sabato 22 ottobre 2011

Racconti nell@ rete - LuccAutori 2011


Domenica scorsa.il 16 ottobre sono stata premiata a Lucca, nella sala Mario Tobino del Palazzo Ducale per Racconti nella rete".
Si tratta di un concorso ormai decennale e prestigioso il cui premio principale è l'inserimento in un'antologia edita dalla casa editrice Nottetempo.




dal sito www.raccontinellarete.it

Il festival letterario è organizzato dall’associazione culturale LuccAutori con il patrocinio del Ministero per i Beni Culturali, della Regione Toscana e APT Lucca e con il sostegno della Provincia e del Comune di Lucca. E’ in programma a Villa Bottini e a Palazzo Ducale dal 13 al 16 ottobre. Numerosi gli incontri con i big della letteratura aperti al pubblico e al mattino agli studenti delle scuole lucchesi, anche quest’anno in collaborazione con la Fondazione Mario Tobino ed inseriti nelle “Occasioni Tobiniane”.

La diciassettesima edizione di LuccAutori è dedicata al 150^ anniversario dell’Unità d’Italia. Per ricordare l’avvenimento sarà proposta presso la biblioteca civica Agorà la mostra “Scrittori & Artisti d’Italia”. L’inaugurazione avverrà sabato 1 ottobre alle ore 17 (seguirà buffet offerto da Invidia Cafè). La mostra rimarrà aperta fino al 12 ottobre.

Il manifesto 2011 della mostra e di LuccAutori vede riprodotte due diverse opere del disegnatore e umorista Lido Contemori. Tra gli ospiti di questa edizione di LuccAutori il prof. Stefano Zecchi – per un incontro organizzato con il “Rotary Club di Lucca” ed il premio Acqui Storia in programma giovedi 13 ottobre – Paolo Febbraro ed Ennio Cavalli – per gli incontri con gli studenti a Villa Bottini in collaborazione con la Fondazione Mario Tobino – Silvio Muccino, Carla Vangelista, Antonio Casanova, Edoardo De Angelis, Gianna Martorella, Niki Giustini, Graziano Salvadori, il direttore di Rai Nuovi Media Piero Gaffuri, Chiara Lico del Tg2, e tanti altri.

Il premio letterario Racconti nella Rete, organizzato da dieci anni con grande successo sul sito www.raccontinellarete.it, vede la pubblicazione dei vincitori in una antologia edita da Nottetempo, curata da Demetrio Brandi . I venticinque autori italiani saranno presentati e premiati durante la manifestazione LuccAutori.

Tra gli eventi di questa edizione è prevista l’assegnazione del Premio “Racconti per Corti”. Realizzeremo a Lucca il cortometraggio del vincitore in collaborazione con la Scuola di Cinema Immagina ed i siti Mymovies e Sceneggiatori. Corto che verrà presentato in anteprima presso la sala Tobino di Palazzo Ducale nell’ambito del programma di LuccAutori.

A lato nella home page il programma giorno per giorno.

Negli anni scorsi agli incontri letterari sono intervenuti , tra gli altri, Dacia Maraini, Lidia Ravera, Piero Badaloni, Sergio Zavoli, Alda Merini, Alain Elkann, Maurizio Maggiani, Pino Caruso, Ennio Cavalli, Barbara Alberti, Arrigo Petacco, Irene Pivetti, Vittorino Andreoli, Francesco Alberoni , Italo Moretti, Susanna Schimperna, Oliviero Beha, Bruno Lauzi, Antonio Caprarica, Amedeo Minghi, Enrico Vaime, Gianluca Grignani, Sveva Casati Modignani, Giordano Bruno Guerri, Ugo Gregoretti

ecco lo speciale di raitre andato in onda il 28 ottobre
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-9d614365-5c27-49f1-bdef-2a4b28403d43.html

Video Rai.TV - Rai Parlamento - 10' di... del giorno 28/10/2011

mercoledì 12 ottobre 2011

AGOSTINO DAMIANI, VOLATORE ( 1935 - 2011)

La notte scorsa ci ha lasciato Agostino, il decano dei Volatori Rapidi.
Era una roccia. Una grande penna, ironica, dissacrante, popolana e colta allo stesso tempo.
Il cantore di un'Emilia antica, non quella in doppiopetto, ma quella dei rioni popolari.
Un grande contastorie, come amava definirsi. Uno da schitarrate e non da violini
Uno che sapeva raccontare la guerra sia dalla parte dei vincitori che dei vinti. E sempre con umanità.
Il simbolo di un'Italia pultia, onesta, semplice e sincera che forse non c'è più
Per noi Volatori era soprattutto un amico e pensare di continuare senza di lui è triste e quasi inverosimile.
Agostino, stai volando più in alto di noi.
Ci mancherai tanto.


""Sono un “contastorie”, racconto vicende di altri: “fatti”, per lo più.
Sentimenti grandi e profondi (odio o amore sempiterni, ad esempio) non fanno per me, sono un superficiale; c'è poco da scavare in me, meglio non farlo, c'è il rischio ...di non trovarci niente.
Attorno ai personaggi dei miei racconti non aleggiano musiche
immortali, al massimo ci potrebbero stare le note di una canzonaccia o lo strimpellìo di una chitarra.
È il mio lettore che insiste ad attribuire reconditi e nascosti significati
alle mie chiacchierate... sono solo un “figlio di buona donna” che lo
imbroglia portandolo per mano dove voglio io, ma che poi si fa perdonare lasciandolo libero di scorrazzare come vuole lui."

(Agostino Damiani)





MONTEFIORE



Grande successo e teatro affollatissimo per la premiazione del grande premio internazionale Montefiore.
A condurre sul palco il grande Roberto Sarra, con disinvoltura, scioltezza e simpatia.
Roberto ha creato un altro premio di grande valore, con un gran numero di iscritti, quasi 800, rendendo quesrto premio appena nato già uno dei maggiori d'Italia.
E' sorprendente come dal nulla riesca creare kermesse di grande successo e di promozione alla cultura.
Come gli ho detto personalmente, lui è una sorta di Steve Jobs nel campo della promozione della letteratura. un visionario. Un innovatore.

Bei momenti canori e musicali, come sempre e grande spazio agli autori.



Di seguito il bell'articolo di Daniela Quieti ( consulente linguistica del Montefiore) sulla premiazione.


È stato un magico e davvero partecipato pomeriggio quello della cerimonia conclusiva di consegna dei riconoscimenti della I^ edizione del Premio Internazionale Montefiore, che si è svolta domenica 9 u.s. nella splendida scenografia dell’ottocentesco Teatro Malatesta di Montefiore, a Conca, in provincia di Rimini.

Come sempre per gli eventi promossi dall’Associazione Pegasus di Cattolica, presieduta dallo scrittore e saggista Roberto Sarra, tanti illustri rappresentanti del mondo letterario, accolti dal bel discorso del Sindaco dell’incantevole borgo, hanno animato la manifestazione fra suggestive emozioni, sentimenti di solidarietà e pregevoli interventi musicali e canori. Un successo per quanti hanno sostenuto l’iniziativa e lavorato con impegno per la riuscita di essa.
I componenti della Giuria, presieduta dal giornalista Rai Giancarlo Trapanese e formata da note personalità letterarie quali Roberto Sarra, Presidente del Premio, Giusy Cafari Panico, Claudia Contardi, Giancarlo Giuliani, Marina Pratici, Rodolfo Vettorello, e dalle consulenti per le opere in lingua straniera Francesca Pazzaglini e Daniela Quieti, si sono avvicendati sul palco nella consegna dei vari riconoscimenti in momenti artistici intensi che hanno coinvolto calorosamente il pubblico presente. Fra gli altri, sono stati conferiti Premi alla Cultura all'attore dalla bellissima voce Antonio Maria Magro e al poeta morcianese Giuliano Cardellini; il Premio Speciale A.G.E. alla Carriera è stato attribuito ad Annelena Michelazzi Roffi, il Premio Speciale “Dino Pratici” a Bruno Marengo e il Premio Speciale I.P.L.A.C. a Ignazio Gaudiosi. Significativi riconoscimenti per gli abruzzesi Licio Di Biase, Giovanni Damiani, Valentina Palleri, Roberta Di Iorio e Umberto Vicaretti.
Per l’elenco completo dei vincitori: www.premiomontefiore.it/





ecco il video tratto dal telegiornale di Italia7gold

venerdì 7 ottobre 2011

Buon Compleanno Enzo!

Anche quest'anno eccomi qui a ricordare Enzo Baldoni, che avrebbe compiuto proprio oggi 63 anni.
Che dire: era un uomo straordinario. Io gli dedicai una poesia anni fa. Scrissi a sua moglie Giusy, che mi rispose inviandomi un suo scritto bellissimo.
E per una strana combinazione proprio oggi ho ricevuto una comunicazione in merito ad essa.
Enzo, eri una persona straordinaria.

Ti dedico - e so che mi senti - questa canzone che scrisse per te uno dei miei cantautori preferiti, Samuele Bersani:

