mercoledì 30 novembre 2011

RECENSIONE DI MOTO A LUOGO SUL PERIODICO PARMA QUI


Le allucinazioni certe volte diventano realtà
e viceversa le visioni reali sembrano
nel ricordo allucinazioni.


Questa è una delle cinquanta liriche raccolte nella silloge "Moto a luogo", edita da Lir edizioni. Giusi Càfari Pànico, poetessa e scrittrice piacentina, è vincitrice di diversi premi letterari nazionali e internazionali.

“Moto a luogo” è un’opera in grado di interpretare con acume tutte quelle emozioni e contrapposizioni che ogni animo umano sensibile sente nel proprio intimo in questa controversa società contemporanea. Già il titolo del volume racchiude in sé non solo tutte le problematiche e le contraddizioni legate al peculiare momento storico che stiamo vivendo, ma riassume anche l’importante concetto di quella “società liquida” introdotto dal geniale sociologo contemporaneo Zygmunt Bauman. Con spirito “Pirandelliano”, l’autrice punta dritto il dito verso la maschera che ogni individuo porta. Inoltre parla del bisogno di luce e di amore, estrinseca la sensazione di bilico tra il desiderio di trionfare e la rassegnazione di arrendersi, tra la paura di invecchiare e il timore di crescere.

Queste sono solo alcune riflessioni/emozioni che la scrittrice regala attraverso le rime di una piacevole ma al tempo stesso profonda lettura poetica. Il volume è un lavoro di pregevole fattura tecnica, ma anche di notevole carica emotiva. Se volessimo con una semplice frase compendiare il libro utilizzeremmo la celebre espressione di Ugo Foscolo:

Quello spirto guerriero che dentro mi rugge
Giusy Càfari Pànico accompagna il lettore sul dorso di una farfalla, ma riesce anche a far ascoltare il ruggito di quel leone che è dentro ognuno di noi.

Enza Iozzia

Presente anche sul sito www.sololibri.net


martedì 29 novembre 2011

Il primo libro di Federico Puorro, il "Volattore"



Sono felice di annunciare a tutti gli amici che mi leggono la presentazione del primo libro del mio caro amico e compagno di volo "Federico Puorro" dal titolo "Il cliente ha sempre la…ragione?” Sottotitolo “Manuale semiserio di sopravvivenza per operatori del settore alimentare” (LIR edizioni)

Un libro umoristico, in parte autobiografico, che esprime il talento e l’ironia dell’autore. Una raccolta di monologhi editi e non di cabaret.

Un modo per conoscere non solo lo scrittore, ma anche l’artista che festeggia proprio quest’anno i ventun anni di attività sul palco come clown, attore e comico.

E che da ventun anni lavora in un luogo in cui può osservare da vicino l’umanità.

Ma per saperne di più venite alla sua presentazione. Sabato 3 dicembre 2011 alla lIbreira Romagnosi di Piacenza alle ore 17 e 30.

A festeggiarlo ci saremo tutti noi Volatori Rapidi.

Preparatevi a sorridere con intelligenza e a scoprire un uomo e un artista di grande spessore artistico e umano.

Per maggiori informazioni cliccate su http://volatorirapidi.wordpress.com

martedì 22 novembre 2011

I Am a Rock - Simon & Garfunkel Lyrics



I have my books and my poetry to protect me...

Quando ero teenager questa era la canzone che accompagnava i miei momenti solitari.
Ogni volta pensavo che fosse scritta per me. O per Emily Dickinson.
Per tutte le persone per cui un buon libro è l'amico che ti è sempre vicino, che non ti lascia mai solo.
Che a volte è l'unico conforto assieme all'abitudine di scrivere poesie...
Leggete questo bellissimo testo...vale più di mille discorsi.

Penso da sempre che i veri, forse gli unici, poeti degli ultimi cinquant'anni siano gli autori di testi di canzoni. Tutti noi altri? Mah... Di sicuro abbiamo una marcia in meno e arriviamo con meno autenticità al cuore della gente.

Questa canzone è una poesia che ancora adesso sento profondamente mia, nei miei momenti solitari e malinconici (chi non ne ha?) e ancora oggi ringrazio Paul Simon di averla scritta,
Per me, per noi: anime fragili, solitarie, assorte nei loro pensieri negli oscuri giorni dell'inverno.


Sono una roccia


Un giorno d’inverno
In un profondo e scuro dicembre
Io sono sola
Osservando dalla finestra
Le strade sottostanti
Ricoperte da un fresco silenzioso manto di neve

Sono una roccia
Sono un’isola

Ho costruito mura
Una fortezza alta e potente
Che nessuno può penetrare
Non ho alcun bisogno di amicizia
L’amicizia può causare dolore
La sua allegria e la sua piacevolezza io disdegno.

Sono una roccia
Sono un’isola

Non parlare d’amore
Vero, ho già sentito questa parola prima
Sonnecchia nella mia memoria
Non voglio disturbare il riposo
Di sentimenti che sono morti
Se io non avessi mai amato
Non avrei mai pianto

Sono una roccia
Sono un’isola

Ho i miei libri
E la mia poesia per proteggermi
Sono chiusa nella mia armatura
Nascosta nella mia stanza
Sicura nel mio utero
Non tocco nessuno e nessuno può toccare me

Sono una roccia
Sono un’isola

E una roccia non prova dolore
E un'isola non piange mai.

martedì 15 novembre 2011

Sono solo qui

Per tutti quelli che vedono la mia pagina su facebook non aggiornata.
Tranquilli, non sono in Patagonia o nella foresta Amazzonica.
Sono sempre qui nel solito posto.
E' che mi sto disintossicando da facebook. Se troverò il coraggio tra un paio di mesi mi cancellerò.
Non prima di essermi segnato tutte le mail delle persone che vale la pena conservare. Non più di un dieci per cento scarso.
Ho già tolto 1500 persone dalla mia lista di amici.
Ultimamente ho perso la password per entrare. Era memorizzata automaticamente come "modulo", già salvata ed era piuttosto complessa. Mi è scomparso l'automatismo e il sistema la richiede ma io l'ho dimenticata. Così non accedo neanche più.
Prima o poi ne chiederò un'altra, ma adesso non mi sento.
Le persone che tengono a me sono sempre le solite che ogni tanto sento per telefono o che vedo, tuttalpiù che mi mandano una mail.
Le altre sono fantasmi di cui posso fare benissimo a meno.
Per chi è interessato a quello che faccio c'è il mio blogettino rosa, proprio questo qui, che scrivo senza rileggere.
Chi mi vuole contattare senza spendere troppo in bollette mi trova su skype.
Tutto qui.

Mi trovate qui, via mail, per telefono...e dal vivo, ancora meglio.

sabato 5 novembre 2011

Il giorno della marmotta



Pensavo... forse penso troppo ultimamente... al film ricomincio da capo.
La trama è semplice e complessa allo stesso tempo. Il protagonista, Bill Murray, si ritrova a vivere in continuazione lo stesso giorno: il 2 febbraio, quello che nella sua contea americana è celebrato come il "giorno della marmotta". Tutte le notti si addormenta e al risveglio scopre che la giornata ricomincia esattamente come prima. All'infinito,come se si trovasse imprigionato in una bolla temporale. Ogni giorno cerca disperatamente una variante, un modo per riuscire a svegliarsi DOMANI, ma l'indomani è sempre il solito, identico OGGI, che ricomincia sempre nello stesso modo.

Mamma mia, ho la stessa sensazione ultimamente...
Come se dopo un sogno, un sogno strano e insolito, mi fosse ritrovata e vivessi continuamente dentro il giorno della marmotta. Quello che avevo interrotto sognando.

Stesso luoghi, persone, avvenimenti, situazioni. E desideri bloccati, talmente bloccati da sembrare impossibili.
Mi sembra addirittura di essere tornata indietro di tre o quattro anni. Impressionante.
Anche perché so già come vanno a finire i giorni delle marmotte. E come ricominciano.

Allora mi chiedo. Ma perché?
E visto che i blog sono autoreferenziali mi rispondo pure.
Forse è un po' come la reincarnazione. Ovvero: se uno non "aggiusta" le cose che non vanno, se uno continua a ripetere gli stessi errori, le stesse scelte che non lo fanno evolvere, queste si ripresentano in continuazione.
E' la legge del Karma, solo che non bisogna aspettare la prossima vita per riaffrontare tutte le situazoni irrisolte, ma di vita ne basta una. Si tende a ripetere sempre gli stessi errori, a non chiarire le cose, ad adagiarsi senza risolverle.

Come fare per rompere il circolo vizioso, l'eterna ripetizione?
Creare discontinuità, come fa il protagonista sembrerebbe un buon sistema, ma sono solo diversivi per ingannare il "Tempo" o forse solo se stessi.
Non è sufficiente. Non serve neppure suicidarsi ( parlo sempre metaforicamente). Come fa allora Bill Murray?
E come farà a conquistare la bella Andy Mc Dowell, che rivede tutti i giorni nella stessa situazione, senza successo?

Ama. Ama e basta. Senza tediarla. Senza correrle dietro.
Occupa ogni giorno che è costretto a ripetere "coltivando il suo giardino interiore".
Impara un sacco di cose: diventa un musicista, uno scultore e soprattutto impara a non essere egoista, a fare del bene gratuito agli altri ( salva un bambino caduto da un albero, un vecchietto che si sta strozzando con un boccone - va apposta ad un corso di pronto intervento - , aiuta le vecchiette a cambiare le gomme bucate).
Diventa UNA PERSONA MIGLIORE. Una persona bella. E tutti, anche Andy Mc Dowell, non possono che amarlo.Anche perché lui passa tempo a studiarla, a capire cosa prova, cosa pensa, cosa può renderla felice. Si preoccupa per lei. Coltiva il suo affetto per lei.
E nel momento in cui lui riesce a conquistare la sua amata senza pensare al futuro, senza paura, godendo del momento... magicamente la notte successiva diventa il DOMANI,

Non è bellissimo?

