in chi siamo
E nient'altro ha importanza

Non mi sono mai aperto così
La vita è nostra, e la viviamo a modo nostro
Tutte queste parole che non dico
E nient'altro ha importanza

Cerco fiducia e la trovo in te
Ogni giorno per noi qualcosa di nuovo
Apri la mente ad un nuovo punto di vista
E nient'altro ha importanza

Fregatene di ciò che fanno
Fregatene di ciò che sanno
Ma io lo so

Così vicino non importa quanto lontano
Non può essere troppo lontano dal cuore
Abbi sempre fiducia in chi siamo
E nient'altro ha importanza

Fregatene di ciò che fanno
Fregatene di ciò che sanno
Ma io lo so

(Musica)

Non mi sono mai aperto così
La vita è nostra, e la viviamo a modo nostro
Tutte queste parole che non dico
E nient'altro ha importanza

Cerco fiducia e la trovo in te
Ogni giorno per noi qualcosa di nuovo
Apri la mente ad un nuovo punto di vista
E nient'altro ha importanza

Fregatene di ciò che dicono
Fregatene dei loro giochetti
Fregatene di ciò che fanno
Fregatene di ciò che sanno
E io lo so

Così vicino non importa quanto lontano
Non può essere troppo lontano dal cuore
Abbi sempre fiducia in chi siamo
No, nient'altro ha importanza

La dedico ad una persona che mi aiuta sempre ad avere sempre fiducia in me stessa e che ama molto questo gruppo.

www.vogliadilibro.it


Cari amici, vi segnalo un nuovo portale per tutti gli appassionati di letteratura, scrittori, lettori, curiosi...
Si chiama VOGLIA DI LIBRO e nasce da un'idea di Roberto Sarra dell'Associazione Pegasus ( trovate tutti i link sul mio blog, sulla vostra destra)e io sono tra i consulenti redazionali.
Ve lo consiglio vivamente e se vi capita... c'è anche qualche mia recensione.
Cercatela, se volete ;-)

venerdì 27 maggio 2011

Un tuffo nell'innocenza




Stamattina sono tornata dai "miei" bambini della scuola elementare di Quarto che tramite la loro mitica Maestra Lisa mi hanno invitato alla loro settimana della lettura.
Non so come ringraziarli per l'accoglienza così affettuosa, veramente commovente e la loro attesa... come se avessero aspettato davvero un'amica cara, una di loro!

Altro che Premi importanti, ambizioni economiche... e chi se ne importa quando basta qualche ora con loro per poi ritornare nella vita di tutti i giorni con una serenità tutta speciale, con la sensazione di essersi "lavati l'anima".
E' qualcosa di talmente bello che non riesco nemmeno a descriverlo e, come l'anno scorso, porterò questo ricordo come un tesoro prezioso dentro di me.

Mi ha scritto persino Talpa, l'amica immaginaria dei piccoli, a cui loro destinano sempre bellissime letterine in un'apposita cassettina postale e ricevono puntualmente risposte sempre in luoghi impensati...

Mi hanno davvero adottato ( e non il contrario ;-))!!
Quest'anno ho letto/raccontato loro "Sventato omicidio", la storia di un viaggio nel tempo all'epoca dei Farnese. Questa storia di viaggiare tra presente passato e futuro li ha coinvolti molto!! Anche loro mi hanno espresso il desiderio di utilizzare una carrozza del tempo e di tornare addirittura ai tempi dell' antico Egizio :-) ( era un bimbo di prima...molto in gamba!) Uno di quinta addirittura ai tempi del Big Bang !! Che teneri... stimolanti, intelligenti, e soprattutto attenti... Il pubblico migliore del mondo!!!

Che bello pensare che ci sia ancora un mondo pulito, in questa scuola piccolina piccolina, dove vivono davvero (e guai sono pronta a sfidare a duello chi lo mette in dubbio!) talpe, bruchetti, gnomi pasticcioni, dove anche chi entra è talmente coinvolto, che gli sembra di ritornare bambino e di diventare egli stesso il personaggio di una fiaba...
Mi sembra di essere volata come Trilli e Peter Pan nell'isola che non c'è...

Sono ancora carica di energia pulita... luminosa e che fa bene al cuore e all'anima.