Occhiali rotti

Ho lasciato la mancia al boia per essere sicuro
che mi staccasse la testa in una volta sola e ti assicuro
non lo pagai sperando di fermarlo
come mai si ritirò è un mistero e il motivo non so spiegarlo
ma so andarmene lontano
se nessuno mi trattiene
e tornarmene a Milano nonostante le catene
Ho lasciato la mancia al boia, sai quanto mi servisse
un orologio Bulova
se il tempo lo scandiva la mia tosse
tanto che poi in cambio ottenni acqua
e un sorriso che pensai
fosse un rischio persino per lui
per capirmi è necessaria la curiosità di Ulisse
di viaggiare in solitaria
vedendo il mondo per esistere…
E chissà che poi non capita che ad uccidermi
sia per caso la pallottola amica di un marine
ma se chi dovrebbe darti aiuto respinge il tuo saluto cosa fai?
bestemmi o preghi il dio del vetro andando marciandietro via dai guai
e vai all’inferno
che la differenza in fondo non ci sta
Ho lasciato la mancia al boia per essere sicuro
che mi staccasse la testa in una volta sola e ti assicuro
non lo pagai sperando di fermarlo
come mai si ritirò è un mistero e il motivo non so spiegarlo
ma nel giro di un minuto dietro a un paio di lenzuola
è sbucato il sostituto
con in mano una pistola
Finalmente un po’ di musica
ma che nostalgia di quando avevo preso la chitarra elettrica e l’ho data via
chissà se gli errori del passato sono ancora adesso in garanzia
e se mi verrà mai perdonato il fatto che io spesso andassi via
un bacio a tutti, quanti sogni belli e quanti brutti
i miei occhiali si son rotti
ma qualcuno un giorno li riparerà…
Finalmente un po’ di musica
ma che nostalgia di quando avevo preso la chitarra elettrica e l’ho data via
chissà se gli errori del passato sono ancora adesso in garanzia
e se mi verrà mai perdonato il fatto che non fossi a casa mia
un bacio a tutti, fate sogni belli e pochi brutti
i miei occhiali si son rotti
ma qualcuno un giorno se li metterà
e a occhi semichiusi
attraverserà posti distrutti
e silenziosi



mercoledì 5 ottobre 2011

Lettere di uno Zio a sua nipote

Tanti anni fa c'era una bambina inquieta e un po' solitaria (da grande sarebbe rimasta un po' inquieta, un po' solitaria e un po' bambina ma è un'altra storia) che sentiva sempre parlare di un misterioso prozio, che abitava lontano e scriveva poesie.
Non l'aveva mai visto perché era anziano e non poteva fare lunghi viaggi.
O forse era un po' pigro.
Andarlo a trovare sarebbe stato troppo costoso per la sua famiglia, a quell'epoca.
L'unica testimonianza della sua esistenza erano delle strane fotocopie di giornali che mandava a tutti i parenti sparsi per l'Italia che contenevano le sue poesie.
Un altra prova erano i soldini che le mandava per Natale. CInquantamila lire con un vaglia. "Alla cara niporina. Zio Alberto"
Che poi poteva essere anche come la storia di Babbo Natale.
Così a tredici anni un giorno la nipote scrisse allo zio " Caro zio Alberto..." e lui le rispose.
La bambina scriveva anche lei delle poesie, molto infantili, inesperte e si vergognava a fargliele leggere. Ma un giorno non se ne vergogno più e lo zio Alberto gliele mandò corrette!! "Troppi aggettivi, c'è una ripetizione, non andare a capo basta che sia..."
E poi "Togli, togli... più togli meglio è, la poesia è concentrazione, non è un racconto"
Così la bambina cominciò a togliere. Nel frattempo aveva preso confidenza con il misterioso zio Alberto e gli raccontava un sacco di cose.
Forse per rimediare alla poca confidenza che aveva con suo nonno, suo fratello. Reale ma tanto tanto distante.
Passarono gli anni e una volta al mese nella cassetta della posta c'era la lettera dello Zio Alberto. "Ma che cose tristi che scrivi... alla tua eta!"
Lo zio, bisogna dirlo, aveva uno stile un po' ridondante e man mano che la bambina cresceva lo trovava un po' datato, un po' obsoleto. Alla Carducci.
Ma questo faceva pare del suo personaggio.
E poi le sue tragedie la facevano un po' sorridere. In realtà aveva un altro lavoro e scriveva per passione.
"Sagra di sangue" aveva sempre colpito la sua immaginazione. Che buffo suo zio!
Così passionale e pieno di vita a ottant'anni.
Le sue lettere scritte con la sua inconfondibile, brutta calligrafia ( quella geroglifica, quasi incomprensibile, comune a tutti i Cafari Panico, quella che ho anch'io) finché non cominciarono a tremargli le mani e cominciò a usare la macchiana da scrivere Olivetti 22 , quella con cui scriveva le sue poesie.
Aveva un circolo di amici un po' pomposi anche loro. Il suo migliore amico era "Il prof. Vizzaccaro" che gli dedicava prefazioni magniloquenti. "Il Cafari dimostra la sua grande maestria pittorica nel dipingere emozioni indimenticabili ;))" che lui ricambiava con identitica ammirazione.

Finalmente un giorno, dopo quindici anni di corrispondenza andai... oops, l'ex bambina andò a trovarlo nella sua casa del Sud, una casa tipica del Meridione, con quel decoro e quell'accoglienza difficile da descrivere.
Era solo di passaggio e poté incontrarlo per un'ora solamente.
Lo zio Alberto era già malato e aveva già novant'anni. Eppure, come raccontò in seguito la figlia, per accogliere la sua amata nipotina ( di cui conservava tutte le foto, che teneva sul suo scrittoio) si era andato a mettere il vestito "buono", quello gessato. E in giacca l'aveva accolta in casa.
Non si erano mai visti, e lei aveva trent'anni.
Lui la abbracciò appena, un po' schivo. Ma negli occhi aveva un luccicchiò che tratteneva una lacrima. Le fece mangiare due porzioni di pastiera. E parlarono come se avessero proseguito la loro ultima lettera.
Le parlò di storia, di Paestum e dei soldati greci poco virili che spinsero le loro donne ad aprire le porte della città ai Sanniti.
"Quanto assomigli a zia Virginia" le disse. E chiedeva alla moglie e alla figlia, che lo guardavano con benevola sopportazione.
Non è facile vivere con una persona malata di scrittura. Io posso capirlo, perché forse non è facile nemmeno stare con me.

Un'ora insieme. Poi non si videro mai più

Intanto la nipote aveva cominciata a scrivere con un po' più di convinzione e lui mi incoraggiava "Per aspera ad astra" e poi "Esercizio, ci vuole esercizio".
Le lettere con sempre più cancellature bianche, corrette da una grafia sempre più tremule.
"Sto scrivendo il mio nuovo libro, devo rileggerlo per farlo pubblicare. E poi la storia della nostra famiglia, ma non te l'hanno data?" anche a novantadue anni aveva un sacco di progetti.

A diciotto anni mi aveva fatto partecipare al primo premio letterario della mia vita, a Cassino, la sua terra d'origine e avevo vinto il terzo premio. Era molto orgoglioso e aveva avvertito tutti i parenti. Quello che lo guardavano con un po' compatimento, come l'eccentrico della famiglia.

Poi il silenzio. La casella vuota.
La telefonata di sua figlia. Fine.

Mi rimasero tante lettere, tante fotocopie, tante sue cose. Che conservo gelosamente.
Piansi tanto. Gli volevo tanto bene. Più che agli altri parenti di mio padre.

Un uomo che avevo visto solo una volta, per un'ora.

Riporto una delle sue poesie più belle, dedicata alla mia bisnonna, morta sotto le bombe degli Alleati a Ferentino, vicino a Montecassino, durante la famosa battaglia della seconda guerra mondiale.

Mamma

Su negre fosse e intorno ad ogni croce
i crisantemi tornarono a fiorire
mentr'io malato, stanco di soffrire
volevo bruciar la terra e il ciel feroce.

Da quando tace, o mamma, la tua voce
che lacrime e dolor sapea lenire,
non ho più fede e amor mi fa impazzire
il tuo calvario, la tua morte atroce.

A nulla, a nulla vale, ahimé! cercare!
Dove, fra tante ignore e mute tombe,
riposan, mamma, l'ossa tue sì care?

Perché non parli, mamma? Dove giace
il corpo lacerato dalle bombe?
Abbi pieta d'un figlio senza pace.

( Alberto Cafari Panico)


Dopo tanti anni, miracolosamente, l'ex ragazzina ha ritrovato un altro zio.
Uno zio non di sangue ma "di anima".
Sempre lontano, sempre virtuale. Magicamente residente nella stessa zona di suo zio.
Che nutre la sua anima di letture, di articoli di giornale, di poesie, e di lettere, lettere, lettere...
Attento e affettuoso consigliere e un grande amico. Oltre che un grande scrittore e una bella mente, vivace e sensibilissima.

Mi viene quasi da pensare che lo zio Alberto si sia riincarnato o che mi abbia trovato un suo degnissimo sostituto in questa strana avventura che è la vita.

A te, caro mio ricreato zio Alberto, dedico questo post.
So che mi leggi, che mi leggi solo qui. Come le persone che preferisco, forse quelle che mi vogliono più bene.
E ti ringrazio di aver colmato questo mio vuoto.
Seppur da lontano.
Ma le persone che amo di più sono sempre lontane, si sa.
Sia nel tempo che nello spazio. Mai nella mia anima.

sabato 17 settembre 2011

Una promessa fatta agli amici di Ortona

Ortona a Mare è una splendida città in provincia di Chieti ma vicina a Pescara.
Ha una storia incredibile. Tra l'altro è stata un possedimento dei Farnese, sì, proprio loro, quelli del Ducato di Parma e Piacenza.
Margherita d'Austria, sposa di Ottavio Farnese e affascinante protagonista della storia seicentesca, scelse di passare gli ultimi anni della sua vita proprio lì, nel clima mite della costa, a contatto con le splendide persone abruzzesi.
Fu sepolta invece a Piacenza, nella chiesa di San Sisto.

E poi Ortona è la citta da cui scappò Vittorio Emaniele III dopo l'8 settembre. Era mezzanotte nel porto di Ortona, e la nave Baionetta salpava da Ortona con la corte e i suoi dignitari, a conclusione delle vicende martoriate del Regno D'Italia e del Ventennio. Le mie zie lavoravano alla "Timo" , la Telecom di allora, e futono coinvolte nelle operazioni di comunicazione ( segretissime).

E ancora... Ortona è la città denominata la "Stalngrado d'Italia", dove si svolse una terribile battaglia nel dicembre del 43 tra esercito tedesco e canadese. Una lotta che si svolse casa per casa in un crescendo di terrore, sconquasso, distruzione. Gli abitanti ( comprese le mie prozie e la mia bisnonna) furono costretti a rifugiarsi nelle grotte e poi a sfollare in altre città. Ancora oggi pullman di reduci o figli di reduci canadesi visitano il suggestivo cimitero dove riposa chi ha combattuto la famosa "Battaglia di Ortona". Famosa però più all'estero che in Italia.

Ortona è la città dei Cascella, grandi ariisti, dell'autore di "Vola Vola" Tosti ( che mio nonno conobbe personalmente). E' pure la città di Rocco Siffredi (!).

E' domintata dal Castello Aragonese e dalla passeggiata Orientale e il suo porto è tra i più importanti dell'Adrriatico.

Ma soprattutto è la città dove riposano le spoglie di San Tommaso Apostolo. Non un apostolo qualunque: ma San Tommaso!! Purtroppo la cattedrale è stata distrutta durante le vicende belliche, ma conserva ancora la teca ed è metà di pellegrinaggi soprattutto dall'estero.

Infatti è questo il problema. L'Italia si è dimenticata di Ortona. Non le è stato riconosciuto nessuno status per la completa distruzione subita durante la guerra, né mai le è stato assegnato il minimo contributo economico.