Questo film me l'ha suggerito la mia amica H., una persona che non sento da tanto. Le ho chiesto perché è sparita. Mi ha risposto che ha paura: è stata proprio lei che mi ha parlato del giorno della marmotta. Pensa al futuro con pessimismo, ha paura di soffire, pare che non voglia sentire e sapere nulla di nessuno, e ha perso fiducia in tutti, per prima in se stessa.

Volevo dirle che ha la forza per interrompere il giorno della marmotta e per far scorrere il suo amore, la sua vera essenza. Rompere l'inelluttabilità del suo destino. Diventare una persona migliore. Prendersi cura di sé e degli altri. E pazienza se non conquisterà la persona del cuore.
Intanto lei avrà creato un bel giardino dove sostare e ristorarsi. Per chi vorrà farlo. Se riuscirà.

<

Tutti possiamo uscire dal giorno della marmotta. Dando un senso ai nostri giorni. Imparando cose nuove, aiutando gli altri, uscendo dal nostro ego per amare. L'unica cosa importante al mondo. Ma perché nessuno lo capisce? Io per prima.



(giusynauti, non spaventatevi: è un periodo in cui mi sto resettando. tra le altre cose mi sono riavvicinata al cinema e mi permetto di farvi partecipe delle mie elucubrazioni nella mia casetta virtuale)

Expolatinos: Una serata di cultura universale nel segno dell'Ec...

Expolatinos: Una serata di cultura universale nel segno dell'Ec...: Una serata dedicata alla cultura, alla cultura universale, quella che si è svolta sabato 29 ottobre a Milano, al Centro Congressi della ...

giovedì 3 novembre 2011

IL TROLLEY NERO...

Ho visto da poco "This must be the place" di Sorrentino, con Sean Penn.
Un film molto malinconico, che mi ha fatto riandare alla mente a quando ragazzina ascoltavo Lullaby dei Cure e sembrava anche a me di dibattermi tra le ragnatele del loro video.
Ma a parte il giudizio sul film e sul suo effettivo valore, su cui devo ancora riflettere, mi ha colpito una cosa.
La valigia di Cheyenne, il protagonista. Nera, con le rotelle, piccola. Un trolley che è talmente inserito nella trama da diventare coprotagonista.
In una scena Cheyenne/Sean Penn ha persino incontrato il suo inventore Harry Dean Stanton, proprio lui, l'inventore del valigino con le ruote, un oggetto che "ha rivoluzionato le sorti dell'umanità":

Ma nulla avviene per caso, come ha spiegato Paolo Sorrentino: ''Il trolley rappresenta la semplicita' nel risolvere cose che nella vita ci appaiono complicate, tutti noi vorremmo un trolley che alleviasse il peso di alcune difficolta' che la vita ci presenta''.

Io invece... Io mi sono molto rivista nella figura di quest'uomo che trascina questa valigetta nera in giro per il mondo. Come una tartaruga senza una dimora fissa. Da sola e un po' indifesa. Con le ruote che girano girano non si sa in cerca di cosa...
Pare che Cheyenne si trascini dietro parte del suo passato, nero come lui, da cui non riesce a distaccarsi. Pare che tenga nascosta nel suo trolley tutta la sua disperazione, la sua malinconia, le sue paure. Quelo che nasconde al mondo ma che si porta sempre dietro. Nelle strade deserte, tra la gente. Sempre con il suo trolley nero.
Tascinato a sua volta da una indeterminatezza che lo pone in un limbo di casualità, che lo sballotta senza sosta, accanto a occasionali compagni di viaggio, alla ricerca di se stesso.Prima che sia troppo tardi.

Il trolley di Cheyenne

il mio trolley in una delle mie ultime trasferte (chissà perché mi è venuta voglia di fotografarlo e proprio lì)

Valige in cerca di un armadio in cui fermarsi. O di altri luoghi dove andare in un eterno moto senza sosta. Senza senso forse.
Cheyenne lo trova alla ricerca dei suo padre e delle sue vendette. Io non lo so, ma ci dev'essere un luogo... "This must be the place", quello in cui Cheyenne riesce finalmente a togliersi la maschera, a fuggire dalla sua eterna fanciullezza e forse a disfare la valigia...

Una frase che mi ha colpito:
C'è qualcosa che mi disturba. Non capisco cosa possa essere, ma mi disturba


E' qualcosa che provo anch'io, spesso, ultimamente. Mi accompagna nei rapporti umani, così complicati e forse troppo freddi per una persona come me, indifesa e iforse un po' ingenua come Cheyenne,, e nella quotidianità così sempre uguale a se stessa da essere disturbante.
Il segreto è dentro il valigino, lo so... basta aprirlo, toglere il doppio fondo e scoprire cosa veramente ci si porta sempre dietro...

Perché poi forse il segreto della vita e togliersi il trucco e la maschera e disfare il trolley... Ma chi lo sa... Ci dev'essere pure un luogo...









PREMIO LETTERARIO “L’INTEGRAZIONE CULTURALE PER UN MONDO MIGLIORE”

Il 29 ottobre presso il Centro Congressi della Provincia di Milano si è tenuta la prima edizione del Premio Letterario "L'integrazione culturale per un mondo migliore" organizzato dal Centro Ecuadoriano de Arte y Cultura. Presidente del Premio il Dott. Guaman Allende .
A fare gli onori di casa la deliziosa console dell'Ecuador NARCISA SORIA VALENCIA,
Presidente della giuria la celebre poetessa Ninnj Di Stefano Busà. Membri della giuria Dr. Corrado Calabrò, Prof. Alessandro Quasimodo, Dr. Franco Loi, Dr. Angelo Gaccione, Dr. Rodolfo Vettorello, Don Alessandro Vavassori, Prof. Haidar Hafez, Prof.ssa Lorenza Franco, un rappresentante diplomatico del governo ecuadoriano ed il Maestro Gino Masciarelli, scultore di fama mondiale, che ha realizzato un trofeo in esclusiva per il premio. Presente anche il poeta Davide Rondoni, forse attualmente il maggior poeta italiano.

Commovente il momento degli inni nazionali. La manifestazione è l'unica in Italia organizzata da uno stato straniero che premia... autori italiani in nome della fratellanza dei popoli. Un'idea che ha riscontrato il grande apprezzamento del presidente della Repubblica Napolitano che il prossimo anno concederà il patrocinio.

Tra i premiati anche Daniela Quieti e Nicoletta De Gregorio.

Avevo presentato la poesia "l'ultimo viaggio di Zonker" dedicato a Enzo Baldoni, il reporter e pubblicitario morto durante una missione umanitaria in Iraq nel 2004. A lui dedico il mio premio di merito.

Lo scultore Gino Masciarellli, autore dei trofei e artista di fama mondiale.


Il console dell'Ecuador con la celebre poetessa Ninnj Di Stefano Busà






sabato 22 ottobre 2011

Racconti nell@ rete - LuccAutori 2011


Domenica scorsa.il 16 ottobre sono stata premiata a Lucca, nella sala Mario Tobino del Palazzo Ducale per Racconti nella rete".
Si tratta di un concorso ormai decennale e prestigioso il cui premio principale è l'inserimento in un'antologia edita dalla casa editrice Nottetempo.




dal sito www.raccontinellarete.it

Il festival letterario è organizzato dall’associazione culturale LuccAutori con il patrocinio del Ministero per i Beni Culturali, della Regione Toscana e APT Lucca e con il sostegno della Provincia e del Comune di Lucca. E’ in programma a Villa Bottini e a Palazzo Ducale dal 13 al 16 ottobre. Numerosi gli incontri con i big della letteratura aperti al pubblico e al mattino agli studenti delle scuole lucchesi, anche quest’anno in collaborazione con la Fondazione Mario Tobino ed inseriti nelle “Occasioni Tobiniane”.

La diciassettesima edizione di LuccAutori è dedicata al 150^ anniversario dell’Unità d’Italia. Per ricordare l’avvenimento sarà proposta presso la biblioteca civica Agorà la mostra “Scrittori & Artisti d’Italia”. L’inaugurazione avverrà sabato 1 ottobre alle ore 17 (seguirà buffet offerto da Invidia Cafè). La mostra rimarrà aperta fino al 12 ottobre.

Il manifesto 2011 della mostra e di LuccAutori vede riprodotte due diverse opere del disegnatore e umorista Lido Contemori. Tra gli ospiti di questa edizione di LuccAutori il prof. Stefano Zecchi – per un incontro organizzato con il “Rotary Club di Lucca” ed il premio Acqui Storia in programma giovedi 13 ottobre – Paolo Febbraro ed Ennio Cavalli – per gli incontri con gli studenti a Villa Bottini in collaborazione con la Fondazione Mario Tobino – Silvio Muccino, Carla Vangelista, Antonio Casanova, Edoardo De Angelis, Gianna Martorella, Niki Giustini, Graziano Salvadori, il direttore di Rai Nuovi Media Piero Gaffuri, Chiara Lico del Tg2, e tanti altri.