Grazie alle maestre, straordinarie, carine, gentili... anche loro... fiabesche.

E' un grande privilegio per me essere per questi bimbi l'amica scrittrice che arriva dal Paese degli Scrittori... Grazie per i fiori di carta, che per me sono più cari di quelli di qualunque ammiratore e che sono già nella mia sala in bella mostra, e per i vostri disegnini!! Se le vostre maestre mi leggono qui, vi faccio ancora tanti complimenti.

Per me è già stata la mattina più bella dell'anno!!!

Un bacino a tutti e... salutatemi Talpa e Bruchetto, mi raccomando!!!


lunedì 23 maggio 2011

IL FORUM DELLA CITTA^ DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE ( UMANITA' E TECNICA)


Mercoledì sono stata invitata ad un forum presso il Consiglio Comunale di Piacenza.
Ero tra i partecipanti ad una sorta di esperimento. Assieme ad altre quattordici persone dovevo rispondere a tre quesiti sull'argomento "La soglia educativa della tecnologia" nell'ambito dei Forum città dei bambini e delle bambine.
Ognuno doveva parlare solo per un massimo di cinque minuti.
Tutti gli interventi sono stati registrati e saranno utilizzati nel corso del Festival del Diritto 2011 che avrà come argomento "Umanità e tecnica"e si terrà come ogni anno a Piacenza nel mese di settembre.

Io ho affrontato il tema degli hikikkomori, i ragazzi giapponesi che si chiudono nella loro stanza utilizzando internet e che non escono se non per ottemperare alle necessità fisiche, un fenomento di dipendenza che si sta diffondendo anche in Italia.
Poi mi sono dichiaraya favorevole agli e-book e, in generale, alla diffusione della tecnologia anche a scuola.

Erano presenti persone molto interessanti. Alcuni li conoscevo già, come Carla Antonini, la direttrice dell'Istituto storico della Resistenza, la più sorridente e competente libraia di Piacenza, Sonia Galli e Federico Arcuri, frizzante art director, pubblicitario, mio "compagno di banco" della mia vita precedente da aspirante copywriter - poi sono finita a fare l'impiegata comunale :) -, che dimostra sempre 29 anni al massimo.
C'erano anche Giorgio Betti, che si definisce maestro elementare, ma che in realtà è un finissimo intellettuale, critico cinematografico con cui ho avuto modo di chiacchierare a lungo, Ugo Locatelli, Carlo Francou, Beatriz Paifer, Anna Paratici, Chiara Sacchi, Rinaldo Lusardi, Maurizio Bonatti...

Hanno tutti espresso pareri molto interessanti, sicuramente più dei miei,e per me è stato un arricchimento ascoltarli.

Quello che si perde e quello che si guadagna con la tecnologia, la sensorialità, i nativi informatici ( i ragazzi) "contro" gli immigrati informatici, quando non stranieri ( i genitori)...

Il gusto del rustico accanto a quello per il nuovo, passato e futuro...L'importanza della noia e dell'ozio creativo, da non riempire a tutti i costi con video giochi, mp3, internet... rischiando di diventare osservatori passivi del mondo.
E poi facebook, di cui sono anch'io vittima e con cui ogni tanto ho un rapporto conflittuale.

Grazie all'assessore Castagnetti, al pedagogista Davide Novara ( organizzatore e moderatore dell'evento) e a Michela Riboni per l'invito.



Facebook ( di GCP)

Voglio un testimone
Alla mia vita.
Non sopporto che non
Ne rimanga traccia.
Non voglio che l’onda
Porti via la sabbia
Che ho calpestato.
Mentre nella clessidra
Si sta già esaurendo
Quella che ho vissuto.

Ascoltatemi tutti, ascoltatemi!
Guardatemi
Leggetemi
Non dimenticatevi di me.

Che almeno io sia
L’eco di una voce
Portata dal vento.
Il bagliore illusorio
Di una stella lontana

Amatemi
Non confondetemi tra i tanti
Che popolano
La vostra indifferenza.

Voglio che sappiate chi sono
Quello che faccio
Come vivo
Chi odio, chi amo
Se sono triste o felice.

Testimoniate.
Giurate!
Dite a tutti
Che sono Vivo!