Avendo avuto l'occasione di parlarne durante la mia partecipazione a "Chi vuol essere milionario?", ecco il mio piccolo contributo per fare un po' di pubblicità turistica ad una cittadina trascurata dallo stato. Questa estate me l'hanno chiesto e io lo faccio molto volentieri, sapendo di fare ben poco...
Tra l'altro imbranata come sono non sono stata nemmeno capace di caricare bene il video.

Tuttavia ecco la domanda che mi ha permesso di vincere 70000 euro. Non ho mai caricato nulla della mia partecipazione... ma aderisco alla richiesta fattami, in particolare dal Signor Marco, a cui rivolgo i miei più cari saluti, se mi legge.

lunedì 12 settembre 2011

"Bagni di Lucca: a nice place to see..." ( E.B.B.)

Sulle orme della mia "poetessa-feticcio" E.B.B.( Elizabeth Barrett Browning) sono arrivata nella sua seconda patria italiana, dopo Firenze: Bagni di Lucca, dove la mia eroina ha trascorso ben tre estati assieme a suo marito, il celebre autore inglese Robert Browning. La loro presenza è stata talmente importante nella cittadina termale da meritare una targa sulla passeggiata sul fiume Lira, accanto a "Casa Bastiani" dove la coppia soggiornava.
La targa ricorda il momento in cui E.B.B. consegnò, proprio a Bagni di Lucca, a Robert la brutta copia del suo libro di poesie più famose : "Sonetti dal portoghesi" a lui dedicati durante i mesi della loro corrispondenza e che lui pubblicò, rendendoli una delle raccolte di poesie d'amore più celebri della storia della letteratura.
Per me è stato straordinario ripercorrere le sue orme...in questo luogo magnifico...

L'occasione era, tra le altre cose, un interessante convegno "Arte, letteratura, stampa ed esilio: rapporti tra il Regno Unito e il Risorgimento". E.B.B. era infatti una fervente patriota e tifava appassionatamente per la causa dell'Unità d'Italia. Alcuni interventi erano dedicati a lei.

Il convegno si teneva nella chiesa anglicana, ora adibita a biblioteca e gestita dalla fondazione Montaigne.
Per me è stato quasi sconvolgente scoprire quanti poeti, scrittori, intellettuali provenienti da tutta Europa
hanno frequentato questo luogo, sede di terme antichissime e benefiche da cui traevano vantaggi i sovrani di tutta Europa. Oltre a Montaigne, il famoso pensatore, sono passati da qui e vi hanno soggiornato a lungo (e le targhe sui palazzi lo testimoniano) Lord Byron, Shelley, Alexandre Dumas, Heine,.. ci sono passati Dante e Boccaccio e praticamente tutti i grandi autori italiani da Pascoli a Montale, da Carducci a Vittorio Alfieri. Oltre a grandissimi musicisti come il lucchese Puccini ( la nipote era presente al convegno), Verdi, Paganini, direttori d'orchestra cone Toscanini e il grande Enrico Caruso.

A proposito, in un economicissimo albergo, mantenuto appositamente "a una stella" per non rimodernarlo snaturando la sua struttura e i mobili antichi mi è capitato di dormire nella sua camera!!!

Durante il convegno, che vedeva la partecipazione di venti relatori provenienti dalle università di tante parti di Italia e Inghilterra di età diverse ( tante le giovani e preparate ricercatrici, una proveniente anche dalle "mie" zone chietine e pescaresi) si respirava una bellissima atmosfera, allo stesso tempo alla mano e internazionale.

Ho avuto il piacere di incontrare di nuovo Simonetta Berbeglia ( tra gli organizzatori, relatori e "chair" di una sessione", Elena Capolino, la responsabile di Casa Guidi, la residenza fiorentina dei Browning con cui ho avuto il piacere di collaborare lo scorso giugno, persone deliziose a cui ormai mi lega una calda amicizia,

Nonostante il mio inglese maccheronico ho avuto il piacere di condividere simpatici momenti di aggregazione anche con i relatori inglesi, in particolare con il Prof. Joseph Phelan dell'Università di Leicester che impietosito dai miei sforze anglofoni, ha cambiato linguaggio ed è persinbo riuscito a parlare con me di calcio ( lui tiene per il Tothenam ;)). Ah e poi ho scoperto che la squadra di cricket findata dal simpaticissimo e molto informale - anche come look - Prof.Michael Walton è campione del Friuli ( lui insegna ora a Trieste). Poi ha confessato che forse è l'unica ;)
Che simpatici tutti questi docenti inglesi... non "se la tira" nessuno. Tanto da imparare da loro!

( Chiesa Anglicana e Biblioteca, sede del Convegno)



Ringrazio per avermi fatto sentire a casa il Prof. Cherubini, il presidente della Fondazione, che ha fatto veri e propri miracoli a Bagni di Lucca, costruendo quasi dal nulla la Biblioteca, catalogando una preziosa e antichissima collezione di un donatore inglese e creando una serie di eventi di livello veramente internazionale.

La cittadina è deliziosa, le persone talmente cordiali e ospitali da lasciarmi profondamente colpita. I paesaggi sono splendidi come in tutta la Garfagnana, regione che io amo profondamente e a cui mi sento molto legata, per diversi motivi.
Non ultimo il fatto che a pochi chilometri, sul versante emiliano dell'appennino quasi sul confine, si trovano i miei unici possedimenti: alcuni castagni ereditati dalla mia nonna montanara: Angelica e che prima o poi andrò a scovare.
Radici, sì... in tutti i sensi. Quelle degli alberi e dell'anima. Strumenti di Dio che ti tengono legata ad un luogo, fili che ti riportano sempre alla "tua" terra.




Si respira un'aria particolare in questi luoghi, qualcosa che mi regala una grande pace interiore... Un senso di "qui e ora" che provo raramente e purtroppo mai nella mia città.

Grazie anche al "viandante dell'anima "Gianluca, tra i partecipanti, che mi ha regalato il suo libro di pensieri e alla sua amica di Santa Margherita Ligure, donna "magica" e sensibile che senza che le dicessi nulla mi ha detto
"Tu stai cercando un luogo vero? Il tuo luogo... Prima o poi lo troverai."
Quanto è vero....

Durante un'escursione a Prato Fiorito Robert Browning ha scritto proprio a Bagni di Lucca la sua poesia più famosa, dedicata alla moglie che, nonostante la sua fragilità fisica era riuscita ad arrivare sulla vetta ( anch'io ho percorso parte del tragitto, non ho avuto il tempo di arrivare al traguardo ( sono più imbranata di EBB ;).. ma tornerò :)). Il titolo By the fire-side, in italiano è "Accanto al focolare".
Eccone un brano, tradotto liberamente da me:

Le foreste avevano agito
per un secondo abbiamo cercato
di prendere in mano il gioco:
ma ci avevano mescolato così,
per una volta e per sempre.
Il loro lavoro è stato fatto:
potremmo andare o restare,
ma loro insistono
nel loro antico volere.


Robert Browning

mercoledì 31 agosto 2011

Al via la quarta edizione del Premio letterario internazionale Città di Cattolica!!




Ritorna il grande Premio Internazionale Città di Cattolica - Pegasus Literary Awars, l'Oscar della Letteratura Italia, con tante novità, sempre più all'avanguardia, sempre più prestigioso, di cui ho l'onore di essere giurata assieme a Giuseppe Benelli ( presidente del Premio Bancarella),i grandi poeti e scrittori Hafez Haidar, Carmelo Consoli, Marina Pratici, Rodolfo Vettorello, Lella de Marchi, l'attore Andrea Porti e la giornalista Claudia Contardi e, ovviamente, il grande promoter, autore e presidente dell'associazione Pegasus, il "mitico patron" Roberto Sarra.

Ecco i premi:

CAT. “A” LIBRO EDITO IN LINGUA ITALIANA, INGLESE, FRANCESE, SPAGNOLA O TEDESCA INERENTE LA NARRATIVA, LA POESIA E LA SAGGISTICA.
1° CLASSIFICATO € 1.100. + TROFEO
2° CLASSIFICATO € 600 + TARGA
3° CLASSIFICATO € 300 + TARGA
CAT. “B” OPERE INEDITE DI POESIA IN LINGUA ITALIANA, INGLESE, FRANCESE, SPAGNOLA, TEDESCA O IN VERNACOLO ITALIANO
1° CLASSIFICATO € 700 + TARGA PRESTIGE
2° CLASSIFICATO € 300 + TARGA
3° CLASSIFICATO € 200 + TARGA
CAT. “C” OPERE DI NARRATIVA INEDITA IN LINGUA ITALIANA, INGLESE, FRANCESE, SPAGNOLA O TEDESCA
1° CLASSIFICATO € 700 + TARGA PRESTIGE
2° CLASSIFICATO € 300 + TARGA
4
3° CLASSIFICATO € 200 + TARGA
CAT. “D” ROMANZO INEDITO IN LINGUA ITALIANA, INGLESE, FRANCESE, SPAGNOLA O TEDESCA.
1° PREMIO (VINCITORE UNICO)
PUBBLICAZIONE E PUBBLICIZZAZIONE DEL ROMANZO CON OMAGGIO DI N. 10 COPIE PER L’AUTORE + TARGA.
CAT. “E” SILLOGE POETICA INEDITA IN LINGUA ITALIANA, INGLESE, FRANCESE, SPAGNOLA, TEDESCA O IN VERNACOLO ITALIANO
1° PREMIO (VINCITORE UNICO)
PUBBLICAZIONE E PUBBLICIZZAZIONE DELLA SILLOGE CON OMAGGIO DI N. 10 COPIE PER L’AUTORE + TARGA
CAT. “F” EBOOK OPERE LETTERARIE IN FORMATO ELETTRONICO IN LINGUA ITALIANA, INGLESE, FRANCESE O SPAGNOLA.
1° CLASSIFICATO SETTIMANA DI SOGGIORNO A CATTOLICA PER 2 PERSONE (SPENDIBILE PER LA STAGIONE ESTIVA 2012 NEI MESI DI GIUGNO E SETTEMBRE) + TROFEO
2° CLASSIFICATO WEEKEND PER 2 PERSONE (SPENDIBILE PER LA STAGIONE ESTIVA 2012 NEI MESI DI GIUGNO E SETTEMBRE) +TARGA
3° CLASSIFICATO TARGA
CAT. “G” SELEZIONE POETA DELL’ANNO
VINCITORE UNICO
5
WEEK END A CATTOLICA PER DUE PERSONE SPENDIBILE PER LA STAGIONE ESTIVA 2012 (MESI GIUGNO SETTEMBRE) + QUADRO CON TARGA IN ARGENTO
PER OPERE IN LINGUA DIVERSA DALL’ITALIANO,DALL’INGLESE DAL FRANCESE DALLO SPAGNOLO E DAL TEDESCO, OCCORRE INVIARE APPOSITA TRADUZIONE
VERRANNO INOLTRE ASSEGNATI I SEGUENTI PREMI:
PREMIO PEGASUS - PRESTIGIOSO TROFEO DEL CAVALLO ALATO
PREMIO ATHOS LAZZARI (TROFEO)
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA (TARGA)
PREMIO SPECIALE DELLA CRITICA (TARGA)
PREMIO SPECIALE PER OPERE EDITE DI GENERE FANTASY (TARGA)
PREMIO SPECIALE EMOTION (TARGA)
PREMIO PROFUMO D’AUTRICE (RISERVATO ALLE AUTRICI PARTICOLARMENTE MERITEVOLI) TARGA
TARGA CITTA’ DI CATTOLICA AD AUTORI PARTICOLARMENTE MERITEVOLI.