Il premio letterario Racconti nella Rete, organizzato da dieci anni con grande successo sul sito www.raccontinellarete.it, vede la pubblicazione dei vincitori in una antologia edita da Nottetempo, curata da Demetrio Brandi . I venticinque autori italiani saranno presentati e premiati durante la manifestazione LuccAutori.

Tra gli eventi di questa edizione è prevista l’assegnazione del Premio “Racconti per Corti”. Realizzeremo a Lucca il cortometraggio del vincitore in collaborazione con la Scuola di Cinema Immagina ed i siti Mymovies e Sceneggiatori. Corto che verrà presentato in anteprima presso la sala Tobino di Palazzo Ducale nell’ambito del programma di LuccAutori.

A lato nella home page il programma giorno per giorno.

Negli anni scorsi agli incontri letterari sono intervenuti , tra gli altri, Dacia Maraini, Lidia Ravera, Piero Badaloni, Sergio Zavoli, Alda Merini, Alain Elkann, Maurizio Maggiani, Pino Caruso, Ennio Cavalli, Barbara Alberti, Arrigo Petacco, Irene Pivetti, Vittorino Andreoli, Francesco Alberoni , Italo Moretti, Susanna Schimperna, Oliviero Beha, Bruno Lauzi, Antonio Caprarica, Amedeo Minghi, Enrico Vaime, Gianluca Grignani, Sveva Casati Modignani, Giordano Bruno Guerri, Ugo Gregoretti

ecco lo speciale di raitre andato in onda il 28 ottobre
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-9d614365-5c27-49f1-bdef-2a4b28403d43.html

Video Rai.TV - Rai Parlamento - 10' di... del giorno 28/10/2011

mercoledì 12 ottobre 2011

AGOSTINO DAMIANI, VOLATORE ( 1935 - 2011)

La notte scorsa ci ha lasciato Agostino, il decano dei Volatori Rapidi.
Era una roccia. Una grande penna, ironica, dissacrante, popolana e colta allo stesso tempo.
Il cantore di un'Emilia antica, non quella in doppiopetto, ma quella dei rioni popolari.
Un grande contastorie, come amava definirsi. Uno da schitarrate e non da violini
Uno che sapeva raccontare la guerra sia dalla parte dei vincitori che dei vinti. E sempre con umanità.
Il simbolo di un'Italia pultia, onesta, semplice e sincera che forse non c'è più
Per noi Volatori era soprattutto un amico e pensare di continuare senza di lui è triste e quasi inverosimile.
Agostino, stai volando più in alto di noi.
Ci mancherai tanto.


""Sono un “contastorie”, racconto vicende di altri: “fatti”, per lo più.
Sentimenti grandi e profondi (odio o amore sempiterni, ad esempio) non fanno per me, sono un superficiale; c'è poco da scavare in me, meglio non farlo, c'è il rischio ...di non trovarci niente.
Attorno ai personaggi dei miei racconti non aleggiano musiche
immortali, al massimo ci potrebbero stare le note di una canzonaccia o lo strimpellìo di una chitarra.
È il mio lettore che insiste ad attribuire reconditi e nascosti significati
alle mie chiacchierate... sono solo un “figlio di buona donna” che lo
imbroglia portandolo per mano dove voglio io, ma che poi si fa perdonare lasciandolo libero di scorrazzare come vuole lui."

(Agostino Damiani)





MONTEFIORE



Grande successo e teatro affollatissimo per la premiazione del grande premio internazionale Montefiore.
A condurre sul palco il grande Roberto Sarra, con disinvoltura, scioltezza e simpatia.
Roberto ha creato un altro premio di grande valore, con un gran numero di iscritti, quasi 800, rendendo quesrto premio appena nato già uno dei maggiori d'Italia.
E' sorprendente come dal nulla riesca creare kermesse di grande successo e di promozione alla cultura.
Come gli ho detto personalmente, lui è una sorta di Steve Jobs nel campo della promozione della letteratura. un visionario. Un innovatore.

Bei momenti canori e musicali, come sempre e grande spazio agli autori.



Di seguito il bell'articolo di Daniela Quieti ( consulente linguistica del Montefiore) sulla premiazione.


È stato un magico e davvero partecipato pomeriggio quello della cerimonia conclusiva di consegna dei riconoscimenti della I^ edizione del Premio Internazionale Montefiore, che si è svolta domenica 9 u.s. nella splendida scenografia dell’ottocentesco Teatro Malatesta di Montefiore, a Conca, in provincia di Rimini.

Come sempre per gli eventi promossi dall’Associazione Pegasus di Cattolica, presieduta dallo scrittore e saggista Roberto Sarra, tanti illustri rappresentanti del mondo letterario, accolti dal bel discorso del Sindaco dell’incantevole borgo, hanno animato la manifestazione fra suggestive emozioni, sentimenti di solidarietà e pregevoli interventi musicali e canori. Un successo per quanti hanno sostenuto l’iniziativa e lavorato con impegno per la riuscita di essa.
I componenti della Giuria, presieduta dal giornalista Rai Giancarlo Trapanese e formata da note personalità letterarie quali Roberto Sarra, Presidente del Premio, Giusy Cafari Panico, Claudia Contardi, Giancarlo Giuliani, Marina Pratici, Rodolfo Vettorello, e dalle consulenti per le opere in lingua straniera Francesca Pazzaglini e Daniela Quieti, si sono avvicendati sul palco nella consegna dei vari riconoscimenti in momenti artistici intensi che hanno coinvolto calorosamente il pubblico presente. Fra gli altri, sono stati conferiti Premi alla Cultura all'attore dalla bellissima voce Antonio Maria Magro e al poeta morcianese Giuliano Cardellini; il Premio Speciale A.G.E. alla Carriera è stato attribuito ad Annelena Michelazzi Roffi, il Premio Speciale “Dino Pratici” a Bruno Marengo e il Premio Speciale I.P.L.A.C. a Ignazio Gaudiosi. Significativi riconoscimenti per gli abruzzesi Licio Di Biase, Giovanni Damiani, Valentina Palleri, Roberta Di Iorio e Umberto Vicaretti.
Per l’elenco completo dei vincitori: www.premiomontefiore.it/





ecco il video tratto dal telegiornale di Italia7gold

venerdì 7 ottobre 2011

Buon Compleanno Enzo!

Anche quest'anno eccomi qui a ricordare Enzo Baldoni, che avrebbe compiuto proprio oggi 63 anni.
Che dire: era un uomo straordinario. Io gli dedicai una poesia anni fa. Scrissi a sua moglie Giusy, che mi rispose inviandomi un suo scritto bellissimo.
E per una strana combinazione proprio oggi ho ricevuto una comunicazione in merito ad essa.
Enzo, eri una persona straordinaria.

Ti dedico - e so che mi senti - questa canzone che scrisse per te uno dei miei cantautori preferiti, Samuele Bersani:

Occhiali rotti

Ho lasciato la mancia al boia per essere sicuro
che mi staccasse la testa in una volta sola e ti assicuro
non lo pagai sperando di fermarlo
come mai si ritirò è un mistero e il motivo non so spiegarlo
ma so andarmene lontano
se nessuno mi trattiene
e tornarmene a Milano nonostante le catene
Ho lasciato la mancia al boia, sai quanto mi servisse
un orologio Bulova
se il tempo lo scandiva la mia tosse
tanto che poi in cambio ottenni acqua
e un sorriso che pensai
fosse un rischio persino per lui
per capirmi è necessaria la curiosità di Ulisse
di viaggiare in solitaria
vedendo il mondo per esistere…
E chissà che poi non capita che ad uccidermi
sia per caso la pallottola amica di un marine
ma se chi dovrebbe darti aiuto respinge il tuo saluto cosa fai?
bestemmi o preghi il dio del vetro andando marciandietro via dai guai
e vai all’inferno
che la differenza in fondo non ci sta
Ho lasciato la mancia al boia per essere sicuro
che mi staccasse la testa in una volta sola e ti assicuro
non lo pagai sperando di fermarlo
come mai si ritirò è un mistero e il motivo non so spiegarlo
ma nel giro di un minuto dietro a un paio di lenzuola
è sbucato il sostituto
con in mano una pistola
Finalmente un po’ di musica
ma che nostalgia di quando avevo preso la chitarra elettrica e l’ho data via
chissà se gli errori del passato sono ancora adesso in garanzia
e se mi verrà mai perdonato il fatto che io spesso andassi via
un bacio a tutti, quanti sogni belli e quanti brutti
i miei occhiali si son rotti
ma qualcuno un giorno li riparerà…
Finalmente un po’ di musica
ma che nostalgia di quando avevo preso la chitarra elettrica e l’ho data via
chissà se gli errori del passato sono ancora adesso in garanzia
e se mi verrà mai perdonato il fatto che non fossi a casa mia
un bacio a tutti, fate sogni belli e pochi brutti
i miei occhiali si son rotti
ma qualcuno un giorno se li metterà
e a occhi semichiusi
attraverserà posti distrutti
e silenziosi