REGOLAMENTO
L’associazione Culturale “PEGASUS CATTOLICA” con l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica del Consiglio dei Ministri, della Regione Emilia Romagna della Provincia di Rimini e del Comune di Cattolica, organizza la 4^ Edizione del Premio letterario Internazionale Città di Cattolica – Pegasus Literary Awards articolato in sei sezioni.
A. Libro edito in Lingua Italiana, Inglese, francese, spagnola o tedesca inerenti la narrativa, la poesia e la saggistica.
B. Opere inedite di poesia in lingua italiana, Inglese,francese, spagnola, tedesca o in vernacolo italiano.
C. Narrativa inedita in lingua Italiana, inglese,francese, spagnola o tedesca.
D. Romanzo inedito in lingua italiana, inglese,francese, spagnola o tedesca .
E. Silloge poetica in lingua italiana inglese, francese spagnola, tedesca o in vernacolo italiano.
F. Cat. Ebook opera letteraria in formato elettronico in lingua italiana, inglese, francese, spagnola o tedesca.
G. Selezione poeta dell’anno.
Il tema è libero.
E’ possibile partecipare alle categorie A e D con max 2 elaborati (in tal caso la quota associativa è da considerarsi doppia), per le categorie B e C Max 3 elaborati, per la categoria E una raccolta di minimo 25 e Max 30 poesie. Per la categoria F max 2 Ebook (doppia quota). Ogni concorrente può liberamente partecipare a più categorie, versando le relative quote.
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ART. 1
L’iscrizione al concorso è aperta agli autori di qualsiasi nazionalità. L’adesione da parte dei minori deve essere controfirmata da chi ne esercita la patria potestà.
ART. 2
I concorrenti o le case editrici per partecipare al concorso dovranno versare un contributo (quota associativa) di € 25,00 per ogni categoria sul C/C BANCARIO n. 2946 –Coord. Bancarie IT-71Z/08578/67750/000030102946 intestato all’Associazione Culturale “PEGASUS CATTOLICA” o in alternativa un normale assegno bancario intestato all’Associazione entro e non oltre il 31.01.2012 (farà fede la data del timbro postale). Ed inviare le composizioni complete di fotocopia del versamento o corredate dell’assegno, al seguente indirizzo:
Associazione Culturale “PEGASUS CATTOLICA” via Irma Bandiera 29/B 47841 Cattolica (RN). associazione.pegasus@alice.it Tel. 347 1021100
ART. 3
Le composizioni relative alle categorie B e C dovranno pervenire in forma dattiloscritta ed in cinque copie di cui una sola firmata e corredata di tutti i dati dell’autore, compreso l’indirizzo E. MAIL, quelle relative alle categorie D ed E in quattro copie. Le opere partecipanti alla sezione poesia non potranno essere superiori a quaranta versi, mentre le composizioni di narrativa, non potranno superare (indicativamente) le quattro cartelle (A4) standard in corpo dodici, 1800 battute compresi gli spazi. Per la categoria D (romanzo inedito), non ci sono invece limiti di cartelle, le opere dovranno essere rilegate con spillatura metallica o termo rilegatura. Per quanto concerne la Categoria “E” sono previste un minimo di 25 cartelle ed un massimo di 30. Per quanto riguarda la Cat. G. selezione poeta dell’anno, basterà inviare tre copie del proprio curriculum personale.
ART. 4
Per la categoria A verranno inviate n. 4 copie del libro riguardanti opere edite nel periodo GENNAIO 2006 – GENNAIO 2012. Per la categoria F verrà inviata una copia via Email all’indirizzo di posta elettronica dell’Associazione unicamente nei formati PDF- EPUB – HTML o TXT Si ribadisce che per
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Ebook si intende un’opera edita in tale categoria e non di copia sostitutiva di opera in cartaceo. Gli elaborati pervenuti entro la data indicata saranno giudicati da una giuria qualificata. Ulteriori premi potranno essere istituiti in corso d’opera dall’Associazione, il giudizio della commissione preposta sarà insindacabile ed inappellabile.
ART. 5
Le opere edite pervenute in cartaceo, resteranno a disposizione dell’Associazione e faranno parte dell’operazione “un mondo di libri” nata per dare grande visibilità agli autori, quelle inedite verranno distrutte a tutela del copyright. Non è prevista comunque, la restituzione.
ART. 6
I premiati dovranno ritirare personalmente i premi o mandare persona fidata, durante la manifestazione ad eccezione dei premi in denaro per i quali è obbligatoria la presenza dell’autore. Si precisa che tali premi non potranno in alcun modo essere spediti. In caso di Ex Aequo il premio verrà diviso in parti uguali fra i partecipanti.
ART. 7
La premiazione avverrà nel mese di Aprile 2012 presso il prestigioso Teatro della Regina, sito in Piazza della Repubblica a Cattolica.
ART. 8
Le giuria sarà composta da critici, autori, e da personaggi autorevoli provenienti da vari settori culturali. I premi consisteranno in assegni in denaro , trofei, targhe e pubblicazioni. Le case editrici alle quali si segnaleranno i partecipanti più meritevoli, si riserveranno la facoltà di prospettare loro l’opportunità di una eventuale pubblicazione delle loro opere.
ART. 9
La serata di Premiazione alla quale parteciperanno grandi personaggi del mondo letterario, dello spettacolo e della cultura, sarà allietata da intermezzi musicali, coreografie a tema e dalla pubblica lettura da parte degli autori delle opere selezionate come vincitrici.
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ART. 10
I vincitori di ogni ordine di premi, saranno avvertiti tramite telefonata, mail, o lettera almeno 15 giorni prima della data della cerimonia di premiazione. Tutti i partecipanti potranno comunque consultare gli elenchi dei vincitori direttamente sui siti dell’Associazione che verranno inseriti entro le 48 ore successive alla chiusura dei lavori della commissione valutatrice e comunque non oltre il 30 marzo 2012
ART. 11
Non sono previsti rimborsi per spese d’albergo, i partecipanti potranno pernottare qualora lo desiderino presso un hotel convenzionato con l’Associazione.
ART. 12
Per la più completa serietà e trasparenza si specifica che i vincitori dei primi tre premi di ogni categoria in concorso non potranno iscriversi al premio per l’anno successivo all’edizione alla quale hanno partecipato.
ART. 13
Per i primi 3 classificati della categoria “A” è prevista l’inserzione gratuita dell’opera su “Voglia di libro” il grande portale letterario italiano.
ART. 14
I concorrenti al momento dell’iscrizione accettano in toto le condizioni del presente bando.
ART. 15
Ai concorrenti dimoranti nella zona che risultassero vincitori di soggiorno a Cattolica, l’Associazione provvederà alla sostituzione con altra località italiana.
ART. 16
I concorrenti per il solo fatto di partecipare al concorso ottengono il diritto di uno sconto del 10% su un loro eventuale soggiorno a Cattolica nella stagione estiva 2012 in uno degli hotel a loro scelta riportati nel presente bando, per ottenerlo basterà inviare una mail all’Associazione che provvederà ad avvertire l’hotel.

HOTELS DOVE OTTENERE LO SCONTO VACANZA PREVISTO PER I PARTECIPANTI AL PREMIO:
HOTEL MUREX via Andrea Costa 80 – Cattolica (RN) Tel. 0541/962296 WWW.HOTELMUREX.IT
HOTEL KURSAAL P.le 1° Maggio 2 - Cattolica (RN) Tel. 0541/962305 WWW.VIMEKURSAAL.COM

Recensione di Moto a luogo di Daniela Quieti

Dal periodico on line "Thema - L'informazione"

Una raccolta di liriche davvero belle da rileggere è certamente 'moto a luogo', di Giusy Cafari Panico, cinquanta poesie, LIR Edizioni 2010, presentata durante la XVI Rassegna dell’Editoria Abruzzese che si è svolta a Pescara. 'La vita è un segmento, parte di una retta di cui non è dato di sapere né l’inizio né la fine. Le anime inquiete sbirciano oltre il confine, cercando la chiave per accedere all’inconoscibile. (…) In un eterno moto dove pensieri, sogni, desideri sono il loro passaporto per l’altrove'.


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Il prologo dell’opera, suddivisa in tre emblematici complementi – stato in luogo, moto a luogo, altrove – è già una dichiarazione d’intenti: un viaggio di conoscenza in cerca della direzione che dia senso alle attese, che colmi le distanze, decifrando la realtà frantumata in mille specchi nascosti in sogni o dietro maschere: 'young' e 'old', limbo e allucinazioni, vite parallele che scivolano in strettoie di clessidre come 'deliri di umani/ che non vogliono morire.'. Sono presenti alcune poesie insolite, quali l’'Ordine naturale', in cui l’Autrice vorrebbe sovvertire il corso dei fiumi: 'Non so perché/ ma non amo/ l’ordine naturale/ delle cose/ (…) Che vada controcorrente./ Che le foglie non cadano dai rami/ ma si alzino/ leggere in cielo./ (…) Solo inclinando la testa/ cambia il mio punto di vista./ Ma questo è troppo poco./ Non basta.' O ancora 'Facebook', un componimento moderno intitolato addirittura a un social network, dove il virtuale può assurgere a illusorio testimone di vita: 'Non voglio che l’onda/ porti via la sabbia/ che ho calpestato/ mentre nella clessidra/ si sta esaurendo/ quella che ho già vissuto./ Ascoltatemi tutti, ascoltatemi! (…) / Che almeno io sia/ l’eco di una voce/ (…) Amatemi./ Non confondetemi fra i tanti/ che popolano/ la vostra indifferenza.’ Ma l’argomento che si conferma è Itaca, l’anelito a ritrovare la ‘casa perduta'. Qual è la sua Itaca? È 'Isola lontana/ che nemmeno intravedo,/ circondata da un mare/ ancora nemico.'. Desiderio a nuovo approdo e inizio di un ritorno, luogo utopico che fluisca dal passato in un futuro in cui una mappa del tesoro riveli al navigatore la risposta per ritrovare, forse, la patria dell’anima dove essere se stessi pur nella crescente difformità, nel 'thriller' e nella crisi dei valori di questa epoca. 'Mulier' è un’altra poesia significativa della silloge, un ritratto di donna, espressione di femminilità, di amore in una scrittura senza confini: 'Chi sei anima mia?/ Se l’uomo è la guerra/ io sono la pace./ Se l’uomo è la sete/ io sono la pioggia./ Se l’uomo è la fame/ io sono il pane.'. Il libro si avvia alla conclusione attraverso dodici 'Visioni', forse come i mesi dell’anno, nel desiderio di giungere a un altro luogo. Il tutto si dipana nel sollievo della 'Poesia' che si fa 'libertà del vento', 'timone', 'filo che non fa perdere l’aquilone'. Sarà perché la realtà sta sempre troppo stretta ai poeti, Giusy Cafari Panico sa modulare esperienze toccanti di pensieri e analisi di emozioni con la capacità di avvolgere in un’empatia esistenziale. Il suo lirismo tocca sempre temi vitali e le scelte che ne sono alla base. Un fascino irresistibile emana dalle pagine ed è un intenso piacere condividere i suoi versi che costruiscono immagini e riflessioni in un crescendo culminante in quell’'altrove' dove la felicità è sempre/ in un altro luogo/ in un altro tempo/ con altre persone/ (…) e 'l’anima emigrante/ non sa più dove stare'.



lunedì 22 agosto 2011

LA MAGICA SERATA DEL MYSTFEST


Il Mystfest - Gran Giallo di Cattolica si è concluso nella serata del 20 agosto presso la Piazzetta del Tramonto della bella città romagnola, che ormai è una delle mie seconde patrie e che amo moltissimo.

Alle 19 e 30 noi finalisti ( dieci) eravamo tutti - emozionatissimi - sotto il sole caldissimo di questo strano agosto seduti in una originale tavola a ferro di cavallo assieme ai giurati ( Andrea G. Pinketts, Valerio Massimo Manfredi,Marco Guaraldi, Marinella Manicardi) i curatori di Bookliners, l'assessore alla cultura di Cattolica, e l'infaticabile organizzatrice ( e giurata anch'essa) Simonetta Salvetti.
Davanti a noi un microfono e un succulento buffet ( avevo davanti un cabaret di piadine agli spinaci che però ho mangiato solo alla fine ;-))



Abbiamo letto a turno gli incipit dei nostri racconti, i redattori di Bookliners hanno letto i commenti sul sito ai nostri testi ( a proposito, grazie di cuore a tutti coloro che lo hanno lasciato per me) e i giurati sono intervenuti a commentarli.

Io ho avuto il privilegio di aver avuto il commento di Valerio Massimo Manfredi. Lo ringrazio moltissimo perché ha raccontato la vicenda psicologica del mio protagonista come un "sopravissuto" della sua antica famiglia, dimostrando di aver letto il mio scritto con grande attenzione e di averlo capito profondamente (quasi meglio di me ;-)).

Assieme a me i miei nuovi amici Lorella Barlaam, Maurizio Gilardi, Elisa Bellumori, Teseo Parolini, Riccardo Gazzaniga, Alberto Rudellat, Luca Occhi, Silvia Castellani e, ovviamente, il mio compare ;-) volatore rapido Francesco Danelli.

( le mie nuove amiche in giallo Elisa e Silvia)



Dopo aver fatto piazza pulita del buffet, è iniziata la premiazione ufficiale, mentre il tramonto del sole dava un'incredibile atmosfera al luogo ( dove avevo già avuto occasione di presenziare a Donne in Salotto organizzato da Roberto Sarra della Pegasus).

Dopo un interessante dibattito sulla storia del premio con tutti i membri della giuria, che ha visto tra gli storici vincitori ( per ben tre volte) Andrea G. Pinketts che la prima volta pare si fosse presentato, giovanissimo, sul palco con un accapatoio giallo :-) ecco il momento cruciale, la proclamazione del vincitore!!



Ed ecco il nome : Alberto Rudellat con Franz il Ciccione. Chi mi conosce bene sa che l'avevo dato subito tra i favoriti perché è molto originale, straniante, con un dialogo interno, pirandelliano tra il protagonista e l'autore, che quasi litigano tra loro in ogni pagina. Alberto poi è un ragazzo delizioso e molto modesto, che quasi si scherniva e la prima frase che ha detto, apprezzata da Pinketts ;), è stata "devo bere subito qualcosa!"

Sarà pubblicato dai gialli mondadori, che da trentotto anni sponsorizzano la manifestazione.
Gli altri nove a pari merito, per decisione della giuria, sono/siamo stati chiamati sul palco e premiati dai giurati.

Inutile dire che è stato un evento molto bello ed emozionante. Belle le nuove amicizie nate in questo contesto, personale soddisfazione per il mio gruppo di scrittori Volatori Rapidi perché eravamo in due
e il prossimo anno si sta organizzando una task force di piacentini per riprovarci.

Bellisimo finale di serata nell'hotel in cui eravamo ospitati, finalisti e giurati.
Fino alle 2 e mezza a chiacchierare di tutto e di più con persone come Andrea Pinketts, Marinella Manicardi, attrice colta e simpaticissima non capita spesso.
In particolare Pinketts, nonostante la sua fama di "scrittore maledetto" è stato veramente fantastico con tutti noi: disponibile, alla mano, rispettoso e gentile pur nella sua irriverente eloquenza e genialità.



Anni fa avevo "preso" "Il senso della frase" in biblioteca e, cosa che mi capita raramente, avevo fotocopiato l'incipit per tenerlo ( fatto che mi capita raramente).
Lo riporto anche se non c'entra niente con questo post

"Non so sciare, non so giocare a tennis, nuoto così così, ma ho il "senso della frase". Il senso della frase è Privilegio poiché, se lo possiedi, permette a una tua bugia di essere, se non creduta, almeno apprezzata. Nel caso poi, una volta tanto, tu ti decida a dire la verità, quella vera, quella che puzza perché non si lava con gli eufemismi, quella brutta perché non si ritocca né si abbellisce con la chirurgia estetica del ricordo, nel caso tu dica la verità, la verità pelosa, la verità arrapata, se possiedi il senso della frase la verità avrà l'aspetto un po' puttanesco eppure di classe di una bella menzogna.
Il senso della frase è il sesso della frase, il suono della frase, il significato della frase. Il senso della frase battezza la frase, la estremizza e anche se la degrada col turpiloquio, la promuove comunque rendendola, alla fin fine, definitiva. Il senso della frase è il punto di arrivo del concetto espresso quando la frase è ancora nell'utero. È il punto di non ritorno. Un "punto e basta". Un punto esclamativo ma, soprattutto, 666 punti esclamativi.
Diabolico senso della frase, io ti possiedo e ti amo. Fiato alle trombe di Eustachio, rimbombino le tube di Fallopio. Così è e così è stato.
Non so se si nasca con il senso della frase. Di sicuro ci si muore.
"

Dal vivo non gliel'ho detto, ma lo considero davvero una delle penne migliori d'Italia. Non solo gialle.

E poi due grandi gioie!! Ero seduta in attesa dell'annuncio e vedo sbucare una testolina nel buio... Era la mia amica Emy, di Rimini, a cui, tra l'altro, mi ero dimenticata di dire della finale del Gran Giallo e che non vedevo da due anni. Che gioia immensa, che bello ritrovare gli amici più cari ed accorgersi di quanto ti mancavano!! E grazie anche a Roberto, grande amico, grande compagno di avventure letterarie.

E per finire, grazie a te...che mi hai detto di partecipare, che mi hai trasmesso il bando, e che in un modo o nell'altro ( i miei due libri di poesie, Ravello, i racconti nella rete, Elizabeth) sei sempre coinvolto nella mia vita letteraria e non letteraria. Vedi? Sei anche qui ;).

mercoledì 3 agosto 2011

FINALISTA AL MYSTFEST


Ho saputo da pochissimo di essere tra i dieci finalisti del Mystfest-Gran Giallo di Cattolica 2011.
E' un grande onore per me, sono davvero contenta. Il 20 agosto ci sarà la serata di premiazione a Cattolica nella Piazzetta del Tramonto alle ore 21.
Un'occasione per conoscere gli altri nove finalisti ( ad eccezione di uno: Francesco Danelli, amico e volatore rapido, anche lui tra i dieci!) e per essere presente in una serata di letteratura e spettacolo. Alla fine verrà proclamato il vincitore.
Quest'anno i racconti si possono leggere in anteprima sul sito www.bookliners.com come spiegherò meglio.

Per chi non conoscesse il Mystfest:


"Nata nel 1973 dalla felice intuizione di Enzo Tortora che notò come sulla spiaggia di Cattolica fosse diffusa l'occupazione a leggere i gialli, la manifestazione (che agli albori si chiamava "Gran Giallo Città di Cattolica") è cresciuta e si è consolidata negli anni.

È nel 1981 che nasce il felice acrostico MystFest, Festival Internazionale del Giallo e del Mistero con film inediti da tutto il mondo e il concorso letterario con la pubblicazione dei vincitori da parte della Mondadori. Entrano a far parte della giuria del Premio molti degli scrittori premiati affiancati da critici, professori universitari, attori ed editori.

Attualmente la Giuria del concorso letterario è composta dagli scrittori Carlo Lucarelli, Valerio Massimo Manfredi, Andrea G. Pinketts, Marinella Manicardi, Mario Guaraldi, dagli esperti giallisti della Mondadori Igor Longo e Luciana Leoni.

Mentre negli anni si è perso l'appuntamento cinematografico con film inediti, dal 2008, l'amministrazione Comunale ha deciso di gettare uno sguardo sul cortometraggio di finzione restando fedeli al Giallo e al Mistero."


Dal sito del Mystfest:

"I FinalistiDa ques'anno, grazie alla collaborazione con il sito Bookliners, tutti potranno leggere e commentare i racconti finalisti.
Avremo così un primo esperimento di Giuria Popolare che, attraverso i commenti che potrà scrivere a margine di ciascun racconto, fornirà l'indice di gradimento del pubblico che verrà confrontato anche con la scelta della Giuria del Premio.