mercoledì 5 ottobre 2011

Lettere di uno Zio a sua nipote

Tanti anni fa c'era una bambina inquieta e un po' solitaria (da grande sarebbe rimasta un po' inquieta, un po' solitaria e un po' bambina ma è un'altra storia) che sentiva sempre parlare di un misterioso prozio, che abitava lontano e scriveva poesie.
Non l'aveva mai visto perché era anziano e non poteva fare lunghi viaggi.
O forse era un po' pigro.
Andarlo a trovare sarebbe stato troppo costoso per la sua famiglia, a quell'epoca.
L'unica testimonianza della sua esistenza erano delle strane fotocopie di giornali che mandava a tutti i parenti sparsi per l'Italia che contenevano le sue poesie.
Un altra prova erano i soldini che le mandava per Natale. CInquantamila lire con un vaglia. "Alla cara niporina. Zio Alberto"
Che poi poteva essere anche come la storia di Babbo Natale.
Così a tredici anni un giorno la nipote scrisse allo zio " Caro zio Alberto..." e lui le rispose.
La bambina scriveva anche lei delle poesie, molto infantili, inesperte e si vergognava a fargliele leggere. Ma un giorno non se ne vergogno più e lo zio Alberto gliele mandò corrette!! "Troppi aggettivi, c'è una ripetizione, non andare a capo basta che sia..."
E poi "Togli, togli... più togli meglio è, la poesia è concentrazione, non è un racconto"
Così la bambina cominciò a togliere. Nel frattempo aveva preso confidenza con il misterioso zio Alberto e gli raccontava un sacco di cose.
Forse per rimediare alla poca confidenza che aveva con suo nonno, suo fratello. Reale ma tanto tanto distante.
Passarono gli anni e una volta al mese nella cassetta della posta c'era la lettera dello Zio Alberto. "Ma che cose tristi che scrivi... alla tua eta!"
Lo zio, bisogna dirlo, aveva uno stile un po' ridondante e man mano che la bambina cresceva lo trovava un po' datato, un po' obsoleto. Alla Carducci.
Ma questo faceva pare del suo personaggio.
E poi le sue tragedie la facevano un po' sorridere. In realtà aveva un altro lavoro e scriveva per passione.
"Sagra di sangue" aveva sempre colpito la sua immaginazione. Che buffo suo zio!
Così passionale e pieno di vita a ottant'anni.
Le sue lettere scritte con la sua inconfondibile, brutta calligrafia ( quella geroglifica, quasi incomprensibile, comune a tutti i Cafari Panico, quella che ho anch'io) finché non cominciarono a tremargli le mani e cominciò a usare la macchiana da scrivere Olivetti 22 , quella con cui scriveva le sue poesie.
Aveva un circolo di amici un po' pomposi anche loro. Il suo migliore amico era "Il prof. Vizzaccaro" che gli dedicava prefazioni magniloquenti. "Il Cafari dimostra la sua grande maestria pittorica nel dipingere emozioni indimenticabili ;))" che lui ricambiava con identitica ammirazione.

Finalmente un giorno, dopo quindici anni di corrispondenza andai... oops, l'ex bambina andò a trovarlo nella sua casa del Sud, una casa tipica del Meridione, con quel decoro e quell'accoglienza difficile da descrivere.
Era solo di passaggio e poté incontrarlo per un'ora solamente.
Lo zio Alberto era già malato e aveva già novant'anni. Eppure, come raccontò in seguito la figlia, per accogliere la sua amata nipotina ( di cui conservava tutte le foto, che teneva sul suo scrittoio) si era andato a mettere il vestito "buono", quello gessato. E in giacca l'aveva accolta in casa.
Non si erano mai visti, e lei aveva trent'anni.
Lui la abbracciò appena, un po' schivo. Ma negli occhi aveva un luccicchiò che tratteneva una lacrima. Le fece mangiare due porzioni di pastiera. E parlarono come se avessero proseguito la loro ultima lettera.
Le parlò di storia, di Paestum e dei soldati greci poco virili che spinsero le loro donne ad aprire le porte della città ai Sanniti.
"Quanto assomigli a zia Virginia" le disse. E chiedeva alla moglie e alla figlia, che lo guardavano con benevola sopportazione.
Non è facile vivere con una persona malata di scrittura. Io posso capirlo, perché forse non è facile nemmeno stare con me.

Un'ora insieme. Poi non si videro mai più

Intanto la nipote aveva cominciata a scrivere con un po' più di convinzione e lui mi incoraggiava "Per aspera ad astra" e poi "Esercizio, ci vuole esercizio".
Le lettere con sempre più cancellature bianche, corrette da una grafia sempre più tremule.
"Sto scrivendo il mio nuovo libro, devo rileggerlo per farlo pubblicare. E poi la storia della nostra famiglia, ma non te l'hanno data?" anche a novantadue anni aveva un sacco di progetti.

A diciotto anni mi aveva fatto partecipare al primo premio letterario della mia vita, a Cassino, la sua terra d'origine e avevo vinto il terzo premio. Era molto orgoglioso e aveva avvertito tutti i parenti. Quello che lo guardavano con un po' compatimento, come l'eccentrico della famiglia.

Poi il silenzio. La casella vuota.
La telefonata di sua figlia. Fine.

Mi rimasero tante lettere, tante fotocopie, tante sue cose. Che conservo gelosamente.
Piansi tanto. Gli volevo tanto bene. Più che agli altri parenti di mio padre.

Un uomo che avevo visto solo una volta, per un'ora.

Riporto una delle sue poesie più belle, dedicata alla mia bisnonna, morta sotto le bombe degli Alleati a Ferentino, vicino a Montecassino, durante la famosa battaglia della seconda guerra mondiale.

Mamma

Su negre fosse e intorno ad ogni croce
i crisantemi tornarono a fiorire
mentr'io malato, stanco di soffrire
volevo bruciar la terra e il ciel feroce.

Da quando tace, o mamma, la tua voce
che lacrime e dolor sapea lenire,
non ho più fede e amor mi fa impazzire
il tuo calvario, la tua morte atroce.

A nulla, a nulla vale, ahimé! cercare!
Dove, fra tante ignore e mute tombe,
riposan, mamma, l'ossa tue sì care?

Perché non parli, mamma? Dove giace
il corpo lacerato dalle bombe?
Abbi pieta d'un figlio senza pace.

( Alberto Cafari Panico)


Dopo tanti anni, miracolosamente, l'ex ragazzina ha ritrovato un altro zio.
Uno zio non di sangue ma "di anima".
Sempre lontano, sempre virtuale. Magicamente residente nella stessa zona di suo zio.
Che nutre la sua anima di letture, di articoli di giornale, di poesie, e di lettere, lettere, lettere...
Attento e affettuoso consigliere e un grande amico. Oltre che un grande scrittore e una bella mente, vivace e sensibilissima.

Mi viene quasi da pensare che lo zio Alberto si sia riincarnato o che mi abbia trovato un suo degnissimo sostituto in questa strana avventura che è la vita.

A te, caro mio ricreato zio Alberto, dedico questo post.
So che mi leggi, che mi leggi solo qui. Come le persone che preferisco, forse quelle che mi vogliono più bene.
E ti ringrazio di aver colmato questo mio vuoto.
Seppur da lontano.
Ma le persone che amo di più sono sempre lontane, si sa.
Sia nel tempo che nello spazio. Mai nella mia anima.

sabato 17 settembre 2011

Una promessa fatta agli amici di Ortona

Ortona a Mare è una splendida città in provincia di Chieti ma vicina a Pescara.
Ha una storia incredibile. Tra l'altro è stata un possedimento dei Farnese, sì, proprio loro, quelli del Ducato di Parma e Piacenza.
Margherita d'Austria, sposa di Ottavio Farnese e affascinante protagonista della storia seicentesca, scelse di passare gli ultimi anni della sua vita proprio lì, nel clima mite della costa, a contatto con le splendide persone abruzzesi.
Fu sepolta invece a Piacenza, nella chiesa di San Sisto.

E poi Ortona è la citta da cui scappò Vittorio Emaniele III dopo l'8 settembre. Era mezzanotte nel porto di Ortona, e la nave Baionetta salpava da Ortona con la corte e i suoi dignitari, a conclusione delle vicende martoriate del Regno D'Italia e del Ventennio. Le mie zie lavoravano alla "Timo" , la Telecom di allora, e futono coinvolte nelle operazioni di comunicazione ( segretissime).

E ancora... Ortona è la città denominata la "Stalngrado d'Italia", dove si svolse una terribile battaglia nel dicembre del 43 tra esercito tedesco e canadese. Una lotta che si svolse casa per casa in un crescendo di terrore, sconquasso, distruzione. Gli abitanti ( comprese le mie prozie e la mia bisnonna) furono costretti a rifugiarsi nelle grotte e poi a sfollare in altre città. Ancora oggi pullman di reduci o figli di reduci canadesi visitano il suggestivo cimitero dove riposa chi ha combattuto la famosa "Battaglia di Ortona". Famosa però più all'estero che in Italia.

Ortona è la città dei Cascella, grandi ariisti, dell'autore di "Vola Vola" Tosti ( che mio nonno conobbe personalmente). E' pure la città di Rocco Siffredi (!).

E' domintata dal Castello Aragonese e dalla passeggiata Orientale e il suo porto è tra i più importanti dell'Adrriatico.

Ma soprattutto è la città dove riposano le spoglie di San Tommaso Apostolo. Non un apostolo qualunque: ma San Tommaso!! Purtroppo la cattedrale è stata distrutta durante le vicende belliche, ma conserva ancora la teca ed è metà di pellegrinaggi soprattutto dall'estero.

Infatti è questo il problema. L'Italia si è dimenticata di Ortona. Non le è stato riconosciuto nessuno status per la completa distruzione subita durante la guerra, né mai le è stato assegnato il minimo contributo economico.