Partecipare è facile: tutti potranno leggere le prime due pagine del racconto; per poterlo leggere al completo e interagire, commentandolo, basta registrarsi sul sito www.bookliners.com.
Ci si può registrare anche durante la lettura dell'anteprima del racconto, cliccando sullo strumento "note" e sottolineando la frase che si vuole commentare; a questo punto si aprirà una finestra per l'iscrizione veloce, basta scrivere 3 dati: un nickname (quello che sarà il proprio nome su Bookliners) un'indirizzo mail valido e una password; appena inseriti i dati verrà spedita una mail di conferma all'indirizzo inserito, cliccando sul link presente nella mail si verrà automaticamente iscritti e riportati al racconto in lettura.
Da questo momento, i dati inseriti diventeranno i propri dati di accesso a Bookliners.
Se ti sei appena iscritto e sei già registrato su bookliners, puoi anche accedere al sito, cercare tutti i libri dell' "editore" MystFest e fare un vero e proprio lavoro comparativo tra tutti i racconti!

Buon divertimento, ricordate però che chi di penna ferisce..."

martedì 2 agosto 2011

I MIEI LIBRI DELL'ESTATE

Ogni estate ognuno di noi, credo, fa scorta di libri da portare sulle spiagge, in montagna, in campagna...
Un po' di tempo da dedicare a noi stessi, a toglierci dal caos di ogni giorno.
Questa estate come al solito sto leggendo tre o quattro libri alla volta.
Tipico della mia mente dispersiva e disorganizzata, ma per me più consueto che leggere un libro alla volta.
Non li ho ancora finiti ma mi stanno piacendo molto.

Uno è "La testa perduta di Damasceno Monteiro" che ho comprato al volo alla stazione di Firenze un mese fa, senza sapere nemmeno di che si trattasse.
L'autore è Antonio Tabucchi. E' ambientata a Oporto, in Portogallo ed è un singolare noir, con un attore non protagonista strepitoso: un avvocato politicamente scorretto che crede nella Grande Legge della Giustizia. Un libro curiosissimo, che ha un sapore esotico.

Il secondo ( che però ho finito ieri) è "Il giorno in più" di Fabio Volo.
Mai e poi mai avrei mai pensato di diventare un'ammiratrice di Fabio Volo. Io ho una gran puzza sotto il naso quando si tratta di leggere un libro. Perlomeno ultimamente.
Invece lui pagina dopo pagina mi ha conquistato. Non è tanto la trama, che è rosa, a lieto fine, spensierata. Sono le frasi, i piccoli particolari, quello che poi ti rimane dentro. Fresco e profondo insieme.
E' come leggere Harry ti presento Sally. Ci sono spunti strepitosi. Come quello della scoreggia. O quello delle strategie da candido erotomane. Poi c'è una colonna sonora incredibile, quella di tutte i grandi pezzi che cita, che me li sono andati tutti a cercare su you tube.
E la sua New York. Si capisce che c'è stato e che l'ha amata. Mi è venuta voglia di partire, subito.


"Mi apro una bottiglia di vino anche se sono sola. Non devo discutere, sono indipendente. Difenderei questa condizione con tutte le mie forze, sempre. Eppure a volte anch'io avrei bisogno di un abbraccio. Di arrendermi e perdermi tra le braccia di un uomo. Un abbraccio che mi faccia sentire protetta anche se so proteggermi da sola. Sono in grado di fare le cose di cui ho bisogno, ma a volte vorrei far finta di non esserlo per il piacere di farle fare a qualcun altro per me. È una sensazione, ma non voglio stare con un uomo per questo. Non posso scendere a compromessi e non posso rinunciare a tutto quello che ho, alla mia libertà, per quell'abbraccio, che poi spesso con gli anni, non c'è nemmeno più."

"Sono quelle notti che ho una voglia incredibile di vivere. Vorrei vedere due o tre film, scrivere, leggere, disegnare, o anche semplicemente guardare fuori dalla finestra. Dormire mi sembra una perdita di tempo. Mi viene voglia di imparare. Qualsiasi cosa, ma imparare"

E poi "Noi che non siamo come le altre" di Lucia Etxebarrìa.
Ah che ragazza terribile che sei Lucia, proprio come vorrei essere io, o come sono potenzialmente.
Solo tu potevi scrivere "Sed non satiata" o "Vagina Dentata" ma mai con volgarità.

"il mare le accarezza tutto il corpo come nessun essere umano potrà mai fare. L'accoglie, l'avvolge e la placa, La culla, la travolge, gioca con lei. Le lecca i capezzoli, glieli fa rizzare mentre le onde la baciano tutto il corpo e, aogni sforbiciata che Susi fa per avanzare, l'acqua che va e viene le si insinua tra le gambe come la lingua di un amante espero. La coccola, l'addormente, la strappa da se stessa e poi la riporta indietro, a quella che era prima di nascere, prima che il mondo la trasformasse in un essere perverso e socializzarto, più attento all'opinione degli altri che ai propri problemi basilari..." da Acqua.

Ritratti di donne non comuni, un po' da prendere con le molle, un po' da temere. Vorrei essere una di loro. Forse la sono ma non ditelo a nessuno.

Discorso a parte per "l'ultimo testamento della sacra Bibbia" di James Frey.
Ritorna Gesù Cristo sulla terra nelle sembianze di un vagabondo sempre ubriaco, promiscuo, descritto via via da personaggi diversi. L'ho appena cominciato ma mi sta prendendo molto... In effetti se tornasse forse sarebbe un sovversivo. E o riconosceremmo?
Sono affascinata da tutto quello che riguarda il Messia. Ho letto quasi tutto quello che lo riguarda: dalle scritture ortodosse alla Vita di Gesù di Renan, di Hegel, persino gli scritti di Augias. O il capitolo del Grande Inquisitore dei Fratelli Karamazov. Quindi eccomi alle prese ancora con Lui. Sacro, blasfemo... non riesco a sottrarmi a leggere qualcosa che lo riguardi.
E stavolta apprezzando un romanziere davvero bravo come Frey, un maledetto.
Uno che piace a me, insomma.

E per finire sto leggendo un libro sulla Felicità. Una massima per ogni giorno. Un libro un po' new age che però a volte soffia un po' sul fuoco del mio spirito inquieto.

Buone letture estive!!

giovedì 28 luglio 2011

Meglio qui...

In attesa di separare il mio blog letterario da quello privato come di solito si fa... utilizzo questo spazio per parlare ancora un po' di me.

Sono in perenne conflitto con facebook da anni, da quando una persona cara ( con cui non sono nemmeno "amica") mi ha convinto ad entrare.

Ultimamente l'ho fatta grossa: avevo 2370 "amici", quasi uno status symbol. Uno strumento sicuramente utile per pubblicizzare le mie avventure letterarie.
Solo che mi veniva spontaneo considerarlo anche uno strumento per avere contatti "veri". Ho pensato che su più di 2000 persone ne conoscevo "dal vivo" un 10% scarso. E che ricevevo o scambiavo qualche "click" da meno della metà.
Così mi sono messa a scremare. E ne ho tolti 1500. Così facendo, per il meccanismo di questo "giochino" ( mai dimenticare che è un "giochino", per carità!) vedevo di più quello che facevano le persone che conoscevo un minimo, cosa che non mi succedeva più.
Scremando scremando però ho notato che le cose non cambiavano molto... i rapporti che si instaurano sono superficiali, finti, falsati e un po' forzati... manca l'autenticità.

L'anima, che lo sa, alla fine di questi contatti è un po' avvilita, abbattuta.
Questo nei casi in cui tra le persone in rapporto virtuale non ci sia altro, il suono di una voce, ad esempio, una stretta di mano. Guardarsi negli occhi.

Talvolta ci si sente soli e si cade in questo tranello.
"E' solo un giochino, nient'altro che un giochino".Questo mi aveva detto la persona che mi ha convinto ad entrare. Solo che a volte te ne dimentichi.
E il brutto è quando lo utilizzi per ricevere immediatamente dei feedback a quello che ti sta accadendo. Mi è successo da poco. Ero in una sala d'aspetto di un pronto soccorso e non avevo giornali, libri, nessuno con cui chiacchierare. Ed ecco, lo strumento magico, l'I-phone con cui sei in collegamento con il mondo!
Ed eccoti a spifferare i fatti tuoi al mondo intero. E a ricevere carezze virtuali, antidoti contro paturnie momentanee o croniche. Ma è solo uno schermo che si riempie di strani segni...comunicazioni brevi e inutili, divorate in continuazione da nuovi post, da nuove espressioni.

Per non parlare poi di chi si fotografa in continuazione. Mamma mia.
C'è una persona che conosco che è addirittura delirante. La immagino in continuazione mentre dice alle persone che la accompagnano: aspettate, fotografatemi mentre mangio questo spiedino... un attimo, ripetiamo il click oppure mentre fa lo stesso con chi lo accompagna. Su, mettiti in posa... click!! E manda in diretta tutte le foto... Incredibile! Delirante! E lo dico in quanto anch'io vittima di queste suggestioni, di queste tentazioni.

Quanto siamo soli, amici miei...



Se faccio il conto delle persone che considero veramente importanti per me, rifletto che il 95% non è su facebook. Ma per forza... Li vedo, o li sento, o mi mandano messaggi ( che è già meglio) o mi scrivono mail sulla mia casella di posta.
Persino i miei amici dei miei concorsi letterari, sparsi per l'Italia, li sento al telefono una volta o più alla settimana e che piacere ridere insieme, scoprire dalle loro voci le loro emozioni...
Federica, Laura, Ottavio, Doriana, il prof. Lorenzo, Elena, il mio amico ex Direttore, i miei amici della montagna, quelli che mi chiamano Lavinia...le persone a cui sono più affezionata non sono su faccialibro, come lo chiama il mio migliore amico.
E poi succese che cado nella tentazione di sbirciare, di spiare... di capire, di far agire retropensieri, oh mamma mia. Che veleno... Non è da me. Io che non apro mai i cassetti altrui, che rifuggo dalle inutili morbosità. No no no...
Sto meglio qui.
Ho bisogno di rapporti autentici.
Ultimamente ho provato a rendere meno virtuale un antico rapporto. Mi sono detta: ma che senso ha continuare a mettere dei "mi piace" e fare qualche stupido commentino a qualche canzoncina quando non si sa più nulla della vita l'uno dell'altro?
Così ho scritto una lettera, ampia, affettuosa... un invito a parlarsi, a tornare nella realtà.
Non ho ricevuto risposta e questo è indicativo...
Meglio cliccare su un videoclip oppure mettere una faccina, un emoticon... Ma siamo diventati dei videogiochi??

Se potessi mi toglierei. Come ogni tanto tento di fare, ma non ho il coraggio.
Come il personaggio mancato suicida del mio ultimo racconto.

Un suicidio virtuale...ecco cosa ci vorrebbe. L'idea mi solletica sempre molto...
Ho già provato due volte.
La prima volta mi ha "salvato" un mio amico chitarrista rock piacentino, che mi ha detto che era "a corto di money" e che se mi fossi tolta non avrebbe più potuto comunicare con me, visto che internet ce l'aveva quasi gratis mentre il telefonino per lui era una spesa.
La seconda volta è stato il mio antichissimo pen-pal Johan, l'olandese, amico lontano della mia adolescenza Ho visto spuntare la sua richiesta di amicizia proprio mentre stavo ultimando le procedure per cancellarmi.
Mi ricontattava dopo dieci anni, dopo che volevo chiamare il consolato per cercarlo, dopo il suo trasloco! Ho annullato tutto, solo per dirgli "Bentornato", per poi riperderlo, più distante di prima... Io stessa più distante di prima.
Bei tempi quelli in cui trovavo la sua calligrafia un po' con le zampe di gallina dentro la mia cassetta postale e con il mio inglese claudicante gli scrivevo a mano.

Stavolta non ci provo neppure. Mi serve. Mi faccio pubblicità.
Ho persino scritto una poesia su Facebook che ho letto alla rassegna dell'editoria abruzzese...

Ma, amici che mi leggete... se mi chiamate mi fate più piacere!

Solitari

Ho sempre avuto un debole per le persone complicate, complesse, solitarie, fuori dalle regole, forse un po' anaffettive ma che nascondono sentimenti forti sotto la corazza dura, politicamente scorretta.
Sia nella vita reale che nei libri, nei film, nei telefilm.
Un esempio ne è il Dottor House, che è un personaggio per me straordinario nella sua drammaticità, contradditorietà e forza.
Una persona che soffre nell'anima, una persona che soffre del male di vivere.
Conosco persone che gli assomigliano, una in particolare, a cui sono molto affezionata e che mi ha dato una grande lezione di vita.
So che non mi legge ( e meno male, si arrabbierebbe) ma io che di indole solitaria non sono sento il bisogno di esprimere la mia ammirazione e il mio affetto.

Ecco un omaggio al Dottor House in questa bella canzone dei Marlene Kunz



"Saper reagire cambia le cose, restare immobili lascia ogni cosa così com'è"



martedì 26 luglio 2011

Mal comune mezzo gaudio

Il 21 giugno è stato pubblicato questo mio racconto per la serie dei racconti estivi di Libertà scritti dai Volatori Rapidi dal titolo "Mai dire Maya", ispirati alla (presunta) fine del mondo prevista dall'antico popolo per l'anno 2012. Per chi non l'avesse ancora letto e per chi lo desidera, eccolo, con il dipinto che ho scelto per illustrarlo: la Battaglia di Argonne di Magritte.




MAL COMUNE MEZZO GAUDIO di Giusy Càfari Panìco

Una livida alba invernale stentava a risvegliare una Piacenza assonnata e nuvolosa. Tullio, in pigiama, si affacciò alla finestra senza vedere, come al solito, anima viva, poi si guardò allo specchio.
La notte insonne aveva lasciato sul suo volto due occhiaie bluastre e profonde; i radi capelli grigi, che di solito portava incollati sul cranio, erano tutti arruffati. Si allontanò con disgusto e, senza nemmeno pettinarsi e farsi la barba, si mise i soliti vestiti, che non cambiava da settimane, e uscì di casa.
Seduto sul solito autobus, guardava infastidito la vecchietta seduta davanti a lui, che continuava a ruminare rumorosamente una caramella. Un raggio di sole fece capolino dal finestrino. Tullio inforcò gli occhiali da sole, disturbato da quella luce accecante, e scese in Piazza Cittadella, per recarsi a fare la spesa al mercato coperto.
Nel reparto panetteria fu sommerso dal vociare assordante di alcuni ragazzi che compravano la focaccia per la ricreazione.
Colorati, chiassosi, impazienti, ridenti. In una parola: irritanti. Mentre aspettava il suo turno, ricordò che da giovane lui non faceva mai merenda, ai suoi tempi non usava!
Aspettò che sciamassero come vespe velenose, poi fece il suo solito acquisto; la commessa, ancora un po’ addormentata, gli infilò nel sacchetto tre panini, due confezioni di biscotti secchi e un pacco di tortiglioni.
A pochi metri dal mercato c’era la filiale della sua banca, quella dove riscuoteva la sua pensione. Pensò che qualcosa da parte per pagarsi il funerale ce l’aveva, senza bisogno di ricorrere a quei parenti lontani che non aveva mai sopportato.
Si sedette di nuovo sull’autobus, nello stesso posto. Stavolta il sole non c’era più: erano tornate le solite nuvole grigie, non si capiva mai se di smog o di vapore acqueo.
L’avrebbe fatto dopo pranzo. Magari stavolta avrebbe trovato più coraggio.
Gli svantaggi di abitare al pianoterra li aveva già calcolati al momento di prendere in affitto l’appartamento, ma l’inconveniente di non potersi buttare dalla finestra senza farsi il minimo graffio non l’aveva considerato. E farlo da un altro posto non gli andava. Voleva morire a casa sua. Almeno quello, dopo una vita così mediocre.
Stavolta pensò al gas. Aprì lo sportello del forno e girò la manopola senza accendere la fiamma. L’odore era fortissimo e prendeva lo stomaco, ma Tullio resisteva.
Al piano di sopra, il cane dei vicini continuava ad abbaiare, facendogli perdere la concentrazione. «Ma basta, cane maledetto»! ebbe la forza di urlare, persino in quel momento fatidico. Fastidioso, quel cane incontinente, che gli faceva la pipì sullo zerbino, fastidioso come tutti i suoi vicini con cui, grazie a Dio, parlava e litigava solo una volta all’anno, alla riunione di condominio.
Aumentò la gittata di gas, ma oltre a sentire il puzzo non succedeva niente.
«Va beh» disse tra sé e sé «facciamola per bene questa cosa.» Si sdraiò per terra, con la testa dentro il forno. Cominciò a sentire la testa pesante e fu colto da un tale senso di nausea che gli fece salire dallo stomaco alla bocca il pasto appena consumato. Non riuscì a trattenere un conato e si sfogò nel lavandino, poi socchiuse una finestra. Un colpo di vento, presago del temporale, la spalancò completamente e riempì la cucina di aria fresca.
Completamente demotivato, Tullio spense il gas e si impose di riprovarci il giorno successivo.
Ma era inutile: non aveva il coraggio! Aveva provato anche con la corda, ma il soffocamento gli faceva impressione e quella volta si era anche sbagliato a fare il nodo scorsoio, che lui mica era un boyscout!
I barbiturici… Buona idea! Ma in farmacia senza ricetta non glieli avrebbero mai dati e il medico non glieli aveva mai voluti prescrivere.
«Neanche stavolta!» sospirò tristemente. E aspettò che venisse buio per andarsene a letto.
Durante le notti, tutte insonni, di solito rimaneva sdraiato, in silenzio, a guardare il soffitto. Ma stavolta accese la radio su un’emittente a caso, tanto per dare un po’ di fastidio ai vicini che durante il giorno lo disturbavano con schiamazzi di bambini e strani spostamenti di mobili.
«Non lo dicono perché non possono ammettere che sia tutto vero, ma la Nasa lo sa perfettamente.» Una voce femminile traduceva in sincrono le parole di uno scienziato americano. «I Maya non hanno effettuato calcoli basandosi su riti religiosi, ma su scienze matematiche di cui erano maestri, confermate dai più illustri studiosi internazionali. Le avvisaglie si vedranno nel cielo. L’azzurro comincerà ad assumere sfumature verdognole, giorno dopo giorno, finché la mattina precedente il cielo sarà completamente verde … fino al tramonto.» «E l’umanità?» chiese l’intervistatore italiano. «Sterminata dall’impatto con un enorme asteroide» rispose la traduttrice, mentre lo scienziato pronunciava la stessa frase in inglese con voce tremante. «Ma questo è solo l’aspetto scientifico» interloquì un pastore sudamericano. «Si udrà fortissima la tromba dell’Arcangelo Gabriele: la sentiranno tutti e sarà l’inizio della fine…»
Il segnale si interruppe improvvisamente. Tullio prese in mano la vecchia radiolina a transistor e cercò spasmodicamente di sintonizzare meglio il canale. Niente. Quella strana emittente sembrava scomparsa .
«E se fosse vero? » si chiese speranzoso.
Dalla stanza accanto si sentivano i gemiti di due giovani amanti. «Godete godete: tanto ne avrete per poco» urlò sorridendo mefistofelicamente.
Da quel momento la fine del mondo diventò per lui una vera e propria ossessione. Comprò tutti i testi apocalittici che trattavano dell’anno 2012, e tutte le notti studiava le profezie di Nostradamus cercando di trovare in ogni terzina un nuovo significato; l’Apocalisse di San Giovanni, poi, non aveva più alcun segreto per lui. A furia di documentarsi si era convinto: il momento era arrivato. Finalmente.
Era talmente certo di questa notizia che non aveva più tentato di farla finita da solo. Dal panettiere lasciava passare avanti i ragazzi vocianti senza più brontolare, tanto poi non avrebbero più rotto le scatole né a lui né agli altri. Anzi, una volta aveva persino detto loro «Prego prego…» ridacchiando.
Le persone che lo incontravano per strada, che lo avevano spesso additato per la sua stranezza e per il suo abbigliamento scuro e trasandato, non potevano fare a meno di notare sul suo volto rugoso un insolito sorriso, quasi beffardo, senza capirne il motivo.
Passarono mesi di trepidante e speranzosa attesa, finché arrivò il tanto sospirato 20 dicembre 2012.
Tullio era in gran forma. Dalla settimana precedente su tutti i telegiornali e su internet circolavano voci sull’effettivo passaggio dell’asteroide vicino alla terra. La Nasa aveva rassicurato l’opinione pubblica: dalla stazione spaziale internazionale si stava provvedendo in merito, non c’era nessun pericolo. Il presidente della Repubblica aveva rassicurato gli italiani, a reti unificate: «Non siamo più nell’anno mille!» aveva ammonito con solennità. «Invece di occuparsi di queste superstizioni occorre risolvere i problemi reali del paese: la disoccupazione, l’immondizia di Napoli, il PIL!»
Lo dicevano per evitare il caos, pensava Tullio. Proprio come avevano avvisato alla radio quella notte. Nel frattempo le notizie della caduta dell’asteroide, minimizzate dalla televisione e dai giornali, si stavano diffondendo a macchia d’olio su internet e per le strade.
All’alba del giorno successivo, Piacenza era meno sonnacchiosa del solito. Tutti sembravano essere usciti di casa in anticipo, per vedere che aria tirava. Il cielo era di uno strano colore: verde, nonostante lo smog cittadino, nonostante le nuvole.
Tullio non riuscì a trattenere un urlo di gioia: «Sììì!». Finalmente qualcosa che avrebbe scosso la noia dei suoi giorni, finalmente anche gli altri avrebbero provato il suo malessere di vita, finalmente sarebbe riuscito nel suo intento.
Andò a far la spesa con un sorriso smagliante. Si accorse che la panettiera, allungandogli il sacchetto, aveva la faccia terrorizzata, probabilmente aveva ascoltato da poco il telegiornale.
«Ma lei non è preoccupato?» gli chiese. «Io?» e Tullio dopo una lunga pausa rispose: «Mai stato più felice in vita mia!»
Tornò a casa e guardò soddisfatto quel verde che preannunciava l’apocalisse e che sovrastava Piacenza da giorni. Che importava se gli altri davano la colpa all’inceneritore. Lui sapeva.
Alle ventitré in punto si mise il pigiama per andare a letto, come al solito. Indossò quello più bello, per l’occasione.
Il condominio era stranamente silenzioso, come se la paura, che nell’ultima settimana si era diffusa ovunque, avesse tolto la voce anche ai bambini e ai cani.
Con una pace mai provata, Tullio appoggiò la testa sul cuscino e, prima di addormentarsi, con una risatina sulle labbra, sussurrò: «Mal comune mezzo gaudio!», poi si abbandonò dolcemente, per la prima volta dopo anni, tra le braccia di Morfeo.
Dopo aver dormito saporitamente per ore, Tullio si svegliò e, al buio, non poteva capire che ora fosse. Era ancora vivo, purtroppo. Sbuffò.
Ma magari per poco. Rimase in attesa, incerto se riaddormentarsi di nuovo o aspettare che il destino facesse il suo corso, cogliendolo magari nel sonno. Splendida fine! Meglio del nodo scorsoio che non gli riusciva mai.
Un prolungato squillo di tromba lo fece sussultare. Poi un altro. E un altro ancora. Fino a diventare dieci, quindici, venti o forse più. Tanto da costringerlo a tapparsi le orecchie.
L’arcangelo Gabriele, si disse!! Erano strani suoni, però: meno solenni di quello che si aspettava. «Si è ben modernizzato» pensò. Prima di aprire gli scuri delle finestre che davano sulla strada, se lo immaginò lì fuori, con le ali immense, pronto a dare il via al Giudizio Universale, attorniato dalla sua divisione angelica. «Pepperepeeeee!»
Spalancò la finestra e, accecato da un sole vivo, rimase senza fiato.
Centinaia di macchine facevano i caroselli per tutta la città, con le trombette dello stadio e con i clacson. Un grande urlo liberatorio echeggiava da tutte le parti. I festeggiamenti per i mondiali di calcio non erano stati nulla al confronto: tutti erano scesi in strada, e si abbracciavano gli uni con gli altri. I padri portavano i bambini sulle spalle, le donne urlavano di gioia, i ragazzi gridavano «Chi non salta Maya è!».
Sconcertato e deluso, Tullio chiuse la finestra e accese il televisore.
Su tutti i canali, in mondovisione, Barack Obama, il presidente degli Stati Uniti, spiegava in diretta i dettagli della missione più segreta e difficile della storia : la deviazione della traiettoria dell’asteroide che avrebbe potuto distruggere la Terra.
«Ringrazio tutte le nazioni del mondo, che hanno fornito uomini, idee, basi logistiche: dalla Russia alla Cina, dall’Unione Europea al Giappone. Sì, ce l’abbiamo fatta! E’ una vittoria del mondo, una vittoria dell’umanità!»
«Ma va a….» Tullio si vestì e fece colazione, poi scese sulla strada e si diresse alla fermata dell’ autobus.
Circondato dalla folla, camminava a fatica e dovette persino dare qualche spintone. Un ragazzo di quelli che andavano a comprare la focaccia lo riconobbe, lo abbracciò e gli diede una pacca sulle spalle, urlandogli felice: «Ce l’abbiamo fatta, siamo vivi! Vivi! ».
Tullio gli rispose mestamente «Sì, sì…» camminando a capo chino tra la folla festante. E mentre aspettava l’autobus, sospirò con aria rassegnata: «Neanche stavolta!».