Avendo avuto l'occasione di parlarne durante la mia partecipazione a "Chi vuol essere milionario?", ecco il mio piccolo contributo per fare un po' di pubblicità turistica ad una cittadina trascurata dallo stato. Questa estate me l'hanno chiesto e io lo faccio molto volentieri, sapendo di fare ben poco...
Tra l'altro imbranata come sono non sono stata nemmeno capace di caricare bene il video.

Tuttavia ecco la domanda che mi ha permesso di vincere 70000 euro. Non ho mai caricato nulla della mia partecipazione... ma aderisco alla richiesta fattami, in particolare dal Signor Marco, a cui rivolgo i miei più cari saluti, se mi legge.

lunedì 12 settembre 2011

"Bagni di Lucca: a nice place to see..." ( E.B.B.)

Sulle orme della mia "poetessa-feticcio" E.B.B.( Elizabeth Barrett Browning) sono arrivata nella sua seconda patria italiana, dopo Firenze: Bagni di Lucca, dove la mia eroina ha trascorso ben tre estati assieme a suo marito, il celebre autore inglese Robert Browning. La loro presenza è stata talmente importante nella cittadina termale da meritare una targa sulla passeggiata sul fiume Lira, accanto a "Casa Bastiani" dove la coppia soggiornava.
La targa ricorda il momento in cui E.B.B. consegnò, proprio a Bagni di Lucca, a Robert la brutta copia del suo libro di poesie più famose : "Sonetti dal portoghesi" a lui dedicati durante i mesi della loro corrispondenza e che lui pubblicò, rendendoli una delle raccolte di poesie d'amore più celebri della storia della letteratura.
Per me è stato straordinario ripercorrere le sue orme...in questo luogo magnifico...

L'occasione era, tra le altre cose, un interessante convegno "Arte, letteratura, stampa ed esilio: rapporti tra il Regno Unito e il Risorgimento". E.B.B. era infatti una fervente patriota e tifava appassionatamente per la causa dell'Unità d'Italia. Alcuni interventi erano dedicati a lei.

Il convegno si teneva nella chiesa anglicana, ora adibita a biblioteca e gestita dalla fondazione Montaigne.
Per me è stato quasi sconvolgente scoprire quanti poeti, scrittori, intellettuali provenienti da tutta Europa
hanno frequentato questo luogo, sede di terme antichissime e benefiche da cui traevano vantaggi i sovrani di tutta Europa. Oltre a Montaigne, il famoso pensatore, sono passati da qui e vi hanno soggiornato a lungo (e le targhe sui palazzi lo testimoniano) Lord Byron, Shelley, Alexandre Dumas, Heine,.. ci sono passati Dante e Boccaccio e praticamente tutti i grandi autori italiani da Pascoli a Montale, da Carducci a Vittorio Alfieri. Oltre a grandissimi musicisti come il lucchese Puccini ( la nipote era presente al convegno), Verdi, Paganini, direttori d'orchestra cone Toscanini e il grande Enrico Caruso.

A proposito, in un economicissimo albergo, mantenuto appositamente "a una stella" per non rimodernarlo snaturando la sua struttura e i mobili antichi mi è capitato di dormire nella sua camera!!!

Durante il convegno, che vedeva la partecipazione di venti relatori provenienti dalle università di tante parti di Italia e Inghilterra di età diverse ( tante le giovani e preparate ricercatrici, una proveniente anche dalle "mie" zone chietine e pescaresi) si respirava una bellissima atmosfera, allo stesso tempo alla mano e internazionale.

Ho avuto il piacere di incontrare di nuovo Simonetta Berbeglia ( tra gli organizzatori, relatori e "chair" di una sessione", Elena Capolino, la responsabile di Casa Guidi, la residenza fiorentina dei Browning con cui ho avuto il piacere di collaborare lo scorso giugno, persone deliziose a cui ormai mi lega una calda amicizia,

Nonostante il mio inglese maccheronico ho avuto il piacere di condividere simpatici momenti di aggregazione anche con i relatori inglesi, in particolare con il Prof. Joseph Phelan dell'Università di Leicester che impietosito dai miei sforze anglofoni, ha cambiato linguaggio ed è persinbo riuscito a parlare con me di calcio ( lui tiene per il Tothenam ;)). Ah e poi ho scoperto che la squadra di cricket findata dal simpaticissimo e molto informale - anche come look - Prof.Michael Walton è campione del Friuli ( lui insegna ora a Trieste). Poi ha confessato che forse è l'unica ;)
Che simpatici tutti questi docenti inglesi... non "se la tira" nessuno. Tanto da imparare da loro!

( Chiesa Anglicana e Biblioteca, sede del Convegno)



Ringrazio per avermi fatto sentire a casa il Prof. Cherubini, il presidente della Fondazione, che ha fatto veri e propri miracoli a Bagni di Lucca, costruendo quasi dal nulla la Biblioteca, catalogando una preziosa e antichissima collezione di un donatore inglese e creando una serie di eventi di livello veramente internazionale.

La cittadina è deliziosa, le persone talmente cordiali e ospitali da lasciarmi profondamente colpita. I paesaggi sono splendidi come in tutta la Garfagnana, regione che io amo profondamente e a cui mi sento molto legata, per diversi motivi.
Non ultimo il fatto che a pochi chilometri, sul versante emiliano dell'appennino quasi sul confine, si trovano i miei unici possedimenti: alcuni castagni ereditati dalla mia nonna montanara: Angelica e che prima o poi andrò a scovare.
Radici, sì... in tutti i sensi. Quelle degli alberi e dell'anima. Strumenti di Dio che ti tengono legata ad un luogo, fili che ti riportano sempre alla "tua" terra.




Si respira un'aria particolare in questi luoghi, qualcosa che mi regala una grande pace interiore... Un senso di "qui e ora" che provo raramente e purtroppo mai nella mia città.

Grazie anche al "viandante dell'anima "Gianluca, tra i partecipanti, che mi ha regalato il suo libro di pensieri e alla sua amica di Santa Margherita Ligure, donna "magica" e sensibile che senza che le dicessi nulla mi ha detto
"Tu stai cercando un luogo vero? Il tuo luogo... Prima o poi lo troverai."
Quanto è vero....

Durante un'escursione a Prato Fiorito Robert Browning ha scritto proprio a Bagni di Lucca la sua poesia più famosa, dedicata alla moglie che, nonostante la sua fragilità fisica era riuscita ad arrivare sulla vetta ( anch'io ho percorso parte del tragitto, non ho avuto il tempo di arrivare al traguardo ( sono più imbranata di EBB ;).. ma tornerò :)). Il titolo By the fire-side, in italiano è "Accanto al focolare".
Eccone un brano, tradotto liberamente da me:

Le foreste avevano agito
per un secondo abbiamo cercato
di prendere in mano il gioco:
ma ci avevano mescolato così,
per una volta e per sempre.
Il loro lavoro è stato fatto:
potremmo andare o restare,
ma loro insistono
nel loro antico volere.


Robert Browning

mercoledì 31 agosto 2011

Al via la quarta edizione del Premio letterario internazionale Città di Cattolica!!




Ritorna il grande Premio Internazionale Città di Cattolica - Pegasus Literary Awars, l'Oscar della Letteratura Italia, con tante novità, sempre più all'avanguardia, sempre più prestigioso, di cui ho l'onore di essere giurata assieme a Giuseppe Benelli ( presidente del Premio Bancarella),i grandi poeti e scrittori Hafez Haidar, Carmelo Consoli, Marina Pratici, Rodolfo Vettorello, Lella de Marchi, l'attore Andrea Porti e la giornalista Claudia Contardi e, ovviamente, il grande promoter, autore e presidente dell'associazione Pegasus, il "mitico patron" Roberto Sarra.

Ecco i premi:

CAT. “A” LIBRO EDITO IN LINGUA ITALIANA, INGLESE, FRANCESE, SPAGNOLA O TEDESCA INERENTE LA NARRATIVA, LA POESIA E LA SAGGISTICA.
1° CLASSIFICATO € 1.100. + TROFEO
2° CLASSIFICATO € 600 + TARGA
3° CLASSIFICATO € 300 + TARGA
CAT. “B” OPERE INEDITE DI POESIA IN LINGUA ITALIANA, INGLESE, FRANCESE, SPAGNOLA, TEDESCA O IN VERNACOLO ITALIANO
1° CLASSIFICATO € 700 + TARGA PRESTIGE
2° CLASSIFICATO € 300 + TARGA
3° CLASSIFICATO € 200 + TARGA
CAT. “C” OPERE DI NARRATIVA INEDITA IN LINGUA ITALIANA, INGLESE, FRANCESE, SPAGNOLA O TEDESCA
1° CLASSIFICATO € 700 + TARGA PRESTIGE
2° CLASSIFICATO € 300 + TARGA
4
3° CLASSIFICATO € 200 + TARGA
CAT. “D” ROMANZO INEDITO IN LINGUA ITALIANA, INGLESE, FRANCESE, SPAGNOLA O TEDESCA.
1° PREMIO (VINCITORE UNICO)
PUBBLICAZIONE E PUBBLICIZZAZIONE DEL ROMANZO CON OMAGGIO DI N. 10 COPIE PER L’AUTORE + TARGA.
CAT. “E” SILLOGE POETICA INEDITA IN LINGUA ITALIANA, INGLESE, FRANCESE, SPAGNOLA, TEDESCA O IN VERNACOLO ITALIANO
1° PREMIO (VINCITORE UNICO)
PUBBLICAZIONE E PUBBLICIZZAZIONE DELLA SILLOGE CON OMAGGIO DI N. 10 COPIE PER L’AUTORE + TARGA
CAT. “F” EBOOK OPERE LETTERARIE IN FORMATO ELETTRONICO IN LINGUA ITALIANA, INGLESE, FRANCESE O SPAGNOLA.
1° CLASSIFICATO SETTIMANA DI SOGGIORNO A CATTOLICA PER 2 PERSONE (SPENDIBILE PER LA STAGIONE ESTIVA 2012 NEI MESI DI GIUGNO E SETTEMBRE) + TROFEO
2° CLASSIFICATO WEEKEND PER 2 PERSONE (SPENDIBILE PER LA STAGIONE ESTIVA 2012 NEI MESI DI GIUGNO E SETTEMBRE) +TARGA
3° CLASSIFICATO TARGA
CAT. “G” SELEZIONE POETA DELL’ANNO
VINCITORE UNICO
5
WEEK END A CATTOLICA PER DUE PERSONE SPENDIBILE PER LA STAGIONE ESTIVA 2012 (MESI GIUGNO SETTEMBRE) + QUADRO CON TARGA IN ARGENTO
PER OPERE IN LINGUA DIVERSA DALL’ITALIANO,DALL’INGLESE DAL FRANCESE DALLO SPAGNOLO E DAL TEDESCO, OCCORRE INVIARE APPOSITA TRADUZIONE
VERRANNO INOLTRE ASSEGNATI I SEGUENTI PREMI:
PREMIO PEGASUS - PRESTIGIOSO TROFEO DEL CAVALLO ALATO
PREMIO ATHOS LAZZARI (TROFEO)
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA (TARGA)
PREMIO SPECIALE DELLA CRITICA (TARGA)
PREMIO SPECIALE PER OPERE EDITE DI GENERE FANTASY (TARGA)
PREMIO SPECIALE EMOTION (TARGA)
PREMIO PROFUMO D’AUTRICE (RISERVATO ALLE AUTRICI PARTICOLARMENTE MERITEVOLI) TARGA
TARGA CITTA’ DI CATTOLICA AD AUTORI PARTICOLARMENTE MERITEVOLI.

REGOLAMENTO
L’associazione Culturale “PEGASUS CATTOLICA” con l’alto patrocinio della Presidenza della Repubblica del Consiglio dei Ministri, della Regione Emilia Romagna della Provincia di Rimini e del Comune di Cattolica, organizza la 4^ Edizione del Premio letterario Internazionale Città di Cattolica – Pegasus Literary Awards articolato in sei sezioni.
A. Libro edito in Lingua Italiana, Inglese, francese, spagnola o tedesca inerenti la narrativa, la poesia e la saggistica.
B. Opere inedite di poesia in lingua italiana, Inglese,francese, spagnola, tedesca o in vernacolo italiano.
C. Narrativa inedita in lingua Italiana, inglese,francese, spagnola o tedesca.
D. Romanzo inedito in lingua italiana, inglese,francese, spagnola o tedesca .
E. Silloge poetica in lingua italiana inglese, francese spagnola, tedesca o in vernacolo italiano.
F. Cat. Ebook opera letteraria in formato elettronico in lingua italiana, inglese, francese, spagnola o tedesca.
G. Selezione poeta dell’anno.
Il tema è libero.
E’ possibile partecipare alle categorie A e D con max 2 elaborati (in tal caso la quota associativa è da considerarsi doppia), per le categorie B e C Max 3 elaborati, per la categoria E una raccolta di minimo 25 e Max 30 poesie. Per la categoria F max 2 Ebook (doppia quota). Ogni concorrente può liberamente partecipare a più categorie, versando le relative quote.
8
ART. 1
L’iscrizione al concorso è aperta agli autori di qualsiasi nazionalità. L’adesione da parte dei minori deve essere controfirmata da chi ne esercita la patria potestà.
ART. 2
I concorrenti o le case editrici per partecipare al concorso dovranno versare un contributo (quota associativa) di € 25,00 per ogni categoria sul C/C BANCARIO n. 2946 –Coord. Bancarie IT-71Z/08578/67750/000030102946 intestato all’Associazione Culturale “PEGASUS CATTOLICA” o in alternativa un normale assegno bancario intestato all’Associazione entro e non oltre il 31.01.2012 (farà fede la data del timbro postale). Ed inviare le composizioni complete di fotocopia del versamento o corredate dell’assegno, al seguente indirizzo:
Associazione Culturale “PEGASUS CATTOLICA” via Irma Bandiera 29/B 47841 Cattolica (RN). associazione.pegasus@alice.it Tel. 347 1021100
ART. 3
Le composizioni relative alle categorie B e C dovranno pervenire in forma dattiloscritta ed in cinque copie di cui una sola firmata e corredata di tutti i dati dell’autore, compreso l’indirizzo E. MAIL, quelle relative alle categorie D ed E in quattro copie. Le opere partecipanti alla sezione poesia non potranno essere superiori a quaranta versi, mentre le composizioni di narrativa, non potranno superare (indicativamente) le quattro cartelle (A4) standard in corpo dodici, 1800 battute compresi gli spazi. Per la categoria D (romanzo inedito), non ci sono invece limiti di cartelle, le opere dovranno essere rilegate con spillatura metallica o termo rilegatura. Per quanto concerne la Categoria “E” sono previste un minimo di 25 cartelle ed un massimo di 30. Per quanto riguarda la Cat. G. selezione poeta dell’anno, basterà inviare tre copie del proprio curriculum personale.
ART. 4
Per la categoria A verranno inviate n. 4 copie del libro riguardanti opere edite nel periodo GENNAIO 2006 – GENNAIO 2012. Per la categoria F verrà inviata una copia via Email all’indirizzo di posta elettronica dell’Associazione unicamente nei formati PDF- EPUB – HTML o TXT Si ribadisce che per
9
Ebook si intende un’opera edita in tale categoria e non di copia sostitutiva di opera in cartaceo. Gli elaborati pervenuti entro la data indicata saranno giudicati da una giuria qualificata. Ulteriori premi potranno essere istituiti in corso d’opera dall’Associazione, il giudizio della commissione preposta sarà insindacabile ed inappellabile.
ART. 5
Le opere edite pervenute in cartaceo, resteranno a disposizione dell’Associazione e faranno parte dell’operazione “un mondo di libri” nata per dare grande visibilità agli autori, quelle inedite verranno distrutte a tutela del copyright. Non è prevista comunque, la restituzione.
ART. 6
I premiati dovranno ritirare personalmente i premi o mandare persona fidata, durante la manifestazione ad eccezione dei premi in denaro per i quali è obbligatoria la presenza dell’autore. Si precisa che tali premi non potranno in alcun modo essere spediti. In caso di Ex Aequo il premio verrà diviso in parti uguali fra i partecipanti.
ART. 7
La premiazione avverrà nel mese di Aprile 2012 presso il prestigioso Teatro della Regina, sito in Piazza della Repubblica a Cattolica.
ART. 8
Le giuria sarà composta da critici, autori, e da personaggi autorevoli provenienti da vari settori culturali. I premi consisteranno in assegni in denaro , trofei, targhe e pubblicazioni. Le case editrici alle quali si segnaleranno i partecipanti più meritevoli, si riserveranno la facoltà di prospettare loro l’opportunità di una eventuale pubblicazione delle loro opere.
ART. 9
La serata di Premiazione alla quale parteciperanno grandi personaggi del mondo letterario, dello spettacolo e della cultura, sarà allietata da intermezzi musicali, coreografie a tema e dalla pubblica lettura da parte degli autori delle opere selezionate come vincitrici.
10
ART. 10
I vincitori di ogni ordine di premi, saranno avvertiti tramite telefonata, mail, o lettera almeno 15 giorni prima della data della cerimonia di premiazione. Tutti i partecipanti potranno comunque consultare gli elenchi dei vincitori direttamente sui siti dell’Associazione che verranno inseriti entro le 48 ore successive alla chiusura dei lavori della commissione valutatrice e comunque non oltre il 30 marzo 2012
ART. 11
Non sono previsti rimborsi per spese d’albergo, i partecipanti potranno pernottare qualora lo desiderino presso un hotel convenzionato con l’Associazione.
ART. 12
Per la più completa serietà e trasparenza si specifica che i vincitori dei primi tre premi di ogni categoria in concorso non potranno iscriversi al premio per l’anno successivo all’edizione alla quale hanno partecipato.
ART. 13
Per i primi 3 classificati della categoria “A” è prevista l’inserzione gratuita dell’opera su “Voglia di libro” il grande portale letterario italiano.
ART. 14
I concorrenti al momento dell’iscrizione accettano in toto le condizioni del presente bando.
ART. 15
Ai concorrenti dimoranti nella zona che risultassero vincitori di soggiorno a Cattolica, l’Associazione provvederà alla sostituzione con altra località italiana.
ART. 16
I concorrenti per il solo fatto di partecipare al concorso ottengono il diritto di uno sconto del 10% su un loro eventuale soggiorno a Cattolica nella stagione estiva 2012 in uno degli hotel a loro scelta riportati nel presente bando, per ottenerlo basterà inviare una mail all’Associazione che provvederà ad avvertire l’hotel.