Rassegna dell'editoria abruzzese - XVI edizione

Alcune immagini della mia partecipazione alla XVI edizione della Rassegna dell'Editoria Abruzzese, organizzata con grande maestria da Nicoletta Di Gregorio, Presidente dell'Associazione Editori Abruzzesi.
E' stata una splendida serata. Ho conosciuto persone speciali, con cui ho avuto anche il piacere di condividere un bellissimo momento conviviale alla fine della manifestazione nella bella Pescara Antica.
Oltre alla mia splendida amica Daniela Quieti, che mi ha intervistato durante la presentazione del mio libro di poesie Moto a Luogo, desidero ringraziare Ninni Di Stefano Busà, una delle più grandi poetesse contemporanee, da cui ho avuto l'onore di essere preceduta, la bella e brava Bibiana La Rovere, Giancarlo Giuliani, poeta abruzzese di squisita sensibilità e una nuova amica Nina Maroccolo, artista a 360 gradi, visuale, "cantata", scritta con la sua bella opera "Illacrimata", a cui rivolgo un abbraccio particolare se mi legge, e il motivo lo sa lei.
Durante la serata è intevenuto anche il simpaticissimo critico Plinio Perilli, istrionico mattatore culturale, dalla preparazione infinita ed enciclopedia, mai però esibita con pesantezza.
Grazie anche agli altri nuovi amici che ho avuto l'onore di conoscere... con cui ho visitato la casa di Ennio Flaiano, un altro grande abruzzese che io ammiro molto per lo spirito salace, saggio e disincantato. Tratti di questo grande popolo a cui sono fiera di appartenere se pure per un 50% ;).
E grazie ancora a Daniela Quieti per la splendida ospitalità e per il caldo affetto di cui mi circonda sempre.




mercoledì 20 luglio 2011

Presentazione di "Moto a Luogo" alla Rassegna dell'Editoria Abruzzese


Sabato 23 LUGLIO alle ore 19,00 sarò a Pescara alla XVI edizione della Rassegna dell’Editoria Abruzzese ( edizione dedicata ai 150 anni dell’Unità d’Italia) per presentare il mio ultimo libro di poesie “Moto a Luogo”(Edizioni Lir) presso il museo delle Genti d’Abruzzo, vicino alla casa natale del poeta Gabriele D’Annunzio.
La manifestazione, patrocinata dall’Assessorato alla Cultura della Regione Abruzzo, dalla Provincia e dal Comune di Pescara, è inserita in “Pescara Tener –a – mente”, cartellone estivo curato dal noto storico Giordano Bruno Guerri
La Rassegna (che si svolge dal 15 al 23 luglio) vede la partecipazione di molti esponenti culturali di spicco, come il già citato Giordano Bruno Guerri, il regista Enzo G. Castellari, la candidata al Nobel Màrcia Téophilo, il critico letterario Walter Mauro, Margherita Hack, ecc. Il programma è molto ricco e vede la partecipazione, di affermati poeti e scrittori provenienti da tutta Italia, su invito dei membri dell’Associazione Editori Abruzzesi, presieduta dall’editrice Nicoletta Di Gregorio.
Durante la presentazione del mio nuovo libro di poesie interverrà l’Assessore alla Cultura alla Provincia di Pescara Fabrizio Rapposelli e sarò intervistata dalla poetessa e giornalista abruzzese Daniela Quieti.

Mauro Corona vince il Premio Bancarella 2011



PONTREMOLI, Massa e Carrara — Mauro Corona ha vinto la 59esima edizione del Premio Bancarella. Il riconoscimento letterario assegnato dai librai e dai bancarellai di libri è stato assegnato domenica sera all’alpinista, scultore e scrittore di Erto per “La fine del Mondo Storto”. Il romanzo racconta di un mondo irreale – seppure possibile – in cui carbone, petrolio e energia non esistono più. “È pieno inverno, soffia un vento ghiacciato e i denti aguzzi del freddo mordono alle caviglie. Gli uomini si guardano l’un l’altro, hanno occhi smarriti e il terrore stringe i loro cuori. E ora come faranno?”.

Alla fine ha vinto Corona, ha vinto un romanzo dalle tinte cupe e austere che traccia i contorni di una realtà degradata, impoverita e rovinata, ovvero la nostra portata agli estremi. Un mondo “storto” per l’appunto. Il “padre-autore” presenta gli uomini nel momento in cui aprono gli occhi e si accorgono che il benessere conquistato, i loro oggetti meravigliosi e la tecnologia più all’avanguardia sono inutili rispetto ai bisogni primari. Circondati dal superfluo e privi del necessario, intuiscono che l’unica salvezza possibile è racchiusa nel sapere dei loro avi, una conoscenza ormai perduta, che pure rispettava la natura e dal lei dipendeva
Il libro del celebre alpinista scrittore, pubblicato nel 2010 da Mondadori, si è imposto sugli altri 5 finalisti raccogliendo 75 voti su 189. Ha superato di gran lunga “Non chiedere perché”, 45 voti, del giornalista Franco Di Mare, arrivato secondo e “Dictator. Il trionfo di Cesare” di Andrea Frediani 28 voti, terzo sul podio.

“La fine del Mondo Storto” ha vinto poi su “Lepanto” di Alessandro Barbero, arrivato quarto con 19 voti, su “Il romanzo dei Mille” di Claudio Fracassi che ha totalizzato 16 voti, e infine su “A piccoli colpi di remo” di Alberto Cavanna, che ha preso 6 voti.

Presidente della giuria 2011 a Pontremoli era lo scrittore Gianrico Carofiglio, che ha vinto il premio Bancarella nel 2005 con il volume “Il passato è una terra straniera”. Si è trattata di un’edizione tutta maschile e tutta italiana, senza donne né nomi internazionali.

(dal sito www.montagna.tv)