HOTELS DOVE OTTENERE LO SCONTO VACANZA PREVISTO PER I PARTECIPANTI AL PREMIO:
HOTEL MUREX via Andrea Costa 80 – Cattolica (RN) Tel. 0541/962296 WWW.HOTELMUREX.IT
HOTEL KURSAAL P.le 1° Maggio 2 - Cattolica (RN) Tel. 0541/962305 WWW.VIMEKURSAAL.COM

Recensione di Moto a luogo di Daniela Quieti

Dal periodico on line "Thema - L'informazione"

Una raccolta di liriche davvero belle da rileggere è certamente 'moto a luogo', di Giusy Cafari Panico, cinquanta poesie, LIR Edizioni 2010, presentata durante la XVI Rassegna dell’Editoria Abruzzese che si è svolta a Pescara. 'La vita è un segmento, parte di una retta di cui non è dato di sapere né l’inizio né la fine. Le anime inquiete sbirciano oltre il confine, cercando la chiave per accedere all’inconoscibile. (…) In un eterno moto dove pensieri, sogni, desideri sono il loro passaporto per l’altrove'.


--------------------------------------------------------------------------------

Il prologo dell’opera, suddivisa in tre emblematici complementi – stato in luogo, moto a luogo, altrove – è già una dichiarazione d’intenti: un viaggio di conoscenza in cerca della direzione che dia senso alle attese, che colmi le distanze, decifrando la realtà frantumata in mille specchi nascosti in sogni o dietro maschere: 'young' e 'old', limbo e allucinazioni, vite parallele che scivolano in strettoie di clessidre come 'deliri di umani/ che non vogliono morire.'. Sono presenti alcune poesie insolite, quali l’'Ordine naturale', in cui l’Autrice vorrebbe sovvertire il corso dei fiumi: 'Non so perché/ ma non amo/ l’ordine naturale/ delle cose/ (…) Che vada controcorrente./ Che le foglie non cadano dai rami/ ma si alzino/ leggere in cielo./ (…) Solo inclinando la testa/ cambia il mio punto di vista./ Ma questo è troppo poco./ Non basta.' O ancora 'Facebook', un componimento moderno intitolato addirittura a un social network, dove il virtuale può assurgere a illusorio testimone di vita: 'Non voglio che l’onda/ porti via la sabbia/ che ho calpestato/ mentre nella clessidra/ si sta esaurendo/ quella che ho già vissuto./ Ascoltatemi tutti, ascoltatemi! (…) / Che almeno io sia/ l’eco di una voce/ (…) Amatemi./ Non confondetemi fra i tanti/ che popolano/ la vostra indifferenza.’ Ma l’argomento che si conferma è Itaca, l’anelito a ritrovare la ‘casa perduta'. Qual è la sua Itaca? È 'Isola lontana/ che nemmeno intravedo,/ circondata da un mare/ ancora nemico.'. Desiderio a nuovo approdo e inizio di un ritorno, luogo utopico che fluisca dal passato in un futuro in cui una mappa del tesoro riveli al navigatore la risposta per ritrovare, forse, la patria dell’anima dove essere se stessi pur nella crescente difformità, nel 'thriller' e nella crisi dei valori di questa epoca. 'Mulier' è un’altra poesia significativa della silloge, un ritratto di donna, espressione di femminilità, di amore in una scrittura senza confini: 'Chi sei anima mia?/ Se l’uomo è la guerra/ io sono la pace./ Se l’uomo è la sete/ io sono la pioggia./ Se l’uomo è la fame/ io sono il pane.'. Il libro si avvia alla conclusione attraverso dodici 'Visioni', forse come i mesi dell’anno, nel desiderio di giungere a un altro luogo. Il tutto si dipana nel sollievo della 'Poesia' che si fa 'libertà del vento', 'timone', 'filo che non fa perdere l’aquilone'. Sarà perché la realtà sta sempre troppo stretta ai poeti, Giusy Cafari Panico sa modulare esperienze toccanti di pensieri e analisi di emozioni con la capacità di avvolgere in un’empatia esistenziale. Il suo lirismo tocca sempre temi vitali e le scelte che ne sono alla base. Un fascino irresistibile emana dalle pagine ed è un intenso piacere condividere i suoi versi che costruiscono immagini e riflessioni in un crescendo culminante in quell’'altrove' dove la felicità è sempre/ in un altro luogo/ in un altro tempo/ con altre persone/ (…) e 'l’anima emigrante/ non sa più dove stare'.



lunedì 22 agosto 2011

LA MAGICA SERATA DEL MYSTFEST


Il Mystfest - Gran Giallo di Cattolica si è concluso nella serata del 20 agosto presso la Piazzetta del Tramonto della bella città romagnola, che ormai è una delle mie seconde patrie e che amo moltissimo.

Alle 19 e 30 noi finalisti ( dieci) eravamo tutti - emozionatissimi - sotto il sole caldissimo di questo strano agosto seduti in una originale tavola a ferro di cavallo assieme ai giurati ( Andrea G. Pinketts, Valerio Massimo Manfredi,Marco Guaraldi, Marinella Manicardi) i curatori di Bookliners, l'assessore alla cultura di Cattolica, e l'infaticabile organizzatrice ( e giurata anch'essa) Simonetta Salvetti.
Davanti a noi un microfono e un succulento buffet ( avevo davanti un cabaret di piadine agli spinaci che però ho mangiato solo alla fine ;-))



Abbiamo letto a turno gli incipit dei nostri racconti, i redattori di Bookliners hanno letto i commenti sul sito ai nostri testi ( a proposito, grazie di cuore a tutti coloro che lo hanno lasciato per me) e i giurati sono intervenuti a commentarli.

Io ho avuto il privilegio di aver avuto il commento di Valerio Massimo Manfredi. Lo ringrazio moltissimo perché ha raccontato la vicenda psicologica del mio protagonista come un "sopravissuto" della sua antica famiglia, dimostrando di aver letto il mio scritto con grande attenzione e di averlo capito profondamente (quasi meglio di me ;-)).

Assieme a me i miei nuovi amici Lorella Barlaam, Maurizio Gilardi, Elisa Bellumori, Teseo Parolini, Riccardo Gazzaniga, Alberto Rudellat, Luca Occhi, Silvia Castellani e, ovviamente, il mio compare ;-) volatore rapido Francesco Danelli.

( le mie nuove amiche in giallo Elisa e Silvia)



Dopo aver fatto piazza pulita del buffet, è iniziata la premiazione ufficiale, mentre il tramonto del sole dava un'incredibile atmosfera al luogo ( dove avevo già avuto occasione di presenziare a Donne in Salotto organizzato da Roberto Sarra della Pegasus).

Dopo un interessante dibattito sulla storia del premio con tutti i membri della giuria, che ha visto tra gli storici vincitori ( per ben tre volte) Andrea G. Pinketts che la prima volta pare si fosse presentato, giovanissimo, sul palco con un accapatoio giallo :-) ecco il momento cruciale, la proclamazione del vincitore!!



Ed ecco il nome : Alberto Rudellat con Franz il Ciccione. Chi mi conosce bene sa che l'avevo dato subito tra i favoriti perché è molto originale, straniante, con un dialogo interno, pirandelliano tra il protagonista e l'autore, che quasi litigano tra loro in ogni pagina. Alberto poi è un ragazzo delizioso e molto modesto, che quasi si scherniva e la prima frase che ha detto, apprezzata da Pinketts ;), è stata "devo bere subito qualcosa!"

Sarà pubblicato dai gialli mondadori, che da trentotto anni sponsorizzano la manifestazione.
Gli altri nove a pari merito, per decisione della giuria, sono/siamo stati chiamati sul palco e premiati dai giurati.

Inutile dire che è stato un evento molto bello ed emozionante. Belle le nuove amicizie nate in questo contesto, personale soddisfazione per il mio gruppo di scrittori Volatori Rapidi perché eravamo in due
e il prossimo anno si sta organizzando una task force di piacentini per riprovarci.

Bellisimo finale di serata nell'hotel in cui eravamo ospitati, finalisti e giurati.
Fino alle 2 e mezza a chiacchierare di tutto e di più con persone come Andrea Pinketts, Marinella Manicardi, attrice colta e simpaticissima non capita spesso.
In particolare Pinketts, nonostante la sua fama di "scrittore maledetto" è stato veramente fantastico con tutti noi: disponibile, alla mano, rispettoso e gentile pur nella sua irriverente eloquenza e genialità.



Anni fa avevo "preso" "Il senso della frase" in biblioteca e, cosa che mi capita raramente, avevo fotocopiato l'incipit per tenerlo ( fatto che mi capita raramente).
Lo riporto anche se non c'entra niente con questo post

"Non so sciare, non so giocare a tennis, nuoto così così, ma ho il "senso della frase". Il senso della frase è Privilegio poiché, se lo possiedi, permette a una tua bugia di essere, se non creduta, almeno apprezzata. Nel caso poi, una volta tanto, tu ti decida a dire la verità, quella vera, quella che puzza perché non si lava con gli eufemismi, quella brutta perché non si ritocca né si abbellisce con la chirurgia estetica del ricordo, nel caso tu dica la verità, la verità pelosa, la verità arrapata, se possiedi il senso della frase la verità avrà l'aspetto un po' puttanesco eppure di classe di una bella menzogna.
Il senso della frase è il sesso della frase, il suono della frase, il significato della frase. Il senso della frase battezza la frase, la estremizza e anche se la degrada col turpiloquio, la promuove comunque rendendola, alla fin fine, definitiva. Il senso della frase è il punto di arrivo del concetto espresso quando la frase è ancora nell'utero. È il punto di non ritorno. Un "punto e basta". Un punto esclamativo ma, soprattutto, 666 punti esclamativi.
Diabolico senso della frase, io ti possiedo e ti amo. Fiato alle trombe di Eustachio, rimbombino le tube di Fallopio. Così è e così è stato.
Non so se si nasca con il senso della frase. Di sicuro ci si muore.
"

Dal vivo non gliel'ho detto, ma lo considero davvero una delle penne migliori d'Italia. Non solo gialle.

E poi due grandi gioie!! Ero seduta in attesa dell'annuncio e vedo sbucare una testolina nel buio... Era la mia amica Emy, di Rimini, a cui, tra l'altro, mi ero dimenticata di dire della finale del Gran Giallo e che non vedevo da due anni. Che gioia immensa, che bello ritrovare gli amici più cari ed accorgersi di quanto ti mancavano!! E grazie anche a Roberto, grande amico, grande compagno di avventure letterarie.

E per finire, grazie a te...che mi hai detto di partecipare, che mi hai trasmesso il bando, e che in un modo o nell'altro ( i miei due libri di poesie, Ravello, i racconti nella rete, Elizabeth) sei sempre coinvolto nella mia vita letteraria e non letteraria. Vedi? Sei anche qui ;).

mercoledì 3 agosto 2011

FINALISTA AL MYSTFEST


Ho saputo da pochissimo di essere tra i dieci finalisti del Mystfest-Gran Giallo di Cattolica 2011.
E' un grande onore per me, sono davvero contenta. Il 20 agosto ci sarà la serata di premiazione a Cattolica nella Piazzetta del Tramonto alle ore 21.
Un'occasione per conoscere gli altri nove finalisti ( ad eccezione di uno: Francesco Danelli, amico e volatore rapido, anche lui tra i dieci!) e per essere presente in una serata di letteratura e spettacolo. Alla fine verrà proclamato il vincitore.
Quest'anno i racconti si possono leggere in anteprima sul sito www.bookliners.com come spiegherò meglio.

Per chi non conoscesse il Mystfest:


"Nata nel 1973 dalla felice intuizione di Enzo Tortora che notò come sulla spiaggia di Cattolica fosse diffusa l'occupazione a leggere i gialli, la manifestazione (che agli albori si chiamava "Gran Giallo Città di Cattolica") è cresciuta e si è consolidata negli anni.

È nel 1981 che nasce il felice acrostico MystFest, Festival Internazionale del Giallo e del Mistero con film inediti da tutto il mondo e il concorso letterario con la pubblicazione dei vincitori da parte della Mondadori. Entrano a far parte della giuria del Premio molti degli scrittori premiati affiancati da critici, professori universitari, attori ed editori.

Attualmente la Giuria del concorso letterario è composta dagli scrittori Carlo Lucarelli, Valerio Massimo Manfredi, Andrea G. Pinketts, Marinella Manicardi, Mario Guaraldi, dagli esperti giallisti della Mondadori Igor Longo e Luciana Leoni.

Mentre negli anni si è perso l'appuntamento cinematografico con film inediti, dal 2008, l'amministrazione Comunale ha deciso di gettare uno sguardo sul cortometraggio di finzione restando fedeli al Giallo e al Mistero."


Dal sito del Mystfest:

"I FinalistiDa ques'anno, grazie alla collaborazione con il sito Bookliners, tutti potranno leggere e commentare i racconti finalisti.
Avremo così un primo esperimento di Giuria Popolare che, attraverso i commenti che potrà scrivere a margine di ciascun racconto, fornirà l'indice di gradimento del pubblico che verrà confrontato anche con la scelta della Giuria del Premio.

Partecipare è facile: tutti potranno leggere le prime due pagine del racconto; per poterlo leggere al completo e interagire, commentandolo, basta registrarsi sul sito www.bookliners.com.
Ci si può registrare anche durante la lettura dell'anteprima del racconto, cliccando sullo strumento "note" e sottolineando la frase che si vuole commentare; a questo punto si aprirà una finestra per l'iscrizione veloce, basta scrivere 3 dati: un nickname (quello che sarà il proprio nome su Bookliners) un'indirizzo mail valido e una password; appena inseriti i dati verrà spedita una mail di conferma all'indirizzo inserito, cliccando sul link presente nella mail si verrà automaticamente iscritti e riportati al racconto in lettura.
Da questo momento, i dati inseriti diventeranno i propri dati di accesso a Bookliners.
Se ti sei appena iscritto e sei già registrato su bookliners, puoi anche accedere al sito, cercare tutti i libri dell' "editore" MystFest e fare un vero e proprio lavoro comparativo tra tutti i racconti!

Buon divertimento, ricordate però che chi di penna ferisce..."

martedì 2 agosto 2011

I MIEI LIBRI DELL'ESTATE

Ogni estate ognuno di noi, credo, fa scorta di libri da portare sulle spiagge, in montagna, in campagna...
Un po' di tempo da dedicare a noi stessi, a toglierci dal caos di ogni giorno.
Questa estate come al solito sto leggendo tre o quattro libri alla volta.
Tipico della mia mente dispersiva e disorganizzata, ma per me più consueto che leggere un libro alla volta.
Non li ho ancora finiti ma mi stanno piacendo molto.

Uno è "La testa perduta di Damasceno Monteiro" che ho comprato al volo alla stazione di Firenze un mese fa, senza sapere nemmeno di che si trattasse.
L'autore è Antonio Tabucchi. E' ambientata a Oporto, in Portogallo ed è un singolare noir, con un attore non protagonista strepitoso: un avvocato politicamente scorretto che crede nella Grande Legge della Giustizia. Un libro curiosissimo, che ha un sapore esotico.

Il secondo ( che però ho finito ieri) è "Il giorno in più" di Fabio Volo.
Mai e poi mai avrei mai pensato di diventare un'ammiratrice di Fabio Volo. Io ho una gran puzza sotto il naso quando si tratta di leggere un libro. Perlomeno ultimamente.
Invece lui pagina dopo pagina mi ha conquistato. Non è tanto la trama, che è rosa, a lieto fine, spensierata. Sono le frasi, i piccoli particolari, quello che poi ti rimane dentro. Fresco e profondo insieme.
E' come leggere Harry ti presento Sally. Ci sono spunti strepitosi. Come quello della scoreggia. O quello delle strategie da candido erotomane. Poi c'è una colonna sonora incredibile, quella di tutte i grandi pezzi che cita, che me li sono andati tutti a cercare su you tube.
E la sua New York. Si capisce che c'è stato e che l'ha amata. Mi è venuta voglia di partire, subito.


"Mi apro una bottiglia di vino anche se sono sola. Non devo discutere, sono indipendente. Difenderei questa condizione con tutte le mie forze, sempre. Eppure a volte anch'io avrei bisogno di un abbraccio. Di arrendermi e perdermi tra le braccia di un uomo. Un abbraccio che mi faccia sentire protetta anche se so proteggermi da sola. Sono in grado di fare le cose di cui ho bisogno, ma a volte vorrei far finta di non esserlo per il piacere di farle fare a qualcun altro per me. È una sensazione, ma non voglio stare con un uomo per questo. Non posso scendere a compromessi e non posso rinunciare a tutto quello che ho, alla mia libertà, per quell'abbraccio, che poi spesso con gli anni, non c'è nemmeno più."

"Sono quelle notti che ho una voglia incredibile di vivere. Vorrei vedere due o tre film, scrivere, leggere, disegnare, o anche semplicemente guardare fuori dalla finestra. Dormire mi sembra una perdita di tempo. Mi viene voglia di imparare. Qualsiasi cosa, ma imparare"

E poi "Noi che non siamo come le altre" di Lucia Etxebarrìa.
Ah che ragazza terribile che sei Lucia, proprio come vorrei essere io, o come sono potenzialmente.
Solo tu potevi scrivere "Sed non satiata" o "Vagina Dentata" ma mai con volgarità.

"il mare le accarezza tutto il corpo come nessun essere umano potrà mai fare. L'accoglie, l'avvolge e la placa, La culla, la travolge, gioca con lei. Le lecca i capezzoli, glieli fa rizzare mentre le onde la baciano tutto il corpo e, aogni sforbiciata che Susi fa per avanzare, l'acqua che va e viene le si insinua tra le gambe come la lingua di un amante espero. La coccola, l'addormente, la strappa da se stessa e poi la riporta indietro, a quella che era prima di nascere, prima che il mondo la trasformasse in un essere perverso e socializzarto, più attento all'opinione degli altri che ai propri problemi basilari..." da Acqua.

Ritratti di donne non comuni, un po' da prendere con le molle, un po' da temere. Vorrei essere una di loro. Forse la sono ma non ditelo a nessuno.

Discorso a parte per "l'ultimo testamento della sacra Bibbia" di James Frey.
Ritorna Gesù Cristo sulla terra nelle sembianze di un vagabondo sempre ubriaco, promiscuo, descritto via via da personaggi diversi. L'ho appena cominciato ma mi sta prendendo molto... In effetti se tornasse forse sarebbe un sovversivo. E o riconosceremmo?
Sono affascinata da tutto quello che riguarda il Messia. Ho letto quasi tutto quello che lo riguarda: dalle scritture ortodosse alla Vita di Gesù di Renan, di Hegel, persino gli scritti di Augias. O il capitolo del Grande Inquisitore dei Fratelli Karamazov. Quindi eccomi alle prese ancora con Lui. Sacro, blasfemo... non riesco a sottrarmi a leggere qualcosa che lo riguardi.
E stavolta apprezzando un romanziere davvero bravo come Frey, un maledetto.
Uno che piace a me, insomma.

E per finire sto leggendo un libro sulla Felicità. Una massima per ogni giorno. Un libro un po' new age che però a volte soffia un po' sul fuoco del mio spirito inquieto.

Buone letture estive!!